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RIFORMA GELMINI L’ISTRUZIONE STORICO-ARTISTICA ALLO SBARAGLIO
07-03-2010
Gerardo Pecci

Nel lontano 28 maggio 1960, un grande storico dell’arte classica, Ranuccio Bianchi Bandinelli, scrisse una lettera in cui esprimeva tutta la propria amarezza nei confronti dell’amministrazione delle Antichit e Belle Arti. Con essa si dimise da componente del Consiglio Superiore delle Antichit e Belle Arti. Nel testo si pu leggere che tutti coloro che hanno sensibilit storica e artistica e senso della decenza e che si preoccupano anche dell’importanza che nel nostro Paese assume l’elemento turistico, sanno, in Italia e purtroppo anche fuori d’Italia, che l’Italia si sta distruggendo giorno per giorno, e che tale distruzione […] nella maggior parte dei casi conseguenza del prevalere degli interessi della speculazione privata e della grossolanit culturale della attuale classe politica. Parole dolorose, vive, che hanno quasi mezzo secolo eppure sembrano essere state scritte oggi. E proprio di recente, il prof. Salvatore Settis, disgustato dal pressappochismo politico e dalla sostanziale vanificazione del suo ruolo di Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali ha fatto lo stesso passo del prof. Bianchi Bandinelli, dimettendosi dallo stesso organo. Ancora una volta la politica appare infischiarsene della cultura, della scuola, del futuro dei giovani. La recente contro-riforma della scuola secondaria superiore del ministro Gelmini finir per penalizzare pesantemente proprio il settore della formazione scolastica ad indirizzo classico, artistico e turistico. E tali nefaste conseguenze si faranno sentire in modo incisivo anche in Campania, una terra ricca di beni culturali di immenso valore, come ad esempio i siti archeologici di Paestum, Ercolano e Pompei. Da alcuni giorni sono stati pubblicati dal Ministero dell’Istruzione i quadri orario delle materie scolastiche relative al riassetto dei licei e dell’istruzione tecnica e professionale italiana. Il quadro totalmente sconfortante: per la sparizione totale della storia dell’arte negli Istituti Professionali ad indirizzo turistico; per la mancata introduzione della storia dell’arte nei primi due anni del liceo classico, che pure era stata pi volte promessa dagli organi politici. Sparisce anche il liceo artistico ad indirizzo “rilievo e catalogazione”, gi Progetto Michelangelo, accompagnato dalla totale e gravissima sparizione, negli ultimi tre anni di corso, della disciplina “catalogazione dei beni culturali”. Una scelta scellerata che non solo penalizza gli insegnanti di storia dell’arte, con conseguente e inammissibile perdita di posti di lavoro, anche nella nostra provincia di Salerno, ma elimina un’esperienza formativa preziosa – addirittura non impartita nelle universit - per i giovani che si cimentavano nella catalogazione del nostro immenso patrimonio culturale, spesso in collaborazione con le Soprintendenze per i Beni Culturali di diverso tipo, dando vita a quella rete di conoscenze, competenze ed esperienze, dalla quale sperare in un migl ior utilizzo del nostro territorio, anche in termini di economia del turismo, in termini di turismo culturale, visto che turisti di ogni angolo del mondo vengono da noi per vedere i resti di Paestum, Velia, Pompei , Napoli, Ercolano… E pensare che anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva scritto una lettera in difesa della storia dell’arte, indirizzata alla Presidenza dell’ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte) e che erano state raccolte pi di 4200 firme perch la storia dell’arte venisse rafforzata o quanto meno mantenuta in vita, anche negli istituti professionali ad indirizzo turistico! Evidentemente i beni culturali, la nostra ricchezza maggiore, non hanno peso nella vita politica italiana e una sana politica della cultura non vale di fronte ad altri interessi, di natura speculativa e ragionieristica: la cultura evidentemente non porta voti e non argomento di propaganda elettorale. Non un carrozzone elettorale. E lo stia mo constatando anche qui, in provincia di Salerno, in vista della prossima campagna “politica”, elettorale, quella relativa alle amministrative. Una vera disfatta per l’Italia e per il Mezzogiorno in particolare! Paradossalmente, la Francia, invece, guardando al “vecchio” modello italiano gentiliano, proprio in questi ultimi mesi ha inserito la storia dell’arte come materia di studio obbligatoria negli istituti superiori avendone constatato l’altissimo valore formativo. Allora, come la mettiamo? Forse in Italia il bene pubblico non pi un valore.



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