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Sullo sfregio a Ravenna
25-04-2010
Ercole Noto

L'autore dello sfregio vandalico perpetrato ai mosaici della basilica di san Giovanni Evangelista si è costituito. Ne ha dato notizia l'amministrazione comunale con un comunicato nel proprio sito online. Di seguito la cronaca. Basilica di San Giovanni Evangelista, l'imbrattatore dei mosaici ha confessato Dal sito 'ravennanotizie' martedì 20 aprile 2010 “M.M. ha 25 anni, è ravennate, vive in famiglia e fa l'aiuto pizzaiolo, questa l'identità dell'autore del gesto vandalico compiuto il 3 marzo scorso ai danni della Basilica di San Giovanni Evangelista. Il giovane, che forse aveva capito di essere stato scoperto, ha deciso di presentarsi spontaneamente ieri pomeriggio al Comando della Polizia Municipale per confessare il misfatto, riconoscendo le sue colpe. I particolari dell'operazione sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa. Dietro a questa decisione, ha sottolineato Sergio Rossi, Comandante della Polizia Municipale, c'è stata sicuramente da parte nostra una incisiva "azione di pressing investigativo", come si dice in gergo. Ma ripercorriamo i fatti. Quella mattina del 3 marzo una turista raccontò di aver visto una persona, con il volto coperto da una maschera di carnevale "da Zorro", intenta a imbrattare con una bomboletta spray i 13 mosaici pavimentali risalenti al 13° secolo, esposti su pannelli della navata sinistra della Basilica. Un'azione premeditata, in quanto il giovane, prima di intraprendere l'azione interrotta successivamente dalla turista, aspettò che una scolaresca uscisse dal la chiesa. La donna tentò inutilmente di fermarlo e lo inseguì mentre fuggiva. Nella fuga l'uomo abbandonò sia la bomboletta utilizzata per imbrattare e uno zaino contenente una felpa di colore viola ed un foglietto con la scritta incomprensibile "Et blu l'iguanakat disine-lato". Già in passato, nel 2007, la chiesa era stata presa di mira, da un soggetto rimasto senza nome, che corrispondeva per certi aspetti a M.M. E' stata esclusa subito, ha sottolineato Stefano Rossi. La strada del degrado dei Giardini Speyer - Isola San Giovanni, non c'è alcun collegamento. Le indagini si sono focalizzate sui frammenti di impronte rilevati dalla Polizia scientifica di Ravenna sulla bomboletta, ma gli accertamenti tecnici si sono rivelati inutili. Nel frattempo sono stati intensificati i controlli e il ragazzo è stato individuato più volte all'interno della chiesa. In una occasione sono stati reperiti elementi utili per una eventuale comparazione del DNA con quello presente negli indumenti abbandonati nello zainetto. E mentre le indagini si avviavano alla conclusione con l'individuazione del responsabile del gesto, il 19 aprile M.M. si è presentato al Comando di Via Rocca Brancaleone dichiarando di essere l'autore dei due episodi di vandalismo, quello del 2007 in cui scrisse su una volta la frase "pupo-rito-battesimi.pedofili e l'ultimo del 3 marzo. Il ragazzo, a cui è stato contestato il reato di "deturpazione e imbrattamento di cose altrui e in questo caso di beni di interesse storico-artistico, non ha fornito spiegazioni, l'unica motivazione è forse da imputare ad una remota ostilità che ha nei confronti della Chiesa, una ostilità che ha origini lontane da ricercare nella famiglia. Sono emersi inoltre dal suo "curriculum" altri episodi di vandalismo effettuati nel 2003 alla stazione ferroviaria. Alla conferenza stampa era presente Don Giorgio, parroco della Basilica, che ha espresso soddisfazione per l'operato degli Agenti della Polizia Municipale informando la stampa che il danno è stato totalmente ripristinato e che i mosaici pavimentali, portati alla luce nel 1765 durante un restauro, sono ora visibili in tutta la loro bellezza. E' stato un lavoro delicato a cui hanno lavorato più persone per un mese e che è costato svariate migliaia di euro”. Un mese prima dello sfregio di san Giovanni Evangelista, sempre a Ravenna, si registrava un altro caso di imbrattamento. A compiere l'insano gesto una quindicenne. Ancora da 'ravennanotizie', mercoledì 24 marzo. “Nel tardo pomeriggio di ieri due agenti della Vigilanza di Quartiere della Polizia Municipale che stavano percorrendo in bicicletta Via Paolo Costa, sono stati richiamati da un cittadino perché due ragazze stavano imbrattando il muro della Chiesa dello Santo Spirito di vicolo degli Ariani. Le due ragazze, entrambi quindicenni, erano a cavalcioni sul muretto della Basilica, l'una di fronte all'altra, ed una di queste era intenta a scrivere una frase utilizzando un pennarello di colore nero indelebile. La minore è stata segnalata alla Procura dei Minorenni per deturpamento e imbrattamento di cose altrui”. Due episodi riconducibili a una stessa matrice. Lasciare il proprio graffito è per molti adolescenti un segno eloquente “d'esistere”. Che tristezza! Quello degli imbrattatori è diventata ormai una vera emergenza. Nell'episodio di quella adolescente “caduta” in errore, voglio sperare – non per fare il moralista - che in prima istanza venga coinvolta la famiglia, responsabile in ogni caso del comportamento di una quindicenne.



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