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Niscemi sotto la spada di Damocle del MUOS
11-06-2010
Antonio Mazzeo

Tenta di superare il lungo empasse il movimento di cittadini e associazioni che si battono contro linstallazione a Niscemi (Caltanissetta) del terminale terrestre del sistema di telecomunicazioni satellitari MUOS delle forze armate USA. Sabato 12 giugno, alle ore 18, il Comitato NO MUOS di Niscemi, in collaborazione con la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, ha indetto il convegno regionale dal titolo Il MUOS e le onde elettromagnetiche: convivenza pacifica o conflitto a cui sono state invitate le forze politiche, sociali e le istituzioni impegnate contro quello che stato definito a ragione lEcoMuostro di Niscemi. Allevento che vede il patrocinio del Comune di Niscemi, interverranno, tra gli altri, lavvocato Giovanni Di Martino (sindaco di Niscemi), il dottor Massimo Corraddu (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed esperto sugli effetti nocivi delle onde elettromagnetiche), il professore Rosario Mascara (Comitato delle Associazioni Ambientaliste).

Il terminale di Niscemi sar una delle quattro infrastrutture militari che assicureranno il funzionamento dellultima generazione della rete satellitare che collegher tra loro i Centri di comando e controllo delle forze armate USA, i centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento, i missili Cruise e i velivoli senza pilota Global Hawk, buona parte dei quali destinati alla vicina base di Sigonella. Il sistema MUOS consentir di propagare universalmente gli ordini di guerra, convenzionale e/o chimica, batteriologica e nucleare. Uno strumento di altissimo valore strategico, dunque, che si caratterizza per il suo violentissimo impatto ambientale. Sotto accusa ci sono infatti le pericolosissime onde elettromagnetiche che saranno emesse dalle tre grandi antenne circolari e dalle due torri radio del sistema satellitare che sorger allinterno della Riserva naturale Sughereta di Niscemi, Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Un progetto dissennato fortemente osteggiato dai cittadini e dagli amministratori di tre province (Caltanissetta, Ragusa e Catania) e di decine di comuni del sud-est della Sicilia.

I tecnici chiamati dal Comune di Niscemi ad analizzare lo studio per la valutazione dincidenza ambientale presentata nel 2008 dalla Marina militare statunitense in vista dellinstallazione del MUOS hanno evidenziato un impressionante numero di lacune ed omissioni del progetto, rilevando la scarsissima attenzione prestata dai militari statunitensi allo straordinario patrimonio ospitato in una delle pi importanti riserve ecologiche siciliane. Per tutto questo, qualche mese fa lamministrazione comunale ha disposto lannullamento in autotutela dellautorizzazione ambientale rilasciata nel settembre 2008 per la costruzione del potente impianto a microonde e, congiuntamente ad altri enti locali, ha richiesto alla Regione Siciliana di porre il veto al MUOS in tutte le sedi istituzionali, nazionali ed internazionali. La risposta del presidente Raffaele Lombardo non si fatta attendere. Dopo aver inviato a destra e manca comunicati di fuoco contro il programma satellitare, Lombardo si fatto convincere dal ministro La Russa e dai generali del Pentagono sullassoluta innocuit degli impianti MUOS. Successivamente ha avviato il pressing su sindaci e presidenti provinciali invocandone la conversione e il sostegno al megaprogetto militare a cui il Pentagono ha destinato 43 milioni di dollari (13 per la predisposizione dellarea riservata alla stazione terrestre e 30 per gli shelter e le attrezzature tecnologiche del sistema satellitare). Il governatore della Sicilia ha pure offerto contropartite e compensazioni per rendere pi digeribili le microonde del MUOS: la possibile rimozione a medio termine delle 41 antenne gi esistenti nella base dellUS Navy di Niscemi, utilizzate per le telecomunicazioni con i sottomarini nucleari; interventi finanziari per valorizzare il richiamo del patrimonio naturalistico locale; lattivazione allinterno dellospedale Basarocco di Niscemi di un centro di monitoraggio permanente sui rischi alla salute delle emissioni elettromagnetiche. Sino ad oggi la monetizzazione del rischio ambientale e militare stata fermamente respinta dalle amministrazioni e dai cittadini. Ma le lobby pro-MUOS non demordono e promettono dure offensive contro i recalcitranti oppositori.

Un grande aiuto allimplementazione del programma militare potrebbe arrivare dal Decreto di riperimetrazione della Riserva Sughereta, approvato il 30 dicembre 2009 dallAssessorato regionale Territorio ed Ambiente, che ha ridotto sia la superficie della riserva, che lestensione delle aree classificate zona A, quelle cio dove vietato realizzare nuove costruzioni ed esercitare qualsiasi attivit comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e la realizzazione di elettrodotti, acquedotti, linee telefoniche ed impianti tecnologici a rete, ecc.. Con la nuova classificazione il territorio protetto stato profondamente e pericolosamente frammentato.

Contro il decreto che vede la firma del Dirigente generale del Dipartimento Regionale Territorio ed Ambiente, Rossana Interlandi (avvocata di origini niscemesi), stato presentato ricorso al TAR dal Comune di Niscemi, che si visto stravolgere la regolamentazione di 32 particelle di terreno, tutte censite come bosco comunale. Nello specifico, 24 particelle, precedentemente ricadenti nella zona A, adesso si trovano completamente fuori dal perimetro della riserva, mentre altre 8 particelle, per una superficie complessiva di 28 ettari, sono state declassate dalla zona A alla zona B di pre-riserva. Va tuttavia rilevato che la riperimetrazione dellarea protetta era stata richiesta dallo stesso Comune, fattosi portatore delle istanze di alcuni proprietari di terreni allinterno della riserva, i quali lamentavano uneccessiva penalizzazione dei vincoli che impediscono lincremento delle colture. Una scelta fortemente censurata da molti No MUOS, sia perch sul tema non risultano essere stati mai informati e/o consultati tecnici ed esperti in gestione ambientale n le organizzazioni ambientaliste locali e regionali; sia per linopportunit dei tempi prescelti per promuovere liter per ridisegnare il perimetro della riserva, data la spada di Damocle rappresentata dai paventati lavori di realizzazione delle infrastrutture MUOS.

Al convegno regionale del 12 giugno, la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella presenter le conclusioni di uno studio sulle possibili connessioni tra il programma MUOS e le cosiddette guerre climatiche ed ambientali. Crediamo che sino ad oggi non sia stata data la giusta attenzione alle analogie esistenti tra il MUOS e il cosiddetto HAARP - High Frequency Active Auroral Research Program, il supersegreto Programma di Ricerca Attiva Aurorale con Alta Frequenza che dal 1994 lUS Air Force e la US Navy portano avanti dalla base di Gakona (Alaska), 200 km a nord-est del Golfo del Principe Guglielmo, affermano i rappresentanti della Campagna. In questa grande infrastruttura sono state installate centinaia di antenne che trasmettono in banda bassa (da 2,8 a 7 MegaHerz) e banda alta (da 7 fino 10 MegaHerz), cio lo stesso range delle frequenze del MUOS. Stando al Pentagono, lo scopo di questa installazione sarebbe quello di studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni, ma sono numerosi gli scienziati che denunciano che con il programma HAARP, gli Stati Uniti, al di fuori di ogni controllo internazionale, stanno creando nuove armi geofisiche integrali che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza.

Oltre ad interferire sulle comunicazioni radio, televisive e radar, le antenne HAARP possono influenzare i circuiti elettrodinamici delle aurore, consistenti in una corrente naturale di elettricit che varia da 100 mila ad 1 milione di megawatt. In questo modo possibile utilizzare il vento solare per danneggiare i satelliti e le apparecchiature installate sui sistemi missilistici nemici. Secondo il fisico indipendente Corrado Penna, da anni impegnato nel denunciare il controverso fenomeno delle scie chimiche, forte il sospetto che il sistema di antenne del MUOS possa servire anche per fini non dichiarati di modificazione ambientale in sinergia con il sistema HAARP dislocato in Alaska. La modificazione ambientale realizzata attraverso luso di forti campi elettromagnetici e scie chimiche responsabile di alcuni disastri recenti. Sappiamo con certezza che queste tecnologie possono servire a causare terremoti o altri disastri naturali (siccit, uragani, inondazioni, ecc.), sia indirizzando le emissioni sul nucleo della terra (influendo cos sul magnetismo terrestre), sia indirizzandole sulla ionosfera.



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