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Appello-Denuncia cementificazione collina Bellosguardo a Firenze
04-08-2010
Mario Bencivenni

Via Arnoldi-Soffiano: la colata di cemento sulla collina di Bellosguardo continua indisturbata. La colata di cemento documentata dalla foto (1) si riferisce alla gettata in corso d’opera delle fondamenta di un complesso di tre piani di appartamenti da vendere a mercato libero. Il tutto in un’area di vincolo diretto paesaggistico e storico culturale stabilito con Decreto Ministeriale 1951, integralmente confermato dal PIT adottato dal Consiglio regionale nel Luglio 2009 come piano paesaggistico. Si tratta di un’area di pregio paesaggistico e storico artistico dove nel 2004, grazie alla nuova stagione politica di “urbanistica contrattata” adottata anche dalll’amministrazione comunale fiorentina e in nome di un presunto interesse collettivo, l’impresa Le Quinte spa nell’ambito del progetto “20.000 abitazioni in affitto” aveva proposto la realizzazione di un edificio di tre piani per un totale di 46 appartamenti, met in vendita a prezzi di mercato e met ad affitto calmierato cinque anni. Questa manomissione di un’area super-vincolata da leggi nazionali e dagli atti di pianificazione territoriale provinciale e comunale, autorizzata da un accordo di programma delle amministrazioni locali, stata allora sventata da un ricorso dei cittadini al Tar Toscano e dalla conseguente esemplare sentenza. Infatti dei nove interventi fiorentini inseriti nel piano dei “20.000 abitazioni in affitto” stato l’unico a non essere realizzato e a rimanere allo stato di scavo delle fon damenta. Questo anche perch il lotto che si intendeva edificare un lotto intercluso e non ha accesso alla viabilit pubblica se non attraverso una strada di privati che allora non hanno legittimamente consentito il passaggio dei mezzi della ditta costruttrice. Nel 2009 con una sentenza che dovrebbe essere attentamente studiata dagli esperti di giustizia amministrativa, Il Consiglio di Stato su istanza della ditta costruttrice e con lei del Comune di Firenze e della Provincia di Firenze ha annullato la sentenza del Tar Toscano. A seguito di questa sentenza e sulla base di una dichiarazione di variante al progetto originario la Impresa costruttrice senza attendere la risposta autorizzativa e sulla scorta di quanto dichiarato dal progettista nella relazione ha ripreso i lavori cominciando nel giugno scorso a completare i movimenti di terra delle fondamenta e a gettare il massetto e poi le fondamenta dell’edificio. Tutto questo nonostante la non definizione delle pratiche edilizie e urbanistiche, e anche paesaggistiche, dal momento che con l’adozione del PIT come piano paesaggistico la vecchia autorizzazione della Sovrintendenza non era pi sufficiente. Ma non basta proprio alla ripresa dei lavori su denuncia dei cittadini intervenuta la Soprintendenza archeologica che lungo il lato est delle fondamenta (fig.2) ha attivato un’ area di scavo che sta rimettendo in luce testimonianze probabilmente di epoca romana ( pozzi, cisterne ed altri ambienti collegati a questo importante sito agricolo pedecollinare dove anche nel Medioevo sorgeva un convento di Clarisse distrutto durante l’assedio del 1529). Da circa un mese, cittadini, comitati, associazioni ambientaliste come Italia Nostra, consiglieri comunali e di quartiere stanno chiedendo all’Amministrazione Comunale e alla Soprintendenza ai beni ambientali, architettonici e del paesaggio di intervenire per bloccare il cantiere in attesa di chiarire se esso ha avuto le dovute autorizzazioni edilizie e urbanistiche: ma ancora oggi nessuna risposta, nessun intervento e il cemento continua a colare disturbato, appena appena, solo da avverse condizioni atmosferiche dei due nubifragi verificatesi gioved 29 luglio. Se tutto questo avviene in un’ area di grande pregio storico, artistico e paesaggistico tutelata con vincolo diretto, dove sono affiorati resti archeologici di rilevante importanza, in un lotto intercluso e confinante con una scuola materna dove anche in assenza di vincoli di natura paesaggistica sarebbe difficile poter edificare, mi domando se ancora oggi gli scenari denunciati negli anni Cinquanta da Antonio Cederna nella sua campagna contro i “vandali in casa” non sia ancora tragicamente attuali. Quello che non si era riusciti a fare con la Giunta Domenici e mentre imperversava il sistema “Quadra”, cio quel sistema che oggi al centro di un’indagine della Procura della Repubblica di Firenze denominata “Le mani sulla citt”, si sta facendo oggi con la Giunta Renzi, cio col Sindaco dello slogan “nemmeno un metro di cemento in pi a Firenze”. Nonostante queste tristi considerazioni, la difesa di un bene paesaggistico di questa rilevanza per l’interesse collettivo richiede di non cessare questa battaglia di tutela dal basso, e credo sia necessario invitare tutti i cittadini di buona volont , il mondo della cultura, le associazioni ambientaliste e tutti coloro che sentono il bisogno di tutelare i beni comuni a mobilitarsi e ad inviare messaggi di protesta al Sindaco di Firenze e alle autorit di tutela per sollecitare un loro intervento. Mario Bencivenni cell. 3280658924 PS: le fig. 01, 02 allegate sono state scattate dallo scrivente il 28 luglio 2010. Le foto Arnoldi 00 e 00bis scattate nel giugno 2010 descrivono il contesto collinare dove inserito il cantiere.



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