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“Fiat lux”
29-08-2010
Francesco Floccia

Se è vero che la moderna scienza medica ha in questi ultimi anni notevolmente prolungato la vecchiaia delle persone ma non l’età della loro giovinezza che, come si sa, una sola volta fiorisce e abbastanza presto definitivamente sfiorisce è altrettanto vero che ciò vale anche per un’opera d’arte. Scuri, sgranati, sfocati, sicuramente ossidati dal tempo, praticamente indistinguibili e ottenebrati nelle loro figure e contenuti appaiono tanti, troppi dipinti antichi esposti – è solo un esempio – in varie e importanti Gallerie pubbliche romane. Mancanza forzata di manutenzione o fatale invecchiamento dell’opera limitano non solo la comprensione del soggetto ma soprattutto quella subitanea e immediata attrazione estetica che all’arte si richiede e che una pittura invecchiata e grigia nella materia non suscita né offre all’osservatore: opere stupende, uniche e di successo nei loro primi anni di vita; oggetti diventati nel tempo uniformi documenti che non richiamano, in moltissimi ca si, l’originaria bellezza. Si può essere allora veramente convinti che la storia che tali opere d’arte rappresentano renda impossibile o addirittura vietato un loro ripristino deciso e vivace nel colore, nelle luminosità, lucentezza, nella nettezza dei tratti, delle sagome, dei fondali, per il recupero di una complessiva e naturale piacevolezza visiva? Se un’opera d’arte dev’essere salvaguardata il più possibile nel suo stato di vecchiaia - e l’intangibile appannamento dell’immagine ne è il primo sintomo – veramente i musei suscitano sentimenti di morte e di disarmo: in una società dove oggi colori, suoni, immagini reali e virtuali appaiono decise e vincenti sulla stessa realtà e sostanza dei fatti o delle cose che rappresentano o che evocano, il dipinto antico buio e testimone di un tempo troppo trascorso lascia indifferenti o anche annoia chi lo osserva: la percezione delle cromie nell’arte è requisito recente ma essenziale nella moderna azione visiva delle cose. La storia e la cultura racchiuse in un museo non sostituiscono universalmente l’atonia dei colori, quelli veri però, quelli che con la loro presenza ci danno il senso della vita, della luce, della natura, in una parola, della giovinezza piacente e duratura.

28/8/2010 Francesco Floccia



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