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La Gara del Ponte, Madre di tutte le Turbative
04-10-2010
Antonio Mazzeo

Lapologia dellillegalit. Potrebbe essere intitolato cos uno dei passaggi chiave dellintervento del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il 30 settembre 2010, a Palazzo Madama. Una fiducia conquistata dopo una lunga auto-celebrazione, lui, luomo della provvidenza, artefice unico dello sblocco dei lavori del Ponte sullo Stretto, padre-madre di tutte le Grandi Opere. Entro dicembre sar pronto il progetto esecutivo, gi molto avanzato, del Ponte di Messina, ha dichiarato Berlusconi. Era stato dato anche lappalto ad una cooperativa di imprese italiane dopo che eravamo riusciti, prodigando molti sforzi, ad evitare la partecipazione allappalto di grandi imprese straniere, perch volevamo che questopera fosse un orgoglio tutto italiano. Con lintervento del Governo della sinistra il piano stato accantonato. Avevo personalmente, con il sottosegretario Letta, partecipato a 32 riunioni per il varo di questo piano, sino a giungere allappalto, che stato dato. In cinque minuti il Governo della sinistra ha accantonato il progetto. Cinque anni per costruire e cinque minuti per distruggere.

Unesternazione shock che ha spinto due senatori del Partito Radicale, Donatella Poretti e Marco Perduca, a presentare uninterpellanza urgente alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il presidente Berlusconi si autodenunciato per avere diretto la gara dappalto per il Ponte di Messina, scrivono i parlamentari. Non solo ha candidamente ammesso di avere fatto di tutto per evitare che alcune imprese partecipassero solo perch straniere, ma anche che vincesse una italiana. Berlusconi dovr spiegare in aula in cosa sono consistiti i suoi molti sforzi e se le 32 riunioni citate erano state fatte per la realizzazione del piano per arrivare ad un appalto realizzato su misura per la cooperativa di imprese.

In verit, non scorre nulla di nuovo sotto il Ponte. Berlusconi, infatti, ha ripetuto in Parlamento quanto aveva impunemente dichiarato nel corso di un comizio tenuto nel novembre 2008 durante la campagna elettorale per lelezione del Governatore della regione Abruzzo. Sapete com andata col Ponte sullo Stretto?, aveva esordito il premier a LAquila. Avevamo impiegato cinque anni a metter daccordo le imprese italiane perch non si presentassero separate alla gara dappalto ma in consorzio... Eravamo andati dai nostri colleghi chiedendo che le imprese non si presentassero in modo molto aggressivo, proprio perch volevamo una realizzazione di mano italiana, e poi avremmo saputo ricompensarli con altre opere pubbliche.

Lammissione di aver blindato (o turbato?) la gara del Ponte giungeva dopo che parlamentari, ambientalisti e ricercatori avevano denunciato anomalie ed evidenti conflitti dinteresse nellespletamento dei bandi. Tra le carte dellinchiesta della procura di Monza su presunti reati societari in ambito Impregilo (la societ di costruzione che guida lassociazione general contractor del Ponte), conclusasi con il rinvio a giudizio dei vecchi amministratori Paolo Savona e Pier Giorgio Romiti, usc fuori unintercettazione telefonica dove leconomista Carlo Pelanda, rivolgendosi al Savona, si dichiarava sicuro che la gara per il Ponte sullo Stretto la vincer Impregilo. Nel corso della stessa telefonata, avvenuta alla vigilia dellapertura delle offerte, Pelanda sosteneva di avere avuto assicurazioni del probabile esito della gara dal senatore di Forza Italia Marcello DellUtri.

Incuriositi dalla singolare vocazione profetica dellinterlocutore, i magistrati lombardi interrogarono lex presidente dImpregilo. Era una legittima previsione, rispose Paolo Savona. Il professor Pelanda mi stava spiegando che noi eravamo obiettivamente il concorrente pi forte. Carlo Pelanda, editorialista del Foglio e del Giornale, ricopriva al tempo lincarico di consulente del ministro della difesa Antonio Martino, origini messinesi e uomo di vertice di Forza Italia. Pelanda era pure un intimo amico di Marcello DellUtri, al punto di aver ricoperto lincarico di presidente dellassociazione Il Buongoverno, fondata proprio dal senatore su cui pesa una condanna in appello a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Ad interessarsi al possibile esito della gara del Ponte cera pure Francesco Cossiga (recentemente scomparso), di cui proprio il Pelanda era stato consigliere durante il settennato trascorso da Presidente della Repubblica. Nel corso di una puntata di Porta a Porta dedicata alle intercettazioni telefoniche, in onda il 5 ottobre 2005, fu lo stesso Cossiga a dire: Sono stato intercettato mentre parlavo con un mio amico, un imprenditore che brigava pesantemente per ottenere gli appalti del ponte. Poi lex Presidente si rivolse allavvocata Giulia Buongiorno (oggi parlamentare di Futuro e Libert), presente in studio: Avvocato che faccio? Lo sputtano questo Pm o mi consiglia di lasciar perdere?. Presidente, io difendo quellimprenditore e il Pm mi ha garantito che il suo nome non comparir. Stia tranquillo, rispose con imbarazzo la Buongiorno. Nell inchiesta di Monza non c traccia del nome dellamico di Cossiga che brigava per gli appalti nello Stretto.

Quella che stata una delle gare dappalto pi rilevanti della storia dItalia, presenta pesanti ombre ed anomalie, scrivono i ricercatori di Terrelibere.org, che agli interessi criminali del Mostro sullo Stretto hanno dedicato inchieste e un libro-dossier. Si sono registrati, ad esempio, un impressionante ribasso dasta di 500 milioni di euro, una controversa penale che impegnerebbe le istituzioni alla prosecuzione dei lavori, ed infine la misteriosa defezione delle grandi imprese estere. A questo si aggiungono i conflitti di interesse tra finanziatori e finanziati, controllori e controllati e soprattutto gli incroci, le ricorrenze di nomi e societ, le partecipazioni multiple che fanno pensare ad una maxi lobby che da anni sponsorizza e promuove le grandi opere.

Terrelibere.org ha denunciato, in particolare, come nella speciale commissione giudicatrice istituita dalla Societ Stretto di Messina che ha assegnato lappalto alla cordata Impregilo, ha partecipato lingegnere danese Niels J. Gimsing. Oltre ad essere stato membro (dal 1986-1993) della commissione internazionale di valutazione del progetto di massima del Ponte, risulta aver lavorato nella realizzazione dello Storbelt East Brigde, progettato dalla societ di consulenza Cowi di Copenaghen a cui il raggruppamento temporaneo dimprese guidato da Impregilo ha affidato in esclusiva lelaborazione progettuale del Ponte sullo Stretto.

Tra i pi stridenti conflitti dinteresse nella gara per il general contractor del Ponte aggiungono i ricercatori di Terrelibere - c quello legato alla partecipazione delle Coop rosse, su schieramenti contrapposti, con i due gioielli pi rappresentativi del settore costruzioni, il CCC Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna (in associazione con Astaldi) e la CMC Cooperativa Muratori & Cementisti di Ravenna (in associazione con Impregilo). Con lanomalia, sempre tutta italiana, che proprio la CMC di Ravenna risulta essere una delle 240 associate, la pi importante, della cooperativa madre, CCC di Bologna. Ci avrebbe comportato la violazione delle normative europee e italiane in materia di appalti pubblici, le quali escludono espressamente la partecipazione ad una gara di imprese che si trovino fra di loro in una delle situazioni di controllo, ovverosia di societ tra esse collegate o controllate. Lipotesi di violazione di queste norme da parte delle coop durante la gara per il Ponte stata pure sollevata dal WWF Italia e dalla parlamentare Anna Donati. Il WWF anche ricorso davanti allAutorit per i Lavori Pubblici e alla Commissione Europea per chiedere, inutilmente, lannullamento della gara.

Nonostante i pesanti rilievi, la Societ Stretto di Messina scelse di non intervenire, ma alla vigilia dellapertura delle buste, il Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna scompar provvidenzialmente dalla lista delle societ della cordata Astaldi. La coop madre lasci il campo libero alla coop figlia che si aggiudic con Impregilo il bando di gara. Forse era a queste cooperative dimprese che si riferito erroneamente il Presidente del Consiglio nel suo ultimo intervento in Senato. In realt la vincitrice della pi che sospetta gara del Ponte Eurolink, lassociazione temporanea costituita da Impregilo con una quota del 45%, Sacyr (18,7%), Societ italiana per condotte dacqua (15%), CMC di Ravenna (13%), Ishikawajima- Harima Heavy industries (6,3%) e Consorzio stabile Aci (2%).







Le anomalie e i tentativi, anche mafiosi, di condizionare le gare per la realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina, sono stati approfonditi nei volumi:



A. Mangano, A. Mazzeo, Il mostro dello Stretto. Sette ottimi motivi per non costruire il Ponte, Sicilia Punto L, Ragusa, 2006.

B. A. Mazzeo, I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina, Alegre Edizioni, Roma, 2010.



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