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in difesa dei beni culturali e ambientali

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La valutazione economica dei beni culturali
Claudio Sapienza (sapienzi@libero.it)
Università degli studi di Roma
Economia, Amministrazioni pubbliche ed Istituzioni Internazionali
Relatori: Pasquale Lucio Scandizzo

“Alla memoria di mio padre”

“LA VALUTAZIONE ECONOMICA DEI BENI CULTURALI”


NOTA INTRODUTTIVA ……………………………………………… 6

CAPITOLO 1: TEORIA DEL VALORE E BENI CULTURALI.

1.1) Beni culturali e beni pubblici: analogie e differenze…………… 9
1.1.1 Non-rivalità nel consumo…………………………………….. 17
1.1.2 Impossibilità d’esclusione……………………………………. 18
1.1.3 I beni culturali come beni meritori……………………….…... 18
1.2) La funzione di utilità e la teoria soggettiva del valore: peculiarità dei beni culturali:………………………………………………. 22
1.2.1 Il comportamento del consumatore: nuovi orizzonti………… 33
1.3) Esternalità e beni culturali…………………………………….. 39
1.4) Beni culturali e monopolio naturale…………………………... 41

CAPITOLO 2: I MECCANISMI DI VALUTAZIONE.

2.1) Valore economico……………………………………………… 44
2.2) Tecniche di valutazione: metodi indiretti e diretti……………... 51
2.3) Cultura e mercato: le aste……………………………………… 60
2.4) Strumenti di finanziamento……………………………………. 76
2.4.1 Sussidi pubblici………………………………………………. 80
2.4.2 Fund raising………………………………………………….. 85
2.4.3 La situazione italiana: la domanda, l’offerta, il ruolo dello Stato ed il quadro normativo esistente (cenni)……………….. 88



CAPITOLO 3: L’APPROCCIO DEL VALORE CONTINGENTE.

3.1) Background storico…………………………………………… 93
3.2) Disponibilità a pagare e disponibilità ad accettare…………… 99
3.3) Formati d’intervista…………………………………………… 111
3.3.1 Background teorico (le problematiche)……………………... 121
3.4) Validità………………………………………………………... 128
3.5) Calcolo della stima dei parametri e loro affidabilità………….. 136
3.6) Interpretazione e stima dei responsi…………………………... 140

CAPITOLO 4: ASPETTI OPERATIVI DI UNO STUDIO DI VALUTAZIONE CONTINGENTE.

4.1) Identificazione della popolazione interessata…………………. 142
4.2) Possibili distorsioni conseguenti l’utilizzo di tecniche
campionarie………………………………………………….. 143
4.2.1 Il problema della collocazione nel tempo…………………… 147
4.3) Disegno dell’intervista………………………………………… 151
4.4) Scelta del vettore dei prezzi…………………………………… 153
4.5) Formulazione del questionario e scelta delle modalità
d’intervista…………………………………………………… 154
4.6) Outliers e risposte di protesta…………………………………. 158





CAPITOLO 5: LA VALUTAZIONE CONTINGENTE: UN’APPLICAZIONE ALLA SPESA CULTURALE DEGLI STUDENTI.

5.1) Obiettivo della ricerca………………………………………… 166
5.2) Struttura del questionario……………………………………… 168
5.3) Struttura del campione………………………………………… 171
5.4) Risultati e conclusioni………………………………………… 174

CONCLUSIONI………………………………………………………. 190


APPENDICE: QUESTIONARIO…….…………………………………… 194


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI…………………………………. 201



NOTA INTRODUTTIVA

“E’ impossibile dare un valore ad oggetti come i quadri dei grandi maestri, o le monete rare, poiché essi sono unici nel loro genere, non avendo nessun concorrente […] tuttavia uno spirito curioso potrebbe ottenere non poca soddisfazione da uno studio minuzioso del fenomeno”
Albert Marshall in Principi di Economia




Se si dovessero ridurre tutte le complessità della teoria economica ad un sola questione centrale, la scelta dovrebbe ricadere di certo sulla teoria del valore. Purtroppo, questo corpus teorico, nonostante la sua indubbia importanza per ogni progresso della scienza economica, riserva ancora vaste aree nelle quali il senso di inadeguatezza non può che essere il sentimento prevalente fra gli studiosi.
In particolare la valutazione dei beni culturali presenta difficoltà connesse alla specificità di questi beni che rendono particolarmente ardua l’elaborazione di una teoria soddisfacente e lo sviluppo di adeguate metodologie di valutazione. Come è facile intuire, questa inadeguatezza rende assai difficile la pianificazione e la realizzazione di politiche culturali efficienti ed efficaci. Non è azzardato affermare che, fino a che non si sarà sviluppata una metodologia di valutazione sufficientemente robusta e uniformemente adottata anche per il mondo della cultura, non potremo nemmeno sperare di non vivere in società che fanno un uso sistematicamente sub-ottimo dei propri beni culturali.
In questo lavoro intendiamo illustrare il metodo della Valutazione Contingente, che sta recentemente conquistando il favore degli studiosi anche se fino ad oggi vanta un numero limitato di applicazioni concrete.
La tecnica, basata sul confronto fra scenari ipotetici, si presenta come altamente flessibile ed adatta per affrontare aspetti di beni e di servizi di tipo culturali, caratterizzati da intangibilità ed eterogeneità. Come si accennava in precedenza la Valutazione Contingente, che ha avuto le sue prime applicazioni nell’ambito dell’economia ambientale, è in fase di grande espansione anche per la valutazione dei beni culturali. Fra i nostri primi obiettivi è naturalmente quello di illustrare in dettagli quali siano i pregi di questo metodo che lo rendono cosi attraente rispetto ai suoi diretti concorrenti.
In sintesi possiamo dire che, a fronte di una complessità assai maggiore tanto di realizzazione sul campo che di analisi dei dati ex-post, la Valutazione Contingente consente al ricercatore di indagare con notevoli gradi di libertà generando basi di dati spesso largamente multi-dimensionali e ricche di informazioni.
L’accrescimento dell’informazione disponibile per l’analisi costituisce solo il primo dei benefici ottenibili, in secondo luogo, ma non meno importante, è il valore cognitivo del metodo d’intervista basato sulla comparazione di scenari. Facendo leva su una metodologia consolidata e largamente testata e documentata, il ricercatore ha la possibilità di disegnare questionari che consentono di “estrarre” informazioni superando alcune tradizionali ritrosie dei soggetti intervistati che costituiscono un fattore di distorsione non trascurabile per molti altri metodi.
Queste considerazioni sono particolarmente importanti allorché il metodo è applicato, come sovente accade, nella stima della disponibilità a pagare (DAP): la misura della DAP è un indicatore importante se si vuole stabilire un rapporto tra costo di produzione e valore attribuito come beneficio alla collettività. Una stima il più possibile precisa di questa grandezza, che controlli una serie ampia e variegata di fattori socio-economici e contenga al minimo la distorsione dovuta alle risposte “strategiche” degli intervistati è chiaramente cruciale per l’impostazione di ogni concreta politica economica razionale.
Lo studio è introdotto da un’ampia ed articolata illustrazione del concetto e delle principali caratteristiche di quelli che verranno in seguito definiti beni culturali ed attività culturali (cap. I). Dopo una veloce carrellata sulle origini del valore di questi beni e sulle principali tecniche, dirette ed indirette, mutuate per buona parte dal marketing e dall’economia ambientale, impiegate per cercare di misurarlo in tutte le sue differenti componenti (cap. II), il focus si concentra sul metodo della Valutazione Contingente che viene descritto prima nei suoi aspetti più teorici, lasciando ampio spazio allo studio dei vari possibili formati d’intervista esistenti (modelli a scelta aperta, a scelta dicotomica, etc.) e delle distorsioni (cap. III) e quindi nelle sue modalità di realizzazione del questionario all’interno del quarto capitolo.
Conclude la tesi l’analisi dei risultati del questionario sulle attività culturali proposto nel corso del mese di Giugno agli studenti della Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata.



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