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S.Fortunata:una chiesa rupestre nel territorio di Sutri
Giuseppe Finocchio (giusfi81@yahoo.it)
Università degli studi della Tuscia Viterbo
Conservazione dei Beni Culturali, Archeologia medievale
Relatori: E.De Minicis

rupestre

L’oggetto della mia ricerca è il sito di S.Fortunata presso Sutri,analizzato come emblema del riuso di precedenti emergenze funerarie rupestri da parte di comunità monastiche, a partire dall’altomedioevo ;con la conseguente trasformazione di queste ultime in in esempi abitativi legati ad esigenze cultuali.
La scelta dell’area sutrina come fulcro del mio interesse è stata motivata dal fatto che in questa zona, così ben attestante il suddetto fenomeno,ad eccezione dei numerosi interventi sulle emergenze rupestri antiche del periodo etrusco romano e sulla chiesa mitreo di S.Maria del Parto,non si è proceduti di molto nello studio e nell’approfondimento.
La focalizzazione del mio studio sulla chiesa di S.Fortunata, è scaturita dal fatto che quest’ultima presenta notevoli spunti d’interesse sotto diversi profili:la posizione topografica,la tipologia planimetrica,la decorazione pittorica ed il fenomeno di modifica e riuso di ambienti appartenenti al periodo antico.
La tesi si compone di quattro capitoli :il primo capitolo,dopo aver inquadrato l’area esamaninata all’interno della fascia geologica del territorio viterbese,ne definisce poi lo sviluppo topografico prima del medioevo,da me compreso sotto il termine di preesistenze.
A questo proposito,si analizzano i primi fenomeni antropici del territorio sutrino,a partire dall’età preistorica e fino alla piena età romana e si conclude con l’indicazione delle principali testimonianze architettoniche presenti nella città e nei suoi immediati dintorni riguardanti quest’ultimo periodo storico.
Il secondo capitolo fornisce un supporto di tipo storico,attraverso un dettagliato quadro d’insieme, sia riguardo allo sviluppo topografico che alla storia della città attraverso i secoli.
Sutri viene così documentata nel suo passaggio dalle modeste origini al primo grande periodo romano; si passa poi all’analisi della sua partecipazione al cristianesimo, e alla grande stagione medievale con la messe di eventi e di documenti che la riguardano.Chiude questo secondo capitolo la crisi della città sopraggiunta in età moderna, a seguito delle distruzioni ad opera di capitani di ventura, ed al cambiamento della viabilità,con la perdita, da parte della città,della sua antica e preminente posizione lungo la Cassia.
Il terzo capitolo analizza tutte le emergenze rupestri di carattere medievale di Sutri e dei suoi dintorni con un primo accenno al sito di S. Fortunata ed in modo particolare alla sua probabile decorazione architettonica come possibile elemento datante.
Il quarto ed ultimo capitolo, infine, analizza il sito di S.Fortunata sotto tutte le sue componenti. Nella prima parte la chiesa viene analizzata attraverso la sua attestazione nella documentazione medievale e nelle visite pastorali, senza tralasciare l’importante aspetto dell’intitolazione che chiude questo primo intervento.
Nella seconda parte invece,si passa all’analisi della chiesa rupestre e di tutti i suoi annessi.
Per l’analisi di tutte le componenti della chiesa mi sono servito di una serie di sopralluoghi volti ad una sempre più completa conoscenza dell’edificio rupestre e del suo contesto,della rielaborazione di una pianta,dell’esecuzione di due prospetti, e di un’ampia documentazione fotografica.
Nelle conclusioni,dopo aver ipotizzato le dinamiche di sviluppo del sito ho cercato di istituire dei confronti tra la chiesa di S.Fortunata e le altre chiese rupestri del territorio nazionale,con particolare riferimento a quelle dell’area viterbese catalogate dalla Raspi Serra ;ho così strutturato una griglia di contesto architettonico e stilistico che potesse fornire ulteriori riferimenti per l’inquadramento stilistico del monumento e per una sua eventuale datazione.
Durante i miei sopralluoghi non ho potuto fare a meno di rammaricarmi nel notare come il monumento, pur trovandosi di fronte al Parco Archeologico della città, versi in uno stato d’inspiegabile abbandono.
La mia tesi vuole essere un piccolo contributo per la conoscenza di quest’affascinante episodio rupestre sutrino, e spero abbia anche un’utilità nella sua futura valorizzazione,in concomitanza con una mostra che si dovrebbe organizzare nei prossimi mesi.




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