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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Involucro edilizio energetico-ambientale :ipotesi per un progetto di attività residenziali e produttive a pentedattilo (rc)
Vincenza Donato (enzadon@libero.it)
Università degli studi
Facoltà di architettura, Tesi di laurea in progettazione ambientale
Relatori: Prof.arch.:Adriano Paolella

recupero,riqualificazione e sostenibilità di un borgo urbano

Di paesi abbandonati in calabria ve ne sono a centinaia e ognuno di essi vive di una sua fisicità nei ricordi di chi vi ha vissuto e di chi ha sentito i racconti sulla vita del borgo, suscitando la curiosità e la voglia di vedere con i propri occhi questi paesi o quello che ne rimane...pentedattilo è uno di questi..quando si percorre la stradina tortuosa che porta al piccolo borgo non si immagina mai quale stupendo e ineguagliabile spettacolo l’animo stia per provare..giungendo dopo l’ultimo tornante ecco apparire davanti agli occhi la maestosa mano che nel palmo tiene con cura il paesino, quasi a voler mostrare a tutti un piccolo presepio alle pendici della montagna...ecco questo è pentedattilo conosciuto nell’interland reggino e non solo, visitato da tanti turisti ma non in grado di soddisfare le richieste dei servizi a cui è soggetto.Questa necessità è stata l’input per l’intervento, in cui ho posto l’attenzione sul rapporto tra la presenza dell’uomo e il paesaggio naturale da anni non più in contatto.
Lo scopo dell’intervento è di creare delle strutture gestite sul tipo dei “bed and breakfast” in cui il turista che visita Pentedattilo non è costretto a farlo in fretta , ma avendo a disposizione delle strutture che offrono vitto e alloggio può godersi appieno ciò che il borgo ed il paesaggio offre. Queste strutture sono progettate recuperando l’esistente, aggiungendo alle tecniche tradizionali alcuni accorgimenti più evoluti ed ecologicamente compatibili, senza creare conflitti con l’ambiente, individuando l’ottimo uso sostenibile del borgo che è in grado di perseguire contestualmente obiettivi di natura ecologico-ambientale, di natura culturale, e di natura economica.
Pentedattilo è un paesino dell’interland reggino, posto a 320 mt (s.l.m.),di cui non si hanno notizie certe sulla sua nascita. certo è il suo toponimo penthe= cinque daktylos=dito
è situato tra le due fiumare del melito e del s.elia , sulle pendici del monte calvario, ai piedi di un blocco roccioso. è formato da un’edilizia minore, che inserendosi armoniosamente nel singolare contesto naturale, ne costituisce una delle maggiori attrazioni naturalistiche e paesaggistiche dell’area,meta dei visitatori.numerose sono state le iniziative atte a far rinascere il borgo, iniziando da quelle dell’artista austriaco che aveva dato luogo a dei laboratori nelle case abbandonate con l’intento di far conoscere pentedattilo anche oltre reggio calabria; ma venne allontanato; l’agesci ha portato i boy-scout, che con le loro attività di campo hanno e danno tutt’ora vita al paese; con l’associazione pro-pentedattilo vengono riproposti degli spettacoli che narrano la storia degli alberti, padroni del feudo; concorsi di idee sul paese stesso; libri sulla sua storia e sulla mano di pietra e infine anche delle tesi.
l’analisi del sistema insediativo ha portato alla catalogazione degli edifici presenti nel borgo e che racchiudono il sistema più elementare, dato dal rettangolo ,che ospita un solo vano che funge sia da zona giorno che da zona notte; a quello più complesso, a due piani in cui è presente anche il terrazzo. attraverso lo studio sull’individuazione dei fronti maggiormente esposti sia d’estate che d’inverno si è potuto riscontrare che, anche grazie alla configurazione della mano , il borgo è costantemente esposte all’incidenza solare in ognuna delle stagioni; mente a livello di ventilazione in estate è soggetto al vento caldo e secco dello scirocco, mentre in inverno a quello freddo dell’austro.
attraverso lo studio siamo arrivati anche alla conoscenza dei vincoli a cui è soggetto il borgo , cioè: al vincolo idrogeologico ,ambientale e paesaggistico .
nello zoom effettuato sull’area d’intervento si è preso coscienza delle tecniche costruttive utilizzate nelle costruzioni delle celle abitative, la muratura mista, pietra e mattoni; la mancanza dei pluviali asportate negli anni e reimpiegate nella costruzione di altri edifici; la tecnica costruttiva dei solai, in legno di castagno, o altri costituiti da voltine in mattoni pieni con longarine in ferro a doppia “t”; le coperture a falda unica o doppia, composti da un’orditura lignea primaria e secondaria a cui viene adagiato il manto di coppi in laterizio; la vegetazione presente, il mandorlo, fonte di materia prima, la ginestra, i fichi d’india...tutte queste informazioni mi sono poi servite per decidere meglio l’intervento da adottare e con quali tecniche .
passando alla fase di rilievo degli edifici, interessati nella zona d’intervento, ci si è resi conto dello stato di degrado e abbandono in cui versano gli edifici, in che tipologia si possono classificare e quale intervento si può adottare
l’intervento mira a non far entrare in conflitto il contesto naturale proprio del luogo con l’azione dell’uomo in questo sistema. ecco spiegato il motivo per cui gli interventi effettuati sono stati improntati dal punto di vista della sostenibilità e dal tentativo di riutilizzare i materiali presenti nel luogo e che il luogo stesso ci offriva.
gli alloggi previsti sono analizzati singolarmente, in base alle problematiche che si riscontravano e che si andavano a risolvere, ponendo l’attenzione solo su alcuni di questi.
la risoluzione dei problemi è avvenuta attraverso l’ausilio di dettagli interamente progettati da me, mettendo a frutto quello che la tecnica costruttiva del luogo offriva, opportunamente però rivisitati sulla base delle tecnologie a basso impatto l’intervento nel suo complesso si adatta bene al luogo, sembra quasi formare un unicum con l’ambiente...quasi non si percepisce neppure..i percorsi all’interno del borgo..gli alloggi..gli spazi di relazione..il giardino pensile.. tutti sistemi che in qualche modo e sotto altre forme sono già presenti nel borgo e per cui non entrano in conflitto..ma vanno a completare un tassello che quasi mancava (tav.14)

gli alloggi: la casa del custode, la casa del sole, la casa temporanea e la casa del mandorlo, sono tutti edifici recuperati e adibiti ad abitazioni ad eccezione della casa dell’artigiano che è di nuova progettazione. in essi sono stati studiati specifici sistemi a basso impatto che interessavano l’edificio in questione. questi edifici sono stati collocati in sezioni ambientali studiandone le funzioni e la loro risposta nel contesto, si è passati poi alle sezioni tecnologiche e si è scelto il sistema a basso impatto che potesse servire a far vivere meglio sia l’edificio che l’utente, analizzandolo sui due fronti dell’involucro:fronte caldo e fronte freddo.
di ognuno di tali sistemi si è studiato la sezione tecnologica ad una opportuna scala di dettaglio, il funzionamento durante le stagioni invernali ed estive; si è calcolata la latitudine e longitudine; le relative sezioni tecniche e il funzionamento in sé



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