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Regolamento di riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (2014) art. 23-35
2014-02-06

Capo IV
Organi consultivi centrali
Art. 23
(Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici)
1. Il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, di seguito denominato «Consiglio superiore», è organo consultivo del Ministero a carattere tecnico-scientifico in materia di beni culturali e paesaggistici.
2. Il Consiglio superiore esprime pareri, su richiesta del direttore generale centrale competente trasmessa per il tramite dell’Ufficio di Gabinetto:
a) obbligatoriamente, sui programmi nazionali per i beni culturali e paesaggistici e sui relativi piani di spesa annuali e pluriennali, predisposti dall’amministrazione;
b) obbligatoriamente, sugli schemi di accordi internazionali in materia di beni culturali;
c) sui piani strategici di sviluppo culturale e sui programmi di valorizzazione dei beni culturali;
d) sui piani paesaggistici elaborati congiuntamente con le regioni;
e) sugli schemi di atti normativi e amministrativi generali afferenti la materia dei beni culturali e paesaggistici e l’organizzazione del Ministero;
f) su questioni di carattere generale di particolare rilievo concernenti la materia dei beni culturali e paesaggistici;
g) su questioni in materia di beni culturali e paesaggistici formulate da altre amministrazioni statali regionali, locali, nonché da Stati esteri.
3. Il Consiglio superiore può inoltre avanzare proposte al Ministro su ogni questione di carattere generale di particolare rilievo afferente la materia dei beni culturali e paesaggistici; elabora e propone al Ministro un piano annuale nazionale per l’educazione al patrimonio culturale.
4. Il Consiglio superiore è composto da:
a) i presidenti dei Comitati tecnico-scientifici;
b) otto eminenti personalità del mondo della cultura nominate, nel rispetto del principio di equilibrio di genere, dal Ministro, tre delle quali su designazione della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e successive modificazioni.
5. Il Ministro nomina il presidente del Consiglio superiore tra le personalità di cui al comma 4, lettera b). Il Consiglio superiore elegge a maggioranza tra i propri componenti il vice presidente e adotta un regolamento interno. I pareri sono espressi, di norma, entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta. Nei casi di urgenza, il termine è ridotto a dieci giorni. In caso di parità di voti prevale quello del presidente.
6. Nei casi in cui è chiamato a esprimere pareri sulle materie di cui al comma 2, lettera a), ovvero su questioni aventi a oggetto il personale del Ministero, il Consiglio superiore è integrato con tre rappresentanti del personale del Ministero, eletti da tutto il personale. Alle sedute del Consiglio superiore sono ammessi altresì, senza diritto di voto, i vice presidenti dei Comitati tecnicoscientifici i quali, in caso di assenza o impedimento dei rispettivi presidenti, svolgono le funzioni di componenti del Consiglio superiore medesimo.
7. Il termine di durata del Consiglio superiore è stabilito in tre anni. I componenti del Consiglio superiore non possono esercitare le attività di impresa previste dall’articolo 2195 del Codice civile quando esse attengono a materie di competenza del Ministero, né essere amministratori o sindaci di società che svolgono le medesime attività; non possono essere titolari di rapporti di collaborazione professionale con il Ministero; non possono essere presidenti o membri del Consiglio di amministrazione di istituzioni o enti destinatari di contributi o altre forme di finanziamento da parte del Ministero né assumere incarichi professionali in progetti o iniziative il cui finanziamento, anche parziale, è soggetto a parere del Consiglio superiore.
8. Presso il Consiglio superiore opera un ufficio di segreteria, formato da personale, in servizio presso il Ministero. Le relative risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento del Consiglio superiore sono assicurate dal Segretariato generale.
9. Il Consiglio superiore e la Consulta per lo spettacolo si riuniscono in seduta congiunta, su convocazione del Ministro, per l’esame di provvedimenti di particolare rilievo attinenti le sfere di competenza di ambedue gli organi consultivi.
Art. 24
(Comitati tecnico-scientifici)
1. Sono organi consultivi del Ministero i seguenti Comitati tecnico-scientifici:
a) Comitato tecnico-scientifico per i beni archeologici;
b) Comitato tecnico-scientifico per i beni architettonici e paesaggistici;
c) Comitato tecnico-scientifico per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico;
d) Comitato tecnico-scientifico per gli archivi;
e) Comitato tecnico-scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali;
f) Comitato tecnico-scientifico per la qualità architettonica e urbana e per l’arte contemporanea.
2. I Comitati di cui al comma 1:
a) avanzano proposte, per la materia di propria competenza, per la definizione dei programmi nazionali per i beni culturali e paesaggistici e dei relativi piani di spesa;
b) esprimono pareri, a richiesta del Segretario generale, dei direttori generali centrali o dei direttori regionali o dei Soprintendenti che presentano richiesta per il tramite dei direttori generali centrali competenti, e avanzano proposte in ordine a metodologie e criteri di intervento in materia di conservazione di beni culturali e paesaggistici;
c) esprimono pareri in merito all’adozione di provvedimenti di particolare rilievo, quali le acquisizioni e gli atti ablatori, su richiesta del Segretario generale o dei direttori generali competenti;
d) esprimono pareri in ordine ai ricorsi amministrativi proposti ai sensi degli articoli 16, 47, 69 e 128 del Codice;
e) esprimono pareri su ogni altra questione di carattere tecnico-scientifico a essi sottoposta con le modalità di cui alla lettera b).
3. Ciascun Comitato è composto:
a) da un rappresentante eletto, al proprio interno, dal personale tecnico-scientifico dell’amministrazione tra le professionalità attinenti alla sfera di competenza del singolo Comitato;
b) da due esperti di chiara fama in materie attinenti alla sfera di competenza del singolo Comitato, designati dal Ministro, nel rispetto del principio di equilibrio di genere;
c) da un professore universitario di ruolo nei settori disciplinari direttamente attinenti alla sfera di competenza del singolo Comitato, designato dal Consiglio universitario nazionale, sentite le Consulte o Società scientifiche del settore.
4. Nel Comitato di cui al comma 1, lettera e), il Ministro assicura, nell’ambito delle designazioni di cui al comma 3, lettera b), la presenza di un esperto nelle politiche di gestione degli istituti culturali. Alle riunioni dei Comitati possono partecipare, senza diritto di voto, il Segretario generale o i direttori generali competenti per materia. In caso di parità di voti, prevale quello del Presidente.
5. Il termine di durata dei Comitati è stabilito in tre anni. I Comitati eleggono a maggioranza tra i propri componenti il presidente e il vice presidente, assicurando che non siano espressione della medesima categoria tra quelle indicate al comma 3. Nel caso in cui nessun candidato risulti eletto presidente al termine dello scrutinio, diviene presidente il componente del Comitato designato prioritariamente dal Ministro. Ai componenti dei Comitati si applica quanto previsto dall’articolo 23, comma 7.
6. I Comitati, o alcuni di essi, si riuniscono in seduta congiunta, a richiesta del Ministro o del Segretario generale, per l’esame di questioni di carattere intersettoriale.
7. Le risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento dei singoli Comitati sono assicurate dalle competenti Direzioni generali.

Capo V
Istituti centrali e Istituti con finalità particolari
Art. 25
(Istituti centrali, nazionali e dotati di autonomia speciale)
1. Sono istituti centrali:
a) l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione;
b) l’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche;
c) l’Opificio delle pietre dure;
d) l’Istituto centrale per la demoetnoantropologia;
e) l’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, che assorbe l’Istituto centrale per la patologia del libro e il Centro fotoriproduzione, legatoria e restauro degli archivi di Stato;
f) l’Istituto centrale per gli archivi di cui all’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 e successive modificazioni;
g) l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi;
2. Sono Istituti nazionali:
a) la Soprintendenza al Museo nazionale preistorico ed etnografico «L. Pigorini» e al Museo nazionale d’arte orientale;
b) la Soprintendenza alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea;
c) l’Istituto nazionale per la grafica.
3. Sono Istituti dotati di autonomia speciale:
a) la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia;
b) la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma;
c) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare;
d) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta;
e) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Roma;
f) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Firenze;
g) l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, che subentra all’Istituto centrale del restauro;
h) la Biblioteca nazionale centrale di Roma;
i) la Biblioteca nazionale centrale di Firenze;
j) il Centro per il libro e la lettura;
k) l’Archivio centrale dello Stato.
4. Con decreti ministeriali di natura non regolamentare, adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 4 bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive modificazioni, e dell’articolo 4, comma 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, sono individuati gli eventuali altri organismi istituiti come autonomi ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e successive modificazioni, nel rispetto dell’invarianza della spesa.
5. L’organizzazione e il funzionamento degli Istituti centrali e degli Istituti dotati di autonomia speciale sono definiti con uno o più decreti ministeriali di natura non regolamentare, emanati ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive modificazioni.
6. Gli incarichi di direzione degli istituti di cui al presente articolo sono conferiti dai titolari delle strutture dirigenziali di livello generale da cui gli stessi istituti dipendono o cui afferiscono.
7. Con decreto ministeriale sono individuati gli istituti e luoghi della cultura costituenti uffici di livello non dirigenziale per i quali l’incarico di direzione viene conferito dal Direttore generale centrale competente per materia, previa procedura di interpello aperta ai funzionari in servizio presso l’amministrazione.

Capo VI
Amministrazione periferica
Art. 26
(Organi periferici del Ministero)
1. Sono organi periferici del Ministero:
a) le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici;
b) le soprintendenze:
1) per i beni archeologici;
2) per i beni architettonici e paesaggistici;
3) per i beni storici, artistici ed etnoantropologici;
c) le soprintendenze archivistiche;
d) gli archivi di Stato;
e) le biblioteche statali;
f) i musei.
2. Le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici sono uffici di livello dirigenziale generale ai sensi dell’articolo 2, comma 1.
3. I dirigenti preposti agli uffici dirigenziali periferici provvedono alla organizzazione e gestione delle risorse umane e strumentali a essi rispettivamente assegnate, ferme restando le competenze in materia della Direzione generale per l’organizzazione e le risorse umane.
Art. 27
(Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici)
1. Le direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici coordinano, nelle ipotesi di concorso di competenze di diversi uffici, l’attività delle strutture periferiche del Ministero di cui all’articolo 26, comma 1, lettere b), e), e f), presenti nel territorio regionale, che costituiscono articolazione delle direzioni regionali, salvo quanto previsto dall’articolo 32, comma 2, secondo periodo, nonché, limitatamente ai profili inerenti alla tutela, le Soprintendenze speciali di cui all’articolo 25, comma 3, lettere a), b), c), d), e) e f); il coordinamento delle attività delle soprintendenze avviene nel rispetto della specificità tecnica degli istituti, nel quadro delle linee di indirizzo inerenti alla tutela emanate per i settori di competenza dalla Direzione generale per paesaggio e il patrimonio storico e artistico. Le direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici curano i rapporti del Ministero e delle strutture periferiche con le regioni, gli enti locali e le altre istituzioni presenti nella regione medesima e coordinano le attività di valorizzazione del patrimonio storico, artistico, archeologico ed etnoantropologico e del paesaggio relative al territorio di competenza.
2. L’incarico di direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici è conferito ai sensi dell’articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, previa comunicazione al Presidente della Regione, sentito il Segretario generale.
3. Il direttore regionale, in particolare, fatte salve le competenze della Direzione generale per gli archivi, delle Soprintendenze archivistiche e degli Archivi di Stato:
a) esercita, sulle attività, diverse da quelle di cui alla lettera b), degli uffici di cui all’articolo 26, comma 1, lettere b), e) ed f), con esclusione dei musei costituenti articolazione delle soprintendenze ai sensi dell’articolo 32, comma 2, secondo periodo, i poteri di direzione, indirizzo, coordinamento, controllo e, solo in caso di necessità ed urgenza, informati il Direttore generale competente per materia e il Segretario generale, avocazione e sostituzione;
b) esercita, con riferimento all’attività di tutela del patrimonio storico, artistico, archeologico, etnoantropologico e del paesaggio, il coordinamento degli uffici operanti nell’ambito territoriale di competenza, ivi incluse le Soprintendenze speciali di cui all’articolo 25, comma 3, lettere a), b), c), d), e) e f);
c) dispone il concorso del Ministero, sulla base di criteri definiti dalle direzioni generali centrali di settore, nelle spese effettuate dai proprietari, possessori o detentori di beni culturali per interventi conservativi nei casi previsti dagli articoli 34 e 35 del Codice ed eroga il contributo di cui all’articolo 37 del medesimo Codice;
d) stipula, previa istruttoria della soprintendenza competente, accordi e convenzioni con i proprietari di beni culturali, oggetto di interventi conservativi, alla cui spesa ha contribuito il Ministero, al fine di stabilire le modalità per l’accesso ai beni medesimi da parte del pubblico, ai sensi dell’articolo 38 del Codice;
e) trasmette al competente direttore generale centrale, con le proprie valutazioni, le proposte di prelazione che gli pervengono dalle soprintendenze destinatarie, ai sensi dell’articolo 62, comma 1, del Codice, della denuncia di cui all’articolo 60 del medesimo Codice, ovvero le proposte di rinuncia a essa. Con le stesse modalità trasmette al competente direttore generale centrale anche le proposte di prelazione formulate dalla regione o dagli altri enti pubblici territoriali interessati e, su indicazione del direttore medesimo, comunica alla regione o agli altri enti pubblici territoriali la rinuncia dello Stato alla prelazione, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 62, comma 3, del Codice;
f) autorizza le alienazioni, le permute, le costituzioni di ipoteca e di pegno e ogni altro negozio giuridico che comporta il trasferimento a titolo oneroso di beni culturali, ai sensi degli articoli 55, 56, 57-bis e 58 del Codice;
g) esprime l’assenso del Ministero sulle proposte di acquisizione in comodato di beni culturali di proprietà privata, formulate dagli uffici di cui all’articolo 26, comma 1, lettere b), e) e f), presenti nel territorio regionale, e sulle richieste di deposito di beni culturali formulate, ai medesimi uffici, da soggetti pubblici ai sensi dell’articolo 44 del Codice;
h) gestisce i sistemi informativi per la raccolta dei dati concernenti la verifica dell’interesse culturale operata dalle soprintendenze ai sensi dell’articolo 12 del Codice e stipula accordi con le amministrazioni e gli enti coinvolti al fine di determinare le modalità operative per lo svolgimento della verifica;
i) esprime il parere di competenza del Ministero anche in sede di conferenza di servizi, per gli interventi in ambito regionale, che riguardano le competenze di più soprintendenze di settore, acquisite le relative valutazioni;
j) richiede alle commissioni regionali, anche su iniziativa delle soprintendenze di settore, l’adozione della proposta di dichiarazione di interesse pubblico per i beni paesaggistici, ai sensi dell’articolo 138 del Codice;
k) adotta, su proposta del soprintendente e previo parere della regione, ai sensi dell’articolo 138 del Codice, le dichiarazioni di notevole interesse pubblico relativamente ai beni paesaggistici, ai sensi dell’articolo 141 del medesimo Codice;
l) provvede, anche d’intesa con la regione o con gli altri enti pubblici territoriali interessati e su proposta del soprintendente, all’integrazione del contenuto delle dichiarazioni di notevole interesse pubblico relativamente ai beni paesaggistici, ai sensi dell’articolo 141-bis del Codice;
m) stipula l’intesa con la regione per la redazione congiunta dei piani paesaggistici, limitatamente ai beni paesaggistici di cui all’articolo 143, comma 1, lettere b), c) e d), del Codice;
n) propone al Ministro, per il tramite del direttore generale competente a esprimere il parere di merito, d’intesa con la direzione generale competente, la stipulazione delle intese di cui all’articolo 143, comma 2, del Codice;
o) concorda, d’intesa con il direttore generale competente, la proposta da inoltrare al Ministro per l’approvazione in via sostitutiva del piano paesaggistico, limitatamente ai beni paesaggistici di cui all’articolo 143, comma 1, lettere b), c) e d), del Codice;
m) unifica e aggiorna le funzioni di catalogo e tutela nell’ambito della regione di competenza, secondo criteri e direttive forniti dal Segretario generale;
p) coordina le attività di valorizzazione e fruizione del patrimonio storico, artistico, archeologico, etnoantropologico e del paesaggio nell’ambito del territorio di competenza, può predisporre un piano di valorizzazione annuale e concorre con le Direzioni generali competenti alla formazione del
piano di valorizzazione nazionale;
q) stipula gli accordi di valorizzazione di cui all’articolo 112, commi 4 e 9, del Codice e propone al Ministro la costituzione dei soggetti giuridici di cui all’articolo 112, comma 5, del medesimo Codice;
r) coordina l’elaborazione dei piani di gestione dei siti dichiarati patrimonio culturale dell’umanità dall’UNESCO;
s) elabora e promuove, in raccordo con le Direzioni generali centrali competenti, con le Regioni e con gli enti locali interessati, azioni e strumenti finalizzati al miglioramento della fruizione turistica del patrimonio culturale in ambito regionale, anche con riferimento ai siti e agli elementi dichiarati dall’UNESCO patrimonio culturale materiale o immateriale dell’umanità;
t) cura, in raccordo con le Regioni e gli enti locali interessati, l’attuazione degli indirizzi strategici e dei progetti elaborati a livello centrale relativi alla valorizzazione e alla promozione turistica degli itinerari culturali e di eccellenza paesaggistica e delle iniziative finalizzate a promuovere la conoscenza delle identità territoriali e delle radici culturali delle comunità locali;
u) stipula, con riferimento all’ambito territoriale di competenza, accordi quadro con soggetti pubblici e privati per stabilire condizioni generali uniformi per il rilascio delle concessioni di riproduzione e di uso individuale dei beni culturali in consegna allo Stato, al fine della migliore realizzazione degli obiettivi di valorizzazione del patrimonio culturale, ferma restando la competenza della Direzione generale per l’innovazione e la valorizzazione del patrimonio culturale in materia di riproduzioni di riproduzioni di beni culturali, ai sensi dell’articolo 14, comma 2, lettera i);
v) propone ai fini dell’istruttoria gli interventi da inserire nei programmi annuali e pluriennali e nei relativi piani di spesa, individuando le priorità anche sulla base delle indicazioni degli uffici di cui all’articolo 26, comma 1, lettere b), e) e f), sentito il Comitato regionale di coordinamento;
w) adotta i provvedimenti necessari per il pagamento od il recupero di somme che è tenuto, rispettivamente, a corrispondere o a riscuotere in relazione all’esercizio delle funzioni e dei compiti attribuiti;
x) predispone, d’intesa con le regioni, i programmi e i piani finalizzati all’attuazione degli interventi di riqualificazione, recupero e valorizzazione delle aree sottoposte alle disposizioni di tutela dei beni paesaggistici;
y) propone al direttore generale competente i programmi concernenti studi, ricerche e iniziative scientifiche in tema di catalogazione e inventariazione dei beni culturali, definiti in concorso con le regioni ai sensi della normativa in materia; promuove l’organizzazione di studi, ricerche e iniziative culturali, anche in collaborazione con le regioni, le università e le istituzioni culturali e di ricerca; promuove, in collaborazione con le università, le regioni e gli enti locali, la formazione in materia di tutela del paesaggio, della cultura e della qualità architettonica e urbanistica;
z) promuove, presso le scuole di ogni ordine e grado, la diffusione della storia dell’arte e della conoscenza del patrimonio culturale della regione, attraverso programmi concordati con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per il tramite delle Direzioni generali;
aa) dispone, previa istruttoria delle soprintendenze di settore e sulla base delle linee guida elaborate dal Direttore generale per il bilancio e i contratti, l’affidamento diretto o in concessione delle attività e dei servizi pubblici di valorizzazione di beni culturali, ai sensi degli articoli 115 e 117 del Codice;
bb) svolge le funzioni di stazione appaltante in relazione agli interventi conservativi da effettuarsi con fondi dello Stato o affidati in gestione allo Stato sui beni culturali presenti nel territorio di competenza, fatta eccezione per quelli in consegna agli istituti di cui all’articolo 25 e 26, comma 1, lettere c) e d), fermo restando quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, lettera i) e dall’articolo 31, comma 2, lettera a);
cc) effettua acquisti di beni e servizi;
dd) organizza e gestisce, con riferimento all’ambito territoriale di competenza, le risorse strumentali ed umane delle strutture periferiche del Ministero di cui all’articolo 26, comma 1, lettere b), e), e f); l’assegnazione del personale agli uffici viene disposta sentita la Direzione generale per l’organizzazione e le risorse umane;
ee) cura le relazioni sindacali e la contrattazione collettiva con riferimento all’ambito territoriale di competenza, esclusi gli uffici di cui all’articolo 26, comma 1, lettere c) e d);
ff) cura il contenzioso relativamente agli atti adottati dalla Direzione regionale e dalle soprintendenze, con esclusione del contenzioso relativo al personale, di competenza della Direzione generale per l’organizzazione e le risorse umane.
4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 28, comma 2, e dall’articolo 31, comma 3, i direttori regionali possono delegare i compiti di cui alla lettera bb) del comma 3.
5. Le direzioni regionali costituiscono centri di costo e dipendono funzionalmente, per quanto riguarda gli aspetti contabili, dalla Direzione generale per il bilancio e i contratti.
6. Le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici sono le seguenti:
a) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo e del Molise;
b) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Basilicata e della Puglia;
c) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria;
d) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania;
e) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna;
f) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli-Venezia Giulia;
g) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio;
h) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Liguria e del Piemonte;
i) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia;
j) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche e dell’Umbria;
k) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna;
l) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana;
m) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto.
7. Le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici si articolano in uffici dirigenziali di livello non generale.
Art. 28
(Soprintendenze per i beni archeologici, architettonici e paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici)
1. Le strutture periferiche di cui all’articolo 26, comma 1, lettera b), svolgono, in particolare, i seguenti compiti:
a) impongono ai proprietari, possessori o detentori di beni culturali, gli interventi necessari per assicurarne la conservazione, ovvero dispongono, allo stesso fine, l’intervento diretto del Ministero ai sensi dell’articolo 32 del Codice;
b) concedono l’uso dei beni culturali in consegna al Ministero e autorizzano la concessione d’uso dei beni culturali in consegna ad altre amministrazioni o enti pubblici, ai sensi degli articoli 106 e 107 del Codice, fermo restando quanto previsto dagli articoli 14, comma 2, lettera i), 17, comma 4, lettera h) e 27, comma 3, lettera u);
c) vigilano sulla realizzazione delle opere d’arte negli edifici pubblici ai sensi delle legge 29 luglio 1949, n. 717, e successive modificazioni;
d) svolgono le funzioni di catalogazione e tutela nell’ambito del territorio di competenza, sulla base delle indicazioni e dei programmi definiti dalle competenti direzioni generali centrali e regionali;
e) svolgono i compiti ispettivi previsti dall’articolo 19 del Codice;
f) autorizzano l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali, salvo quanto disposto dall’articolo 17, comma 2, lettera i);
g) dispongono l’occupazione temporanea di immobili per l’esecuzione, con le modalità ed entro i limiti previsti per la conduzione dei lavori in economia, di ricerche e scavi archeologici o di opere dirette al ritrovamento di beni culturali;
h) partecipano ed esprimono pareri, riferiti ai settori e agli ambiti territoriali di competenza, nelle conferenze di servizi, ovvero esprimono pareri endoprocedimentali istruttori, riferiti ai settori e agli ambiti territoriali di competenza, nelle ipotesi di cui all’articolo 27, comma 3, lettera i);
i) amministrano e controllano i beni mobili e immobili dati loro in consegna, ed eseguono sugli stessi anche gli interventi conservativi di importo non superiore a 100.000,00 euro;
j) effettuano acquisti di beni e servizi;
k) curano l’istruttoria finalizzata alla stipula di accordi e convenzioni con i proprietari di beni culturali oggetto di interventi conservativi alla cui spesa ha contribuito il Ministero al fine di stabilire le modalità per l’accesso ai beni medesimi da parte del pubblico;
l) istruiscono e adottano i provvedimenti di verifica dell’interesse culturale ai sensi dell’articolo 12 del Codice, avvalendosi dei sistemi informativi gestiti dalle Direzioni regionali e in attuazione degli eventuali accordi conclusi dalle medesime Direzioni regionali con le amministrazioni e gli enti coinvolti;
m) avviano e istruiscono i procedimenti di dichiarazione dell’interesse culturale, le prescrizioni di tutela indiretta e i provvedimenti di rinnovo delle notifiche e delle dichiarazioni, ai sensi, rispettivamente, degli articoli 13, 45, 128, comma 3, del Codice; decorso il termine per l’esercizio del diritto di partecipazione procedimentale degli interessati, adottano i relativi provvedimenti che, fermi rimanendo i termini massimi di durata dei procedimenti, divengono efficaci e sono comunicati ai destinatari decorsi trenta giorni dalla trasmissione in via telematica al Direttore generale per il paesaggio e il patrimonio storico e artistico, salva l’ipotesi di cui all’articolo 17, comma 2, lettera d);
n) istruiscono e propongono al competente direttore regionale le dichiarazioni di notevole interesse pubblico paesaggistico ovvero le integrazioni del loro contenuto ai sensi, rispettivamente, degli articoli 138, comma 3, e 141-bis del Codice;
o) svolgono le istruttorie e propongono al direttore generale centrale i provvedimenti di
autorizzazione al prestito per mostre o esposizioni, di autorizzazione all’uscita temporanea per manifestazioni, mostre o esposizioni d’arte di alto interesse culturale, di acquisto coattivo all’esportazione, di espropriazione, ai sensi, rispettivamente, degli articoli 48, 66, 70 e 95 del Codice;
p) esprimono pareri sulle alienazioni, le permute, le costituzioni di ipoteca e di pegno ed ogni altro negozio giuridico che comporti il trasferimento di beni culturali appartenenti a soggetti pubblici come identificati dal Codice;
q) istruiscono i procedimenti concernenti le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice, nonché dagli articoli 33, comma 3, e 37, comma 2, del Testo unico dell’edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e successive modificazioni, ai fini dell’adozione dei relativi provvedimenti da parte del Direttore generale per gli archivi, ai sensi dell’articolo 18, comma 2, lettera o);
r) istruiscono e propongono alla direzione generale centrale secondo le modalità di cui all’articolo 17, comma 3, lettera e) e all’articolo 27, comma 2, lettera e), l’esercizio del diritto di prelazione;
s) autorizzano il distacco di affreschi, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli e altri elementi decorativi di edifici, nonché la rimozione di cippi e monumenti, da eseguirsi ai sensi dell’articolo 50, commi 1 e 2, del Codice;
t) esercitano ogni altro compito a esse affidato in base al Codice e alle altre norme vigenti.
2. In caso di assenza di personale tecnico-amministrativo o per altre esigenze di carattere organizzativo, le Soprintendenze possono chiedere alla Direzione regionale, entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale di approvazione della programmazione degli interventi, di svolgere le funzioni di stazione appaltante per attività di cui al comma 1, lettera i).
Art. 29
(Soprintendenze archivistiche)
1. Le Soprintendenze archivistiche sono uffici di livello dirigenziale non generale, competenti per il territorio di una o più Regioni. Alle Soprintendenze archivistiche afferiscono gli Archivi di Stato non individuati quali uffici dirigenziali di livello non generale ai sensi dell’articolo 30, comma 4.
2. Le Soprintendenze archivistiche, dotate di autonomia tecnico-scientifica, provvedono alla tutela e alla valorizzazione dei beni archivistici nel territorio di propria competenza, anche avvalendosi del personale degli Archivi di Stato. Esse, in particolare:
a) svolgono, sulla base delle indicazioni e dei programmi definiti dalla competente Direzione generale, attività di tutela dei beni archivistici presenti nell’ambito del territorio di propria competenza nei confronti di tutti i soggetti pubblici e privati, ivi inclusi i soggetti di cui all’articolo 44-bis del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni;
b) accertano e dichiarano l’interesse storico particolarmente importante di archivi e singoli documenti appartenenti a privati;
c) tutelano gli archivi, anche correnti, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali e locali, nonché di ogni altro ente e istituto pubblico, e rivendicano archivi e singoli documenti dello Stato;
d) dispongono la custodia coattiva dei beni archivistici negli archivi di Stato competenti al fine di garantirne la sicurezza o assicurarne la conservazione ai sensi dell’articolo 43, comma 1, del Codice;
e) istruiscono i procedimenti concernenti le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice per la violazione delle disposizioni in materia di beni archivistici, ai fini dell’adozione dei relativi provvedimenti da parte del Direttore generale per gli archivi, ai sensi dell’articolo 18, comma 2, lettera o);
f) attuano, sulla base delle indicazioni tecniche e scientifiche della competente Direzione generale, le operazioni di censimento e descrizione dei beni archivistici nell’ambito del territorio di competenza e curano l’inserimento e l’aggiornamento dei dati nei sistemi informativi nazionali;
g) svolgono le istruttorie e propongono al direttore generale centrale i provvedimenti di autorizzazione al prestito per mostre o esposizioni di beni archivistici, di autorizzazione all’uscita temporanea per manifestazioni, mostre o esposizioni d’arte di alto interesse culturale, di acquisto coattivo all’esportazione, di espropriazione, ai sensi, rispettivamente, degli articoli 48, 66, 70 e 95 del Codice;
h) fungono da uffici esportazione;
i) forniscono assistenza agli enti pubblici e ad altri soggetti proprietari, possessori o detentori di archivi dichiarati di importante interesse storico nella formazione dei massimari e manuali di classificazione e conservazione dei documenti, nonché nella definizione delle procedure di protocollazione e gestione della documentazione;
j) organizzano e svolgono attività di formazione degli addetti agli archivi per le regioni, gli enti territoriali e locali e altri enti pubblici;
k) effettuano lavori di importo non superiore a 100.000 euro;
l) effettuano acquisti di beni e servizi;
m) promuovono la costituzione di poli archivistici, in collaborazione con le amministrazioni pubbliche presenti nel territorio di propria competenza, per il coordinamento dell’attività di istituti che svolgono funzioni analoghe e al fine di ottimizzare l’impiego di risorse e razionalizzare l’uso degli spazi;
n) promuovono la conoscenza e la fruizione degli archivi e sottoscrivono, secondo gli indirizzi generali impartiti dalla direzione generale centrale competente, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca per fini di tutela e di valorizzazione.
3. In caso di assenza di personale tecnico-amministrativo o per altre esigenze di carattere organizzativo, le Soprintendenze archivistiche possono chiedere alla Direzione generale per gli archivi, entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale di approvazione della programmazione degli interventi, di svolgere le funzioni di stazione appaltante per attività di cui al comma 2, lettera k).
Art. 30
(Archivi di Stato)
1. Gli Archivi di Stato sono dotati di autonomia tecnico scientifica e svolgono funzioni di tutela e valorizzazione dei beni archivistici in loro consegna, assicurandone la pubblica fruizione, nonché funzioni di tutela degli archivi, correnti e di deposito, dello Stato. Gli Archivi di Stato possono sottoscrivere, anche per fini di didattica, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca. 2. Gli Archivi di Stato:
a) effettuano gli interventi conservativi sui beni archivistici in consegna e sugli immobili in consegna, di importo non superiore a 100.000 euro;
b) effettuano acquisti di beni e servizi.
3. In caso di assenza di personale tecnico-amministrativo o per altre esigenze di carattere organizzativo, gli Archivi di Stato possono chiedere alla Direzione generale per gli archivi, entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale di approvazione della programmazione degli interventi, di svolgere le funzioni di stazione appaltante per attività di cui al comma 2, lettera a).
4. Con decreto ministeriale di natura non regolamentare, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive modificazioni, sono individuati gli Archivi di Stato aventi natura di uffici dirigenziali di livello non generale.
Art. 31
(Biblioteche pubbliche statali)
1. Le Biblioteche pubbliche statali di cui all’articolo 26, comma 1, lettera e) svolgono funzioni di conservazione e valorizzazione del patrimonio bibliografico, assicurandone la pubblica fruizione. Le Biblioteche pubbliche statali possono sottoscrivere, anche per fini di didattica, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca.
2. Le Biblioteche pubbliche statali:
a) effettuano gli interventi conservativi sul patrimonio bibliografico in consegna e sugli immobili in consegna, di importo non superiore a 100.000 euro;
b) effettuano acquisti di beni e servizi.
3. In caso di assenza di personale tecnico-amministrativo o per altre esigenze di carattere organizzativo, le Biblioteche pubbliche statali possono chiedere alla Direzione regionale, entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale di approvazione della programmazione degli interventi, di svolgere le funzioni di stazione appaltante per attività di cui al comma 2, lettera a).
4. Con decreto ministeriale di natura non regolamentare, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive modificazioni, sono individuate le Biblioteche pubbliche statali aventi natura di uffici dirigenziali di livello non generale.
Art. 32
(Musei statali)
1. I musei statali sono dotati di autonomia tecnico-scientifica e svolgono funzioni di tutela e valorizzazione delle raccolte in loro consegna, assicurandone la pubblica fruizione. I musei statali possono sottoscrivere, anche per fini di didattica, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca.
2. Con decreto ministeriale di natura non regolamentare, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive modificazioni, sono individuati i Musei statali aventi natura di uffici dirigenziali di livello non generale. I musei non costituenti uffici dirigenziali sono articolazioni delle Soprintendenze di cui all'articolo 28.
Art. 33
(Comitati regionali di coordinamento)
1. Il Comitato regionale di coordinamento è organo collegiale a competenza intersettoriale.
2. Il Comitato esprime pareri:
a) obbligatoriamente, in merito alle proposte di dichiarazione di interesse culturale o paesaggistico aventi a oggetto beni od aree suscettibili di tutela intersettoriale, nonché in merito alle proposte di prescrizioni di tutela indiretta;
b) sugli interventi da inserire nei programmi annuali e pluriennali e nei relativi piani di spesa, anche sulla base delle indicazioni degli uffici di cui all’articolo 26, comma 1, lettere b), e) ed f);
c) a richiesta del direttore regionale, su ogni questione di carattere generale o intersettoriale concernente la materia dei beni culturali.
3. Il Comitato è presieduto dal direttore regionale ed è composto dai soprintendenti di settore operanti in ambito regionale quando si esprime sulle questioni di cui al comma 2, lettera a). Tale composizione è integrata con i responsabili di tutti gli uffici periferici operanti in ambito regionale quando il Comitato si esprime sulle questioni di cui al comma 2, lettera b) e c).
4. Le risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento dei Comitati sono assicurate dalle rispettive direzioni regionali, senza oneri a carico del bilancio dello Stato.
Capo VII
Disposizioni finali.
Art. 34
(Uffici di livello dirigenziale e dotazioni organiche)
1. Ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 gennaio 2013 e del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 ottobre 2013, richiamati in premessa, le dotazioni organiche del personale dirigenziale e del personale non dirigenziale del Ministero sono rideterminate secondo le tabelle A e B allegate al presente decreto di cui costituiscono parte integrante. Al fine di assicurare la necessaria flessibilità di utilizzo delle risorse umane alle effettive esigenze operative, il Ministro, con proprio decreto, effettua la ripartizione dei contingenti di personale nelle strutture centrali e periferiche in cui si articola l’amministrazione, distinti per profilo professionale e fascia retributiva.
Art. 35
(Norme finali e abrogazioni)
1. Ai sensi dell’articolo 2, comma 10-ter, del decreto legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, a decorrere dalla data di efficacia del presente decreto cessano di avere vigore il decreto del Presidente della Repubblica 6 luglio 2001, n. 307 e il decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233 e successive modificazioni.
2. Le strutture organizzative previste dal predetto decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233 e successive modificazioni sono fatte salve fino alla definizione delle procedure di conferimento degli incarichi dirigenziali di prima fascia relativi alla nuova organizzazione del Ministero, da concludersi entro il termine massimo di sei mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.
3. Con successivo decreto ministeriale di natura non regolamentare si provvede, ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, lettera e) della legge 23 agosto 1988, n. 400 e dell’articolo 4, comma 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, all’individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale del Ministero nonché alla definizione dei relativi compiti. Fino all’adozione del suddetto decreto ministeriale, ciascun ufficio dirigenziale generale opera avvalendosi degli esistenti uffici dirigenziali con competenze prevalenti nel rispettivo settore di attribuzione.
4. Dall’attuazione del presente regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
5. La riorganizzazione disposta ai sensi del presente regolamento dà luogo all’applicazione di quanto previsto dall’articolo 20, comma 6, del CCNL per il personale dirigente.

TABELLA A
(Prevista dall’articolo 34, comma 1)
DOTAZIONE ORGANICA
DIRIGENZA
Dirigenti di prima fascia 24 *
Dirigenti di seconda fascia 167 **
Totale dirigenti 191
* di cui n. 1 presso gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro
* * di cui n. 4 presso gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro

TABELLA B
(Prevista dall’articolo 34, comma 1)
DOTAZIONE ORGANICA
AREE
AREA Dotazione organica
III 5.457
II 12.893
I 700
Totale 19.050



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