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Interrogazione a risposta orale 3-00757
2014-02-26


Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00757
presentata da
MICHELA MONTEVECCHI
mercoledì 26 febbraio 2014, seduta n.198

MONTEVECCHI, SERRA, BIGNAMI, BOCCHINO - Ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

l'accademia di belle arti di Bologna si trova nel cuore della zona universitaria e, come noto, insieme alla pinacoteca nazionale occupa il complesso della chiesa di Sant'Ignazio e del noviziato dei gesuiti, eretto da Alfonso Torreggiani tra il 1728-1735;

l'accademia venne rifondata in età napoleonica e, abbandonata la sede clementina di palazzo Poggi, fu trasferita in questo edificio conventuale, opportunamente riadattato: la chiesa di Sant'Ignazio venne trasformata in aula magna dell'accademia; è del 1805 la riduzione della cupola;

successivamente fu aggiunta l'ala Collamarini, mentre è recente l'annessione dei moderni locali del liceo artistico (ala Irnerio). Nuovi ampliamenti sono stati realizzati negli ultimi anni, nell'opera di complessiva riqualificazione spaziale dell'accademia di belle arti: nel 1997 con la ristrutturazione dell'interrato sono stati aggiunti nuovi spazi espositivi comuni dell'accademia e della pinacoteca, denominati sale delle belle arti, accanto ai quali è stato aperto il museo dell'accademia; insieme all'aula Arcangeli, adibita a lezioni e conferenze, è stata costruita l'aula Guidi e l'annessa galleria, utilizzati come spazi didattici ed espositivi; nel 2001 l'ex teatro è stato trasformato in sala polivalente come padiglione De Vita;

nel complesso vi sono le aule didattiche per l'attività teorica e i laboratori. L'aula magna viene utilizzata per lezioni teoriche, conferenze e video-proiezioni. I laboratori di pittura, scultura e incisione sono distribuiti al piano terreno, quelli di anatomia e decorazione si trovano al primo piano, nelle diverse ali dell'edificio; i laboratori di scenografia sono collocati nel teatro;

nella galleria d'ingresso dell'accademia esiste da secoli una stupefacente collezione di rarissime statue in gesso e rilievi tratti da grandi capolavori dell'arte, che in passato servivano agli studenti per studiare da vicino opere altrimenti inaccessibili per ragioni di lontananza o di accessibilità (come fregi o formelle di grandi maestri posizionate in luoghi non raggiungibili);

la galleria godeva di una straordinaria prospettiva dall'ingresso; prospettiva che nei secoli è stata immortalata da tanti artisti e che ancora oggi rappresenta il simbolo più riconoscibile del luogo;

nel 2010, non appena insediati, l'allora direttore, lo storico dell'arte Adriano Baccilieri, fece rimuovere una vetusta struttura che fungeva da portineria e che proteggeva i coadiutori dal freddo invernale proveniente dal grande portone d'accesso;

il direttore giustificò la rimozione allo scopo di salvaguardare la prospettiva sulla storica galleria e per il mantenimento della fruibilità delle sculture e, soprattutto, dei rilievi incastonati nel muro;

considerato che:

a seguito di diverse lamentele da parte dei coadiutori il consiglio d'amministrazione approvò la messa in posa di una grande porta in cristallo a protezione della galleria, posta fra il portone e l'accesso vero e proprio all'accademia;

il progetto fu pensato per minimizzare l'impatto visivo con la prospettiva, in modo che una volta lasciato aperto il portone si potesse vedere la stessa in tutta la sua magnificenza, senza penalizzare i coadiutori né il controllo degli accessi alla scuola;

il progetto si protrasse per 2 anni, tra i correttivi della sovrintendenza ed i suggerimenti degli addetti ai lavori, ma alla fine il progetto fu autorizzato e realizzato;

considerato inoltre che attraverso un articolo apparso sul sito del quotidiano "la Repubblica", edizione Bologna, del 7 febbraio 2014 si apprendeva che con la gestione del professor Fabio Alberto Roversi Monaco, e certamente su idea del direttore Mauro Mazzali, in men che non si dica sono comparse delle strutture per fare spazio ad una portineria-ufficio ad uso dei coadiutori, posizionate contro una delle pareti della galleria, davanti ai fregi storici, alcuni dei quali "tagliati" visivamente da spazzole che ne intersecano le fattezze;

considerato infine che, a parere degli interroganti:

si tratta di uno scempio, al quale purtroppo si è abituati, considerata la scarsa considerazione mostrata per le opere d'arte utilizzate ormai sempre più e senza scrupolo dall'attuale gestione manageriale dell'accademia. Così facendo si altera la prospettiva della galleria, oltre a nascondere i preziosi fregi;

è lecito domandarsi perché la Soprintendenza, che per 2 anni ha osteggiato la realizzazione di una porta di cristallo completamente trasparente e non invasiva, nulla abbia eccepito invece in relazione alla realizzazione di uno scempio simile;

con la realizzazione della portineria all'interno dell'ampia sala, non solo si rovinano i bassorilievi sulle pareti, ma si rovina anche l'angolo prospettico, che gli studenti, i docenti ed i fruitori tutti del palazzo non potranno più ammirare, giacché la portineria, sebbene parzialmente realizzata con vetri trasparenti, di fatto impedisce la visione d'insieme, quell'insieme che costituisce la bellezza della sala,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo, per quanto di competenza, siano a conoscenza della realizzazione della portineria all'interno del palazzo che ospita l'accademia delle belle arti di Bologna;

se ed in base a quali motivazioni sia stata autorizzata la realizzazione della portineria, un'operazione che a parere degli interroganti ha evidentemente violato i dettami del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, codice dei beni culturali e del paesaggio, in particolare degli artt. 2, 3, 4 e 5;

quali iniziative intendano assumere al fine di intervenire perché venga ripristinato lo status quo ante, considerando la rimozione della struttura della portineria, oltraggio ai bassorilievi e al nostro patrimonio artistico in generale.

(3-00757)

http://aic.camera.it/


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