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Interrogazione a risposta orale 3-00260
2013-07-23


Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00260
presentata da
RICCARDO MAZZONI
martedì 23 luglio 2013, seduta n.075

MAZZONI - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che:

la Banca popolare di Vicenza, con l'incorporazione della Cassa di risparmio di Prato dal 1° gennaio 2011, è diventata proprietaria della collezione della galleria degli Alberti di Prato insieme ai capolavori di Caravaggio, Bellini e Filippo Lippi che ne fanno parte;

la Crocifissione di Giovanni Bellini è stata definita da Antonio Paolucci come "uno dei più commoventi dipinti al mondo";

già alla fine del 2010 il direttore di "ToscanaOggi" Gianni Rossi sottolineò che la galleria degli Alberti "in trent'anni di storia e di prestigio ha assunto una sua connotata unitarietà, e sarebbe quindi un vero delitto culturale e civile" il suo trasferimento in un'altra città, perché essa rappresenta "un patrimonio fondamentale della città di Prato non soltanto per il valore intrinseco delle sue opere, ma quasi ancor più perché a Prato è stata voluta, in una stagione irripetibile di imprenditoria e mecenatismo (il merito va all'allora presidente della Cassa di Risparmio Silvano Bambagioni), e anche pagata. Nel senso che quel grande investimento in cultura e in denaro fu possibile perché la banca faceva arricchire Prato e Prato faceva arricchire la banca. La città tutta deve dunque dire alla Popolare di Vicenza che la collezione d'arte deve rimanere qua, in riva al Bisenzio, dove è stata pensata, voluta e allestita. Sarebbe un gesto di rispetto e anche di giustizia";

attualmente i capolavori della galleria degli Alberti sono ospitati "in trasferta" a palazzo Thiene a Vicenza;

il coordinatore pratese dell'Udc ha recentemente chiesto in una lettera alla stampa cittadina che fine hanno fatto i pezzi più pregiati della galleria di palazzo degli Alberti e come mai altre preziose opere d'arte "sono costantemente fuori dalla loro naturale collocazione nella nostra città", ricordando che la galleria stessa "è nata e cresciuta come raccolta d'arte del '600 toscano, è un complesso unitario, dotato di una valenza storico-artistica che trascende quella delle singole opere d'arte. Se pure va dato atto alla gestione della Banca Popolare di Vicenza, con i lavori effettuati nel 2004, di una migliore e razionale collocazione delle opere, ciò non può autorizzarla a spostamenti delle opere incompatibili con tale unitarietà della conservazione. Risulta infatti che il Crocifisso di Bellini, l'opera forse più prestigiosa, sia stato trasferito a Palazzo Thiene a Vicenza e che altre opere siano costantemente fuori dalla loro naturale collocazione nella nostra città";

l'assessore per la cultura del Comune di Prato Anna Beltrame ha contattato il direttore generale dell'area centro-sud della Popolare di Vicenza il quale le ha garantito che le opere resteranno a Prato, salvo prestiti per mostre temporanee, con le necessarie autorizzazioni della Soprintendenza. "La collezione di Palazzo Alberti è e deve restare patrimonio della città", hanno più volte sottolineato il sindaco Cenni e la stessa assessore Beltrame ai vertici della banca;

tale rassicurazione è stata drasticamente smentita dal presidente della Banca popolare di Vicenza, Gianni Zonin, in un colloquio con il presidente della Provincia di Prato Lamberto Gestri che gli ha chiesto informazioni sul futuro dei quadri attualmente in trasferta a Vicenza a palazzo Thiene. Zonin ha infatti spiegato a Gestri che "la collezione fa parte dei beni della banca" e che "la Popolare di Vicenza potrà disporne a proprio piacimento". Ma non solo. Zonin ha anche tenuto a sottolineare come, qualora la banca volesse vendere i quadri, non sarebbe nemmeno tenuta a informare le istituzioni cittadine;

dunque, diventa sempre più difficile il ritorno a Prato della "Crocifissione" del Bellini, ma anche delle altre opere fra cui "L'incoronazione di spine" del Caravaggio e le sculture del Bartolini, vista la chiusura totale verso le richieste di Prato, con l'ulteriore beffa che non c'è nessun programma in vista per la galleria degli Alberti, che per ora resterà chiusa e con il sito internet oscurato;

il decreto legislativo n. 42 del 2004, all'art. 10, comprende tra i beni culturali oggetto di vincolo "le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico";

lo stesso Giovanni Bambagioni, figlio dell'ex presidente della banca pratese, ha ricordato che la Cassa di risparmi e depositi di Prato costituì la sua galleria quando era ente pubblico e che, al momento del passaggio a società per azioni, la galleria era già completamente realizzata, e dunque ne risulta che siamo in presenza di un bene culturale da tutelare ab origine,

si chiede di sapere quale valutazione il Ministro in indirizzo dia di una vicenda che potrebbe configurare, con il trasferimento dei capolavori della galleria degli Alberti a Vicenza, un "ratto" di un patrimonio artistico raccolto in un'unica esposizione con il denaro e la volontà dei pratesi, e che dunque continua ad appartenere alla comunità pratese, e se non intenda intervenire, coinvolgendo la Soprintendenza, per tutelare i diritti di Prato.

(3-00260)

http://aic.camera.it/


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