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Interrogazione a risposta orale 3-00812
2014-03-13


Atto Senato


presentata da
MICHELA MONTEVECCHI
gioved 13 marzo 2014, seduta n.209

MONTEVECCHI, LUCIDI, BERTOROTTA, SERRA, FUCKSIA, CAPPELLETTI, TAVERNA, PAGLINI, MORONESE - Al Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo - Premesso che:

a Modena, nel lontano 1913, la Giunta comunale aveva approvato il progetto di lottizzazione che prevedeva, nel tratto alle spalle del teatro Storchi, la costruzione di due linee di villini con giardini privati, ma, poco tempo dopo, l'ingegner Barbanti proponeva di sistemare l'area a parco, poich "si presta bene", per la "vicinanza al centro e per la sua ubicazione nella parte pi bella di Modena, ad essere trasformata a parco erborato dove i cittadini potranno, per l'ampiezza dello spazio aperto, godere d'aria, di luce e di verde" ed ascoltare musica in un ampio piazzale;

con lo scoppio della prima guerra mondiale il progetto si interrotto e i lavori sono ripresi immediatamente dopo il conflitto; nel 1919 si proceduto alla sistemazione del secondo tratto del parco ed alla realizzazione del viale delle Rimembranze;

nel 1922 il parco era compiuto e, sull'onda della circolare n. 73 del 27 dicembre dello stesso anno, a firma del Sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione Dario Lupi, stato diramato un atto di incoraggiamento per "le scolaresche d'Italia" a farsi portatrici dell'attuazione dell'idea nobilissima e pietosa di creare in ogni citt d'Italia, paese o borgata, la "Strada o il Parco delle Rimembranze. Per ogni caduto della grande guerra dovr essere piantato un albero";

il parco nasceva quindi come una selva simbolica con alberi "monumenti viventi" per ricordare coloro che sono morti per la patria e comunque lo diventava incidentalmente, in quanto il suo completamento era avvenuto poco prima dell'emanazione della citata circolare, alla quale era allegato l'elenco che riporta le essenze pi adatte a seconda delle aree geografiche;

dagli anni '50 in poi sono comparsi all'interno del parco i primi chioschi che, insieme alle giostre ed ai giochi dei bambini, costituiscono ancora oggi la principale attrattiva del parco;

nel 2005 con "relazione storico-artistica" della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna del Ministero per i beni e le attivit culturali, a firma della dottoressa Maddalena Ragni, viene ribadito: "L'area in oggetto ad alto rischio archeologico per la presenza, nel sottosuolo, dei resti monumentali pertinenti le fortificazioni urbane di et medioevale e moderna e di resti della citt romana di Mutina";

considerato che:

gi dal gennaio 2007 il Comune di Modena con delibera della Giunta prot. 62274 ha deciso lo studio di fattibilit per il "Parco delle Mura" - Incarico di consulenza progettuale per la riqualificazione urbanistica e valorizzazione commerciale - Arch. Paolo Castelnovi, con cui appunto vengono approfondite due tematiche: la prima in relazione ad azioni progettuali complementari finalizzate a modificare le componenti generali che determinano la percezione e la fruizione del parco, nonch a risolvere problematiche edilizie e funzionali delle attivit economiche insediate: i chioschi; la seconda la progettazione di una struttura pi consistente rispetto ai chioschi, ovvero di un attrattore, destinato ad ospitare eventi e manifestazioni all'interno del parco;

ad oggi il sindaco di Modena ribadisce la regolarit delle attivit di riqualificazione e valorizzazione dell'area sviluppate con il parere positivo della Soprintendenza;

il sindaco Giorgio Pighi ha affermato che "i lavori in corso nel parco delle Mura per la costruzione dei nuovi chioschi da parte dei privati sono conformi ai permessi di costruire rilasciati dal Comune e ovviamente a loro volta conformi ai progetti approvati dalla Soprintendenza", ricordando peraltro che tutto il percorso del progetto di riqualificazione urbanistica e valorizzazione commerciale del parco delle Mura ha ottenuto l'approvazione degli organismi di tutela "sia per quello che riguarda il complesso della sistemazione dell'area del parco e della tipologia dei chioschi sia, successivamente, per ciascun permesso di costruire rilasciato i cui progetti sono anch'essi singolarmente approvati dalla Soprintendenza, a conclusione di un lungo lavoro iniziato quasi dieci anni fa";

considerato inoltre che:

il progetto generale dei nuovi chioschi, che comprendeva planimetrie, tipologie, abaco, colori e materiali, garantendo omogeneit negli interventi pur da modulare sulla base delle esigenze dei singoli gestori, stato approvato dalla Giunta, con il parere favorevole della Soprintendenza, il 29 maggio 2009, "ma la discussione era iniziata anni prima - ricorda il sindaco - e, a parte qualche valutazione estetica soggettiva che comunque non riguardava la scelta progettuale e le sue caratteristiche, non ci sono mai stati voti contrari da parte di nessun assessore";

a parere del sindaco la realizzazione degli interventi, a cui si arrivati oggi dopo un percorso di concertazione che ha coinvolto anche proprietari e associazioni di categoria, rappresenta "un fatto estremamente positivo perch consente di rilanciare il ruolo pubblico del parco e di eliminare situazioni di degrado e chioschi ingombranti e non pi a norma, andando anche a riqualificare ambiti come l'area in largo Garibaldi, dove il chiosco interrompeva il percorso pedonale e ciclabile, o quella del Lido Park in cui si elimina la parte asfaltata";

sempre per il sindaco Pighi: "si avvia un percorso di ricucitura con il centro storico e la cinta dei viali, anche per dare nuovo slancio alle attivit economiche, consentendo un'apertura non pi solo stagionale: in questa prospettiva, accanto agli investimenti privati sono strategici quelli pubblici gi in corso sulla rete di scolo delle acque piovane, sulla pavimentazione della ciclabile, sull'illuminazione della passeggiata. Dopo anni si avviata la realizzazione di un progetto che, oltre a creare nuove opportunit di sviluppo per quelle attivit economiche, valorizzer le offerte di frequentazione rivolte in particolare ai giovani e contribuir ad aumentare la sicurezza di questa zona della citt";

considerato inoltre che, a parere degli interroganti:

tali assunti non tengono in considerazione che l'area costituisce un parco storico dichiarato di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, commi 1 e 4, e 12 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e rimane sottoposto a tutte le disposizioni di tutela ivi contenute;

pertanto l'opera di urbanizzazione squisitamente di natura commerciale, pi che altro per perseguire interessi di natura economica, non tiene in alcun debito conto l'aspetto estetico del parco e la sua natura, senza considerare il pregio dei manufatti archeologici, del sottosuolo, del verde tutelato, come ricordato dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna a firma della dottoressa Maddalena Ragni;

considerato infine che:

a giudizio degli interroganti, i manufatti ad oggi realizzati, con strutture di cemento armato mortificano il parco di Modena ed i suoi cittadini, atteso che, per la realizzazione delle strutture si rende necessario approntare tutte quelle opere necessarie, quali reti fognarie, condutture per le acque, realizzazione degli impianti elettrici e quanto risulta necessario ed indispensabile per il rispetto della normativa vigente, che proprio per la loro necessit rendono attualmente il parco impraticabile oltre a, in futuro, deturpare l'estetica e la natura stessa dell'area verde;

inoltre ove ci non dovesse bastare, si sottolinea che i commercianti gi destinatari delle concessioni per i chioschi ivi presenti, al fine di mantenere la concessione e dunque per poter continuare ad esercitare l'attivit commerciale (che si ricorda essere di natura stagionale), oggi sono chiamati ad impegnarsi economicamente per la realizzazione dei manufatti in cemento armato e che, in assenza di tale impegno, perderanno la concessione;

molti di loro dunque si sono impegnati personalmente investendo nella realizzazione di una struttura permanente che insiste in un'area pubblica vincolata come parco storico e ad alto rischio archeologico, in un progetto che risponde a logiche clientelari, di italica memoria, con il rischio di vedere vanificato tutto il progetto, in considerazione dell'interesse culturale, storico e archeologico,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle gravi condizioni in cui attualmente versa il parco delle Mura, dell'ennesimo scempio al quale ormai si assiste inermi, senza poter anteporre le ragioni di interesse collettivo alle logiche di interessi di natura privatistica, a danno esclusivo del patrimonio artistico, storico e culturale del Paese;

quali siano in merito le sue valutazioni e come intenda intervenire al fine di arrestare lo scempio al quale i cittadini di Modena stanno assistendo loro malgrado, ed in che modo intenda intervenire al fine di limitare il deturpamento del parco a nocumento della collettivit, e dunque intervenire a tutela della memoria, un gesto di coraggio in ripristino della bellezza dell'area verde, bene della cittadinanza.

(3-00812)

http://aic.camera.it/


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