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Interrogazione a risposta scritta 4-03071 [Crescent]
2014-01-08


Atto Camera

presentato da
PISANO Girolamo
testo di
Mercoledì 8 gennaio 2014, seduta n. 147

  PISANO. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:
le devastanti opere edili («Crescent» e annessa «Piazza della Libertà») avviate – con il concorso di terzi – dal comune di Salerno sul litorale cittadino sono state recentemente sottoposte a sequestro giudiziario penale, sia per i gravissimi dissesti verificatisi nel corso della costruzione della piazza che per le ipotesi di reato, a carico di una pluralità di soggetti pubblici e privati attinenti alla formazione dei vari atti di assenso;
l'area interessata di tale intervento ad avviso dell'interrogante deprecabile è sottoposta a tutte le disposizioni della parte terza del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42 del 2004), per effetto dell'articolo 142, comma 1, lettera a), in quanto compresa nei 300 metri dalla battigia e lettera c), perchè ricadente nella fascia di 150 metri dal torrente Fusandola, classificato come «acquapubblica» con R.D. 7 maggio 1899;
come riconosciuto anche dalla competente Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, le opere sono del tutto incongrue con il contesto vincolato che, situato direttamente sul mare, rappresenta il punto di cerniera – anche visuale – tra il centro storico di Salerno e la Costiera Amalfitana;
per l'autorizzazione paesaggistica a suo tempo rilasciata dal comune di Salerno non fu mai esercitato il cosiddetto «controllo di legittimità previsto dall'articolo 159 del decreto legislativo n. 42 del 2004 che, esteso alla valutazione di tutte le forme sintomatiche dell'eccesso di potere, avrebbe dovuto indurre il soprintendente pro-tempore a disporne l'annullamento, nel termine di 60 giorni dalla ricezione degli atti;
infatti, per la pratica in questione (e solo per questa) il soprintendente pro-tempore, con modalità del tutto inconsuete, chiese, a pochi giorni dalla scadenza di legge e trasmettendo gli atti ad un ufficio a tanto incompetente, il parere del Comitato di settore per i beni architettonici e paesaggistici, determinando così il più che prevedibile superamento dei termini e, con esso, il consolidamento dell'autorizzazione comunale, omettendo di esprimersi (a favore o contro) il dissennato intervento;
alcuni dirigenti e funzionari – all'epoca dei fatti in servizio presso la soprintendenza per i B.A.P. di Salerno e Avellino – sono indagati in relazione alle inquietanti circostanze che, nel 2008, portarono al mancato controllo (ed annullamento) della prima autorizzazione paesaggistica emessa dal comune di Salerno per l'intervento in questione ed alle conferme dei titoli successivi, esclusivamente per effetto dell'originaria omissione;
l'oggettivo impatto determinato dalle costruzioni, l'irreversibile alterazione dello skyline urbano, la perdita di elementi identitari della città e delle visuali di pubblico godimento, fa ritenere che – anche attraverso le suddette anomale procedure autorizzative – ci si sia posti in chiara violazione dei principi di tutela del paesaggio sanciti dall'articolo 9 della Costituzione;
con la recentissima sentenza n. 6223 del 15 ottobre 2013, depositata in segreteria il 23 dicembre 2013, la VI sezione del Consiglio di Stato, accogliendo l'appello proposto da Italia Nostra Onlus, ha disposto l'annullamento delle autorizzazioni paesaggistiche, 18 febbraio 2008, n. 20 e 10 dicembre 2008, n. 164, rilasciate dal Comune di Salerno chiarendo che «le nuove eventuali autorizzazioni dovranno essere oggetto di rinnovate valutazioni da parte dei competenti uffici e, in particolare, della Soprintendenza»;
la decisione del Consiglio di Stato – sostanzialmente determinata dalla carenza motivazionale delle autorizzazioni paesaggistiche pur a fronte di un intervento ritenuto di forte impatto anche dalla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania (la cui valutazione è espressamente richiamata nella sentenza):
conferma oltre ogni ragionevole dubbio che tali autorizzazioni avrebbero dovuto essere annullate, nel 2008, dalla Soprintendenza di Salerno cui era allora attribuito, ai sensi del decreto legislativo 42/2004, articolo 159, il relativo controllo di legittimità;
restituisce integro, agli organi del Ministero dei beni culturali, il potere-dovere di pronunciarsi esplicitamente nel «nuovo» iter autorizzativo –:
se sia a conoscenza dei fatti segnalati;
se e quali misure intenda adottare, in ragione delle accertate omissioni che hanno caratterizzato il modus operandi della soprintendenza di Salerno e dello status di indagati di alcuni funzionari;
se non ritenga opportuno monitorare l’iter amministrativo conseguente alla pronuncia del Consiglio di Stato, al fine di assicurarne la compiuta ottemperanza e, con essa, il ripristino delle elementari condizioni di tutela dell'importante area vincolata. (4-03071)

http://aic.camera.it/


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