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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Interrogazione a risposta in commissione 5-02790 [VENEZIA]
2014-05-13


Atto Camera
presentato da
DA VILLA Marco
testo di
Marted 13 maggio 2014, seduta n. 227

  DA VILLA, BRUGNEROTTO, ROSTELLATO, SPESSOTTO, D'INC e COZZOLINO. Al Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo. Per sapere premesso che:
la citt di Venezia caratterizzata complessivamente da vincoli storici, artistici, architettonici e paesaggistici in forza di una complessa e stratificata normativa nazionale e regionale. Lo stesso vale per l'intero ecosistema lagunare (laguna, isole e fasce di gronda). Si ricordino in particolare, la legislazione speciale per Venezia, il codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42 del 2004), il decreto ministeriale del 1o agosto 1985 a cui succeduto il PALAV, adottato con delibera della giunta regionale n. 7091 del 23 dicembre 1986;
la citt di Venezia riconosciuta come patrimonio dell'UNESCO; va ricordato, a tal proposito, che alcuni anni fa il National Geographic ha affidato ad una commissione di studiosi l'analisi di tutti i siti protetti e tale ricerca ha fornito un risultato piuttosto grave: il capoluogo lagunare una delle realt peggio gestite;
la sovrintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e della laguna, l'architetto Renata Codello, ha reso numerosi pareri favorevoli in questi ultimi anni che hanno suscitato notevoli polemiche a causa della dubbia tutela di beni culturali e paesaggio;
basti qui ricordare i seguenti casi:
a) villette da costruire nell'oasi di Ca Roman (area SIC) al Lido;
b) maxi-imbarcaderi per vaporetti, di colore grigio, al Lido e in Riva degli Schiavoni che ostruiscono la vista della laguna, criticati pesantemente dall'ex Soprintendente al Polo Museale, Vittorio Sgarbi, il quale ha detto a tal proposito: ...sono troppo grandi, una specie di transatlantico, evidentemente pensati da un architetto e non da una persona normale. E poi il disegno di un pontile deve essere fatto sul tema della bricola, in legno e non in metallo patinato;
c) progetto dell'architetto olandese Rem Koolhaas sul Fontego dei Tedeschi, parzialmente rivisto ma pur sempre impattante per le scale mobili che andranno a bucare i vari piani dell'edificio e per la terrazza che si ricaver tagliando una parte del tetto. Nei confronti del parere della Soprintendenza e degli atti autorizzativi pende un ricorso al Tar del Veneto, proposto da ITALIA NOSTRA;
d) raddoppio dell'hotel Santa Chiara, con struttura in vetro, acciaio e cemento, prospiciente il Canal Grande;
e) progetto del nuovo Ponte dell'Accademia, proposto dall'impresa Schiavina, poi bloccato dal Ministero;
f) progetto di una mega villetta in vetro e cemento (di propriet, secondo la stampa locale, di un noto politico) nell'isola di Torcello, poi bloccata dal sindaco per le proteste a livello nazionale;
g) approvazione del famoso gabbiotto in piazza San Marco, a ridosso del campanile, come pure di altre installazioni temporanee ma pur sempre impattanti per il paesaggio veneziano;
h) progetti vari presentati dal dottor Spaziante nell'isola del Lido, in qualit di commissario delegato per la realizzazione del Nuovo palazzo del cinema e dei congressi di Venezia, ottenendo peraltro magrissimi risultati (l'estinzione della sanit al Lido, creazione del buco da 37 milioni di euro al posto della splendida pineta preesistente e dell'immaginato Nuovo Palazzo del Cinema, distruzione della gradinata del Palazzo dell'ex Casin, la mancata tutela dei resti del Forte austriaco rinvenuto) e con l'espropriazione di fatto di tutte le funzioni urbanistiche del comune;
i) approvazione di villette ed albergo nel Forte Malamocco (vincolo monumentale) al Lido;
l) demolizione di alcuni padiglioni dell'ex Ospedale al Mare nonch realizzazione di parcheggi a raso e maxi-darsena al Lido;
m) costruzione di villette e torri (bloccate da ENAC) sul parco della Favorita al Lido;
n) nuove costruzioni con garage sotterraneo e distruzione del patrimonio arboreo esistente al Parco delle Rose al Lido;
o) trasformazione parziale dell'hotel Des Bains al Lido da albergo ad alloggi;
p) intervento di pulizia dei marmi delle balaustre del Ponte di Rialto con spazzole di ferro che, secondo alcuni restauratori, potrebbe anche aver determinato la perdita di materiali lapidei originali;
q) intervento di ristrutturazione, con aumento di volumetria per piano casa, all'ex Standa di Mestre con deturpazione dei coni visuali dell'attigua Villa Erizzo-Bianchini a Mestre (risalente al 1770);
la Soprintendente non ha invece, a quanto consta agli interroganti, proferito parola su alcuni macro-temi, particolarmente importanti per la citt lagunare al punto da snaturarne l'essenza. Ci si riferisce, in particolare, alla questione del moto ondoso, a quella della trasformazione di palazzi storici in hotel e centri commerciali, con l'espulsione progressiva di abitanti dal centro storico, nonch del passaggio delle grandi navi da crociera attraverso il canale della Giudecca, e quindi a poche decine di metri da Piazza San Marco. Unica presa di posizione si avuta con una video-intervista, rilasciata ad una emittente austriaca (su Youtube), in cui la stessa funzionaria minimizzava l'impatto del passaggio delle grandi navi, giungendo a dichiarare che ... nessuna nave entra nel canale della Giudecca con i motori accesi, al contrario viene semplicemente trascinata da dei rimorchiatori e quindi la sua mole non crea autonomamente una serie di fenomeni meccanici in profondit ... non hanno le eliche accese e non provocano grandi fenomeni di erosione.... Poi, a giudizio degli interroganti sfiorando il ridicolo, dichiarava che le navi sarebbero trainate anche se i rimorchiatori, come accade spesso, sono posizionati posteriormente ad esse (in realt, i rimorchiatori frenano la nave che ha i motori accesi ma viaggia molto lentamente);
quest'ultimo problema ha suscitato, in ragione anche dei recenti incidenti all'isola del Giglio e al Porto di Genova, notevole clamore mediatico. Di conseguenza, l'assoluta mancanza di incisivit della Soprintendente, alla quale si aggiunge la sua infelice intervista, stata bersaglio di accese critiche da parte di stampa e associazioni ambientaliste. Per tutta risposta, l'architetto Codello ha proposto, dinnanzi al giudice civile, una causa di risarcimento del danno per 200 mila euro, nei confronti del Corriere della Sera e del suo editorialista Gianantonio Stella, delle associazioni ambientaliste LIPU e ITALIA NOSTRA nonch, infine, di Luciano Mazzolin dell'associazione AMBIENTE VENEZIA. Tuttavia, i rilievi e le accuse mosse verso la soprintendente appaiono, agli interroganti, circostanziati ed attinenti a fatti realmente accaduti. Inoltre non si comprende come possa un alto funzionario dello Stato, quale l'architetto Codello, agitare l'arma del risarcimento danni per rendere silenti il diritto di cronaca e quello di critica, entrambi tutelati dall'articolo 21 della Costituzione;
a seguito del rilievo formale, fatto dalla sezione regionale di controllo della Corte dei conti per il Veneto, n. 1722 del 18 marzo 2013, in merito ai vizi dell'attribuzione dell'incarico alla suddetta Soprintendenza (e di molte altre), il Ministero dei beni e delle attivit culturali ha avviato il procedimento d'interpello per la riassegnazione della funzione con la circolare n. 179 del 13 maggio 2013. In tale bando si specifica che, nella valutazione comparativa dei curricula presentati, si dovr tenere conto ... delle attitudini e delle capacit professionali del singolo dirigente, dei risultati conseguiti in precedenza nell'amministrazione di appartenenza e della relativa valutazione... e ancora, nell'allegata scheda di valutazione si rinviene tra gli obbiettivi la tutela del paesaggio con particolare riferimento all'attivit di co-pianificazione paesaggistica. L'incarico stato riassegnato da alcuni mesi all'architetto Codello ma ci non esclude un eventuale riesame dell'intera questione Venezia :
se il Ministero abbia autorizzato e/o avallato, in qualche modo, l'azione civile proposta dalla Soprintendente nei confronti di giornalisti e associazioni nazionali di tutela ambientale citate e se non si ritenga lesiva dell'immagine del Ministero nonch dei diritti di cronaca e critica politica la proposizione di detta causa;
se, alla luce di tutti i fatti sopra descritti, non ritenga opportuno procedere ad una verifica ispettiva presso la Soprintendenza dei beni ambientali di Venezia nonch, se del caso, alla revoca/riesame del provvedimento di riassegnazione dell'incarico all'attuale Soprintendente.
(5-02790)

http://aic.camera.it/


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