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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Testo unico delle disposizioni legislative in materia di Beni Culturali adottato con Decreto Legislativo n. 490 del 29 ottobre 1999 (attualivo della delega legislativa di cui all'art. 1 della Legge n. 352/1997). Artt. 149-166
1999-10-29
n. 302 del 27 dicembre 1999, supplemento ordinario.

Capo II

Gestione dei beni


Articolo 149

Piani territoriali paesistici


(Decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1-bis)


1. Le regioni sottopongono a specifica normativa d'uso e di valorizzazione ambientale il territorio includente i beni ambientali indicati all'articolo 146 mediante la redazione di piani territoriali paesistici o di piani urbanistico-territoriali aventi le medesime finalita' di salvaguardia dei valori paesistici e ambientali.


2. La pianificazione paesistica prescritta al comma 1 e' facoltativa per le vaste localita' indicate alle lettere c) e d) dell'articolo 139 incluse negli elenchi previsti dall'articolo 140 e dall'articolo 144.


3. Qualora le regioni non provvedano agli adempimenti previsti al comma 1, si procede a norma dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, come modificato dall'articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59.


4. Fermo il disposto dell'articolo 164 il Ministero, d'intesa con il Ministero dell'ambiente e con la Regione, puo' adottare misure di recupero e di riqualificazione dei beni tutelati a norma di questo titolo i cui valori siano stati comunque compromessi.


Articolo 150

Coordinamento della disciplina urbanistica


(Legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 5, comma 2, lett. a; art. 7, comma 2, n. 5; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 art. 52,comma 1)


1. Le linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale per quanto riguarda i valori ambientali, con finalita' di orientamento della pianificazione paesistica, sono individuate a norma dell'articolo 52 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.


2. I piani regolatori generali e gli altri strumenti urbanistici si conformano, secondo l'articolo 5 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e le norme regionali, alle previsioni dei piani territoriali paesistici e dei piani urbanistico-territoriali di cui all'articolo 149. I beni e le aree indicati agli articoli 139 e 146 sono comunque considerati ai fini dell'applicazione dell'articolo 7, n. 5, della legge 17 agosto 1942, n. 1150, come sostituito dall'articolo 1 della legge 19 novembre 1968, n. 1187.


3. Le regioni e i comuni possono concordare con il Ministero speciali forme di collaborazione delle competenti soprintendenze alla formazione dei piani.


Articolo 151

Alterazione dello stato dei luoghi


(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 7; decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977 n. 616, art. 82, commi 1 e 2 e comma 9, aggiunto dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1)


1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni ambientali inclusi negli elenchi pubblicati a norma dell'articolo 140 o dell'articolo 144 o nelle categorie elencate all'articolo 146 non possono distruggerli ne' introdurvi modificazioni, che rechino pregiudizio a quel loro esteriore aspetto che e' oggetto di protezione.


2. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni indicati al comma 1, hanno l'obbligo di sottoporre alla Regione i progetti delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenere la preventiva autorizzazione.


3. L'autorizzazione e' rilasciata o negata entro il termine perentorio di sessanta giorni.


4. Le regioni danno immediata comunicazione delle autorizzazioni rilasciate alla competente soprintendenza, trasmettendo contestualmente la relativa documentazione. Il Ministero puo' in ogni caso annullare, con provvedimento motivato, l'autorizzazione regionale entro i sessanta giorni successivi alla ricezione della relativa comunicazione.


5. Decorso inutilmente il termine indicato al comma 3, nei successivi trenta giorni e' data facolta' agli interessati di richiedere l'autorizzazione al Ministero che si pronuncia entro il termine di sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta. L'istanza, corredata da triplice copia del progetto di realizzazione dei lavori e da tutta la relativa documentazione, e' presentata alla competente soprintendenza e ne e' data comunicazione alla Regione.


Articolo 152

Interventi non soggetti ad autorizzazione


(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 art. 82, commi 8 e 12 aggiunti dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431,art. 1)


1. Non e' richiesta l'autorizzazione prescritta dall'articolo 151:

a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici;

b) per gli interventi inerenti l'esercizio dell'attivita' agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attivita' ed opere che non alterino l'assetto idrogeologico del territorio;

c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati alla lettera g) dell'articolo 146, purche' previsti ed autorizzati in base alle norme vigenti in materia.


Articolo 153

Inibizione o sospensione dei lavori


(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, artt. 8 e 9; decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1,2 e 4)


1. Indipendentemente dalla inclusione di un bene ambientale negli elenchi previsti agli articoli 140 e 144 e dalla notifica prescritta dall'articolo 143 la Regione e il Ministero hanno facolta' di:

a) inibire che si eseguano lavori senza autorizzazione o comunque capaci di pregiudicare il bene;

b) ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida prevista alla lettera a), la sospensione di lavori iniziati.


2. Il provvedimento di inibizione o sospensione dei lavori incidenti su di un bene non ancora dichiarato e notificato di notevole interesse pubblico si intende revocato se entro il termine di novanta giorni non sia stata comunicata agli interessati la deliberazione della commissione provinciale di cui all'articolo 140 o la proposta della soprintendenza prevista all'articolo 144.


3. Il provvedimento cautelare nonche' gli atti successivi indicati al comma 2 sono comunicati anche al Comune interessato.


Articolo 154

Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori


(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 10)


1. Per lavori su beni ne' precedentemente inclusi negli elenchi previsti dagli articoli 140 e 144, ne' precedentemente dichiarati e notificati di notevole interesse pubblico, dei quali sia stata ordinata la sospensione, senza che fosse stata intimata la preventiva diffida di cui all'articolo 153, comma 1, l'interessato puo' ottenere il rimborso delle spese sostenute sino al momento della notificata sospensione. Le opere gia' eseguite sono demolite a spese dell'autorita' che ha disposto la sospensione.


Articolo 155

Interventi soggetti a particolari prescrizioni


(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 11)


1. Nel caso di aperture di strade e di cave, nel caso di condotte per impianti industriali e di palificazione nell'ambito e in vista delle localita' indicate alle lettere c) e d) dell'articolo 139, ovvero in prossimita' delle cose indicate alle lettere a) e b) dello stesso articolo, la Regione ha facolta' di prescrivere le distanze, le misure e le varianti ai progetti in corso d'esecuzione, le quali, tenendo in debito conto l'utilita' economica delle opere gia' realizzate valgano ad evitare pregiudizio ai beni protetti da questo Titolo.


2. La medesima facolta' spetta al Ministero che la esercita previa consultazione della Regione.


Articolo 156

Opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali


(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 10 e 11 aggiunti dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1; legge 11 marzo 1988, n. 67, art. 17, comma 24; legge 8 luglio 1986, n. 349, art. 2, comma 1, lett. d e art. 6)


1. Qualora la richiesta di autorizzazione prevista dall'articolo 151 riguardi opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, ivi compresi gli alloggi di servizio per il personale militare, il Ministero puo' in ogni caso rilasciare o negare entro sessanta giorni l'autorizzazione, anche in difformita' della decisione regionale.


2. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto ambientale a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, l'autorizzazione prescritta dal comma 1 e' rilasciata secondo le procedure previste all'articolo 26.


3. Per le attivita' minerarie di ricerca ed estrazione di cui al regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443, l'autorizzazione del Ministero prevista dal comma 1 e' rilasciata sentito il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Restano ferme le competenze del Ministero dell'ambiente in materia di cave e torbiere.


Articolo 157

Cartelli pubblicitari


(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 14, commi 1 e 2; decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, art. 23, commi 3 e 4)


1. Nell'ambito e in prossimita' dei beni ambientali indicati nell'articolo 138 e' vietato collocare cartelli e altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione della Regione.


2. Lungo le strade site nell'ambito e in prossimita' dei beni indicati nel comma 1 e' vietato collocare cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata a norma dell'articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, previo parere favorevole della Regione sulla compatibilita' della collocazione o della tipologia dell'insegna con l'aspetto, il decoro e il pubblico godimento degli edifici o dei luoghi soggetti a tutela.


Articolo 158

Colore delle facciate dei fabbricati


(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 14, commi 3 e 4; decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)


1. La Regione puo' ordinare che nelle localita' contemplate dalle lettere c) e d) dell'articolo 139, sia dato alle facciate dei fabbricati, il cui colore rechi disturbo alla bellezza dell'insieme, un diverso colore che con quella armonizzi.


2. In caso di inadempienza, la Regione provvede all'esecuzione d'ufficio.


Articolo 159

Vigilanza


(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2 e comma 12 aggiunto dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1)


1. Le funzioni di vigilanza sui beni ambientali tutelati da questo Titolo sono esercitate dal Ministero e dalle regioni.


Articolo 160

Notifiche eseguite ed elenchi compilati ai sensi della normativa previgente


(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 18)


1. Le notifiche di importante interesse pubblico delle bellezze naturali o panoramiche, eseguite in base alla legge 11 giugno 1922, n. 778 e gli elenchi compilati a norma della legge 29 giugno 1939, n. 1497 sono validi a tutti gli effetti di questo Titolo.


Articolo 161

Regolamento


1. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato a norma dell'articolo 17, comma 1 della legge 23 agosto 1988, n. 400 e' emanato il regolamento per l'attuazione delle disposizioni di questo Titolo.


2. Fino all'emanazione del regolamento previsto al comma 1 restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamento approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357.


Articolo 162

Disposizione transitoria


(Decreto legge 27 giugno 1985, n. 312 convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, artt. 1-ter e 1-quinquies)


1. Fino all'approvazione dei piani previsti all'articolo 149 non e' concessa l'autorizzazione prevista dall'articolo 151 per i beni individuati a norma dell'articolo 1-ter del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, e per quelli interessati da provvedimenti adottati a norma dell'articolo 1-quinquies del medesimo decreto e pubblicati in data anteriore al 6 settembre 1985.


Capo III

Sanzioni penali e amministrative


Articolo 163

Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformita' da essa


(Legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 20; decreto legge 27 giugno 1985, n. 312 convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1-sexies)


1. Chiunque, senza la prescritta autorizzazione o in difformita' di essa, esegue lavori di qualsiasi genere su beni ambientali e' punito con le pene previste dall'articolo 20 della legge 28 febbraio 1985, n. 47.


2. Con la sentenza di condanna viene ordinata la rimessione in pristino dello stato dei luoghi a spese del condannato. Copia della sentenza e' trasmessa alla Regione ed al Comune nel cui territorio e' stata commessa la violazione.


Articolo 164

Ordine di rimessione in pristino o di versamento di indennita' pecuniaria


(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 15)


1. In caso di violazione degli obblighi e degli ordini previsti da questo Titolo, il trasgressore e' tenuto, secondo che la Regione ritenga piu' opportuno, nell'interesse della protezione dei beni indicati nell'articolo 138, alla rimessione in pristino a proprie spese o al pagamento di una somma equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato e il profitto conseguito mediante la trasgressione. La somma e' determinata previa perizia di stima.


2. Con l'ordine di rimessione in pristino e' assegnato al trasgressore un termine per provvedere.


3. In caso di inottemperanza, la Regione provvede d'ufficio per mezzo del prefetto e rende esecutoria la nota delle spese.


4. Le somme riscosse a norma del comma 1 sono utilizzate per finalita' di salvaguardia, interventi di recupero dei valori ambientali e di riqualificazione delle aree degradate.


Articolo 165

Violazione in materia di collocamento o affissione di mezzi di pubblicita'


(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 60; legge 29 giugno 1939, n. 1497 art. 14, commi 2 e 4; decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, art. 23, commi 12 e 13)


1. Chiunque non osserva il divieto di collocamento o affissione di manifesti, cartelli, iscrizioni ed altri mezzi di pubblicita' adottato dall'autorita' preposta alla tutela paesaggistica a norma dell'articolo 157, comma 1 e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 250.000 a lire 5.000.000.


2. Il responsabile della violazione e' tenuto alla rimozione dei mezzi di pubblicita', nel termine assegnato dall'autorita' amministrativa. In caso di inottemperanza, la medesima autorita' provvede all'esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligato.


3. Nei confronti di coloro che, senza l'autorizzazione prescritta dall'articolo 157, comma 2, collocano cartelli o altri mezzi pubblicitari lungo le strade site nell'ambito e in prossimita' dei beni ambientali indicati nell'articolo 138, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.


Articolo 166

Norme abrogate


1. Salvo quanto previsto nel comma 2, sono abrogate le seguenti disposizioni:

- legge 1 giugno 1939, n. 1089;

- legge 29 giugno 1939, n. 1497;

- legge 2 aprile 1950, n. 328;

- legge 21 dicembre 1961, n. 1552;

- decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, limitatamente agli articoli 18, 21-25, 27, 28, 30, 32-43, 45;

- legge 30 marzo 1965, n. 340, ad eccezione dell'articolo 2;

- legge 3 febbraio 1971, n. 147;

- legge 20 novembre 1971, n. 1062, ad eccezione degli articoli 8, secondo comma, e 9;

- decreto legge 5 luglio 1972, n. 288, convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 1972, n. 487;

- legge 1 marzo 1975, n. 44, limitatamente agli articoli 10 e 15 -21;

- decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, limitatamente all'articolo 82, commi 3 e seguenti;

- legge 23 luglio 1980, n. 502;

- legge 27 giugno 1985, n. 332, limitatamente all'articolo 1;

- decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, ad eccezione dell'articolo 1-ter e dell'articolo 1-quinquies;

- legge 5 giugno 1986, n. 253;

- decreto legge 9 dicembre 1986, n. 832, convertito con modificazioni nella legge 6 febbraio 1987, n. 15, limitatamente all'articolo 4-bis;

- legge 11 marzo 1988, n. 67, limitatamente all'articolo 17, comma 24;

- decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, limitatamente agli articoli 3, comma 1, e 4, commi 3, 5 e 5-ter;

- decreto del Presidente della Repubblica 22 aprile 1994, n. 368;

- decreto legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito con modificazioni nella legge 22 marzo 1995, n. 85, limitatamente all'articolo 47-quater;

- legge 25 marzo 1997, n. 78, limitatamente all'articolo 1, commi 2 e 4;

- legge 15 maggio 1997, n. 127, limitatamente all'articolo 12, comma 5;

- legge 8 ottobre 1997, n. 352, limitatamente agli articoli 3, 5,8;

- legge 13 novembre 1997, n. 395;

- legge 30 marzo 1998, n. 88, ad eccezione degli articoli 19, comma 2, e 26.


2. In questo Testo Unico sono inserite le disposizioni legislative vigenti alla data del 31 ottobre 1998. Fino all'entrata in vigore del primo decreto legislativo emanato a norma dell'articolo 1, comma 4, della legge 8 ottobre 1997, n. 352, restano ferme le disposizioni legislative concernenti le materie disciplinate da questo Testo Unico entrate in vigore a decorrere dal 1 novembre 1998, ivi comprese quelle dei decreti legislativi 20 ottobre 1998, n. 368 e 30 luglio 1999, n. 300, per effetto delle quali alle denominazioni di Ministro e Ministero per i beni culturali e ambientali sono state sostituite quelle di Ministro e Ministero per i beni e le attivita' culturali, denominati in questo Testo Unico, rispettivamente, "Ministro" e "Ministero".






Allegato A

(Previsto dagli artt. 62, comma 1, 72, comma 1 e 73, comma 3, lettera a)


A. Categorie di beni:


1. Reperti archeologici aventi piu' di cento anni provenienti da:

a) scavi e scoperte terrestri o sottomarine;

b) siti archeologici;

c) collezioni archeologiche.



2. Elementi, costituenti parte integrante di monumenti artistici, storici o religiosi e provenienti dallo smembramento dei monumenti stessi, aventi piu' di cento anni.


3. Quadri e pitture diversi da quelli appartenenti alle categorie 4 e 5 fatti interamente a mano su qualsiasi supporto e con qualsiasi materiale (1).


4. Acquerelli, guazzi e pastelli eseguiti interamente a mano su qualsiasi supporto.


5. Mosaici diversi da quelli delle categorie 1 e 2 realizzati interamente a mano con qualsiasi materiale (1) e disegni fatti interamente a mano su qualsiasi supporto.


6. Incisioni, stampe, serigrafie e litografie originali e relative matrici, nonche' manifesti originali (1).


7. Opere originali dell'arte statuaria o dell'arte scultorea e copie ottenute con il medesimo procedimento dell'originale (1), diverse da quelle della categoria l.


8. Fotografie, film e relativi negativi (1).


9. Incunaboli e manoscritti, compresi le carte geografiche e gli spartiti musicali, isolati o in collezione (1).


10. Libri aventi piu' di cento anni, isolati o in collezione.


11. Carte geografiche stampate aventi piu' di duecento anni.


12. Archivi e supporti, comprendenti elementi di qualsiasi natura aventi piu' di cinquanta anni.


13. a) Collezioni ed esemplari provenienti da collezioni di zoologia, botanica, mineralogia, anatomia.

b) Collezioni aventi interesse storico, paleontologico, etnografico o numismatico.


14. Mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque anni.


15. Altri oggetti di antiquariato non contemplati dalle categorie da 1 a 14, aventi piu' di cinquanta anni.


I beni culturali rientranti nelle categorie da 1 a 15 sono disciplinati da questo Testo Unico soltanto se il loro valore e' pari o superiore ai valori indicati alla lettera B.


B. Valori applicabili alle categorie indicate nella lettera A (in lire):


1) 0 (zero)

1. Reperti archeologici

2. Smembramento di monumenti

9. Incunaboli e manoscritti

12. Archivi



2) 27.067.800

5. Mosaici e disegni

6. Incisioni

8. Fotografie

11. Carte geografiche stampate



3) 54.135.600

4. Acquerelli, guazzi e pastelli


4) 90.226.000

7. Arte statuaria

10. Libri

13. Collezioni

14. Mezzi di trasporto

15. Altri oggetti



5) 270.678.000

3. Quadri



Il rispetto delle condizioni relative ai valori deve essere accertato al momento della presentazione della domanda di restituzione. Il valore e' quello del bene nello Stato membro al quale e' stata avanzata richiesta di restituzione.


(1) Aventi piu' di cinquanta anni e non appartenenti all'autore.


http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/99490dl.htm


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