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VII Commissione della Camera - Resoconto della seduta di mercoled 2 luglio 2003 (Interventi per i beni e le attivit culturali... e collezione Torlonia)
2003-07-02

VII Commissione - Resoconto di mercoled 2 luglio 2003



TESTO AGGIORNATO AL 3 LUGLIO 2003



SEDE REFERENTE

Mercoled 2 luglio 2003. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attivit culturali Nicola Bono.


La seduta comincia alle 13.55.


Interventi per i beni e le attivit culturali, lo sport, l'universit e la ricerca, nonch in materia socio-sanitaria.

C. 3992, approvato dal Senato, e C. 3676 Rotundo.
(Seguito dell'esame e rinvio).



La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 25 giugno 2003.


Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che nella seduta del 24 giugno 2003 sono stati presentati emendamenti e articoli aggiuntivi (vedi allegato al Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari del 24 giugno 2003). Avverte che il relatore ha presentato un emendamento (vedi allegato 1). Avverte inoltre che l'emendamento Bianchi Clerici 1.1 stato sottoscritto dai deputati Guido Dussin e Bricolo.
Invita il relatore ed il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli emendamenti e sugli articoli aggiuntivi presentati.

Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI (FI), relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Bianchi Clerici 1.1 e sull'emendamento Chiaromonte 1.3; invita i presentatori dell'emendamento Chiaromonte 1.2 e dell'articolo aggiuntivo Chiaromonte 1.01 a ritirarli.


Il sottosegretario Nicola BONO, nell'esprimere parere conforme a quello del relatore, precisa che, per quanto riguarda le risorse di parte corrente necessarie per garantire il funzionamento ordinario degli Archivi di Stato, il Governo ricorso, in primo luogo, al fondo di riserva speciale del Ministero dell'economia e delle finanze, con una cifra di 3 milioni di euro; in secondo luogo, con l'inserimento nel disegno di legge di assestamento di altri 5 milioni di euro. Precisa, inoltre, che sono stati reperiti 1 milione e mezzo di euro a favore delle biblioteche.


Giovanna BIANCHI CLERICI (LNP), dopo aver illustrato il proprio emendamento 1.1, preannuncia la presentazione, per il seguito dell'esame del provvedimento, di un ordine del giorno volto a precisare la finalit della spesa da esso autorizzata.


Carlo CARLI (DS-U) riterrebbe opportuno un chiarimento sulle finalizzazioni previste dall'emendamento in esame.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Bianchi Clerici 1.1 e Chiaromonte 1.3.


Carlo CARLI (DS-U), intervenendo sull'emendamento Chiaromonte 1.2, di cui cofirmatario, esprime il proprio apprezzamento per l'intervento del Governo a favore degli Archivi di Stato, attraverso il ricorso alla spesa corrente. Sottolinea, tuttavia, che l'emendamento in esame fa riferimento anche ad interventi urgenti a favore dell'Istituto nazionale per la storia del movimento della liberazione in Italia. In conclusione, nell'accogliere l'invito al ritiro dell'emendamento Chiaromonte 1.2, chiede al Governo di fornire rassicurazioni al riguardo.


Il sottosegretario Nicola BONO ricorda che presso l'altro ramo del Parlamento stato chiesto di risolvere la questione, attraverso l'articolo 8 della legge n. 534 del 1996, che prevede nuove norme per l'erogazione di contributi statali alle istituzioni culturali.


Carlo CARLI (DS-U) accoglie l'invito al ritiro dell'articolo aggiuntivo Chiaromonte 1.01.


Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI (FI), relatore, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Chiaromonte 3.6 e Colasio 3.8, nonch sull'emendamento Carli 3.4. Esprime, inoltre, parere favorevole sugli emendamenti Chiaromonte 3.5 e Carli 3.7, a condizione che vengano riformulati nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1). Esprime, altres, parere contrario sugli emendamenti Grignaffini 3.2 e Chiaromonte 3.1 e invita il presentatore dell'articolo aggiuntivo Tocci 3.01 a ritirarlo, altrimenti il parere contrario.


Il sottosegretario Nicola BONO esprime parere conforme al relatore.


La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Chiaromonte 3.6 e Colasio 3.8 e l'emendamento Carli 3.4.


Franca CHIAROMONTE (DS-U) accetta le proposte di riformulazione degli emendamenti Grignaffini 3.5 e Carli 3.7, di cui cofirmataria.


La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Carli 3.7 (seconda versione), 3.50 del relatore e Grignaffini 3.5 (seconda versione) e respinge gli emendamenti Grignaffini 3.2 e Chiaromonte 3.1.


Walter TOCCI (DS-U), nell'insistere per la votazione del suo articolo aggiuntivo 3.01, chiede al relatore di motivare il parere espresso.


Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI (FI), relatore, pur condividendo sostanzialmente i contenuti dell'articolo aggiuntivo Tocci 3.01, sottolinea che al riguardo si registra una sostanziale estraneit di materia e che l'intervento proposto gi contenuto in un distinto provvedimento approvato dalla Camera e attualmente all'esame del Senato.


La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Tocci 3.01.


Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI (FI), relatore, si riserva di presentare ulteriori emendamenti per l'eventuale utilizzazione di risorse disponibili per altri interventi.


Ferdinando ADORNATO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani.


La seduta termina alle 14.15.




SEDE REFERENTE

Mercoled 2 luglio 2003. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attivit culturali Nicola Bono.


La seduta comincia alle 14.15.




Sui lavori della Commissione.



Ferdinando ADORNATO, presidente, in considerazione degli impegni istituzionali del sottosegretario Bono, propone di anticipare l'esame in sede referente della proposta di legge C. 2407, recante acquisizione allo Stato della collezione Torlonia.


La Commissione concorda.



Acquisizione allo Stato della collezione Torlonia.

C. 2407 Titti De Simone.

(Seguito dell'esame e rinvio).



La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta del 26 giugno 2003.



Il sottosegretario Nicola BONO, premesso che al Governo appare senza dubbio lodevole l'iniziativa parlamentare oggi in discussione, in quanto essa si prefigge l'obiettivo di offrire alla pubblica fruizione una delle collezioni di reperti archeologici pi importanti al mondo, sottolinea che tale iniziativa risulta essere tanto pi meritoria perch, dopo anni di silenzio sulle sorti della Collezione Torlonia seguiti alla sua rimozione dalle sale di Palazzo Torlonia di via Corsini alla Lungara, ripropone la questione di una sua degna collocazione. Tuttavia, il Governo non pu tacere la circostanza che la proposta suscita alcune perplessit di fondo, sia per quel che riguarda la sua conformit agli attuali principi costituzionali e la sua coerenza con il sistema di tutela vigente, che per la sua concreta attuabilit.

Sotto il primo profilo, gli aspetti problematici attengono, per un verso, alla dichiarata finalit dell'acquisizione che, essendo individuata al fine di permettere la fruizione pubblica della collezione stessa (articolo 1, comma 1, del progetto di legge), persegue palesemente compiti di valorizzazione, i quali, in base al nuovo assetto delle competenze legislative ed amministrative delineato dagli articoli 117 e 118 della Costituzione, spettano in primis agli enti locali, in base al principio di sussidiariet (essendo noto che lo Stato in materia titolare della sola potest legislativa concernente la fissazione dei principi); per altro verso, essi attengono all'acquisizione coattiva di detta collezione senza che venga prevista la corresponsione di alcun indennizzo.

Pur corrispondendo al vero che le vigenti disposizioni in materia di tutela dei beni culturali (decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490) consentirebbero forme di custodia coattiva relativamente a beni culturali mobili per garantirne la sicurezza, assicurarne la conservazione o impedirne il deterioramento(articolo 47), e forme di acquisizione coattiva quando esse rispondano ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini del godimento pubblico del bene; altrettanto vero che, nel primo caso, l'Amministrazione non acquisirebbe comunque la propriet dei beni e, nel secondo caso, l'acquisizione comporterebbe il pagamento di una indennit pecuniaria. Pertanto, appare incongruo al Governo il ricorso ad una legge-provvedimento solo al fine di perseguire obiettivi di amministrazione attiva che sarebbero gi perseguibili attraverso gli ordinari strumenti previsti dalla legislazione di settore; strumenti che, viceversa, non sono stati attivati a causa della non perfetta corrispondenza tra il caso concreto ed i presupposti di legge.

Sotto il secondo profilo, poi, sembra difficilmente eseguibile un provvedimento ablatorio, la cui attuazione sia rimessa tutta e sola al Ministero per i beni e le attivit culturali, che si propone di raggiungere un obiettivo finale (cio la custodia della collezione presso il Palazzo dei Musei di Roma) che postula la necessaria collaborazione dell'ente locale - proprietario dell'immobile destinato ad ospitare la collezione - e richiede in pi la concreta ed immediata disponibilit dell'immobile stesso. Al contrario, l'articolo 2 della proposta di legge evidenzia chiaramente che detto immobile non solo non al momento disponibile in quanto in uso come sede di uffici comunali, ma se anche lo fosse, esso non potrebbe essere utilizzato se non dopo una serie di lavori di adeguamento e sistemazione indispensabili a consentirne l'utilizzo quale sede conservativa ed espositiva della Collezione Torlonia.

Inoltre, non meno importante la circostanza che le somme previste per la realizzazione dei lavori di adeguamento e ristrutturazione, oltre che per la sistemazione dell'area archeologico-monumentale del Circo Massimo, pari a 50 milioni di euro, sono indicate nella proposta di legge senza che venga fatto riferimento alla relativa copertura finanziaria.

Ribadisce alla Commissione che l'importanza della questione ben presente al ministro Urbani ed al sottoscritto; infatti, informa la Commissione che alla firma del ministro il decreto per la costituzione di una commissione di studio di altissimo profilo, con l'incarico di studiare attentamente le problematiche oggetto del progetto di legge in discussione e di presentare - in tempi relativamente brevi - una proposta operativa.

Ritiene dunque che la Commissione potrebbe valutare l'opportunit di sospendere per il momento l'esame del progetto di legge.

In conclusione, si impegna a riferire i risultati del lavoro della commissione di studio non appena verranno presentati al Ministero.



Titti DE SIMONE (RC), evidenziata l'ampia convergenza esistente sui contenuti della proposta di legge, che reca la firma di deputati appartenenti a diversi gruppi parlamentari, sottolinea che essa finalizzata a porre rimedio ad un danno gravissimo arrecato al patrimonio storico-culturale italiano.

Dichiara di non condividere il rilievo critico espresso dal rappresentante del Governo in merito al ricorso ad una legge-provvedimento per una questione come quella in esame.

Dopo aver richiamato i contenuti del comma 4 dell'articolo 131 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, sulla questione dei risarcimenti, sottolinea l'esigenza di riattribuire quel patrimonio, rappresentato dalla collezione Torlonia, alla pubblica fruibilit.
Nell'invitare quindi il Ministero a recuperare al pi presto alla collettivit questo straordinario patrimonio, chiede di conoscere quali siano le ipotesi di intervento in materia del Governo. Esprime quindi la convinzione che lo Stato, in ottemperanza all'articolo 19 della Costituzione, debba urgentemente porre rimedio, attraverso un piano straordinario di interventi, ad una insostenibile situazione che si protrae da troppi anni, acquisendo finalmente al Demanio dello Stato la collezione Torlonia e ospitandola in un museo pubblico realizzabile attraverso il semplice recupero alla sua originaria destinazione del palazzo dei musei di Roma, ossia dell'immobile di propriet comunale sito in via dei Cerchi, al Circo Massimo, occupato da anni dagli uffici comunali, nel quadro di un complessivo intervento di musealizzazione dell'area archeologica e monumentale del Circo Massimo.

Nel dichiarare il proprio parere contrario sulla proposta del Governo di sospendere l'esame del progetto di legge, si riserva di verificare, assieme ai deputati firmatari del provvedimento, quale sia il percorso pi idoneo per portare avanti questa iniziativa. Riterrebbe eventualmente possibile procedere allo svolgimento di alcune audizioni di rappresentanti della provincia e del comune, per poi assumere una decisione in merito all'iter della proposta di legge.

In conclusione, invita nuovamente il Governo a fare chiarezza sulle ipotesi di soluzione che sta vagliando.



Domenicantonio SPINA DIANA (FI), relatore, nel concordare con il rappresentante del Governo sulle motivazioni che impediscono un corretto iter legislativo della proposta di legge, ricorda, tuttavia, che sono 30 anni che il Governo italiano deve risolvere tale questione.
Dichiara di condividere l'iniziativa, annunciata dal sottosegretario Bono, di costituire una commissione di studio composta da esperti di altissimo profilo, con l'obiettivo di studiare attentamente le problematiche oggetto della proposta di legge in titolo. A tale riguardo, chiede di conoscere quale sia l'imput che il Governo intende dare in questa materia alla commissione di studio che verr costituita.
In conclusione, dopo aver dichiarato di condividere la proposta avanzata dal deputato Titti De Simone di procedere allo svolgimento di talune audizioni, giudica difficilmente praticabile la questione del risarcimento.



Il sottosegretario Nicola BONO, dopo aver precisato che il Governo ha fatto una distinzione tra procedura e merito, sottolinea che la richiesta di sospendere l'iter del provvedimento in esame deriva dalla difficolt di procedere in una materia nella quale sussistono le questioni di carattere costituzionali precedentemente richiamate. Non solo, ma rileva l'esistenza anche di problemi relativi alla copertura finanziaria del provvedimento. Precisa, quindi, che il Governo ritiene necessaria una relazione completa e organica sulla materia, sia in ordine alla problematica dei diritti esistenti ed alla procedura risarcitoria, sia in ordine all'aspetto gestionale.

Per quanto riguarda l'imput che il Governo intende dare alla commissione di studio sulla materia, preannuncia che si sta valutando l'ipotesi della costituzione di una fondazione. Nel dichiarare l'intenzione del Governo di risolvere la questione in tempi rapidi, esprime la convinzione che la proposta di legge in titolo rappresenti un elemento di stimolo all'esecutivo per garantire un intervento completo ed organico in materia.



Titti DE SIMONE (RC), nell'esprimere le proprie perplessit sulle proposte avanzate dal Governo in materia, sottolinea l'esigenza di proseguire l'esame parlamentare di una proposta di legge che si prefigge di individuare la soluzione pi razionale della problematica in discussione.
Nel ribadire quindi il proprio avviso contrario alla proposta di sospensione dell'esame del provvedimento, si chiede se vi sia una reale volont del Ministero di acquisire al Demanio la collezione Torlonia.



Guglielmo ROSITANI (AN), approfittando della presenza del sottosegretario di Stato per i beni e le attivit culturali, preannuncia la presentazione di una interrogazione sul teatro lirico di Cagliari.



Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.



La seduta termina alle 14.40.

http://www.camera.it/chiosco.asp?source=/attivita/lavori/02.commissioni/07.cultura.asp&content=/_dat


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