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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici
2003-09-30
Supplemento ordinario 157/L della Gazzetta ufficiale 229 del 2 ottobre 2003.

... omissis ....
TITOLO II

CORREZIONE DELLANDAMENTO DEI CONTI PUBBLICI
CAPO I
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CESSIONE E REGOLARIZZAZIONE DI IMMOBILI
Art. 26(Disposizioni per la valorizzazione e privatizzazione di beni pubblici)
1. Al comma 3 dellarticolo 3, del decreto-legge 25 settembre 2001, n 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 2001, n 410, aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le medesime agevolazioni di cui al comma 8 dell'articolo 6 del decreto legislativo 16 febbraio 1996, n. 104, sono estese ai conduttori delle unit ad uso residenziale trasferite alle societ costituite ai sensi del comma 1 dell'articolo 2.".
2. Dopo il comma 3 dellarticolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 2001, n 410, inserito il seguente:"3-bis. E riconosciuto in favore dei conduttori delle unit immobiliari ad uso diverso da quello residenziale il diritto di opzione per lacquisto in forma individuale, al prezzo determinato secondo quanto disposto dal comma 7. Le modalit di esercizio del diritto di opzione sono determinate con i decreti di cui al comma 1".
3. Al primo periodo del comma 5 dellarticolo 3, dopo le parole "ad uso residenziale", sono aggiunte le seguenti: "e delle unit immobiliari ad uso diverso da quello residenziale".
4. Alla fine del comma 8 dellarticolo 3, del decreto-legge 25 settembre 2001, n 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 2001, n 410, sono aggiunte le seguenti parole: "Per i medesimi immobili concesso, in favore dei conduttori che acquistano a mezzo di mandato collettivo e rappresentano almeno il 50 per cento, ma meno dell80 per cento delle unit residenziali complessive dell'immobile al netto di quelle libere, un abbattimento del prezzo di cui al primo periodo fino a un massimo del 8 per cento. Le modalit di applicazione degli abbattimenti di prezzo sono determinate con i decreti di cui al comma 1."
5. Al comma 13 dellarticolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 2001, n 410, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", che si trovano in stato di degrado e per i quali sono necessari interventi di restauro e di risanamento conservativo, ovvero di ristrutturazione edilizia".
6. Allarticolo 3, comma 13, primo e secondo periodo, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, sono soppresse le seguenti parole: "Osservatorio sul patrimonio immobiliare degli enti previdenziali, di concerto con l".
7. Al primo periodo del comma 14 dellarticolo 3, del decreto-legge 25 settembre 2001, n 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 2001, n 410, dopo la parola: "immobili", sono aggiunte le seguenti: "ad uso residenziale non di pregio ai sensi del comma 13".
8. Dopo il comma 17 dellarticolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 2001, n 410, aggiunto il seguente: "17-bis. Il medesimo divieto non si applica agli enti pubblici territoriali che intendono acquistare unit immobiliari residenziali poste in vendita ai sensi dellarticolo 3 che risultano libere ovvero per le quali non sia stato esercitato il diritto di opzione da parte dei conduttori che si trovano nelle condizioni di disagio economico di cui allarticolo 3, comma 4, ai fini dellassegnazione delle unit immobiliari ai predetti soggetti. Ai fini dellacquisto di immobili di cui al comma 1, le regioni, i comuni e gli altri enti pubblici territoriali possono costituire societ per azioni, anche con la partecipazione di azionisti privati individuati tramite procedura di evidenza pubblica.".
9. Al comma 20 dellarticolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, sono soppresse le parole: "Le unit immobiliari, escluse quelle considerate di pregio ai sensi del comma 13, per le quali i conduttori, in assenza della citata offerta in opzione, abbiano manifestato volont di acquisto entro il 31 ottobre 2001 a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, sono vendute al prezzo e alle condizioni determinati in base alla normativa vigente alla data della predetta manifestazione di volont di acquisto."
10. Allarticolo 1 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, dopo il comma 6, inserito il seguente:"6-bis. I beni immobili non pi strumentali alla gestione caratteristica dellimpresa ferroviaria, di propriet di Ferrovie dello Stato spa, ai sensi dellarticolo 43 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, e dellarticolo 5 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, nonch i beni acquisiti ad altro titolo, sono alienati da Ferrovie dello Stato spa, o dalle societ da essa controllate, direttamente o con le modalit di cui al presente decreto. Le alienazioni di cui al presente comma sono effettuate con esonero dalla consegna dei documenti relativi alla propriet e di quelli attestanti la regolarit urbanistica, edilizia e fiscale degli stessi beni. Le risorse economico-finanziarie derivanti dalle dismissioni effettuate direttamente ai sensi del presente comma sono impiegate da RFI spa in investimenti relativi allo sviluppo dellinfrastruttura ferroviaria e, in particolare, al miglioramento della sicurezza dellesercizio.".
11. Allarticolo 15, comma 10, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, come sostituito dallarticolo 22 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 409, aggiunto, dopo lultimo periodo, il seguente: "Alle cessioni dei crediti effettuate nellambito di operazioni di cartolarizzazione dello Stato e di altri enti pubblici, previste dalla legge ovvero approvate con provvedimenti dellAmministrazione dello Stato, non si applicano gli articoli 69, commi 1, 2 e 3, e 70 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440".

Art. 27(Verifica dellinteresse culturale del patrimonio immobiliare pubblico)
1. Le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, alle province, alle citt metropolitane, ai comuni e ad ogni altro ente ed istituto pubblico, di cui allarticolo 2 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.490, sono sottoposte alle disposizioni in materia di tutela del patrimonio culturale fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2.2. La verifica circa la sussistenza dellinteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico nelle cose di cui al comma 1 effettuata dalle soprintendenze, dufficio o su richiesta dei soggetti cui le cose appartengono, sulla base di indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero per i beni e le attivit culturali.
3. Qualora nelle cose sottoposte a verifica non sia stato riscontrato linteresse di cui al comma 2, le cose medesime sono escluse dallapplicazione delle disposizioni di tutela di cui al decreto legislativo n. 490 del 1999.
4. Lesito negativo della verifica avente ad oggetto cose appartenenti al demanio dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali comunicato ai competenti uffici affinch ne dispongano la sdemanializzazione, qualora non vi ostino altre ragioni di pubblico interesse.
5. Le cose di cui al comma 3 e quelle di cui al comma 4 per le quali si sia proceduto alla sdemanializzazione sono liberamente alienabili.
6. I beni nei quali sia stato riscontrato, in conformit agli indirizzi generali richiamati al comma 2, linteresse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico restano definitivamente sottoposti alle disposizioni di tutela.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano alle cose di cui al comma 1 anche qualora i soggetti cui esse appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica.
8. In sede di prima applicazione del presente articolo, la competente filiale dellAgenzia del demanio trasmette alla soprintendenza regionale, entro trenta giorni dalla emanazione del decreto di cui al comma 9, gli elenchi degli immobili di propriet dello Stato o del demanio statale sui quali la verifica deve essere effettuata, corredati di schede descrittive recanti i dati conoscitivi relativi ai singoli immobili.
9. I criteri per la predisposizione degli elenchi e le modalit di redazione delle schede descrittive sono stabiliti con decreto del Ministero per i beni e le attivit culturali, da emanare di concerto con lAgenzia del demanio entro trenta giorni dallentrata in vigore del presente decreto.
10. La soprintendenza regionale, sulla base dellistruttoria svolta dalle soprintendenze competenti e del parere da queste formulato nel termine perentorio di trenta giorni dalla richiesta, conclude il procedimento di verifica in ordine alla sussistenza dellinteresse culturale dellimmobile con provvedimento motivato e ne d comunicazione allagenzia richiedente, entro sessanta giorni dalla ricezione della relativa scheda descrittiva.
11. Le schede descrittive, integrate con il provvedimento di cui al comma 10, confluiscono in un archivio informatico accessibile ad entrambe le amministrazioni, per finalit di monitoraggio del patrimonio immobiliare e di programmazione degli interventi in funzione delle rispettive competenze istituzionali.
12. Per gli immobili appartenenti alle regioni ed agli altri enti pubblici territoriali, nonch per quelli di propriet di altri enti ed istituti pubblici, la verifica avviata a richiesta degli enti interessati, che provvedono a corredare listanza con le schede descrittive dei singoli immobili. Al procedimento cos avviato si applicano le disposizioni dei commi 10 ed 11.
13. Le procedure di valorizzazione e dismissione previste dai commi 15 e 17 dellarticolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, nonch dai commi dal 3 al 5 dellarticolo 84 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, si applicano anche ai beni immobili di cui al comma 5 del presente articolo, nonch a quelli individuati ai sensi del comma 112 dellarticolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, e del comma 1 dellarticolo 44 della legge 23 dicembre 1998, n. 448. Allarticolo 44 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, sono soppressi i commi 1-bis e 1-ter.
Art. 28(Cessione terreni)1. Al comma 8 dellarticolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 2001, n 410, aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il prezzo di vendita dei terreni pari al prezzo di mercato degli stessi immobili liberi, diminuito del 40 per cento. E riconosciuto ai conduttori il diritto di opzione per lacquisto da esercitarsi con le modalit e nei termini di cui al comma 3.".
Art. 29(Cessione di immobili adibiti ad uffici pubblici)
1. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica previsti per lanno 2004 attraverso la dismissione di beni immobili dello Stato, l'alienazione di tali immobili considerata urgente con prioritario riferimento a quelli per i quali sia stato gi determinato il valore di mercato. L'Agenzia del demanio autorizzata, con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, a vendere a trattativa privata, anche in blocco, beni immobili adibiti ad uffici pubblici non assoggettati alle disposizioni in materia di tutela del patrimonio culturale dettate dal decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, ovvero per i quali sia stato accertato, con le modalit indicate nellarticolo 27, linesistenza dellinteresse culturale. La vendita fa venire meno l'uso governativo gratuito e l'eventuale diritto di prelazione spettante ad enti pubblici anche in caso di rivendita. Si applicano le disposizioni di cui al secondo periodo del comma 17 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, nonch al primo ed al secondo periodo del comma 18 del medesimo articolo 3. Per lanno 2004, una quota delle entrate rivenienti dalla vendita degli immobili di cui al presente articolo, nel limite di 50 milioni di euro, iscritta nello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze in apposito fondo da ripartire, per provvedere alla spesa per i canoni di locazione degli immobili stessi. Il fondo attribuito alle pertinenti unit previsionale di base degli stati di previsione interessati con decreti del Ministro delleconomia e delle finanze, su proposta del Ministro competente, da comunicare, anche con evidenze informatiche, tramite lUfficio centrale di bilancio alle relative Commissioni parlamentari e alla Corte dei conti. A decorrere dallanno 2005, limporto del fondo determinato con la legge di bilancio.
Art. 30 (Valorizzazione immobili dello Stato attraverso strumenti societari)
1. Il Ministero delleconomia e delle finanze, ai fini della valorizzazione, trasformazione, commercializzazione e gestione del patrimonio immobiliare dello Stato e con le procedure di cui al primo periodo del comma 15 dellart.3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n.351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n.410, attraverso lAgenzia del demanio, pu promuovere la costituzione, anche con la partecipazione dei comuni, delle province e delle regioni interessati, di apposite societ per azioni miste, denominate societ di trasformazione urbana. LAgenzia del demanio individua gli azionisti privati delle societ di trasformazione tramite procedura di evidenza pubblica. Alle societ di trasformazione urbana, costituite ai sensi del presente comma, possono essere conferiti o attribuiti, a titolo di concessione, singoli beni immobili o compendi immobiliari di propriet dello Stato individuati dallAgenzia del demanio dintesa con i comuni, le province e le regioni territorialmente interessati, sentite inoltre le Amministrazioni statali preposte alla tutela nel caso di immobili gravati da vincoli. Il trasferimento non modifica il regime giuridico previsto dagli articoli 823 e 829, primo comma, del codice civile, dei beni demaniali trasferiti. I rapporti, anche di natura patrimoniale, intercorrenti tra lAgenzia del demanio e la societ di trasformazione urbana sono disciplinati da apposita convenzione contenente, a pena di nullit, gli obblighi e i diritti delle parti. Una quota dei proventi derivanti dalla valorizzazione degli immobili attraverso le procedure di cui al presente comma spettante agli azionisti pubblici delle societ di trasformazione urbana, da stabilirsi con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, destinata alla realizzazione di programmi di edilizia residenziale convenzionata, finalizzati a sopperire alle esigenze abitative dei comuni e delle aree metropolitane, elaborati di intesa con le regioni e gli enti locali interessati.
2. Il Ministero delleconomia e delle finanze, tramite lAgenzia del demanio, pu partecipare a societ di trasformazione urbana, promosse dalle citt metropolitane e dai comuni, ai sensi dellart.120 del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni e integrazioni, che includano nel proprio ambito di intervento immobili di propriet dello Stato.

Art. 31(Fondi di investimento immobiliare)
1. I soggetti non residenti, che hanno conseguito proventi derivanti dalla partecipazione ai fondi immobiliari, nonch plusvalenze realizzate mediante la loro cessione o rimborso, hanno diritto, facendone richiesta, entro il 31 dicembre dellanno in cui il provento percepito o la plusvalenza realizzata, alla societ di gestione del fondo, al pagamento di una somma pari all1 per cento del valore delle quote, proporzionalmente riferito al periodo di possesso rilevato in ciascun periodo di imposta. In ogni caso il valore delle quote rilevato proporzionalmente al valore netto del fondo di cui allarticolo 6, comma 2, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, sul quale stato assolta limposta sostitutiva. Il pagamento disposto dai predetti soggetti, per il tramite della banca depositaria, computandolo in diminuzione del versamento dellimposta sostitutiva dell1 per cento. Il pagamento non pu essere richiesto allAmministrazione finanziaria.
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica nei confronti dei soggetti non residenti indicati nellart. 6 del decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239.

Art. 32(Misure per la riqualificazione urbanistica, ambientale e paesaggistica, per lincentivazione dellattivit di repressione dellabusivismo edilizio, nonch per la definizione degli illeciti edilizi e delle occupazioni di aree demaniali)
1. Al fine di pervenire alla regolarizzazione del settore e consentito, in conseguenza del condono, il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria delle opere esistenti non conformi alla disciplina vigente.
2. La normativa e disposta nelle more delladeguamento della disciplina regionale ai principi contenuti nel testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con D.P.R. 6 giugno 2001, n.380, in conformit al titolo V della Costituzione come modificato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3, e comunque fatte salve le competenze delle autonomie locali sul governo del territorio.
3. Le condizioni, i limiti e le modalit del rilascio del predetto titolo abilitativo sono stabilite dal presente articolo e dalle normative regionali.
4. Sono in ogni caso fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.
5. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti fornisce, dintesa con le regioni interessate, il supporto alle amministrazioni comunali ai fini dellapplicazione della presente normativa e per il coordinamento con le leggi 28 febbraio 1985, n.47, e successive modifiche e integrazioni, e con lart.39 della legge 23 dicembre 1994, n.724, e successive modifiche e integrazioni.
6. Al fine di concorrere alla partecipazione alla realizzazione delle politiche di riqualificazione urbanistica dei nuclei interessati dallabusivismo edilizio, attivate dalle regioni ai sensi del comma 33 destinata una somma di 10 milioni di euro per lanno 2004 e di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del d.Lgs 28 agosto 1997, n.281, sono individuati gli interventi da ammettere a finanziamento.
7.Al comma 1 dell articolo 141 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, aggiunta, in fine, la seguente lettera: "c-bis) nelle ipotesi in cui gli enti territoriali al di sopra dei mille abitanti siano sprovvisti dei relativi strumenti urbanistici generali e non adottino tali strumenti entro diciotto mesi dalla data di elezione degli organi. In questo caso, il decreto di scioglimento del consiglio adottato di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Le disposizioni di cui alla presente lettera si applicano anche nei confronti degli altri organi tenuti alladozione di strumenti urbanistici."
8.Allarticolo 141 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, aggiunto il seguente comma: " 2-bis. Nellipotesi di cui alla lettera c-bis) del comma 1, trascorso il termine entro il quale gli strumenti urbanistici devono essere adottati, la regione assegna agli enti che non vi abbiano provveduto un ulteriore termine di tre mesi, alla scadenza del quale, con lettera notificata al Sindaco, diffida il consiglio ad adempiere nei successivi trenta giorni. Trascorso infruttuosamente questultimo termine, la regione ne d comunicazione al Prefetto. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche nei confronti degli altri organi tenuti alladozione di strumenti urbanistici.".
9. Per attivare un programma nazionale di interventi, anche con la partecipazione di risorse private, rivolto alla riqualificazione di ambiti territoriali caratterizzati da consistente degrado economico e sociale, con riguardo ai fenomeni di abusivismo edilizio, da attuare anche attraverso il recupero delle risorse ambientali e culturali, destinata una somma di 20 milioni di euro per lanno 2004 e di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentita la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del D.Lgs 28 agosto 1997, n.281, sono individuati gli ambiti di rilevanza e interesse nazionale oggetto di riqualificazione urbanistica, ambientale e culturale. Su tali aree, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dintesa con i soggetti pubblici interessati, predispone un programma di interventi, anche in riferimento a quanto previsto dallarticolo 29, comma 4, della legge 28 febbraio 1985, n.47, come sostituito dal comma 42.
10. Per la realizzazione di un programma di interventi di messa in sicurezza del territorio nazionale dal dissesto idrogeologico destinata una somma di 20 milioni di euro per lanno 2004 e di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006. Con decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentita la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del D.Lgs 28 agosto 1997, n.281, sono individuate le aree comprese nel programma. Su tali aree, il Ministero dellambiente e della tutela del territorio, dintesa con i soggetti pubblici interessati, predispone un programma operativo di interventi e le relative modalit di attuazione.
11.Allo scopo di attuare un programma di interventi per il ripristino e la riqualificazione delle aree e dei beni soggetti alle disposizioni del titolo II del d.Lgs. 29 ottobre 1999, n.490, destinata una somma di 10 milioni di euro per lanno 2004 e di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006. Con decreto del Ministro peri i beni e le attivit culturali, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentita la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del D.Lgs 28 agosto 1997, n.281, tale somma assegnata alle regioni per lesecuzione di interventi di ripristino e di riqualificazione paesaggistica delle aree tutelate, dopo aver individuato le aree comprese nel programma.
12.A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto la Cassa depositi e prestiti autorizzata a mettere a disposizione limporto massimo di 50 milioni di euro per la costituzione, presso la Cassa stessa, di un Fondo di rotazione per la concessione ai comuni e ai soggetti titolari dei poteri di cui allarticolo 27, comma 2, del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, anche avvalendosi delle modalit di cui ai commi 55 e 56 dellarticolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n.662, di anticipazioni, senza interessi, sui costi relativi agli interventi di demolizione delle opere abusive anche disposti dallautorit giudiziaria e per le spese giudiziarie, tecniche e amministrative connesse. Le anticipazioni, comprensive della corrispondente quota delle spese di gestione del Fondo, sono restituite al Fondo stesso in un periodo massimo di cinque anni, secondo modalit e condizioni stabilite con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, utilizzando le somme riscosse a carico degli esecutori degli abusi. In caso di mancato pagamento spontaneo del credito, lamministrazione comunale provvede alla riscossione mediante ruolo ai sensi del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n.46. Qualora le somme anticipate non siano rimborsate nei tempi e nelle modalit stabilite, il Ministro dellinterno provvede al reintregro alla Cassa depositi e prestiti, trattenendone le relative somme dai fondi del bilancio dello Stato da trasferire a qualsiasi titolo ai comuni.
13.Le attivit di monitoraggio e di raccolta delle informazioni relative al fenomeno dellabusivismo edilizio di competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, fanno capo allOsservatorio nazionale dellabusivismo edilizio. Il Ministero collabora con le regioni al fine di costituire un sistema informativo nazionale necessario anche per la redazione della relazione al Parlamento di cui alla legge 21 giugno 1985, n.298. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, dintesa con il Ministro dellinterno, sono aggiornate le modalit di redazione, trasmissione, archiviazione e restituzione delle informazioni contenute nei rapporti di cui allarticolo 31, comma 7, del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380. Per le suddette attivit destinata una somma di 0,2 milioni di euro per lanno 2004 e di 0,4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006.
14. Per le opere eseguite da terzi su aree di propriet dello Stato o facenti parte del demanio statale, il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria da parte dellente locale competente subordinato al rilascio della disponibilit da parte dello Stato proprietario, per il tramite dellAgenzia del demanio, rispettivamente, a cedere a titolo oneroso la propriet dellarea appartenente al patrimonio disponibile dello Stato su cui insiste lopera ovvero a garantire onerosamente il diritto al mantenimento dellopera sul suolo appartenente al demanio e al patrimonio indisponibile dello Stato.
15.La domanda del soggetto legittimato volta ad ottenere la disponibilit dello Stato alla cessione dellarea appartenente al patrimonio disponibile ovvero il riconoscimento al diritto al mantenimento dellopera sul suolo appartenente al demanio o al patrimonio indisponibile dello Stato deve essere presentata, entro il 31 marzo 2004, alla filiale dellAgenzia del demanio territorialmente competente, corredata dellattestazione del pagamento allerario della somma dovuta a titolo di indennit per loccupazione pregressa delle aree, determinata applicando i parametri di cui alla allegata Tabella A, per anno di occupazione, per un periodo comunque non superiore alla prescrizione quinquennale. A tale domanda deve essere allegata, in copia, la documentazione relativa allillecito edilizio di cui ai commi 32 e 35. Entro il 30 settembre 2004, inoltre, deve essere allegata copia della denuncia in catasto dellimmobile e del relativo frazionamento.
16.La disponibilit alla cessione dellarea appartenente al patrimonio disponibile ovvero a riconoscere il diritto a mantenere lopera sul suolo appartenente al demanio o al patrimonio indisponibile dello Stato viene espressa dalla filiale dellAgenzia del demanio territorialmente competente entro il 31 dicembre 2004.
17. Nel caso di aree soggette ai vincoli di cui allarticolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n.47, la disponibilit alla cessione dellarea appartenente al patrimonio disponibile ovvero a riconoscere il diritto a mantenere lopera sul suolo appartenente al demanio o al patrimonio indisponibile dello Stato subordinata al parere favorevole da parte dellAutorit preposta alla tutela del vincolo.
18. Le procedure di vendita delle aree appartenenti al patrimonio disponibile dello Stato devono essere perfezionate entro il 31 dicembre 2006, a cura della filiale dellAgenzia del demanio territorialmente competente previa presentazione da parte dellinteressato del titolo abilitativo edilizio in sanatoria rilasciato dallente locale competente, ovvero della documentazione attestante la presentazione della domanda, volta ad ottenere il rilascio del titolo edilizio in sanatoria sulla quale e intervenuto il silenzio assenso con lattestazione dellavvenuto pagamento della connessa oblazione, alle condizioni previste dal presente articolo.
19. Il prezzo di acquisto delle aree appartenenti al patrimonio disponibile determinato applicando i parametri di cui alla Tabella B ed e corrisposto in due rate di pari importo scadenti, rispettivamente, il 30 giugno 2005 e il 31 dicembre 2005.
20. Il provvedimento formale di riconoscimento del diritto al mantenimento dellopera sulle aree del demanio dello Stato e del patrimonio indisponibile rilasciato a cura della filiale dellAgenzia del demanio territorialmente competente entro il 31 dicembre 2006, previa presentazione della documentazione di cui al comma 18. Il diritto riconosciuto per una durata massima di anni venti, a fronte di un canone commisurato ai valori di mercato.
21. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono rideterminati i canoni annui di cui allarticolo 03 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n.400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n.494.
22. Dal 1 gennaio 2004 i canoni per la concessione duso sono rideterminati nella misura prevista dalle tabelle allegate al decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 5 agosto 1998, n.342, rivalutate del trecento per cento.
23.Resta fermo quanto previsto dallarticolo 6 del citato decreto del Ministro di cui al comma 22, relativo alla classificazione delle aree da parte delle regioni, in base alla valenza turistica delle stesse.
24.Ai fini del miglioramento, della tutela e della valorizzazione delle aree demaniali autorizzata una spesa fino ad un importo massimo di 20 milioni di euro per lanno 2004 e di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006. LAgenzia del demanio, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti predispone un programma di interventi volti alla riqualificazione delle aree demaniali. Il programma approvato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze.
25. Le disposizioni di cui ai capi IV e V della legge 28 febbraio 1985, n.47, e successive modificazioni e integrazioni, come ulteriormente modificate dallarticolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n.724, e successive modificazioni e integrazioni, nonch dal presente articolo, si applicano alle opere abusive che risultino ultimate entro il 31 marzo 2003 e che non abbiano comportato ampliamento del manufatto superiore al 30 per cento della volumetria della costruzione originaria o, in alternativa, un ampliamento superiore a 750 mc. Le suddette disposizioni trovano altres applicazione alle opere abusive realizzate nel termine di cui sopra relative a nuove costruzioni residenziali non superiori a 750 mc per singola richiesta di titolo abilitativo edilizio in sanatoria.
26. Sono suscettibili di sanatoria edilizia le tipologie di illecito di cui allallegato 1:
a. numeri da 1 a 3, nellambito dellintero territorio nazionale, fermo restando quanto previsto alla lettera e) del comma 27, nonch 4, 5 e 6 nellambito degli immobili soggetti a vincolo di cui allarticolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n.47;
b. numeri 4, 5 e 6, nelle aree non soggette ai vincoli di cui allarticolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n.47, in attuazione di legge regionale, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con la quale determinata la possibilit, le condizioni e le modalit per lammissibilit a sanatoria di tali tipologie di abuso edilizio.
27. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 32 e 33 della legge 28 febbraio 1985, n.47, le opere abusive non sono comunque suscettibili di sanatoria, qualora:
a. siano state eseguite dal proprietario o avente causa condannato con sentenza definitiva, per i delitti di cui allart.416 bis, 648 bis e 648 ter del codice penale o da terzi per suo conto;
b. non sia possibile effettuare interventi per ladeguamento antisismico, rispetto alle categorie previste per i comuni secondo quanto indicato dalla ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 marzo 2003, n.3274, pubblicata nel supplemento ordinario alla G.U. n. 105 dell8 maggio 2003;
c. non sia data la disponibilit di concessione onerosa dellarea di propriet dello Stato o degli enti pubblici territoriali, con le modalit e condizioni di cui allarticolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n.47, ed al presente decreto;
d. siano state realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici, nonch dei parchi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali qualora istituiti prima della esecuzione di dette opere, in assenza o in difformit del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici;
e. siano state realizzate su immobili dichiarati monumento nazionale con provvedimenti aventi forza di legge o dichiarati di interesse particolarmente rilevante ai sensi degli articoli 6 e 7 del d.Lgs. 29 ottobre 1999, n.490;
f. fermo restando quanto previsto dalla legge 21 novembre 2000, n.353, e indipendentemente dallapprovazione del piano regionale di cui la comma 1 dellarticolo 3 della citata legge n.353 del 2000, il comune subordina il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria alla verifica che le opere non insistano su aree boscate o su pascolo i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco. Agli effetti dellesclusione dalla sanatoria sufficiente lacquisizione di elementi di prova, desumibili anche dagli atti e dai registri del Ministero dellinterno, che le aree interessate dallabuso edilizio siano state, nellultimo decennio, percorse da uno o pi incendi boschivi;
g. siano state realizzate nei porti e nelle aree, appartenenti al demanio marittimo, di preminente interesse nazionale in relazione agli interessi della sicurezza dello Stato ed alle esigenze della navigazione marittima, quali identificate ai sensi del secondo comma dellarticolo 59 del d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616.
25. I termini previsti dalle disposizioni sopra richiamate e decorrenti dalla data di entrata in vigore dellarticolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n.724, e successive modificazioni e integrazioni, ove non disposto diversamente, sono da intendersi come riferiti alla data di entrata in vigore del presente decreto. Per quanto non previsto dal presente decreto si applicano, ove compatibili, le disposizioni di cui alla legge 28 febbraio 1985, n.47, e al predetto articolo 39.
26. Il procedimento di sanatoria degli abusi edilizi posti in essere dalla persona imputata di uno dei delitti di cui agli articoli 416-bis, 648-bis e 648-ter del codice penale, o da terzi per suo conto, sospeso fino alla sentenza definitiva di non luogo a procedere o di proscioglimento o di assoluzione. Non pu essere conseguito il titolo abilitativo edilizio in sanatoria degli abusi edilizi se interviene la sentenza definitiva di condanna per i delitti sopra indicati. Fatti salvi gli accertamenti di ufficio in ordine alle condanne riportate nel certificato generale del casellario giudiziale ad opera del comune, il richiedente deve attestare, con dichiarazione sottoscritta nelle forme di cui all'articolo 2 della legge 4 gennaio 1968, n.15, e successive modificazioni e integrazioni, di non avere carichi pendenti in relazione ai delitti di cui agli articoli 416-bis, 648-bis e 648-ter del codice penale.
27. Qualora l'amministratore di beni immobili oggetto di sequestro o di confisca ai sensi della legge 31 maggio 1965, n.575, autorizzato dal giudice competente ad alienare taluno di detti beni, puo essere autorizzato, altres, dal medesimo giudice, sentito il pubblico ministero, a riattivare il procedimento di sanatoria sospeso. In tal caso non opera nei confronti dell'amministratore o del terzo acquirente il divieto di rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria di cui al comma 28.
28. Il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria non comporta limitazione ai diritti dei terzi....
32. La domanda relativa alla definizione dellillecito edilizio, con lattestazione del pagamento dell'oblazione e dellanticipazione degli oneri concessori, presentata al comune competente, a pena di decadenza, entro il 31 marzo 2004, unitamente alla dichiarazione di cui al modello allegato e alla documentazione di cui al comma 35.
33. Le regioni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, emanano norme per la definizione del procedimento amministrativo relativo al rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria e possono prevederne, tra laltro, un incremento delloblazione fino al massimo del 10 per cento della misura determinata nella tabella C allegata, ai fini dellattivazione di politiche di repressione degli abusi edilizi e per la promozione di interventi di riqualificazione dei nuclei interessati da fenomeni di abusivismo edilizio, nonch per lattuazione di quanto previsto dallarticolo 23 della legge 28 febbraio 1985, n.47.
34. Ai fini dellapplicazione del presente articolo non si applica quanto previsto dallarticolo 37, comma 2, della legge 28 febbraio 1985, n.47. Con legge regionale gli oneri di concessione relativi alla opere abusive oggetto di sanatoria possono essere incrementati fino al massimo del 100 per cento. Le amministrazioni comunali perimetrano gli insediamenti abusivi entro i quali gli oneri concessori sono determinati nella misura dei costi per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria necessarie, nonch per gli interventi di riqualificazione igienico-sanitaria e ambientale attuati dagli enti locali. Coloro che in proprio o in forme consortili, nellambito delle zone perimetrate, intendano eseguire in tutto o in parte le opere di urbanizzazione primaria, nel rispetto dellarticolo 2, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n.109, e successive modificazioni e integrazioni, secondo le disposizioni tecniche dettate dagli uffici comunali, possono detrarre dallimporto complessivo quanto gi versato, a titolo di anticipazione degli oneri concessori, di cui alla tabella D allegata. Con legge regionale, ai sensi dellarticolo 29 della legge 28 febbraio 1985, n.47, come modificato dal presente articolo, sono disciplinate le relative modalit di attuazione.
35. La domanda di cui al comma 32 deve essere corredata dalla seguente documentazione:
a. dichiarazione del richiedente resa ai sensi dell'art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n.15, e successive modificazioni e integrazioni, con allegata documentazione fotografica, dalla quale risulti la descrizione delle opere per le quali si chiede il titolo abilitativo edilizio in sanatoria e lo stato dei lavori relativo;
b. qualora l'opera abusiva supera i 450 metri cubi, da una perizia giurata sulle dimensioni e sullo stato delle opere e una certificazione redatta da un tecnico abilitato all'esercizio della professione attestante l'idoneit statica delle opere eseguite;
c. ulteriore documentazione eventualmente prescritta con norma regionale.
32.La presentazione nei termini della domanda di definizione dellillecito edilizio, l'oblazione interamente corrisposta nonch il decorso di trentasei mesi dalla data da cui risulta il suddetto pagamento, produce gli effetti di cui allarticolo 38, comma 2, della legge 28 febbraio 1985, n. 47. Trascorso il suddetto periodo di trentasei mesi si prescrive il diritto al conguaglio o al rimborso spettante.
33. Il pagamento degli oneri di concessione, la presentazione della documentazione di cui al comma 35, della denuncia in catasto, della denuncia ai fini dellimposta comunale degli immobili di cui al D.lgs. 30 dicembre 1992, n.504, nonch, ove dovute, delle denunce ai fini della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e per loccupazione del suolo pubblico, entro il 30 settembre 2004, nonch il decorso del termine di ventiquattro mesi da tale data senza l'adozione di un provvedimento negativo del comune, equivale a titolo abilitativo edilizio in sanatoria. Se nei termini previsti l'oblazione dovuta non stata interamente corrisposta o stata determinata in forma dolosamente inesatta, le costruzioni realizzate senza titolo abilitativo edilizio sono assoggettate alle sanzioni richiamate allarticolo 40 della legge 28 febbraio 1985, n.47, e allarticolo 48 del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380.
38. La misura delloblazione e dellanticipazione degli oneri concessori, nonch le relative modalit di versamento, sono disciplinate nellallegato 1.
39. Ai fini della determinazione delloblazione non si applica quanto previsto dai commi 13, 14 15 e 16 dellarticolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n.724.
40. Alla istruttoria della domanda di sanatoria si applicano i medesimi diritti e oneri previsti per il rilascio dei titoli abilitativi edilizi, come disciplinati dalle Amministrazioni comunali per le medesime fattispecie di opere edilizie. Ai fini della istruttoria delle domande di sanatoria edilizia pu essere determinato dallAmministrazione comunale un incremento dei predetti diritti e oneri fino ad un massimo del 10 per cento da utilizzare con le modalit di cui allarticolo 2, comma 46, della legge 23 dicembre 1996, n.662.
41.Al fine di incentivare la definizione delle domande di sanatoria presentate ai sensi del presente articolo, nonch ai sensi del capo IV della legge 28 febbraio 1985, n.47, e successive modificazioni, e dellarticolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n.724, e successive modificazioni, il trenta per cento delle somme riscosse a titolo di conguaglio delloblazione, ai sensi dellarticolo 35, comma 14, della citata legge n.47 del 1985, e successive modificazioni, devoluto al comune interessato. Con decreto interdipartimentale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero delleconomia e delle finanze sono stabilite le modalit di applicazione del presente comma.
42. Allarticolo 29 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, il comma 4 sostituito dal seguente: "4. Le proposte di varianti di recupero urbanistico possono essere presentate da parte di soggetti pubblici e privati, con allegato un piano di fattibilit tecnico, economico, giuridico e amministrativo, finalizzato al finanziamento, alla realizzazione e alla gestione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria e per il recupero urbanistico ed edilizio, volto al raggiungimento della sostenibilit ambientale, economica e sociale, alla coesione degli abitanti dei nuclei edilizi inseriti nelle varianti e alla rivitalizzazione delle aree interessate dallabusivismo edilizio."
43. Larticolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, sostituito dal seguente: "32. Opere costruite su aree sottoposte a vincolo.
1. Fatte salve le fattispecie previste dall'articolo 33, il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso. Qualora tale parere non venga formulato dalle suddette amministrazioni entro centottanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta di parere, il richiedente pu impugnare il silenzio-rifiuto. Il rilascio del titolo abilitativo edilizio estingue anche il reato per la violazione del vincolo. Il parere non richiesto quando si tratti di violazioni riguardanti l'altezza, i distacchi, la cubatura o la superficie coperta che non eccedano il 2 per cento delle misure prescritte.
2. Sono suscettibili di sanatoria, alle condizioni sottoindicate, le opere insistenti su aree vincolate dopo la loro esecuzione e che risultino: a) in difformit dalla legge 2 febbraio 1974, n.64, e successive modificazioni, e dal d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, quando possano essere collaudate secondo il disposto del quarto comma dell'articolo 35; b) in contrasto con le norme urbanistiche che prevedono la destinazione ad edifici pubblici od a spazi pubblici, purch non in contrasto con le previsioni delle varianti di recupero di cui al capo III; c) in contrasto con le norme del D.M. 1 aprile 1968, n.1404, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 13 aprile 1968, e con agli articoli 16, 17 e 18 della legge 13 giugno 1991, n.190, e successive modificazioni, sempre che le opere stesse non costituiscano minaccia alla sicurezza del traffico.
3. Qualora non si verifichino le condizioni di cui al comma 2, si applicano le disposizioni dell'articolo 33.
4. Ai fini dellacquisizione del parere di cui al comma 1 si applica quanto previsto dallarticolo 20, comma 6, del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380. Il motivato dissenso espresso da una amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, ivi inclusa la soprintendenza competente, alla tutela del patrimonio storico artistico o alla tutela della salute preclude il rilascio del titolo abilitativi edilizio in sanatoria.
5. Per le opere eseguite da terzi su aree di propriet dello Stato o di enti pubblici territoriali, in assenza di un titolo che abiliti al godimento del suolo, il rilascio della concessione o dell'autorizzazione in sanatoria subordinato anche alla disponibilit dell'ente proprietario a concedere onerosamente, alle condizioni previste dalle leggi statali o regionali vigenti, l'uso del suolo su cui insiste la costruzione. La disponibilit all'uso del suolo, anche se gravato di usi civici, viene espressa dallo Stato o dagli enti pubblici territoriali proprietari entro il termine di centottanta giorni dalla richiesta. La richiesta di disponibilit all'uso del suolo deve essere limitata alla superficie occupata dalle costruzioni oggetto della sanatoria e alle pertinenze strettamente necessarie, con un massimo di tre volte rispetto all'area coperta dal fabbricato. Salve le condizioni previste da leggi regionali, il valore stabilito dalla filiale dellAgenzia del demanio competente per territorio per gli immobili oggetto di sanatoria ai sensi della presente legge e dellarticolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n.724, con riguardo al valore del terreno come risultava all'epoca della costruzione aumentato dell'importo corrispondente alla variazione del costo della vita, cos come definito dall'ISTAT, al momento della determinazione di detto valore. L'atto di disponibilit, regolato con convenzione di cessione del diritto di superficie per una durata massima di anni sessanta, stabilito dall'ente proprietario non oltre sei mesi dal versamento dell'importo come sopra determinato.
6. Per le costruzioni che ricadono in aree comprese fra quelle di cui all'art. 21 della legge 17 agosto 1942, n.1150, il rilascio della concessione o della autorizzazione in sanatoria subordinato alla acquisizione della propriet dell'area stessa previo versamento del prezzo, che determinato dall'Agenzia del territorio in rapporto al vantaggio derivante dall'incorporamento dell'area.
7. Per le opere non suscettibili di sanatoria ai sensi del presente articolo si applicano le sanzioni previste dal d.P.R. 6 giugno 2001, n.380".44. Allarticolo 27 del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, comma 2, dopo le parole: "linizio" sono inserite le seguenti: "o lesecuzione".
45. Allarticolo 27 del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, comma 2, dopo le parole: " 18 aprile 1962, n.167 e successive modificazioni e integrazioni" sono inserite le seguenti: ",nonch in tutti i casi di difformit dalle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici".
46. Allarticolo 27 del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, comma 2, aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Per le opere abusivamente realizzate su immobili dichiarati monumento nazionale con provvedimenti aventi forza di legge o dichiarati di interesse particolarmente importante ai sensi degli articoli 6 e 7 del d.Lgs. 29 ottobre 1999, n.490, o su beni di interesse archeologico, nonch per le opere abusivamente realizzate su immobili soggetti a vincolo o di inedificabilit assoluta in applicazione delle disposizioni del titolo II del d.Lgs. 29 ottobre 1999, n.490, il Soprintendente, su richiesta della regione, del comune o delle altre autorit preposte alla tutela, ovvero decorso il termine di 180 giorni dallaccertamento dellillecito, procede alla demolizione, anche avvalendosi delle modalit operative di cui ai commi 55 e 56 dellarticolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n.662".
47. Le sanzioni pecuniarie di cui allarticolo 44 del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, sono incrementate del cento per cento.
48. Allarticolo 45 del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, comma 2, le parole: "terzo mese" sono sostituite dalle seguenti: "trenta giorni".
49. Allarticolo 46 del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, comma 1, dopo le parole: "atti tra vivi" sono inserite le seguenti:",nonch mortis causa".
50. Agli oneri indicati ai commi 6, 9, 10, 11, 13 e 24, si provvede con quota parte delle entrate recate dal presente decreto. Il Ministro delleconomia e delle finanze autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

... omissis...

http://www.cittadinolex.kataweb.it/Article/0,1519,25481|1022,00.html


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