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Seduta del 14 ottobre della Commissione VII del Senato: esame del bilancio di previsione per il 2004
2003-10-14

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)



MARTED 14 OTTOBRE 2003

239a Seduta


Presidenza del Presidente
ASCIUTTI

Intervengono i ministri per i beni e le attivit culturali Urbani, dell'istruzione, dell'universit e della ricerca Letizia Moratti, il vice ministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca Possa e il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'universit e la ricerca Valentina Aprea.



IN SEDE CONSULTIVA


(2513) Bilancio di previsione dello Stato per l' anno finanziario 2004 e bilancio pluriennale per il triennio 2004 - 2006

(Tab. 7) Stato di previsione del Ministero dellistruzione, delluniversit e della ricerca per lanno finanziario 2004

(Tab. 14) Stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali per lanno finanziario 2004

(2512) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004)

(Rapporti alla 5a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame congiunto. Rapporti favorevoli con osservazioni)



Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta pomeridiana del 9 ottobre scorso.



Chiede preliminarmente la parola la senatrice ACCIARINI (DS-U), la quale stigmatizza la circostanza che il Senato sia chiamato ad esaminare singole parti della manovra finanziaria, mentre l'Esecutivo ha annunciato l'intenzione di modificarne una parte consistente attraverso una proposta emendativa al disegno di legge n. 2058, recante delega al Governo in materia previdenziale, il cui testo, tuttavia, non ancora noto. Non solo, ma dalle dichiarazioni del ministro Maroni alla stampa, la sua formulazione definitiva sar rinviata a dopo lo sciopero generale, previsto per il prossimo 24 ottobre.
In questo modo, prosegue l'oratrice, risultano lese le prerogative del Senato, che dovrebbe piuttosto essere messo in grado di esaminare la manovra finanziaria nel suo complesso.

A nome dei Gruppi appartenenti all'opposizione, chiede pertanto che l'esame della manovra sia sospeso sino a quando il Governo non avr chiarito la sua posizione, con la presentazione della suindicata proposta emendativa.



Su richiesta del senatore BEVILACQUA (AN), il presidente ASCIUTTI sospende brevemente la seduta.


La seduta, sospesa alle ore 14,55, ripresa alle ore 15.


Ha la parola il senatore COMPAGNA (UDC) il quale, pur comprendendo le ragioni dell'opposizione, giudica inopportuno sospendere l'esame della manovra finanziaria in Commissione.



La senatrice ACCIARINI (DS-U) chiede che la sua proposta di rinvio dell'esame congiunto sia posta ai voti.



Dopo che il PRESIDENTE ha accertato la presenza del numero legale ai sensi dell'articolo 30, comma 2, del Regolamento, la Commissione respinge la proposta avanzata dalla senatrice Acciarini.



Si passa quindi al seguito dell'esame congiunto della Tabella 14 del disegno di legge di bilancio, recante lo stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali, nonch delle connesse parti del disegno di legge finanziaria.



Agli intervenuti nella discussione generale replica il relatore FAVARO (FI), il quale - nel confermare il giudizio complessivamente positivo sulla manovra in esame - illustra il seguente schema di rapporto favorevole con osservazioni, nel quale dichiara di recepire le principali osservazioni emerse nel dibattito:

"La Commissione, esaminati lo stato di previsione della spesa del Ministero per i beni e le attivit culturali per l'anno finanziario 2004, nonch le parti connesse del disegno di legge finanziaria,

premesso che la Societ per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo - ARCUS S.p.A., istituita con la legge recante interventi in materia di beni ed attivit culturali recentemente approvata in via definitiva dalla Commissione ed in corso di pubblicazione, consentir il migliore utilizzo delle risorse conseguenti all'applicazione della norma contenuta nell'ultima legge finanziaria, che riservava ai Beni culturali una quota pari al 3 per cento delle spese di carattere infrastrutturale, determinando cos un massiccio afflusso di risorse aggiuntive oltre che un diverso e pi incisivo governo dei fondi finalizzati alla tutela e conservazione del patrimonio artistico e culturale del Paese,

preso atto che il disegno di legge di bilancio stato presentato a legislazione vigente e riproduce pertanto l'attuale organizzazione del Ministero, s da rendere necessaria una modifica qualora nel corso dell'iter parlamentare della manovra finanziaria entrasse in vigore il decreto legislativo di riforma del Ministero,

valutato positivamente che:

gli accantonamenti recati in favore del Ministero dalla tabella A allegata al disegno di legge finanziaria (relativa alle spese di parte corrente) sono destinati alla promozione del libro, nonch ad interventi su beni ed attivit culturali,

gli accantonamenti recati in favore del Ministero dalla tabella B allegata al disegno di legge finanziaria (relativa alle spese in conto capitale) sono destinati alla Biblioteca digitale italiana, al rifinanziamento del Piano pluriennale per l'archeologia, al completamento del Centro per le arti contemporanee di Roma, alla ristrutturazione di beni immobili destinati a sedi museali, archivi di Stato, biblioteche e teatri,

esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni, riferite al disegno di legge finanziaria.

1. Con riferimento all'articolo 11, che conferma anche per quest'anno il blocco del turn over nella pubblica amministrazione, si lamenta che esso - a differenza dell'anno passato - non prevede pi una deroga per gli addetti a compiti di tutela dei beni culturali. Si sollecita pertanto la Commissione di merito ad introdurre apposita modifica.

2. Con riferimento in particolare al comma 8 del medesimo articolo 11, che autorizza il Ministero per i beni e le attivit culturali a prorogare fino al 31 dicembre 2004 i contratti di lavoro a tempo determinato del proprio personale in servizio, si ribadisce l'esigenza - gi ripetutamente segnalata in passato - di reperire risorse idonee ad un loro definitivo inquadramento in ruolo anzich procedere con proroghe annuali.

3. Con riferimento alla tabella C allegata, si lamenta la riduzione operata a danno del Fondo unico per lo spettacolo (FUS) e degli istituti culturali, auspicando che le somme possano essere reintegrate nel corso dell'iter parlamentare.

4. Con riferimento alla tabella E allegata, si deplora il definanziamento del Museo dello sport italiano, che la Commissione aveva invece varato con un consenso trasversale all'inizio della legislatura".



Agli intervenuti replica altres il ministro URBANI, il quale concorda anzitutto sulla circostanza che le risorse assegnate al Ministero, pari allo 0,33 per cento del bilancio dello Stato, del resto in linea con la media degli stanziamenti previsti negli ultimi quindici anni, non risultano ottimali per il raggiungimento degli obiettivi del Dicastero. Si tratta oltretutto di risorse senz'altro inferiori rispetto a quelle previste negli altri Paesi europei, che pure hanno un minore patrimonio archeologico e museale da tutelare.
Egli osserva tuttavia che la valutazione dell'adeguatezza delle risorse previste dalla legge finanziaria non pu prescindere dalle ingenti risorse di cui potr disporre la Societ ARCUS Spa, istituita dall'articolo 2 del disegno di legge n. 2213-B recentemente approvato in via definitiva dalla Commissione, a cui devoluta la gestione del 3 per cento degli investimenti per infrastrutture riservato ai Beni culturali dall'ultima legge finanziaria.

Si tratta di un'iniziativa che garantir un ammontare di risorse estremamente rilevante, stimabile in 500-600 miliardi annui di vecchie lire per il prossimo decennio, e che consentir un vero e proprio salto di qualit e quantit nella gestione del settore dei beni culturali.

Sottolinea inoltre positivamente l'incremento degli stanziamenti assegnati al Ministero, pari a circa il 3 per cento rispetto allo scorso anno. Resta peraltro la riduzione del Fondo unico per lo spettacolo (FUS) nonch la mancata soluzione del problema relativo al personale precario in servizio presso il Ministero, di cui auspica un inquadramento in ruolo, non appena le finanze pubbliche lo consentiranno.

Egli sottolinea inoltre che le previsioni di spesa per il 2004 devono essere valutate in riferimento all'imminente riforma dell'organizzazione del Ministero, prevista dallo schema di decreto legislativo approvato recentemente dal Consiglio dei ministri su cui la Commissione parlamentare per la riforma amministrativa in questi giorni chiamata ad esprimere il proprio parere. In particolare la nuova organizzazione consentir di riallocare, almeno in parte, gli stanziamenti previsti per alcuni ambiti, come ad esempio quelli a favore del segretariato generale che, a seguito della riforma, potranno essere destinati ad altri settori che evidenziano una situazione di particolare sofferenza, come gli archivi e le biblioteche di Stato.

Con riferimento ai rilievi emersi nel corso del dibattito, egli si sofferma successivamente sulla questione del condono edilizio, previsto dal decreto-legge n. 269, ricordando i limiti e le garanzie per la tutela dei beni culturali e del paesaggio, notevolmente pi ampi rispetto a quanto previsto in passato. In particolare ricorda che risultano esclusi dal condono gli interventi realizzati su beni culturali vincolati, su aree con vincolo di inedificabilit assoluta e su aree boschive e pascoli interessate negli ultimi anni da incendi boschivi.

Osserva inoltre che ai soprintendenti sono stati conferite funzioni di estremo rilievo, fra cui il potere sia di veto sulle domande di condono sia di demolizione degli interventi realizzati in offesa ai beni culturali ed al paesaggio.

Ricorda altres con favore l'istituzione di due fondi, uno per la riqualificazione di ambiti territoriali caratterizzati da consistente degrado economico e sociale e un altro per l'attuazione di un programma di interventi per il ripristino e la riqualificazione delle aree e dei beni paesaggistici.

Con riferimento alla questione dell'alienazione dei beni demaniali, anch'essa emersa con forza nel dibattito, egli richiama le innovazioni contenute nel Codice dei beni culturali e paesaggistici, recentemente approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri. Si sofferma indi sulla competenza delle soprintendenze in materia di alienazione dei beni di interesse culturale prioritario, nonch di salvaguardia dei beni a destinazione d'uso limitata. Ritiene altres importante che si dia avvio alla catalogazione dei beni inalienabili, auspicata sin dagli anni Trenta.

Con riferimento alle perplessit manifestate dalla senatrice Acciarini, egli giudica invece senz'altro adeguata la tempistica prevista per il procedimento di verifica dell'interesse culturale, osservando oltretutto che nella fase iniziale non riguarder certo tutto il patrimonio culturale.

Si associa infine al rammarico per il definanziamento del Museo dello sport italiano, previsto dalla tabella E allegata al disegno di legge finanziaria, auspicando che nel corso dell'iter si possa porvi rimedio.



Il presidente ASCIUTTI comunica indi che stato presentato l'ordine del giorno n. 1/2512/1/7 - pubblicato in allegato al presente resoconto - sul quale il relatore FAVARO (FI) esprime parere contrario.



Anche il ministro URBANI manifesta un orientamento contrario, motivato dalle premesse dell'ordine del giorno. Qualora queste fossero modificate, l'impegno al Governo potrebbe infatti anche essere condiviso.



La senatrice ACCIARINI (DS-U) ritiene che le premesse dell'ordine del giorno siano coerenti con il successivo impegno al Governo ed esclude pertanto la possibilit di modificarle.

Osserva poi che il Governo rischia di sottovalutare il rapporto con l'articolo 117 della Costituzione, come testimoniato fra l'altro dalle disposizioni in materia di alienazione del patrimonio pubblico recate dal decreto-legge n. 269. Il giudizio di congruit sui tempi dell'operazione espresso dal Ministro nella sua replica sembra infatti non tener conto che anche le regioni e gli enti locali possono chiedere la verifica della sussistenza dell'interesse culturale dei beni di loro propriet. Le procedure previste risultano pertanto assai centraliste e poco coerenti con il nuovo riparto di competenze disposto dall'articolo 117 della Costituzione.

Ella coglie altres l'occasione per esprimere un giudizio critico sulla riforma del Ministero in corso di elaborazione, che costituisce un ulteriore momento di contrazione delle risorse confermato, tra l'altro, dalla soppressione di una direzione generale apposita per gli archivi e le biblioteche.

Chiede infine che l'ordine del giorno n. 1 sia posto ai voti, senza modifiche.



Il ministro URBANI nega che la riforma del Ministero sia l'occasione per operare nuovi tagli. Con l'istituzione di un dipartimento apposito per la ricerca e l'innovazione essa assume infatti un dirompente carattere innovativo, che testimonia l'attenzione del Governo non solo al passato ma anche al futuro.

Quanto al rapporto con le regioni e gli enti locali, egli mantiene un giudizio negativo sulla legislazione vigente, che giudica carente soprattutto con riferimento alla distinzione di competenze fra compiti di tutela e di valorizzazione di beni culturali. Ci nonostante, egli evidentemente impegnato a rispettarla in pieno ed in tal senso d testimonianza di un'ottima collaborazione con gli enti locali, che ha visto il suo coronamento nella recente elaborazione di nuove regole per il paesaggio nell'ambito del nuovo Codice dei beni culturali e paesaggistici.

Conferma comunque di non accogliere l'ordine del giorno n. 1.



L'ordine del giorno n. 1 quindi posto ai voti e respinto.



Il presidente ASCIUTTI comunica poi che sono stati presentati gli emendamenti 7-14.Tab.14.1, 7-14.Tab.14.2 e 7-14.Tab.14.3, pubblicati in allegato al presente resoconto. Li dichiara peraltro inammissibili in quanto incidono su unit previsionali di base richiamate dalla Tabella C del disegno di legge finanziaria. Devono pertanto essere riferiti al disegno di legge finanziaria ed essere presentati in Commissione bilancio.



Per dichiarazione di voto sullo schema di rapporto del relatore interviene la senatrice Vittoria FRANCO (DS-U), la quale riconosce che le osservazioni in esso contenute raccolgono molti degli spunti emersi nel dibattito. Ritiene invece evidentemente non condivisibile l'espressione di un rapporto favorevole. Chiede pertanto la votazione dello schema per parti separate.



Il senatore GABURRO (UDC) annuncia il voto favorevole del suo Gruppo. Sul piano politico, dichiara altres di attendere fiduciosamente la piena applicazione della norma contenuta nella legge finanziaria dell'anno scorso, che destina ai Beni culturali il 3 per cento delle spese di carattere infrastrutturale.

Richiama poi l'impegno del Consiglio d'Europa per una riflessione su l'opportunit di incentivi fiscali a favore di interventi di restauro su beni culturali di propriet privata, che ben si inserisce in una consapevolezza crescente dell'esigenza di un pi dinamico rapporto fra pubblico e privato.



Il senatore BEVILACQUA (AN), anche rassicurato dalle dichiarazioni del ministro Urbani sul carattere non estensivo del condono previsto dalla manovra finanziaria di quest'anno, dichiara il voto favorevole del suo Gruppo allo schema di rapporto del relatore.



La senatrice SOLIANI (Mar-DL-U) lamenta che lo schema di rapporto del relatore, pur condivisibile in alcune sue parti, non faccia riferimento al contesto allarmante determinato dalla terza manovra finanziaria del Centro Destra. Essa trasmette infatti un messaggio inaccettabile alla popolazione, con riferimento ad esempio al condono edilizio, anzich prevedere interventi strutturali. Pur apprezzando quindi lo sforzo del relatore con specifico riguardo alle osservazioni sul personale del Ministero, annuncia un voto contrario sul dispositivo dello schema.

v
Il senatore BRIGNONE (LP) annuncia invece il voto favorevole del suo Gruppo, esprimendo in particolare apprezzamento per le osservazioni contenute nello schema di rapporto. Esprime altres l'auspicio di una revisione dei criteri di riparto del FUS che, in un contesto di risorse limitate, dovrebbe lasciare margine assai minori di discrezionalit.



Il presidente ASCIUTTI dichiara il voto favorevole del Gruppo Forza Italia. Dispone indi la votazione per parti separate dello schema di rapporto favorevole con osservazioni del relatore.



Con separate votazioni, la Commissione accoglie la prima parte (dalle parole "La Commissione" fino a "esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni riferite al disegno di legge finanziaria") a maggioranza, nonch le quattro osservazioni all'unanimit.




ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE N. 2512

0/2512/1/7

ACCIARINI, D'ANDREA, Vittoria FRANCO, MODICA, MONTICONE, PAGANO, SOLIANI, TESSITORE



"La 7a Commissione permanente del Senato,
in sede di esame delle parti di competenza del disegno di legge finanziaria per l'anno 2004,
premesso che:

con l'approvazione della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, stato modificato l'articolo 117 della Costituzione;

l'articolo 117 della Costituzione sancisce che le norme per la tutela dei beni culturali sono oggetto di legislazione esclusiva dello Stato e che le norme in materia di valorizzazione dei beni culturali sono, invece, oggetto di legislazione concorrente tra Stato e Regioni;

a due anni dall'approvazione della legge costituzionale n. 3 del 2001, il Governo non ha ancora presentato al Parlamento una propria proposta di legge per l'attuazione delle norme previste dall'articolo 117 in materia di beni e attivit culturali;

nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali per l'anno 2004 ricorre il tema dell'affidamento della gestione dei servizi relativi a singoli beni o a complessi di beni culturali a soggetti privati, anche con riferimento al potenziamento delle risorse umane indispensabili per migliorare la qualit del servizio e il prolungamento dell'apertura dei musei e dei siti archeologici;

in relazione alla questione dell'affidamento a soggetti privati della gestione dei beni culturali si fa riferimento, insistentemente, alla necessit di adeguare gli interventi e le attivit ad un'ottica di carattere economico, per la quale le attivit di gestione dei beni culturali affidate ai privati si traducono in opportunit economica per il Paese;

nel frattempo noto che il Governo sta lavorando, attraverso un tavolo aperto con le regioni e gli enti locali e un gruppo di lavoro tecnico-scientifico, alla stesura di un Codice dei beni culturali e paesaggistici con il quale si dovrebbe attuare il riordino delle norme che regolano la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio;

il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, che accompagna la legge finanziaria, contiene, all'articolo 27, norme che incidono in maniera significativa sul sistema di tutela dei beni culturali appartenenti al demanio pubblico e che riaffermano, ancora una volta, che il concetto di valorizzazione dei beni culturali che il Governo esprime nei propri provvedimenti relativo esclusivamente al profitto conseguente alla loro alienazione;

impegna il Governo

a ricondurre il dibattito in materia di tutela, valorizzazione, gestione e fruizione dei beni culturali alla natura che gli propria e, cio, alla sua connotazione culturale, identitaria e civile, sia in ambito parlamentare, sia nel confronto con il mondo della cultura, sia nel rapporto con la societ civile, a partire dal principio del pubblico interesse per il valore etico e collettivo che il patrimonio culturale rappresenta;

ad attuare le iniziative necessarie per rispondere alle esigenze di organico indispensabile per lo svolgimento dei compiti e delle funzioni di tutela del patrimonio culturale riservate allo Stato a partire dalla trasformazione a tempo indeterminato degli attuali rapporti di lavoro a tempo determinato".

www.senato.it


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