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Seduta del 15 ottobre della VII Commissione del Senato: esame dello Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di ripartizione della quota dell’otto per mille dell’IRPEF
2003-10-15

Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)



MARTEDÌ 15 OTTOBRE 2003

240a Seduta


Presidenza del Presidente
ASCIUTTI



Esame dello

Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di ripartizione della quota dell’otto per mille dell’IRPEF devoluta alla diretta gestione statale per l’anno 2003 (n. 268)


Riprende l'esame, sospeso nella seduta del 1° ottobre scorso.



Nel dibattito interviene il senatore MONTICONE (Mar-DL-U), il quale richiama la situazione di sofferenza in cui versano gli Archivi di Stato, di cui la Commissione ha tra l'altro avuto modo di prendere atto nel corso dei sopralluoghi condotti nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui nuovi modelli organizzativi per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali. Si chiede quindi perché l'Amministrazione centrale non faccia domanda a valere sui fondi dell'otto per mille, analogamente ad altri settori, anche per garantire la funzionalità degli Archivi.



La senatrice MANIERI (Misto-SDI) esprime il proprio disappunto per il comportamento del Governo nell'elaborazione e gestione del piano di riparto in esame. Alla stampa i contenuti del riparto erano infatti noti assai prima che ai parlamentari, con una assoluta mancanza di rispetto nei confronti del ruolo del Parlamento. Ciò testimonia il carattere clientelare dell'operazione, sì da imporre una sollecita revisione dell'intero meccanismo. Anche al di là delle intenzioni del Governo, la mole delle richieste rende infatti inefficaci tutti i criteri finora individuati per la ripartizione, che risulta rimessa alla più assoluta arbitrarietà del Governo. Invoca pertanto meccanismi di maggiore automaticità e si dichiara disponibile ad un confronto sulle proposte avanzate nel dibattito fra cui ad esempio il deferimento delle risorse a livello locale e l'ammissione al contributo di tutte le istanze con valutazione favorevole, anche a costo di una rimodulazione degli importi.
Ricorda infine la proposta da tempo avanzata dall'opposizione di devolvere una parte delle risorse in questione alla ricerca, auspicando che essa sia quanto prima presa in seria considerazione.



Il presidente ASCIUTTI deplora che lo schema di riparto in titolo non assicuri il finanziamento delle istanze relative a stralci di opere già finanziate. In questo modo, si fermano infatti lavori già avviati, si perdono le maestranze che hanno acquisito una specifica esperienza e si rinvia nel tempo il completamento dell'opera. Cita, a titolo d'esempio, il consolidamento statico della cattedrale di San Lorenzo a Perugia, di cui non è stato finanziato il terzo stralcio benché avesse registrato il parere favorevole delle amministrazioni competenti. Chiede pertanto al relatore di inserire uno specifico richiamo nel suo schema di osservazioni, stigmatizzando che il Governo non si attenga con priorità al criterio della conclusione dei lavori avviati. Dichiara quindi la propria contrarietà sulle modalità con cui è stato condotto il riparto.



Il senatore TESSITORE (DS-U) denuncia a sua volta l'elevato livello di discrezionalità e la scarsa chiarezza che caratterizzano lo schema di riparto. Sollecita altresì una rendicontazione precisa delle spese sostenute, in assenza della quale risulta impossibile rendere una valutazione approfondita.
Si dichiara poi d'accordo alla devoluzione in favore della ricerca di una quota dell'otto per mille, sulla base di criteri che anche in questo caso garantiscano evidentemente l'oggettività delle scelte.

Conclude associandosi alla richiesta di un ripensamento generale delle procedure di assegnazione dei contributi.


Concluso il dibattito, agli intervenuti replica il relatore DELOGU (AN), il quale illustra il seguente schema di osservazioni favorevoli con rilievi:



"La Commissione,

esaminato, per quanto di competenza, lo schema di decreto in titolo,
premesso che quest'anno ha trovato applicazione per la prima volta la nuova normativa adottata con il decreto del Presidente della Repubblica n. 250 del 2002 al fine rendere ancor più trasparente, oggettivo e spedito l'iter di assegnazione dei contributi,

valutato positivamente che

risulta confermata per quest'anno la tendenza positiva registrata l'anno scorso di un significativo incremento dei fondi a disposizione. Per il 2001 i fondi inizialmente disponibili ammontavano infatti a 220 miliardi delle vecchie lire ma furono decurtati per la copertura di missioni internazionali di pace, riducendosi a poco più di 61 miliardi, di cui 44 furono devoluti alla conservazione dei beni culturali. Per il 2002, i fondi disponibili, pari a 99 milioni di euro, rimasero inalterati e fu quindi possibile devolverne 68 alla conservazione di beni culturali. Quest'anno, i fondi disponibili sono 101 milioni di euro, di cui 62 assegnati alla conservazione dei beni culturali. Ciò non toglie che le istanze accolte restino ancora assai poche (circa 120) rispetto al totale di quelle che hanno registrato un parere favorevole delle amministrazioni competenti (circa 470). Questo dato numerico comporta che la differenza tra le istanze accolte e quelle respinte appaia assai fragile,

la trasmissione dello schema di decreto è stata accompagnata, anche quest'anno, da un'ampia documentazione relativa a tutte le istanze presentate,

esprime osservazioni favorevoli con i seguenti rilievi.

1. Si auspica che per il futuro le risorse complessivamente disponibili possano risultare di maggiore entità, attraverso una più incisiva attività di comunicazione nei confronti dei contribuenti.

2. Si auspica inoltre l'applicazione di criteri rigorosamente oggettivi nella selezione delle istanze da ammettere a contributo fra quelle che hanno registrato il parere favorevole delle amministrazioni competenti, eventualmente prevedendo un maggiore coinvolgimento degli enti locali di riferimento. In particolare, si ritiene indispensabile privilegiare le istanze relative a stralci di opere già finanziate, al fine di consentire il completamento dell'intervento. Risulta infatti assai poco ragionevole avviare nuovi cantieri senza assicurare con priorità il completamento di quelli ancora aperti, come ad esempio il consolidamento statico della cattedrale di San Lorenzo a Perugia.

3. Si segnala infine che molte delle istanze valutate favorevolmente ma escluse dal contributo sono invece meritevoli di attenzione e si auspica conseguentemente che esse possano essere comunque oggetto di contributo pubblico".



Il senatore BRIGNONE, come già annunciato in discussione generale, dichiara il suo voto favorevole per disciplina di maggioranza. Esprime tuttavia perplessità sulla citazione, al punto n. 2, di un solo caso di istanza non accolta. Quanto al coinvolgimento degli enti locali di riferimento, ritiene necessario un approfondimento con particolare riguardo al ruolo delle autonomie locali nella distribuzione delle risorse e nella individuazione delle priorità. Pur senza prefigurare competenze che gli enti locali ancora non hanno, neanche alla luce delle recenti modifiche costituzionali, non va dimenticato che già dai primi anni Novanta era emersa con forza la richiesta di un loro maggiore coinvolgimento nelle scelte.

Invita pertanto ad una riflessione di carattere generale sull'efficacia degli attuali meccanismi, prendendo atto che anche le recenti innovazioni introdotte per assicurare maggiore trasparenza ed oggettività si sono rivelate insufficienti.

Si dichiara infine favorevole ad un confronto sulla devoluzione di parte dei fondi al settore della ricerca.



La senatrice ACCIARINI (DS-U) ricorda che in sede europea è stato assunto l'impegno di devolvere il 3 per cento del prodotto interno lordo (PIL) in favore della ricerca nel 2010. Condivide pertanto in pieno la proposta di destinare a tale settore una parte delle risorse conseguenti alla quota dell'otto per mille di spettanza statale e suggerisce l'inserimento di un'osservazione in tal senso nello schema del relatore.
Quanto al giudizio complessivo, esso non può certamente essere positivo, stante la gestione assai discutibile dei meccanismi in questione. Esprime altresì perplessità sul richiamo ad un unico intervento nel punto n. 2 dello schema illustrato dal relatore.



Il presidente ASCIUTTI osserva che avrebbe preferito chiedere l'inserimento dell'intervento in favore della cattedrale di San Lorenzo nel riparto in titolo, stante la gravità della scelta di non finanziare il terzo stralcio di un'opera già avviata. Ha tuttavia optato per la mera denuncia di una scelta irragionevole, atteso che l'inserimento di qualunque nuovo intervento nel riparto determinerebbe la rimodulazione dei contributi attualmente previsti.

Quanto alla devoluzione alla ricerca di una parte dei fondi conseguenti alla quota dell'otto per mille di competenza statale, dichiara di condividerne senz'altro le motivazioni. Osserva tuttavia che tale proposta appare incoerente con il contestuale rammarico per l'esiguità delle risorse destinate alla conservazione dei beni culturali, già di gran lunga insufficienti a coprire le necessità di tutte le istanze valutate favorevolmente. Si tratta pertanto di una scelta strategica che il Governo deve assumere con piena cognizione di causa. Osserva peraltro che la ricerca ha bisogno di investimenti assai maggiori di quelli che potrebbero conseguire per questa via.



Il senatore BEVILACQUA (AN) dichiara il voto favorevole del suo Gruppo, condividendo peraltro le perplessità del relatore sulla discrezionalità della selezione operata.

Quanto alla devoluzione di fondi alla ricerca, mette in guardia dal rischio di sottrarre fondi importanti non solo per la conservazione dei beni culturali ma anche ad esempio per le attività di volontariato, senza tuttavia riuscire ad assicurare alla ricerca quella massa critica di risorse indispensabile ad un salto di qualità.



Il senatore FAVARO (FI) dichiara il voto favorevole del Gruppo Forza Italia, pur giudicando a sua volta troppo generica la normativa di riferimento.
Condivide poi il giudizio critico sulla destinazione in favore della ricerca di una parte dei fondi in questione, in quanto determinerebbe una contrazione di risorse già insufficienti rispetto alle domande. Conviene invece con il criterio di completare le opere già iniziate, con particolare riferimento a quelle relative a beni di proprietà statale. Sui beni di proprietà degli enti locali o dei privati, lo Stato dovrebbe invece a suo giudizio contribuire al finanziamento in misura proporzionale all'impegno dei soggetti proprietari.
Coglie infine l'occasione per esprimere l'auspicio che l'istituzione della Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo - ARCUS S.p.A. possa a breve recare una massiccia dose di risorse aggiuntive al settore dei beni culturali, garantendo la copertura di molte esigenze.



Il senatore GABURRO (UDC) dichiara il voto favorevole del suo Gruppo.
Quanto alla proposta sulla ricerca, esprime il timore che essa - come già quella manifestata negli anni passati di concentrare i finanziamenti anno per anno sui diversi settori cui la legge destina la quota dell'otto per mille di spettanza statale - non sia sufficientemente meditata. Auspica pertanto un approfondimento.



La senatrice MANIERI (Misto-SDI) registra l'imbarazzo della maggioranza ad esprimere un orientamento favorevole sull'atto in titolo, in considerazione dell'inadeguatezza dei criteri che sovrintendono al riparto. Ritiene pertanto che nello schema del relatore potesse quanto meno essere inserito un richiamo alla condivisa esigenza di rivedere i meccanismi di ripartizione.

Dichiara poi di condividere l'esigenza di completare i lavori già avviati. Sottolinea tuttavia anche l'opportunità che lo Stato assicuri il proprio contributo a quegli interventi che vedono un serio impegno finanziario degli enti locali.

Dichiara conclusivamente il suo voto contrario sullo schema del relatore.



Dopo che il PRESIDENTE ha accertato la presenza del numero legale ai sensi dell'articolo 30, comma 2, del Regolamento, la Commissione accoglie a maggioranza lo schema di osservazioni favorevoli con rilievi del relatore.


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