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Resoconto della seduta (28 ottobre) della Commissione bicamerale per la riforma amministrativa sulla riforma del Ministero dei Beni culturali
2003-10-28

COMMISSIONE PARLAMENTARE per la riforma amministrativa



MARTEDÌ 28 Ottobre 2003



32ª Seduta



Presidenza del Presidente CIRAMI




Intervengono i sottosegretari di Stato per i rapporti con il Parlamento Ventucci e per i beni e le attività culturali Bono.

La seduta inizia alle ore 15,05.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO


Schema di decreto legislativo recante: «Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, sull’ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri» (n. 280)


(Parere ai sensi dell’articolo 1 della legge 6 luglio 2002, n. 137, previe osservazioni della 1ª e della 5ª Commissione del Senato. Esame e rinvio)


Il presidente CIRAMI riferisce analiticamente sullo schema di decreto legislativo in titolo, auspicando modifiche all’articolo 2 (per sostanziali ragioni di equità), all’articolo 3 (per evitare che al personale dirigenziale vengano attribuite qualifiche desunte dalle magistrature amministrative e per ovviare ad altre inesattezze lessicali), all’articolo 5 (per quanto concerne la esternalizzazione dei servizi) e all’articolo 6 (per una diversa ripartizione percentuale di posti da ricoprire mediante l’espletamento di concorsi riservati).

Il seguito dell’esame viene quindi rinviato.



Schema di decreto legislativo recante: «Riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali» (n. 287)


(Parere ai sensi dell’articolo 1 della legge 6 luglio 2002, n. 137, previe osservazioni della 1ª, della 5ª e della 7ª Commissione del Senato e della VII Commissione della Camera dei deputati. Esame e rinvio)



Il senatore PELLEGRINO riferisce analiticamente sugli articoli recati dallo schema di decreto legislativo in titolo, sottolineando l’opportunità di modifiche volte a un più corretto e sistematico coordinamento con la vigente legislazione delle norme che si intende adottare. Invita, inoltre, il Governo a recuperare l’esigenza di un autonomo dipartimento per le biblioteche e gli archivi, nel contempo sottoponendo ad attenta revisione le disposizioni concernenti il personale, ferma restando l’invarianza della spesa.

Il seguito dell’esame viene quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 15,30.









Relazione del senatore Pellegrino





Articolo 1


L'articolo 1 del provvedimento in esame sostituisce integralmente l'articolo 54 del decreto legislativo n. 300 del 1999, articolando il Ministero in 3 dipartimenti e sopp rimendo la figura del segretario generale, che attualmente ha compiti di coordinamento amministrativo di tutto il Ministero. La struttura dipartimentale, come riportato nella relazione introduttiva, è reputata più idonea per assicurare il corretto coordinamento amministrativo, in relazione alle molteplici competenze del Ministero.




Proposte di modifica all'articolo 1



Lo schema di decreto legislativo, ai sensi della legge n. 59 del 1997 (articolo 11, comma 1, lettera a) ) e della legge 6 luglio 2002, n. 137, è volto a " razionalizzare l'ordinamento della Presidenza del Consiglio e dei Ministeri " di cui ai decreti legislativi nn. 300 e 303 del 1999. Il novellato articolo 54, però, è integralmente ripetuto dall'articolo 4, comma 1, che sostituisce il vigente articolo 6 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368: si tratta di un fatto alquanto singolare e, pertanto, sarebbe preferibile che il medesimo articolo 54 disciplinasse integralmente la materia, senza che l'emanando decre to legislativo rinvii alla precedente normativa del 1998. Al riguardo, infine, sembrerebbe preferibile - per quanto più analiticamente considerato al successivo articolo 4 - che la modifica dell'articolo 54 comprendesse, per ragioni sistematiche attinenti alla disciplina di organizzazione del Governo, anche quanto previsto dall'articolo 6 del decreto legislativo n. 368 del 1998 ma nella versione semplificata dal ricorso allo strumento regolamentare, già disciplinato dal medesimo articolo 54, nel testo modificato dal presente schema di decreto legislativo.




Articolo 2


L'articolo 2 dello schema di decreto legislativo modifica, in parte, l'articolo 3 del decre to legislativo n. 368 del 1998, novellandone sostanzialmente solo il comma 2, riguardante gli organi consultivi del Ministero. In particolare, si dispone che la Conferenza dei presidenti delle Commissioni regionali per i beni e le attiv ità culturali sia ora presieduta dal capo del dipartimento per le antichità, le belle arti e il paesaggio, stante la soppressione della figura del segretario generale.




Articolo 3


L'articolo 3 reca la novella dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 368 del 1998, relat ivo al Consiglio per i beni culturali e ambientali e ai Comitati tecnico-scientifici.

Il comma 1 cambia la denominazione del citato Consiglio in "Consiglio superiore per i beni culturali ed il paesaggio" e istituisce, quali organi consultivi de l Ministero, le Conferenze permanenti presso le soprintendenze regionali per le antichità, le belle arti ed il paesaggio.

Il comma 2 stabilisce che la composizione, i compiti e le incompatibilità dei membri degli organi consultivi siano stabiliti ai sensi dell'articolo 11, comma 1, cioè con un regolamento di organizzazione di cui all'articolo 17, comma 4- bis, della legge n. 400 del 1988.
In base alla relazione tecnica allegata allo schema di decreto, non è previsto alcun onere nuovo o aggiuntivo.


Si osserva che, essendo rimandata la definizione della composizione e dei compiti delle Conferenze permanenti presso le soprintendenze regionali a successivi regolamenti di organizzazione, non risulta chiaro in che rapporto esse siano con la Conferenza dei presidenti delle Commissioni regionali per i beni e le attività culturali di cui all'articolo 9 del regolamento di cui al DPR n. 307 del 2001.


L'articolo, dunque, sostituisce integralmente l'articolo 4 del decreto legislativo n. 368 del 1998, il quale disciplina analiticamente il Consiglio per i beni culturali e ambientali e i Comitati tecnico-scientifici . Il novellato articolo 4, tuttavia, definisce "organi consultivi " i predetti Comitati tecnico-scientifici, il Consiglio superiore per i beni culturali e il paesaggio nonché le Conferenze permanenti presso le direzioni regionali per le antichità e le belle arti : peraltro il decreto legislativo n. 368 del 1998, all'articolo 3, comma 2, definisce "organi di consulenza del Ministro", oltre al Consiglio per i beni culturali e ambientali (trasformato nello schema di decreto in Consiglio superiore per i beni culturali per il paesaggio) anche il " Comitato per i problemi dello spettacolo di cui all'articolo 1, comma 67 , ... e la Conferenza dei presidenti delle commissioni di cui all'articolo 154 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che è presieduta dal segretario generale del Ministero".


Occorre comprendere, inoltre, se, con l'articolo 2 dello schema di decreto, il Governo intende anche sopprimere il Comitato e la Conferenza di cui al precitato articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 368 del 19 98. Se così fosse, sarebbe meglio esplicitarlo, atteso che nell'articolo 7 recante le abrogazioni non se ne fa menzione: in caso contrario - come sembrerebbe - se cioè il Comitato e la Conferenza non vengono soppressi, occorre modificare l'articolo 2 dello schema di decreto per rendere coerenti le due contrastanti disposizioni.


Analoghe considerazioni valgono in riferimento al programma triennale degli interventi nel settore dei beni culturali, approvato dal Ministro - ai sensi dell'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo n. 368 del 1998 - sentito il Consiglio di cui all'articolo 4, " anche sulla base delle proposte delle Commissioni (di ciascuna regione a statuto ordinario) di cui all'articolo 155 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112".





Proposta di modifica all'articolo 3


Poiché l'articolo 7 dello schema non prevede abrogazione di disposizioni concernenti i commi 2 e 3 del predetto articolo 3, si dovrebbe ritenere che il Governo non intenda sopprimere le corrispondenti funzioni consultive. Se questo, peraltro, è l'orientamento più verosimile che si desume dallo schema, sarebbe contraddittorio elencare tassativamente gli "organi consultivi del Ministero" nel novellato articolo 4 del decreto legislativo n. 368 del 1998: infatti inclusio unius, exclusio alterius . Sembrerebbe dunque più logico modificare l'articolo 3 dello schema - se l'interpretazione qui desunta è quella condivisa dal Ministro proponente - ivi comprendendo la previsione di quanto disposto dal citato articolo 3 del vigente decreto legislativo n. 368 del 1998 e, in ogni caso, inserendo una lettera d) al comma 1 del novellato articolo 4, la quale preveda "gli altri organi istitu iti in attuazione delle vigenti disposizioni di legge".




Articolo 4


L'articolo 4 s ostituisce l'articolo 6 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, individuando in maniera sistematica la nuova organizzazione del Ministero, articolato nei tre seguenti dipartimenti:

dipartimento per le antichità, le belle arti e il paesaggio;

dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione;

dipartimento per lo spettacolo e lo sport.


A tal riguardo si segnala il dibattito svoltosi nella stampa e in seno alle associazioni di categoria e sindacali in merito alla mancata istituzione di un dipartimento per le biblioteche e gli archivi, che rispecchierebbe una superata concezione degli archivi e delle biblioteche come luoghi dedicati alla conserv azione e alla tutela del patrimonio anziché "i laboratori di ricerca" del nostro contesto culturale. Tale orientamento potrebbe determinare una contrazione delle risorse finanziarie e difficoltà di gestione per il settore bibliotecario e archivistico.

Il Ministro Urbani, peraltro, nella seduta della 7a Commissione del Senato, lo scorso 14 ottobre 2003 ha negato che la riforma del Ministero possa essere un'occasione per operare nuovi tagli, affermando che l'istituzione di un dipartimento apposito per la ricerca e l'innovazione assume infatti "un dirompente carattere innovativo, che testimonia l'attenzione del G overno non solo al passato ma anche al futuro".


Si evidenzia che il dipartimento per lo spettacolo e lo sport non prevede, al suo interno, alcuna direzione generale per lo sport; sarebbe opportuno chiarire, quanto meno, quale sarà l'organo competente in materia.


Il comma 1, in particolare, riproduce esattamente il comma 1 del vigente articolo 6: quest'ultimo, però, si giustificava essendo compreso in un testo precedente il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Considerato che la riforma organizzativa del Governo nel suo complesso è disciplinata da quest'ultimo decreto legislativo - l'articolo 54 del quale è novellato dall'articolo 1 dello schema in esame - e che il contenuto materiale del comma 1 è ampiamente assorbito dal medesimo decreto legislativo, successivo al decreto n. 368 del 1998, sembrerebbe opportuno sopprimere l'intero comma, tenuto anche conto di quanto ulteriormente ribadito in proposito, tra l'altro, dagli articoli 2, 4 e 14 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.


A identiche conclusioni - volte a sopprimere i commi 2 e 3 - si perviene sulla base del fatto che le medesime disposizioni sono già inserite nel novellato articolo 54 del decreto legislativo n. 300 del 1999.


Alcune osservazioni preliminari, di carattere generale, su quanto disposto dai commi 4, 5, 6, 7, 8 e 9.


Non sono ben chiare le ragioni, politiche o funzionali, alla base di una scelta che privilegia la disciplina organizzativa del Ministero, fortemente irrigidit a dallo strumento di legislazione primaria delegata anziché semplificata dai più agili e flessibili regolamenti di organizzazione ex articolo 17, comma 4-bis , della legge 23 agosto 1988, n. 400, cui del resto fa esplicito riferimento il secondo comma dell'articolo 54, come modificato dall'articolo 1 dello schema d i decreto in esame. In tal modo le medesime disposizioni di cui ai commi 4, 5, 6 e 7 potrebbero più opportunamente essere disciplinate in sede regolamentare, eventualmente prevedendo anche la possibilità di successive modificazioni che si rendessero, a giudizio del Ministro competente, opportune o necessarie.


Va altresì tenuta presente - in riferimento ai complessi processi di natura organizzativa e alle conseguenze, anche in termini di coordinamento, sull'articolazione territoriale del Dicastero - la notevole ampiezza delle deleghe concernenti il Ministero per i beni e le attività culturali, attribuite al Governo ex articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137, in particolare per quanto rigua rda l'adeguamento agli articoli 117 e 118 della Costituzione nonché alla normativa comunitaria e agli accordi internazionali, per l'attuazione delle quali il termine potrebbe scadere nel gennaio 2004. Anche per tale ragione il ricorso allo strumento regolamentare sembrerebbe preferibile.


Il comma 8 prevede che "restano in vigore " alcuni articoli del DPR 3 dicembre 1975, n. 805, l'abrogazione dei quali, invece, è già disposta dal DPR 29 dicembre 2000, n. 441, " dalla data di entrata in vigore del corrispettivo regolamento di organizzazione di ciascuno degli istituti ivi contemplati ". Al riguardo, trattandosi di modifiche sostanziali alla vigente normativa e riguardando fonti normative gerarchicamente differenziate, sembrerebbe più corretto prevedere una formulazione a tenore della quale " quanto disposto dall'articolo 17, comma 4, del DPR 29 dicembre 2000, n. 441, non si applica agli articoli 12, 17, 23, 24, 27 e 29 del DPR 3 dicembre 1975, n. 805, che continuano a disciplinare l'Archivio centrale dello Stato, la Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele II e gli altri istituti ivi disciplinati " o altre formulazioni equipollenti che, comunque, facciano chiaramente comprendere la volontà del legislatore di sopprimere le disposizioni abrogative dianzi richiamate.


Il comma 9 del nuovo articolo 6 del decreto legislativo n. 368 del 1998 conferma la creazione dell'Istituto centrale degli archivi, di cui però non è stato ancora emanato il regolamento previsto dall'articolo 11, comma 1, del citato decreto legislativo.




Proposte di modifica all'articolo 4


In conclusione si reputa opportuna la soppressione dei primi tre commi del novellato articolo 6 in quanto inutilmente ripetitivi di quanto già disposto.


Per ragioni sistematiche appare preferibile il ricorso ai regolamenti di organizzazione ministeriale per disciplinare dipartimenti e direzioni generali del dicastero anziché la normativa recata direttamente dal decreto legislativo, meno flessibile e insuscettibile di modifica con strumenti di normazione secon daria.


Sembrerebbe inoltre doveroso modificare le disposizioni concernenti quanto disposto dal comma 8, rendendo esplicita la volontà del legislatore di ultrattività delle norme precedentemente abrogate, anche per evitare che possa interpretarsi la parziale coesistenza delle prime con le seconde, dando luogo a effetti contrastanti.


Per quanto riguarda il comma 9 e l'uso ripetuto della parola "standard", in attuazione delle vigenti disposizioni concernenti la redazione dei testi normativi, sembrerebbe opportuno sostituirla, ad esempio, con " disposizioni tecniche" o locuzioni di analogo contenuto lessicale.



Articolo 5


L'articolo 5 innova integralmente l'articolo 7 del decreto legislativo n. 368 del 1998, istituendo in ogni regione a statuto ordinario e nelle regioni Friuli-Venezia Giulia e Sardegna le soprintendenze regionali per le antichità, le belle arti e il paesaggio, quali articolazioni territoriali del dipartimento per le antichi tà, le belle arti e il paesaggio. Le attuali soprintendenze regionali sono uffici dirigenziali di seconda fascia, mentre le istituende soprintendenze sono classificate come uffici dirigenziali di prima fascia, che si articolano al lo ro interno in uffici dirigenziali operanti in ambito regionale.


Al comma 6, secondo periodo, del novellato articolo 7 del decreto legislativo n. 368 del 1998, si valuti l'opportunità di sopprimere le parole "del d. lgs. 368 del 1998".




Articolo 6


L'articolo 6 reca disposizioni transitorie e finali.


Si valuti, al comma 5, se il rinvio al comma 2 non debba piuttosto essere inteso al comma 3 , cioè al principio dell'invarianza della spesa; in tal caso, si suggerisce di sostituire le parole "principio di cui al comma 2" con le seg uenti "principio di cui al comma 3".



Articolo 7


L'articolo 7 dispone l'abrogazione dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 368 del 1998, che attualmente disciplina la figura del segretario generale, con effetto dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di cui all'articolo 6, com ma 1, dello schema di decreto in esame.



Proposte di modifica all'articolo 7


La lettera b) del comma 1 appare superflua, e al limite fonte di equivoci, poiché l'articolo 7 del decreto legislativo n. 368 del 1998 è già sostituito dall'articolo 5 del presente schema di decreto. Considerato, inoltre, che è preferibile riformare in un'ottica sistematica e, dunque, adottare i regolamenti di organizzazione di cui all'articolo 17, comma 4-bis, della legge n. 400 del 1988, esplicitamente previsti dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 300 del 1999, appositamente richiamato dall'articolo 1 dello schema in esame, si consiglia di riformulare il comma 1 dell'articolo in esame come segue: "1. A decorrere dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di cui all'articolo 54, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, è abrogato l'articolo 7 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368".




http://notes3.senato.it/ODG_PUBL.NSF/cd03c8cfdf81d772412568400039083d/76a0e271e4d10815c1256dce002f98


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