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VII Commissione Camera - Resoconto della seduta del 6 novembre 2003
2003-11-06

VII Commissione - Resoconto di gioved 6 novembre 2003



In sede consultiva.





Decreto legge n. 269/2003: Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici.
C. 4447 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla V Commissione).



Legge finanziaria per l'anno 2004.
S. 2512 Governo.



Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2004 e bilancio pluriennale per il triennio 2004-2006:



Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2004 (limitatamente alle parti di competenza).



Tabella n. 7: Stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca per l'anno finanziario 2004.



Tabella n. 14: Stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali per l'anno finanziario 2004.
S. 2513 Governo.
(Esame congiunto, ai sensi dell'articolo 120, comma 5, del regolamento, e rinvio).





La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti.





Domenico VOLPINI, presidente, avverte che la Commissione inizia oggi l'esame, in sede consultiva, del disegno di legge C. 4447, di conversione del decreto-legge n. 269 del 2003, recante disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici.


Parallelamente, la Commissione chiamata ad avviare l'esame, in sede consultiva e senza procedere a votazioni, delle parti di propria competenza dei disegni di legge finanziaria e di bilancio nel testo presentato al Senato (A.S. 2513 e A.S. n. 2512), ai sensi dell'articolo 120, comma 5 e conformemente a quanto convenuto in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo nella riunione del 23 ottobre scorso.


Se non vi sono obiezioni, la Commissione esaminer il decreto-legge n. 269 del 2003 congiuntamente ai disegni di legge finanziaria e di bilancio, in modo da favorire una valutazione delle misure in esso contenute nel quadro del complesso della manovra finanziaria proposta dal Governo.


Peraltro, al termine della discussione di carattere generale sull'insieme dei provvedimenti in oggetto, l'esame del decreto-legge n. 269 del 2003 proseguir in forma disgiunta, e la Commissione proceder all'espressione del parere relativo solo a tale provvedimento. Le deliberazioni attinenti ai disegni di legge finanziaria e di bilancio saranno invece rinviate al momento in cui essi saranno effettivamente trasmessi dal Senato ed assegnati alla Commissione.



La Commissione consente.



Fabio GARAGNANI (FI), relatore, illustrando i contenuti del decreto-legge di cui la Commissione avvia oggi l'esame reca alcune delle misure pi rilevanti della manovra di finanza pubblica per il prossimo anno. Non si tratta solo del condono edilizio; come ben noto anche importanti misure in materia di ricerca e di beni culturali sono contenute nel provvedimento in esame.


Nella stessa seduta di oggi, la Commissione chiamata ad iniziare l'esame dei disegni di legge finanziaria e di bilancio per il prossimo anno, che pure non sono ancora stati licenziati dal Senato. Come richiesto in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo, in applicazione di una specifica disposizione regolamentare e a differenza di quanto avvenuto negli anni passati, la Commissione chiamata ad esaminare, senza procedere a votazioni, i documenti di bilancio prima della loro trasmissione dal Senato.
Questo fatto permette da una parte di ampliare i tempi della discussione di merito su bilancio e finanziaria, anticipando parte degli interventi di carattere generale, e quindi permettendo di concentrare il dibattito, al momento in cui saranno effettivamente trasmessi dal Senato, principalmente sui punti di maggiore rilievo. Dall'altra, l'avvio formale della discussione sui documenti di bilancio permettere di esaminare i contenuti del dereto-legge n. 269 all'interno del contesto complessivo della manovra.


Ritiene perci opportuno procedere preliminarmente a un'illustrazione complessiva della manovra finanziaria nei diversi settori di competenza della VII Commissione, per concentrare poi l'analisi sulle specifiche misure contenute nel decreto-legge, su cui si dovr esprimere un parere alla Commissione bilancio entro l'inizio della prossima settimana.


Per quanto riguarda, i settori della scuola, dell'universit e della ricerca, ritiene che essi debbano essere posti al centro di qualsiasi strategia per garantire il rilancio del Paese. A questo fine necessario garantire l'apporto di una adeguata quantit di risorse; ma non meno importante assicurare il loro impiego efficace, riducendo gli sprechi e ristrutturando la distribuzione della spesa, in modo da favorire gli interventi realmente in grado di generare processi virtuosi e di sviluppo.


Le risorse, complessivamente scarse, sono prioritariamente convogliate sugli interventi idonei a far fare un salto di qualit al nostro sistema formativo e di ricerca; allo stesso tempo, si prosegue una politica di razionalizzazione organizzativa e strutturale, gi avviata con le precedenti manovre, che dovrebbe in prospettiva permettere di recuperare ulteriori risorse per la riqualificazione del sistema.

Complessivamente, lo stato di previsione del Ministero per l'istruzione, l'universit e la ricerca continua ad assorbire circa il 7,5 per cento delle spese finali dello Stato. Le spese per il 2004 - pari oltre 49 miliardi di euro - sono in crescita del 2,32 per cento rispetto a quelle risultanti dal bilancio assestato per il 2003 (del 4,03 per cento rispetto alle previsioni iniziali). Purtroppo va rilevato che questo saldo positivo sintetizza un aumento delle spese correnti (essenzialmente, oneri per il personale), ed una riduzione di quelle in conto capitale (a scapito di alcuni interventi nel campo della ricerca). Un dato positivo invece rappresentato dal rapporto tra stanziamenti di competenza e autorizzazioni di cassa: il coefficiente di realizzazione (come appunto chiamato tale rapporto) dovrebbe crescere, nelle previsioni del Governo, di quasi l'8 per cento, raggiungendo il 90,27 per cento.

Con riferimento alla scuola, rileva che gli obiettivi prioritari del Governo in materia di istruzione scolastica, illustrati nella nota preliminare allo stato di previsione del Ministero, sono perseguiti nell'ambito delle ordinarie risorse di bilancio e tramite ulteriori interventi normativi contenuti essenzialmente nel disegno di legge finanziaria - in particolare, nell'articolo 14.

Il primo di questi obiettivi la piena attuazione della riforma preordinata dalla legge n. 53 del 2003, che, oltre ad interventi di carattere normativo, richiede la realizzazione di specifiche iniziative per il recupero della dispersione scolastica e l'attuazione del diritto dovere di istruzione e formazione e per il potenziamento dell'informatizzazione delle scuole.

Appositi stanziamenti per la realizzazione di questi obiettivi sono previsti dal comma 5 del citato articolo 14. Esso autorizza una spesa di 90 milioni di euro a decorrere dal 2004 per la realizzazione di tre specifici obiettivi di portata strategica: lo sviluppo delle tecnologie multimediali; l'orientamento contro la dispersione scolastica e per assicurare il diritto-dovere di istruzione e formazione; lo sviluppo dell'istruzione e della formazione tecnica superiore e l'educazione degli adulti.
Le risorse stanziate rappresentano solo una prima tranche di quelle che dovranno complessivamente essere destinate all'attuazione della riforma della scuola. Ricorda infatti che il piano programmatico di interventi finanziari previsto dall'articolo 1, comma 3, della legge n. 53, approvato dal Consiglio dei ministri il 12 settembre scorso, prevede che al sistema educativo nazionale siano destinati complessivamente, nel periodo 2004-2008, 8 miliardi e 320 milioni di euro, di cui oltre 4 miliardi derivanti da nuovi stanziamenti.

Sul fronte dell'incentivazione alla diffusione delle tecnologie informatiche nelle scuole e, pi in generale, tra i giovani, vanno inoltre segnalate le disposizioni dell'articolo 20 della stessa legge finanziaria. L'articolo, oltre a rinnovare la disciplina del progetto PC ai giovani (gi previsto nelle precedenti finanziarie), prevede disposizioni agevolative per l'acquisto di personal computers portatili da parte dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado e dei docenti universitari (comma 3).

In relazione all'attuazione della legge n. 53, va segnalato anche il capoverso 7-ter dell'articolo 14, comma 7, che chiarisce che, in attesa della regolamentazione del diritto-dovere di istruzione e formazione, gli iscritti alle prime classi delle superiori continuano ad essere esentati dal pagamento delle tasse scolastiche.

Approfitta tra l'altro per segnalare che il primo schema di decreto legislativo di attuazione della legge n. 53 (quello relativo alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo di istruzione) dovrebbe essere trasmesso alle Camere in questi giorni.

Altro obiettivo fondamentale della manovra quello di un miglioramento della qualit dei servizi tramite la prosecuzione dell'opera di razionalizzazione dell'organizzazione scolastica, a partire dalla considerazione che il rapporto docenti-alunni continua ad essere, in Italia, fortemente sproporzionato, e dal rafforzamento delle iniziative di formazione, aggiornamento e riconversione del personale. Nell'ambito delle questioni attinenti al personale, occorre ricordare anche lo sforzo per dare compita attuazione alle previsioni del nuovo contratto collettivo della scuola.

In questo campo, l'articolo 14 detta nuove e pi rigorose disposizioni in materia di esoneri e semiesoneri per i docenti con funzioni vicarie nei confronti del dirigente scolastico (comma 1, che sostituisce l'articolo 459 del testo unico del 1994) e rafforza le norme vigenti in materia di riconversione professionale dei docenti in esubero (comma 2). A tal fine, si prevede la possibilit di istituire, accanto ai corsi di riqualificazione professionale di cui al decreto-legge n. 212 del 2002, anche corsi di specializzazione intensivi. Questi corsi di specializzazione potranno anche permettere di dare attuazione a quanto previsto dal comma 3, che individua modalit per il passaggio - a domanda o d'ufficio - dei docenti sopranumerari su posti di sostegno.

Sul fronte del personale va d'altra parte ricordato il comma 6, che consente alle istituzioni scolastiche la prosecuzione dei servizi di pulizia e dei servizi amministrativi esternalizzati dalle scuole ai lavoratori socialmente utili. A tale fine, si dispone uno stanziamento pari a 375 milioni di euro per il 2004.

Un ulteriore elemento qualificante quello concernente l'edilizia scolastica. In particolare, il comma 4 dell'articolo 14 prevede la riserva di una quota non inferiore al 10 per cento delle risorse gi previste dalla legge obiettivo (legge n. 166 del 2002), che autorizza limiti di impegno quindicennali di oltre 160 milioni di euro a partire dal 2003 e di quasi 110 milioni di euro a partire dal 2004 (nonch di 250 milioni di euro dal 2005 e dal 2006, ai sensi della tabella 1 della finanziaria stessa). Questo permetter di dare nuovo impulso alla realizzazione del piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici, in particolare in zona sismica, previsto dall'articolo 80, comma 21, della scorsa finanziaria.

Infine, l'articolo 14 interviene anche in materia di agevolazioni alle famiglie i cui figli frequentano le scuole paritarie. Integrando la disciplina introdotta dall'articolo 2, comma 7, della scorsa finanziaria, si prevede che il rimborso delle spese sostenute per il pagamento delle rette scolastiche sia subordinato a determinati limiti di reddito, da definirsi con decreto del ministro dell'economia di concerto con quello dell'istruzione. Ricordo che la disciplina della scorsa finanziaria ha trovato una prima attuazione con il decreto ministeriale 2 settembre 2003, recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Osserva che il disegno di legge finanziaria e il decreto-legge n. 269 recano numerose e significative misure in materia di universit, ricerca e alta formazione, in un contesto in cui viene riaffermata la centralit di questi settori per riavviare un positivo circuito di crescita del Paese, sia pure a fronte di innegabili difficolt finanziarie. Come gi accennato, la scelta operata dal Governo quella di concentrare le risorse su iniziative che appaiono dotate di particolare capacit di innescare processi di sviluppo.

Da questo punto di vista, vengono in primo luogo in esame le misure contenute nei primi articoli del decreto-legge n. 269, che mirano in vario modo ad agevolare le attivit di ricerca.
In questo contesto, assumono particolare rilievo per la nostra Commissione, oltre che le misure dell'articolo 1 (la cosiddetta tecno-Tremonti), quelle degli articoli 2, 3 e 4.

Le misure dell'articolo 1 prevedono la detassazione degli investimenti effettuati dalle imprese nel campo, tra l'altro, delle attivit di ricerca e sviluppo e per la realizzazione di stage aziendali da parte di studenti.

L'articolo 2 dispone invece che le risorse derivanti dalla cartolarizzazione dei crediti dello Stato e degli altri Enti pubblici relativi a finanziamenti di investimenti in ricerca e innovazione siano destinate ad attivit analoghe, consistenti nella concessione di ulteriori finanziamenti di investimenti in ricerca ed innovazione, da erogarsi secondo le modalit stabilite dal ministro competente.

L'articolo 3 introduce invece incentivi fiscali per il rientro di ricercatori residenti all'estero. In particolare, si stabilisce che i redditi di lavoro dipendente o autonomo dei medesimi ricercatori sono imponibili per il 10 per cento del loro ammontare, ai fini delle imposte dirette, e non concorrono alla formazione del valore della produzione netta, ai fini dell'IRAP (favorendo cos anche i datori di lavoro dei ricercatori stessi). Il beneficio si applica ai ricercatori che dal 2 ottobre 2003 (data di entrata in vigore del decreto-legge) o in uno dei cinque anni solari successivi (sino al 31 dicembre 2008) iniziano a svolgere la loro attivit in Italia, e conseguentemente divengono fiscalmente residenti nel territorio dello Stato. Dal tenore letterale della norma si deve ritenere che l'agevolazione sia applicabile anche ai ricercatori stranieri che decidano di avviare un'attivit stabile in Italia. Il Senato ha modificato il testo in esame anche al fine di specificare che l'agevolazione si applica finch il ricercatore mantiene il proprio domicilio fiscale in Italia.

L'articolo 4, infine, prevede la creazione di un nuovo centro di eccellenza (ingiustamente contestato) nel settore della ricerca. L'Istituto italiano di tecnologia, costituito in forma di fondazione, avr lo scopo di promuovere lo sviluppo tecnologico del Paese e l'alta formazione tecnologica, favorendo cos lo sviluppo del sistema produttivo nazionale.
Gli organi della fondazione saranno individuati dallo Statuto, con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio, sentiti il ministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca e il ministro dell'economia e delle finanze. Peraltro, per assicurare il pi rapido avvio dell'attivit, si prevede la nomina di un commissario unico che rimarr in carica per due anni.

Il patrimonio dell'Istituto costituito ed incrementato da apporti dello Stato e di soggetti pubblici e privati. La fondazione potr inoltre ricevere in comodato beni immobili facenti parte del patrimonio e del demanio dello Stato.
La Cassa depositi e prestiti conceder all'Istituto le anticipazioni necessarie alla costituzione del patrimonio iniziale, entro un massimo di 100 milioni di euro. L'Istituto inoltre finanziato dallo Stato anche in relazione alla sua attivit: i relativi stanziamenti sono pari a 50 milioni di euro per l'anno 2004 e a 100 milioni di euro per ciascun anno del decennio 2005-2014.

Ulteriori misure di rilievo nel campo della ricerca sono contenute nell'articolato della legge finanziaria.

L'articolo 4 determina in primo luogo le modalit con cui il sistema universitario e quello dei principali enti pubblici di ricerca concorrono al risanamento della finanza pubblica. A tal fine, si stabilisce che il fabbisogno finanziario per ciascun anno del triennio 2004-2006 non possa superare il 4 per cento (per le universit) o il 5 per cento (per gli enti di ricerca) di quello rilevato a consuntivo dell'esercizio precedente.

L'articolo 11 rinnova poi il blocco delle assunzioni gi disposto nell'anno passato per le amministrazioni pubbliche. Come l'anno scorso, sono previste deroghe per una serie di soggetti pubblici, tra cui le universit e gli enti di ricerca. Le assunzioni effettuate in base a tali disposizioni derogatorie sono coperte a valere su uno speciale fondo costituito presso il Ministero dell'economia e pari a 70 milioni di euro nel 2004 e 280 milioni di euro a decorrere dal 2005. Speciali disposizioni sono poi dettate dal comma 4 per le assunzioni del personale delle Accademie e dei conservatori, prevedendo l'applicazione della disciplina autorizzatoria introdotta dalla legge n. 449 del 1997, fino alla completa attuazione della riforma di settore disposta con la legge n. 508 del 1999 (che ha previsto l'adozione di un regolamento, non ancora emanato, in materia di assunzioni).

Un importante intervento nel campo del diritto allo studio universitario poi introdotto con l'articolo 41 della finanziaria. Tale articolo prevede la concessione di prestiti fiduciari agli studenti capaci e meritevoli iscritti ai corsi di laurea, di laurea specialistica, di specializzazione e di dottorato di ricerca, nonch ai master di primo livello. A tal fine istituito un nuovo fondo, la cui dotazione pari a 10 milioni di euro per il 2004, gestito da Sviluppo Italia SPA in base a criteri stabiliti con decreto.

Vanno infine illustrati gli interventi condotti tramite la rimodulazione delle risorse afferenti ai principali fondi che finanziano le politiche pubbliche nei settori dell'universit e della ricerca.

A questo proposito, occorre in primo luogo segnalare l'incremento del Fondo ordinario per le universit, pari a 160 milioni di euro rispetto a quanto ad esso assegnato nel 2003. Subiscono una riduzione minima rispetto alle risorse stanziate nel 2003, i fondi per lo sviluppo universitario, per le universit non statali legalmente riconosciute e per il diritto agli studi universitari. Negli ultimi due casi, peraltro, la finanziari dispone incrementi della spesa gi preventivata, per il 2004, nelle precedenti manovre.

Nessuna modifica rispetto a quanto previsto dalle precedenti leggi finanziarie conoscono invece i fondi relativi al settore della ricerca.
In particolare, il Fondo ordinario per gli enti di ricerca (di cui al decreto legislativo n. 208 del 1998), esposto nella tabella C della legge finanziaria, riconferma lo stanziamento fissato dalla precedente manovra (1 miliardo e 600 milioni di euro) pi le risorse destinate al Fondo di finanziamento degli osservatori, che confluisce in esso.

Allo stesso modo, il fatto che nella Tabella D della finanziaria di quest'anno non compaiano le voci relative al Programma nazionale di ricerca in Antartide, al Fondo per le agevolazioni alla ricerca (FAR) e al Fondo per gli investimenti della ricerca di base (FIRB) equivale alla riconferma dei flussi di risorse gi assegnati con le precedenti manovre. La ripartizione in ciascun anno del triennio delle risorse disponibili in questi settori indicata dalla tabella F. Come segnalato dal ministro Moratti nell'audizione di marted scorso, peraltro, ulteriori risorse per la ricerca, e in particolare per le iniziative finanziate dal FAR, saranno rese disponibili dalle norme in materia di cartolarizzazione contenute nell'articolo 2 del decreto-legge n. 269.

Per quanto concerne il settore dei beni culturali, a fronte di una perdurante scarsit di risorse disponibili, sebbene nel quadro di un trend che registra dopo alcuni anni una seppur lieve inversione di tendenza, si prosegue una politica volta a favorire l'acquisizione di risorse private e la razionalizzazione organizzativa e gestionale, in primo luogo attraverso la predisposizione di pi incisive forme di raccordo e collaborazione tra i diversi livelli di governo del settore.

Complessivamente, lo stato di previsione del Ministero dei beni e delle attivit culturali assorbe lo 0,34 per cento delle spese finali dello Stato. Le spese per il 2004, pari a circa 2,2 miliardi di euro, risultano in crescita dell'1,5 per cento rispetto a quelle risultanti dal bilancio assestato per il 2003, e del 3 per cento rispetto alle previsioni iniziali, peraltro con una maggiore incidenza percentuale delle spese correnti rispetto a quelle in conto capitale. Migliora, inoltre, il coefficiente di realizzazione, che analizzando il rapporto tra massa spendibile e autorizzazioni di cassa registra la capacit di spesa del Ministero. Tale coefficiente, infatti, si attesta intorno al 67 per cento, con un incremento di oltre 5 punti percentuali. Rispetto allo scorso anno.

Per quanto concerne l'articolato del disegno di legge finanziaria, specifiche disposizioni con riflessi nella materia dei beni culturali sono recate dall'articolo 11, concernente le assunzioni di personale presso le pubbliche amministrazioni. Tale articolo, nel ribadire il blocco del turn over nelle pubbliche amministrazioni gi previsto dalla scorsa legge finanziaria, conferma anche la possibilit per il Ministero dei beni e delle attivit culturali di continuare ad avvalersi, per tutto il 2004, del personale assunto in base a determinate disposizioni legislative. Si tratta, in particolare, del personale richiamato al comma 8, assunto per il potenziamento delle soprintendenze di Marche e Umbria a seguito degli eventi sismici, nonch del personale assunto per garantire l'apertura extra-orario di musei e gallerie e in relazione alle manifestazioni del Giubileo del 2000.

Sempre in materia di personale pubblico, poi, merita segnalare quanto previsto al comma 15, che riconosce la possibilit per il Consiglio di Stato, i TAR, la Corte dei Conti e l'Avvocatura dello Stato, di avvalersi, per sopperire a straordinarie esigenze di supporto amministrativo, del personale dipendente del CONI.

Venendo alle tabelle allegate al disegno di legge finanziaria riguardanti gli interventi in materia di beni culturali, si segnala, innanzitutto, che la Tabella A del Ministero per i beni e le attivit culturali, recante il Fondo speciale per gli interventi di parte corrente, prevede un accantonamento di 2,6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2004, 2005 e 2006, mentre la Tabella B, recante il Fondo speciale per gli interventi in conto capitale, prevede un accantonamento di 51,5 milioni di euro per il 2004, di 62,8 per il 2005 e di 42 per il 2006. Tra le finalizzazioni indicate nella relazione illustrativa si segnalano, in particolare, interventi a sostegno della fondazione del Teatro dell'Opera di Roma, interventi per i beni e le attivit culturali, lo sport, l'universit, la ricerca e per la costituzione della societ Arcus Spa, interventi per la biblioteca digitale italiana, interventi per le Universiadi di Torino 2004-2007, il piano pluriennale dell'archeologia, il completamento della sede del Centro di documentazione e valorizzazione delle arti contemporanee, la ristrutturazione e/o acquisto di immobili di interesse storico-artistico destinati a sedi museali, archivi di Stato, biblioteche e teatri.

Specifiche finalizzazioni per interventi nel settore dei beni culturali e dello sport sono previste anche a valere sugli accantonamenti del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca.

Per quanto concerne la Tabella C, previsto uno stanziamento complessivo di 549,6 milioni di euro per il 2003, con un incremento di 1,5 milioni di euro rispetto alla legislazione vigente. Tale incremento riguarda il contributo agli Istituti centrali, mentre rimangono invariati gli altri stanziamenti previsti in tabella.

Come noto, la disposizione di maggiore e pi diretto interesse della Commissione in materia di beni culturali tuttavia certamente rappresentata dall'articolo 27 del decreto-legge, che introduce una procedura volta a consentire, in tempi rapidi e certi, la verifica della sussistenza di un effettivo interesse culturale nei beni dell'ampio patrimonio immobiliare pubblico del nostro Paese. La norma, in particolare, volta ad escludere dall'ambito di applicazione del testo unico dei beni culturali e ambientali gli immobili giudicati privi di tale interesse, anche ai fini della loro successiva sdemanializzazione. Lo svolgimento della verifica affidato alle soprintendenze regionali, che dovranno operare sulla base di indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero per i beni e le attivit culturali. Per quanto riguarda gli immobili del demanio statale, la norma prevede che i beni interessati vengano individuati dall'Agenzia del demanio. Per quanto riguarda, invece, gli immobili appartenenti alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, la verifica avviata su richiesta degli enti interessati. La procedura di verifica, previa istruttoria delle sovrintendenze di settore, le quali dovranno formulare un parere entro 30 giorni dalla richiesta, si conclude con l'adozione di un provvedimento motivato da parte della sovrintendenza regionale, da comunicare alla agenzia richiedente entro 60 giorni dalla ricezione della scheda descrittiva. La mancata comunicazione entro il termine di 120 giorni dalla ricezione della scheda equivale ad esito negativo della verifica e si ritiene, pertanto, formato il silenzio assenso. All'esito negativo della verifica consegue che i beni sono esclusi dall'applicazione del testo unico dei beni culturali e ambientali, con possibilit, quindi, di una loro successiva sdemanializzazione, sempre che non vi ostino, per, altre ragioni di pubblico interesse rilevate dal Ministro interessato. In caso esito positivo della verifica (presenza dell'interesse culturale), l'accertamento costituisce dichiarazione di interesse culturale ai sensi degli articoli 6-8 del testo unico dei beni culturali e ambientali, ai fini della definitiva sottoposizione dei beni alle disposizioni di tutela.

Altre disposizioni di interesse della Commissione contenute nel decreto-legge sono recate, poi, dall'articolo 32, concernente il condono edilizio. In particolare, il comma 10, nel quadro degli interventi per la riqualificazione urbanistica, ambientale e paesaggistica, da finanziare attraverso le entrate derivanti dal condono medesimo, stanzia 10 milioni di euro per il 2004 e 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006, da ripartire tra le regioni con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali, per l'attuazione di un programma di interventi in materia di beni ambientali e paesaggistici. Il comma 46 prevede, invece, che il soprintendente regionale, su richiesta o comunque entro 180 giorni dall'illecito, provveda alla demolizione (sottolinea tale aspetto in modo particolare) delle opere abusivamente realizzate su beni culturali, nonch su immobili dichiarati monumenti nazionali, beni di interesse archeologico e immobili soggetti a vincolo o di inedificabilit assoluta.

Per concludere il quadro della manovra finanziaria, occorre infine segnalare gli interventi nel settore dell'editoria. In questo campo, il disegno di legge di bilancio e le tabelle della finanziaria riconfermano sostanzialmente il quadro delineato dalle precedenti manovre.

Peraltro, nell'articolato della finanziaria si devono segnalare almeno due rilevanti interventi.
Il primo riguarda le agevolazioni per le imprese editrici di giornali quotidiani e periodici, previste dall'articolo 51 della finanziaria. La norma prevede la concessione di un credito di imposta pari al 10 per cento della spesa sostenuta nel 2004 per l'acquisto della carta utilizzata per la stampa. Per la concessione del beneficio sono stanziati 90 milioni di euro nel 2005. Allo stato, in corso di discussione la possibilit di estendere il beneficio all'editoria libraria.

Il secondo, riguarda pi propriamente il campo dell'emittenza radiotelevisiva. Esso appare rilevante per la VII Commissione anche in relazione alla discussione relativa alla cosiddetta legge Gasparri. L'articolo 19 della finanziaria prevede infatti l'erogazione di contributi per la diffusione presso gli utenti di ricevitori per la televisione digitale terrestre, oltre che per agevolare l'accesso alla larga banda ad Internet. In particolare, vengono stanziati 120 milioni di euro nel 2004 per riconoscere a tutti gli utenti che acquisteranno un decoder un contributo pari a 150 euro. Per accedere al contributo necessario essere in regola con l'abbonamento RAI.



Domenico VOLPINI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.



La seduta termina alle 15.45.



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