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VII Commissione Camera - resoconto della seduta del 20 novembre
2003-11-20

VII Commissione - Resoconto di gioved 20 novembre 2003

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Gioved 20 novembre 2003.

L'ufficio di presidenza si riunito dalle 14.10 alle 14.15.


SEDE CONSULTIVA
Gioved 20 novembre 2003 - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO indi del vicepresidente Domenico VOLPINI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'universit e la ricerca Valentina Aprea.

La seduta comincia alle 14.15.

Legge finanziaria per l'anno 2004.
C. 4489, Governo, approvato dal Senato.

Bilancio dello Stato per l'anno 2004 e bilancio pluriennale per il triennio 2004-2006.
C. 4490 e relative note di variazione C. 4490-bis e C. 4490-ter Governo, approvato dal Senato.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2004 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 7: Stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca per l'anno 2004.

Tabella n. 14: Stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali per l'anno 2004.
(Relazione alla V Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame congiunto, rinviato nella seduta del 19 novembre 2003.

Antonio RUSCONI (MARGH-U) rileva in primo luogo, per quanto riguarda lo sport, che le risorse reperite al Senato a favore del CONI, a seguito dei rilievi critici formulati al riguardo rispetto alle originarie previsioni del disegno di legge finanziaria, risultano del tutto insufficienti e inadeguate a fronte della contestuale decurtazione di stanziamenti disposta dalla manovra finanziaria nei confronti del medesimo ente, tanto pi se si considera che tutto ci si verifica proprio con riferimento al bilancio per il 2004, anno in cui si svolgeranno i giochi olimpici.
Con riferimento al settore della scuola, esprime forti rilievi critici in ordine alle disposizioni dell'articolo 18 della legge finanziaria, che non fanno che confermare la linea caratterizzata dai tagli alla spesa gi emersa nelle due precedenti manovre finanziarie. In particolare, giudica negativamente le misure previste con riferimento al sostegno, gi penalizzato fortemente dalla precedente legge finanziaria. Atteso il particolare valore etico dell'attivit di sostegno, ritiene inaccettabile la previsione di una riconversione anche coatta dei docenti soprannumerari verso tale attivit. Formula inoltre rilievi critici anche in ordine alle disposizioni che modificano in senso restrittivo i parametri per l'attribuzione di esoneri e semiesoneri dall'insegnamento ai collaboratori dei dirigenti scolastici.
Pi in generale, ritiene necessario che il Governo chiarisca le sue reali intenzioni rispetto all'attuazione della riforma disposta dalla legge n. 53 del 2003, con particolare riferimento all'anticipo scolastico sia per la scuola materna che per la scuola elementare. Rileva infatti che, a fronte del piano programmatico di interventi finanziari previsto da quella legge e approvato dal Consiglio dei ministri il 12 settembre scorso, nel disegno di legge finanziaria in esame viene autorizzata soltanto una spesa di 90 milioni di euro, tra l'altro finalizzata a specifici obiettivi. Sempre con riferimento all'attuazione della legge n. 53 del 2003, osserva che il disegno di legge finanziaria in esame non contiene nessuna disposizione applicativa del primo decreto legislativo attuativo della riforma, il cui schema, pur essendo gi stato predisposto dal Governo, non ancora stato sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti. Esprime quindi forti dubbi rispetto alle reali possibilit che la riforma scolastica venga attuata, anche a fronte degli ingenti tagli delle risorse destinate agli enti locali, atteso che la stessa legge n. 53 del 2003 ne prevedeva l'avvio compatibilmente con le risorse e le disponibilit degli enti locali.

Andrea COLASIO (MARGH-U), a nome dei gruppi della Margherita, dei Democratici di sinistra e di Rifondazione comunista, sollecita il presidente a richiedere con urgenza che il ministro Urbani venga a riferire in Commissione con riferimento alla procedura del silenzio-assenso prevista per la verifica dell'interesse culturale del patrimonio immobiliare pubblico dall'articolo 27 del decreto-legge n. 269 del 2003, il cui disegno di legge di conversione stato approvato ieri in Assemblea. Rilevato come con tale previsione si stravolga totalmente la logica della tutela vincolistica del patrimonio culturale del paese, richiama al riguardo l'ordine del giorno da lui presentato ieri in Assemblea, augurandosi che in sede di legge finanziaria sia possibile, anche con il concorso degli esponenti della maggioranza che hanno dimostrato sensibilit rispetto a tale problema, inserire un correttivo con una proposta emendativa che individui una strategia di riduzione del danno a fronte delle disastrose conseguenze che si determinerebbero per il patrimonio culturale italiano a seguito dell'applicazione della norma del silenzio-assenso. Chiede inoltre al presidente di valutare l'opportunit di prevedere uno slittamento del termine concordato in sede di ufficio di presidenza per la presentazione di emendamenti ai documenti di bilancio.

Ferdinando ADORNATO, presidente, aderendo alla richiesta del deputato Colasio, propone che il termine per la presentazione degli emendamenti sia fissato a luned 24 novembre 2003 alle ore 16 anzich alle 14.

La Commissione concorda.

Ferdinando ADORNATO, presidente, quanto all'audizione del ministro Urbani, concorda sull'opportunit di ascoltare quanto prima il ministro per i beni e le attivit culturali, atteso peraltro che analoga richiesta giunta da esponenti della maggioranza.

Angela NAPOLI (AN), associandosi alle considerazioni e alla richiesta del deputato Colasio, dichiara di condividere l'ordine del giorno da lui presentato in Assemblea in occasione dell'esame del decreto-legge n. 269 del 2003. Sottolinea al riguardo come quello del silenzio-assenso, anche alla luce delle attuali condizioni in cui operano le singole soprintendenze, sia un problema eccessivamente sottovalutato.

Alba SASSO (DS-U), nell'associarsi alla richiesta del deputato Colasio, dichiara di condividere il suo ordine del giorno n. 9/4447/18. Si sofferma quindi sugli aspetti del disegno di legge finanziaria concernenti la scuola e il diritto allo studio, rinviando, per quanto concerne l'analisi puntuale dei rilievi mossi alla manovra finanziaria in esame, alla relazione di minoranza che sar presentata dal suo gruppo. Atteso che per il terzo anno consecutivo la legge finanziaria si occupa impropriamente di questioni attinenti l'organizzazione scolastica, rileva come quelle portate avanti dal Governo nei confronti della scuola siano politiche non di razionalizzazione bens di restrizione. Anche per quanto concerne l'edilizia scolastica, ritiene che le risorse stanziate siano del tutto inadeguate e insufficienti per far fronte al piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici.
Quanto alla copertura finanziaria della legge n. 53 del 2003, esprime forti perplessit in ordine all'impegno profuso dal Governo per rendere possibile l'attuazione della riforma. A fronte del piano programmatico di interventi finanziari approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 12 settembre, che destina complessivamente al sistema educativo nazionale nel periodo 2004-2008 8 miliardi e 320 milioni di euro, di cui oltre 4 miliardi derivanti da nuovi stanziamenti (piano che dovrebbe essere attuato attraverso finanziamenti da iscrivere annualmente nelle leggi finanziarie), il disegno di legge finanziaria in esame prevede infatti solo uno stanziamento di 90 milioni di euro a decorrere dal 2004, per la realizzazione di tre specifici obiettivi: lo sviluppo delle tecnologie multimediali, l'orientamento contro la dispersione scolastica e per assicurare il diritto-dovere di istruzione e formazione; lo sviluppo dell'istruzione e della formazione tecnica superiore e l'educazione degli adulti. evidente, a fronte di tale previsione, che il primo decreto legislativo attuativo della legge n. 53 del 2003, il cui schema gi stato predisposto dal Governo, risulta privo di copertura finanziaria. Al riguardo, solleveranno i dovuti rilievi in sede di esame dello schema di decreto legislativo in questione.
Esprime quindi forti rilievi critici in ordine alla scelta del Governo di destinare una quota delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali all'incremento del contributo per il cosiddetto buono scuola introdotto dalla legge finanziara dello scorso anno, a suo avviso un vero e proprio dirottamento di fondi a favore della scuola privata, a fronte delle scarse risorse destinate invece alla scuola pubblica.
Esprime inoltre preoccupazione in ordine al fondo per il finanziamento ordinario delle universit, il cui incremento ritiene del tutto insufficiente, attesi anche i continui tagli apportati al fondo integrativo per il diritto allo studio.

Carlo CARLI (DS-U), rilevata preliminarmente l'anomalia dell'attuale manovra finanziaria del Governo, contenuta per buona parte in un decreto-legge, per giunta convertito in legge con il ricorso al voto di fiducia in entrambi i rami del Parlamento (a dimostrazione dell'attuale debolezza della maggioranza e del Governo), preannuncia che il suo gruppo riproporr gli emendamenti al decreto-legge n. 269 del 2003 sotto forma di proposte emendative ai documenti di bilancio in esame. Traccia quindi un bilancio negativo delle politiche poste in essere dall'attuale Governo, che si traducono in una perdita di competitivit, nell'aumento della povert e della pressione fiscale complessiva (considerati anche i prelievi cui sono costretti gli enti locali a causa delle riduzioni dei trasferimenti di risorse da parte dello Stato), nonch in una restrizione nell'accesso ai diritti universalistici nei comparti della scuola, della sanit e dell'assistenza. A fronte della criticit della situazione e del disagio sociale sempre pi evidente, emersa l'incapacit del Governo di avviare con le associazioni sindacali una fase di concertazione, a suo avviso indispensabile per promuovere uno sviluppo reale dell'economia.
Si sofferma quindi sui profili di competenza della Commissione, con particolare riferimento alle disposizioni concernenti i beni culturali. Al riguardo, rileva in primo luogo come da parte del Governo si registri una politica di totale disimpegno e disattenzione verso i beni culturali nel loro insieme, che si traduce in una progressiva e consistente riduzione delle risorse destinate a tale settore nonostante, anche alla luce della riforma del titolo V della Costituzione, lo Stato non possa permettersi di ridurre il proprio impegno in tale settore. Osserva inoltre come in tale campo la politica del Governo sia stata sempre ispirata ad una costante azione di privatizzazione dei beni culturali e quindi di svendita del patrimonio culturale italiano e di depotenziamento della sua tutela (richiama al riguardo il tentativo di privatizzazione dei musei posti in essere con la prima legge finanziaria varata dall'attuale Governo, nonch l'istituzione della Patrimonio dello Stato spa). Sottolineati gli appelli in proposito giunti da pi parti per correggere tale linea, si augura che il ministro Urbani venga a riferire quanto prima in Commissione su tale problematica. Attesa l'inefficacia degli ordini del giorno ove gli stessi non si traducano in precise norme legislative, auspica al riguardo, attesa anche la sensibilit dimostrata sul punto da esponenti della stessa maggioranza, che sia possibile inserire un correttivo in sede di legge finanziaria.
Sottolinea poi come le forze di opposizione ritengano necessario riaffermare il dovere di tutela del patrimonio culturale cos come sancito dall'articolo 9 della Costituzione, l'inammissibilit di ogni subordinazione di tale valore ad interessi economici, nonch la necessit di adeguare la legislazione ai principi dettati dal nuovo Titolo V della Costituzione. A nome dei gruppi dei Democratici di sinistra e di Rifondazione comunista, ritiene quindi indispensabile garantire l'assoluta inalienabilit del patrimonio di appartenenza pubblica; potenziare l'intero sistema pubblico dei beni culturali (che va adeguato alle norme costituzionali in vigore); rafforzare le garanzie di unit e di efficacia degli interventi di tutela e di valorizzazione dei beni culturali; assicurare l'autonomia degli organi territoriali e periferici del Ministero. Atteso che per la realizzazione di tali obiettivi indispensabile l'aumento degli investimenti in termini di risorse umane ed economiche, preannuncia, con riferimento ai punti suindicati, la presentazione di specifiche proposte emendative al disegno di legge finanziaria volte a determinare una svolta nella politica governativa del settore.

Franca BIMBI (MARGH-U), nel rilevare come gli esponenti dell'opposizione intervenuti abbiano gi evidenziato il giudizio negativo sull'intera manovra economica del Governo, si associa in particolare alle considerazioni svolte dal deputato Rusconi. Esprime quindi forti perplessit in ordine ai presunti incrementi recati dalla legge finanziaria in esame a favore dell'universit e della ricerca. Osserva anzi come, a fronte delle dichiarazioni rilasciate recentemente al riguardo dal ministro Moratti, si registrino in realt, nei documenti di bilancio, misure fragili e inadeguate. Tali debbono considerarsi a suo avviso le disposizioni concernenti la detassazione degli investimenti effettuati dalle imprese nel campo delle attivit di ricerca e sviluppo, l'impiego delle risorse derivanti dalla cartolarizzazione dei crediti dello Stato e degli altri enti pubblici relativi a finanziamenti di investimenti in ricerca e innovazione, nonch gli incentivi fiscali per il rientro dei ricercatori residenti all'estero. Ritiene inadeguata anche la misura concernente i prestiti fiduciari per gli studenti meritevoli, che considera un mero incentivo al sistema finanziario bancario. Ci si trova in sostanza di fronte a misure nettamente al di sotto dei bisogni del settore, rispetto alle quali gli effetti positivi sbandierati dal Governo suscitano non pochi dubbi dal punto di vista della loro attendibilit.
Evidenziata la vistosa diminuzione degli investimenti per interventi in conto capitale destinati alla ricerca scientifica e all'universit, considera del tutto inadeguato l'investimento disposto a favore del CNR. Esprime rilievi critici anche in ordine alla creazione dell'Istituto di alta tecnologia, che non tiene minimamente conto delle reali esigenze del settore. Atteso anche il perdurante blocco delle assunzioni, salve poche deroghe, ritiene che dall'intera manovra del Governo emerga la totale assenza di una politica organica dell'universit e del sistema della ricerca in termini di sviluppo. Al riguardo, si deve registrare non solo la mancanza di risorse, ma anche una vera e propria destrutturazione dell'intero sistema da parte del Governo, che si muove nella direzione di un modello di sottosviluppo del sistema universitario italiano. L'impostazione dell'esecutivo non fa che bloccare la competitivit del sistema dell'universit e della ricerca, lanciando inoltre un messaggio sconfortante alle famiglie e agli studenti che si avviano alla formazione superiore. A fronte della riduzione delle risorse destinate al settore e del modello di governance irrazionale e penalizzante per il paese che emerge dalla politica governativa, preannuncia la presentazione di appositi emendamenti da parte dell'opposizione, nonch la presentazione di una relazione di minoranza.

Domenico VOLPINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara conclusa la discussione di carattere generale. Ricorda quindi che il termine per la presentazione di emendamenti ai documenti di bilancio fissato per luned 24 novembre 2003, alle 16. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.20.



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