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Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (Riforma dell'organizzazione del governo)
1999-08-30
Gazzetta Ufficiale n. 203, SO n. 163/L, 30 agosto 1999

Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 300
(in SO n. 163/L alla GU 30 agosto 1999, n. 203)

Riforma dell'organizzazione del governo
a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n.59



IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

VISTA la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed agli enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa, ed in particolare l'articolo 11, comma 1, come modificato dall'articolo 7 della legge 15 maggio 1997, n. 127, dall'articolo 1 della legge 16 giugno 1998, n. 191, e dall'articolo 9 della legge 8 marzo 1999, n. 50;

VISTI l'articolo 11, comma 1, lettera a), e l'articolo 12 della legge 15 marzo 1997, n. 59;

VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri , adottata nella riunione del 4 giugno 1999;

SENTITE le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;

ACQUISITO il parere della Commissione parlamentare bicamerale di cui all'articolo 5 della legge 15 marzo 1997, n.59;

VISTA la deliberazione del Consiglio dei ministri adottata nella riunione del 29 luglio 1999;

SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei ministri

EMANA

il seguente decreto legislativo

Articolo 1
Oggetto

1. Il presente decreto legislativo, in attuazione della delega disposta con l'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, modificato dall'articolo 1 della legge 16 giugno 1998, n. 191 e dall'articolo 9 della legge 8 marzo 1999, n. 50, detta norme per la razionalizzazione, il riordino, la soppressione e la fusione di ministeri, l'istituzione di agenzie, il riordino dell'amministrazione periferica dello stato.

2. In nessun caso le norme del presente decreto legislativo possono essere interpretate nel senso della attribuzione allo stato, alle sue amministrazioni o a enti pubblici nazionali, di funzioni e compiti trasferiti, delegati o comunque attribuiti alle regioni, agli enti locali e alle autonomie funzionali dalle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, ovvero da conferire ai sensi dei decreti legislativi emanati in attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59.

Articolo 2
Ministeri

1. A decorrere dalla prossima legislatura, i ministeri sono i seguenti:

1. Ministero degli affari esteri

2. Ministero dell'interno

3. Ministero della giustizia

4. Ministero della difesa

5. Ministero dell'economia e delle finanze

6. Ministero delle attivit produttive

7. Ministero delle politiche agricole e forestali

8. Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio

9. Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

10. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali

11. Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca

12. Ministero per i beni e le attivit culturali

2. I ministeri svolgono, per mezzo della propria organizzazione, nonch per mezzo delle agenzie disciplinate dal presente decreto legislativo, le funzioni di spettanza statale nelle materie e secondo le aree funzionali indicate per ciascuna amministrazione dal presente decreto, nel rispetto degli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione europea.

3. Sono in ogni caso attribuiti ai ministri, anche con riferimento alle agenzie dotate di personalit giuridica, la titolarit dei poteri di indirizzo politico di cui agli articoli 3 e 14 del decreto legislativo n. 29 del 1993 - e la relative responsabilit.

4. I ministeri intrattengono, nelle materie di rispettiva competenza, i rapporti con l'Unione europea e con le organizzazioni e le agenzie internazionali di settore, fatte salve le competenze del ministero degli affari esteri.

TITOLO I
L'ORGANIZZAZIONE DEI MINISTERI

Articolo 3
Disposizioni generali

1. I dipartimenti costituiscono le strutture di primo livello nei seguenti ministeri:

1. Ministero dell'interno

2. Ministero della giustizia

3. Ministero dell'economia e delle finanze

4. Ministero delle attivit produttive

5. Ministero delle politiche agricole e forestali

6. Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio

7. Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

8. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali

9. Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca

2. Le direzioni generali costituiscono le strutture di primo livello nei seguenti ministeri:

1. Ministero degli affari esteri

2. Ministero della difesa

3. Ministero per i beni e le attivit culturali

Articolo 4
Disposizioni sull'organizzazione

1. L'organizzazione, la dotazione organica, l'individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale e il loro numero, le relative funzioni e la distribuzione dei posti di funzione dirigenziale l'individuazione dei dipartimenti, nei casi e nei limiti fissati dalle disposizioni del presente decreto legislativo, e la definizione dei rispettivi compiti sono stabiliti con regolamenti o con decreti del ministro emanati ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Si applica l'articolo 19 della legge 15 marzo 1997, n. 59. I regolamenti prevedono la soppressione dei ruoli esistenti e l'istituzione di un ruolo unico del personale non dirigenziale di ciascun ministero, articolato in aree dipartimentali e per direzioni generali. Fino all'istituzione del ruolo unico del personale non dirigenziale di ciascun ministero, i regolamenti assicurano forme ordinarie di mobilit tra i diversi dipartimenti e le diverse direzioni generali, nel rispetto dei requisiti di professionalit richiesti per l'esercizio delle relative funzioni, ferme restando le normative contrattuali in materia. La nuova organizzazione e la dotazione organica del personale non devono comunque comportare incrementi di spesa.

2. I ministeri che si avvalgono di propri sistemi informativi automatizzati sono tenuti ad assicurarne l'interconnessione con i sistemi informativi automatizzati delle altre amministrazioni centrali e locali per il tramite della rete unitaria delle pubbliche amministrazioni.

3. Il regolamento di cui al precedente comma 1 si attiene, inoltre, ai criteri fissati dall'articolo 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e dall'articolo 2 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni e integrazioni.

4 All'individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale di ciascun ministero e alla definizione dei relativi compiti si provvede con decreto ministeriale di natura non regolamentare.

5. Con le medesime modalit di cui al precedente comma 1 si procede alla revisione periodica dell'organizzazione ministeriale, con cadenza almeno biennale.

6. I regolamenti di cui al comma 1 raccolgono tutte le disposizioni normative relative a ciascun ministero. Le restanti norme vigenti sono abrogate con effetto dalla data di entrata in vigore dei regolamenti medesimi.

Articolo 5
I dipartimenti

1. I dipartimenti sono costituiti per assicurare l'esercizio organico e integrato delle funzioni del ministero. Ai dipartimenti sono attribuiti compiti finali concernenti grandi aree di materie omogenee e i relativi compiti strumentali, ivi compresi quelli di indirizzo e coordinamento delle unit di gestione in cui si articolano i dipartimenti stessi, quelli di organizzazione e quelli di gestione delle risorse strumentali, finanziarie e umane a essi attribuite.

2. L'incarico di capo del dipartimento viene conferito in conformit alle disposizioni di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni e integrazioni.

3. Il capo del dipartimento svolge compiti di coordinamento, direzione e controllo degli uffici di livello dirigenziale generale compresi nel dipartimento stesso, al fine di assicurare la continuit delle funzioni dell'amministrazione ed responsabile dei risultati complessivamente raggiunti dagli uffici da esso dipendenti, in attuazione degli indirizzi del ministro.

4. Dal capo del dipartimento dipendono funzionalmente gli uffici di livello dirigenziale generale compresi nel dipartimento stesso.

5. Nell'esercizio dei poteri di cui ai precedenti commi 3 e 4, in particolare, il capo del dipartimento:

a) determina i programmi per dare attuazione agli indirizzi del ministro;

b) alloca le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili per l'attuazione dei programmi secondo principi di economicit, efficacia ed efficienza, nonch di rispondenza del servizio al pubblico interesse;

c) svolge funzioni di propulsione, di coordinamento, di controllo e di vigilanza nei confronti degli uffici del dipartimento;

d) promuove e mantiene relazioni con gli organi competenti dell1Jnione europea per la trattazione di questioni e problemi attinenti al proprio dipartimento;

e) adotta gli atti per l'utilizzazione ottimale del personale secondo criteri di efficienza, disponendo gli opportuni trasferimenti di personale all'interno del dipartimento;

f) sentito dal ministro ai fini dell'esercizio del potere di proposta per il conferimento degli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale, ai sensi dell'articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29;

g) pu proporre al ministro l'adozione dei provvedimenti di revoca degli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale, ai sensi dell'articolo 19, comma 7, del decreto legislativo 3 febbraio 1993 n. 29 e, comunque, viene sentito nel relativo procedimento;

h) sentito dal ministro per l'esercizio delle attribuzioni a questi conferite dall'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29.

6. Con le modalit di cui all'articolo 16, comma 5, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, possono essere definiti ulteriori compiti del capo del dipartimento.

Articolo 6
Il segretario generale

1. Nei ministeri di cui al precedente articolo 3, comma 1, ove previsto da precedenti disposizioni di legge o regolamentari, l'ufficio del segretario generale soppresso: I compiti attribuiti a tale ufficio sono distribuiti tra i capi dei dipartimenti con il regolamento di cui al precedente articolo 4.

2. Nei ministeri di cui al precedente articolo 3, comma 2, istituito l'ufficio del segretario generale. Il segretario generale opera alle dirette dipendenze del ministro. Assicura il coordinamento dell'azione amministrativa; provvede all'istruttoria per l'elaborazione degli indirizzi e dei programmi di competenza del ministro; coordina gli uffici e le attivit del ministero; vigila sulla loro efficienza e rendimento e ne riferisce periodicamente al ministro.

Articolo 7
Uffici di diretta collaborazione con il ministro

1. La costituzione e la disciplina degli uffici di diretta collaborazione del ministro, per l'esercizio delle funzioni a esso attribuite dagli articoli 3 e 14 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni e integrazioni, l'assegnazione di personale a tali uffici e il relativo trattamento economico, il riordino delle segreterie particolari dei sottosegretari di stato, sono regolati dall'articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29.

2. I regolamenti di cui al suddetto articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, si attengono, tra l'altro, ai seguenti principi e criteri direttivi:

a) attribuzione dei compiti di diretta collaborazione secondo criteri che consentano l'efficace e funzionale svolgimento dei compiti di definizione degli obiettivi, di elaborazione delle politiche pubbliche e di valutazione della relativa attuazione e delle connesse attivit di comunicazione, nel rispetto del principio di distinzione tra funzioni di indirizzo e compiti di gestione;

b) assolvimento dei compiti di supporto per l'assegnazione e la ripartizione delle risorse ai dirigenti preposti ai centri di responsabilit, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n.279, anche in funzione della verifica della gestione effettuata dagli appositi uffici, nonch del compito di promozione e sviluppo dei sistemi informativi;

c) organizzazione degli uffici preposti al controllo interno di diretta collaborazione con il ministro, secondo le disposizioni del decreto legislativo di riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell'attivit svolta dalle amministrazioni pubbliche, in modo da assicurare il corretto ed efficace svolgimento dei compiti a essi assegnati dalla legge, anche attraverso la provvista di adeguati mezzi finanziari, organizzativi e personal);

d) organizzazione del settore giuridico-legislativo in modo da assicurare: il raccordo permanente con l'attivit normative del parlamento, l'elaborazione di testi normativi del governo garantendo la valutazione dei costi della regolazione, la qualit del linguaggio normativo, l'applicabilit delle norme introdotte, lo snellimento e la semplificazione della normative, la cura dei rapporti con gli altri organi costituzionali, con le autorit indipendenti e con il consiglio di stato;

e) attribuzione dell'incarico di capo degli uffici di cui al comma 1 a esperti, anche estranei all'amministrazione, dotati di elevate professionalit.


..... omissis ....


CAPO XII
IL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVIT CULTURALI

Articolo 52
Attribuzioni

1. Il ministero per i beni e le attivit culturali esercita le attribuzioni spettanti allo stato in materia di beni culturali e ambientali, spettacolo e sport, eccettuate quelle attribuite, anche dal presente decreto, ad altri ministeri o ad agenzie e fatte in ogni cave salve, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1, comma 2, e 3, comma 1, lettere a) e b), della legge 15 marzo 1997, n. 59, le funzioni conferite dalla vigente legislazione alle regioni e agli enti locali.

2. Al ministero sono altres trasferite, con le inerenti risorse, le funzioni esercitate dal dipartimento per l'informazione e l'editoria, istituito presso la presidenza del consiglio dei ministri, in materia di diritto d'autore e discipline della propriet letteraria e promozione delle attivit culturali.

Articolo 53
Aree funzionali

1. n ministero, in particolare, svolge le funzioni di spettanza statale in materia di tutela, gestione e valorizzazione dei beni culturali e dei beni ambientali; promozione delle attivit culturali, promozione dello spettacolo (attivit teatrali, musical), cinematografiche, di danza, circensi, dello spettacolo viaggiante), anche tramite la promozione delle produzioni cinematografiche, radiotelevisive e multimediali, promozione del libro e sviluppo dei servizi bibliografici e bibliotecari nazionali; promozione della culture urbanistica e architettonica e partecipazione alla progettazione di opere destinate ad attivit culturali; studio, ricerca, innovazione e alta formazione nelle materie di competenza, anche mediante sostegno all'attivit degli istituti culturali; vigilanza sul Coni e sull'Istituto del credito sportivo.

Articolo 54
Ordinamento

1. Il ministero si articola in non pi di dieci direzioni generali, coordinate da un segretario generale, alla cui individuazione e organizzazione si provvede ai sensi dell'articolo 4.

2. L'organizzazione periferica del ministero si articola nelle sovrintendenze regionali, nelle soprintendenze di cui all'articolo 30, comma 1, lettere a), b), c) e d) del decreto del presidente della repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, negli archivi di stato e nelle biblioteche pubbliche statali. Si applicano gli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n.368.

3. Nell'articolo 7 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n, 368, sono apportate le seguenti modifiche:

a) il comma 1 sostituito dal seguente: "1. In ogni regione a statuto ordinario e nelle regioni Friuli-Venezia Giulia e Sardegna ai dirigenti individuati a norma dei provvedimenti di cui all'articolo 11, comma 1, conferito, previa comunicazione al presidente della regione, con decreto del ministro, l'incarico di dirigente della soprintendenza regionale per i beni culturali e ambientali, d'ora indicato come soprintendente regionale"

b) nel comma 2, dopo il primo periodo inserito il seguente: "Con i provvedimenti di cui all'articolo 11, comma 1, pu essere attribuito al sovrintendente regionale il coordinamento di altre attivit del ministero nella regione";

c) il comma 3 sostituito dal seguente: "3. Il sovrintendente regionale esercita i poteri di cui agli articoli 3 e 5 della legge 1 giugno 1939, n.1089, su proposta dei sovrintendenti di settore, i quali provvedono all'istruttoria dei relativi procedimenti di iniziativa ovvero su impulso delle regioni e degli enti locali, e segnala agli organi centrali competenti ogni elemento utile ai fini dell'esercizio della facolt di cui all'articolo 31 della legge 1 giugno 1939, n.1089. Esercita altres i poteri di cui all'articolo 82, comma 2, lettera a) del decreto del presidente della repubblica 24 luglio 1977, n.616, e quelli a lui attribuiti dai provvedimenti di cui all'articolo 11, comma 1".

TITOLO V
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

CAPO I
PROCEDURA DI ATTUAZIONE ED ENTRATA IN VIGORE

Articolo 55

Procedura di attuazione ed entrata in vigore

1. A decorrere dalla data del decreto di nomina del primo governo costituito a seguito delle prime elezioni politiche successive all'entrata in vigore del presente decreto legislativo e salvo che non sia diversamente disposto dalle norme del presente decreto:

a) sono istituiti:

- il ministero dell'economia e delle finanze, - il ministero delle attivit produttive

- il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio,

- il ministero delle infrastrutture e dei trasporti,

- il ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali,

- il ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca

b) sono soppressi:

- il ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,

- il ministero delle finanze,

- il ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato,

- il ministero del commercio con l'estero,

- il ministero delle comunicazioni,

- il dipartimento per il turismo della presidenza del consiglio dei ministri,

- il ministero dell'ambiente

- il ministero dei lavori pubblici,

- il ministero dei trasporti e della navigazione,

- il dipartimento per le aree urbane della presidenza del consiglio dei Ministri

- il ministero del lavoro e della previdenza sociale,

- il ministero della sanit,

- il dipartimento per le politiche sociali della presidenza del consiglio dei ministri:

- il ministero della pubblica istruzione

- il ministero dell'universit e della ricerca scientifica e tecnologica.

2. Alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo il ministro e il ministero di grazia e giustizia assumono rispettivamente la denominazione di ministro della giustizia e ministero della giustizia e il ministro e il ministero per le politiche agricole assumono rispettivamente la denominazione di ministro delle politiche agricole e forestali e ministero delle politiche agricole e forestali.

3. Sino all'attuazione del comma 1, con regolamento adottato ai sensi del comma 4-bis dell'articolo 17 della legge 23 agosto 198S, n. 400, si pu provvedere al riassetto dell'organizzazione dei singoli ministeri, in conformit con la riorganizzazione del governo e secondo i criteri e i principi previsti dal presente decreto legislativo.

4. Sono comunque, fatti salvi i regolamenti di organizzazione gi adottati ai sensi del comma 4-bis dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1;988, n. 400 e della legge 3 aprile 1997, n. 94.

5. Le disposizioni contenute all'articolo 11, commi 1, 2 e 3, trovano applicazione a decorrere dalla data indicate al comma 1.

6. Salvo disposizione contraria, la decorrenza dell'operativit delle disposizioni del presente decreto distribuita, con decreto del presidente del consiglio dei ministri, entro l'arco temporale intercorrente tra l'entrata in vigore del presente decreto e la data di cui al comma 1.

7. Al riordino del magistrato del]e acque di Venezia e del magistrato per il Po si provvede, nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, con i decreti previsti dall'articolo 11, comma 3, della legge 15 marzo 1997, n. 59.

8. A far data dal 16 gennaio 2000, le funzioni relative al settore agroindustriale esercitate dal ministero per le politiche agricole sono trasferite, con le inerenti risorse, al ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Per l'esercizio delle funzioni di cui agli articoli 36 e 36 del presente decreto legislativo il ministero dell'ambiente si avvale del corpo forestale dello stato. Il trasferimento del corpo forestale dello stato al ministero dell'ambiente disposto ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143 contestualmente alla emanazione del decreto del presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 4, comma 1, del medesimo decreto legislativo n. 143 del 1997.

9. All'articolo 46, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, le parole "per le amministrazioni e le aziende autonome" sono sostituite dalle parole "per le amministrazioni, le agenzie e le aziende autonome".
.... omissis ....

http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/ministeri.html


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