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VII Commissione Senato - riunione del 4 marzo 2004 (sistema museale della moda)
2004-03-04

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)

GIOVEDÌ 4 MARZO 2004
276a Seduta

Presidenza del Presidente
ASCIUTTI


(2735) Istituzione del Sistema museale della moda e del costume italiani e interventi per la formazione e la valorizzazione degli stilisti, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Garnero Santanché ed altri; Spini ed altri; Butti; Cosentino e Perrotta; Perrotta ed altri
(Esame e rinvio)

In sostituzione della relatrice designata, senatrice Bianconi, riferisce alla Commissione il presidente relatore ASCIUTTI (FI), il quale ricorda anzitutto che il disegno di legge in titolo è stato già approvato dalla Camera dei deputati in un testo unificato di diverse proposte di legge presentate presso quel ramo del Parlamento.
In particolare, il disegno di legge n. 2291 prevedeva l'istituzione di un museo della moda italiana con sede a Milano. Il disegno di legge n. 3292 prevedeva invece la trasformazione in museo della moda e del costume della Galleria del costume di Palazzo Pitti in Firenze. Nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento a questi due disegni di legge sono state inoltre abbinate altre proposte di carattere più locale, relative ad esempio all'istituzione di un museo nazionale della seta a Como; all'istituzione di un museo della seta a San Leucio del Sannio; all'istituzione di un museo della moda di Positano.
L'esame presso la Camera dei deputati - prosegue il Presidente relatore - è durato quasi due anni, dal maggio 2002 al febbraio 2004. Nel corso del dibattito, è emersa l'esigenza di non privilegiare una sede territoriale rispetto all'altra, atteso il variegato panorama italiano con una forte tradizione nel settore della moda. Il testo su cui hanno conclusivamente convenuto pressoché tutti gli schieramenti politici prevede pertanto l'istituzione di un Sistema museale, organizzato come rete di strutture museali ed espositive, articolato in diversi centri: galleria del costume di Palazzo Pitti di Firenze, che assume la denominazione di "Galleria nazionale della moda e del costume"; museo della moda italiana con sede a Milano, di nuova istituzione; museo nazionale della seta, con sede a Como; fondazione Micol Fontana di Roma; museo del tessuto di Prato. Alla gestione di tale Sistema museale è preposta un'apposita fondazione, con sede a Firenze presso la Galleria nazionale della moda e del costume. Alla fondazione è rimesso peraltro il compito, fra gli altri, di garantire la realizzazione di almeno una struttura museale in ciascuna regione, assicurando il più ampio coinvolgimento delle strutture già esistenti. A tal fine, il disegno di legge reca una dettagliata elencazione delle strutture coinvolte e da coinvolgere nel Sistema museale attraverso la quale ha tentato di raccogliere i numerosi spunti proposti nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati; restano tuttavia escluse alcune sedi che pure, a suo avviso, meritavano attenzione.
Il divario maggiore - prosegue ancora il Presidente relatore - si è peraltro verificato con riferimento alla distribuzione delle risorse. Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, numerose sono state infatti le richieste di una più equa ripartizione delle risorse, cui è stato anche subordinato il consenso al trasferimento alla sede deliberante. Il testo ha invece mantenuto la struttura originaria, che destina due terzi delle risorse all'istituzione del nuovo museo della moda italiana a Milano e ripartisce in misura paritaria la quota restante fra la Galleria nazionale della moda di Firenze e il museo nazionale della seta di Como.
Entrando nel merito del provvedimento, il Presidente relatore rileva indi come l'articolo 1 preveda l'articolazione del Sistema museale in un insieme di realtà assai diverse fra loro per autonomia giuridica, appartenenza pubblica o privata e indipendenza economica. Poiché il comma 3 del medesimo articolo 1 afferma che tali strutture mantengono la propria natura giuridica e le proprie risorse finanziarie, strumentali ed umane, non è tuttavia chiaro da che cosa sia costituito il patrimonio della Fondazione cui l'articolo 3 attribuisce la gestione del Sistema stesso, né quale sia l'oggetto su cui essa esercita la gestione, atteso che alla stessa non devono essere conferiti in uso i beni (anche culturali) in deposito presso le varie strutture museali. Analogamente, appare assai difficile una gestione unitaria, in considerazione della varietà e della diversità dei regimi giuridici cui sono sottoposti i singoli istituti e, di conseguenza, le collezioni ad essi pertinenti.
A tali profili di problematicità si aggiunge la difficoltà tecnica del Ministero per i beni e le attività culturali a partecipare alla Fondazione, secondo quanto previsto dall'articolo 3, comma 1. Il regolamento ministeriale 27 novembre 2001, n. 491, che disciplina la partecipazione del Ministero alle fondazioni, limita infatti tale fattispecie a finalità di gestione e valorizzazione di beni culturali, che in questo caso - per i motivi summenzionati - non sembrano poter sussistere.
Quanto alla sede della Fondazione, il Presidente relatore osserva che la sua collocazione presso la Galleria nazionale della moda di Palazzo Pitti desta qualche perplessità, atteso che si tratta di una struttura espositiva demaniale. Resta quindi tutto da definire il modo in cui spazi demaniali destinati a finalità istituzionali possano essere distratti da tale naturale destinazione per essere messi a disposizione di un soggetto giuridico privato.
Da ultimo, il Presidente relatore rileva che la materia necessita di un raccordo con le regioni, alla luce del nuovo Titolo V della Costituzione.
Ritiene quindi opportuno, prima di proseguire nell'esame del provvedimento, procedere ad una serie di audizioni che consenta di chiarire il panorama complessivo entro cui si muove la proposta che giunge dalla Camera.

La senatrice VITTORIA FRANCO (DS-U) concorda con la proposta di audizioni avanzata dal Presidente relatore, che del resto rappresenta un passaggio che è mancato presso l'altro ramo del Parlamento. Comunica altresì che il Gruppo Democratici di Sinistra - L'Ulivo ha presentato una propria iniziativa legislativa in materia, di cui auspica l'abbinamento non appena assegnato alla Commissione.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 15,15.



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