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in difesa dei beni culturali e ambientali

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DECRETO 23 gennaio 2004: Arcipelago delle Isole Egadi - Vincolo di immodificabilita' temporanea, ex art. 5 della legge regionale n. 15/1991
2004-01-23
GU n. 58 del 10-3-2004

REGIONE SICILIA
Arcipelago delle Isole Egadi - Vincolo di immodificabilita' temporanea, ex art. 5 della legge regionale n. 15/1991.

IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO del Dipartimento regionale dei beni culturali ed ambientali

Visto lo statuto della regione Siciliana;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 agosto 1975, n.
637, recante norme di attuazione dello statuto della regione
Siciliana in materia di tutela del paesaggio, di antichita' e belle
arti;
Visto il testo unico delle leggi sull'ordinamento del governo e
dell'amministrazione della regione Siciliana, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 28 febbraio 1979, n. 70;
Vista la legge regionale 1 agosto 1977, n. 80;
Vista la legge regionale 7 novembre 1980, n. 116;
Vista la legge 8 agosto 1985, n. 431;
Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia di
beni culturali e ambientali, approvato con decreto legislativo
29 ottobre 1999, n. 490, che ha abrogato la legge 29 giugno 1939, n.
1497;
Visto il regolamento di esecuzione della legge 29 giugno 1939, n.
1497, approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357;
Visto l'art. 7 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 15;
Visto il D.D.G. 6916 del 28 settembre 2001 ed in particolare l'art.
8 relativo alle deleghe ai dirigenti responsabili delle aree e dei
servizi dell'assessorato regionale beni culturali e pubblica
istruzione delle competenze attribuite al dirigente generale
dall'art. 7, comma 1, della legge regionale n. 10/2000;
Visto il parere prot. n. 2364/336.01.11 dell'8 febbraio 2002 reso
dalla presidenza della regione, ufficio legislativo e legale relativo
alla competenza in ordine all'apposizione dei vincoli paesaggistici
di cui all'art. 139 del testo unico n. 490/1999;
Visto l'art. 5 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 15;
Visto il D.P.Reg. n. 717 del 28 settembre 2001 che ha annullato il
D.A. 5172 del 1 febbraio 1996 di approvazione del Piano territoriale
paesistico delle Isole Egadi;

Considerato che l'annullamento del piano territoriale paesistico delle Isole Egadi risulta motivato dall'inadeguato livello di
coinvolgimento del comune nelle procedure di redazione del piano stesso cosi' come da parere n. 826/98 reso dal Consiglio di giustizia amministrativa nell'adunanza del 16 gennaio 2001;
Tenuto conto dell'accordo Stato-regioni del 19 aprile 2001, sancito
fra il Ministero per i beni e le attivita' culturali e i presidenti
delle regioni e delle province autonome, che ha disciplinato i
contenuti e i metodi della pianificazione paesistica regionale,
prevedendo tra l'altro all'art. 8 tempi e modi di verifica dei P.T.P.
gia' redatti;
Visto il D.A. n. 5820 dell'8 maggio 2002, con il quale l'assessore
regionale per i beni culturali ed ambientali e pubblica istruzione
competente ai sensi della legge regionale n. 80/1977, ha recepito
l'accordo Stato-regioni previo parere espresso dalla speciale
commissione di cui all'art. 23 del regio decreto n. 1357/1940 nella
seduta del 3 aprile 2002;
Visto il D.D.S. n. 5936 del 20 maggio 2002, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della regione Siciliana n. 33 del 19 luglio 2002,
con cui e' stato imposto il vincolo di immodificabilita' temporanea
di cui all'art. 5 della legge regionale n. 15/1991 sull'intero
territorio dell'arcipelago delle Isole Egadi per un periodo di
mesi otto;
Visto il D.D.S. n. 7409 del 14 ottobre 2002, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della regione Siciliana n. 49 del 25 ottobre 2002
di rettifica del suddetto provvedimento;
Visto il D.D.G. n. 5395 del 20 marzo 2003, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della regione Siciliana n. 15 del 4 aprile 2003,
con cui e' stato prorogato di ulteriori mesi 3 il predetto vincolo di
immodificabilita' temporanea;
Visto il D.D. n. 7512 del 25 settembre 2003 con cui e' stato
imposto il vincolo di immodificabilita' temporanea di cui all'art. 5
della legge regionale n. 15/1991 sull'intero territorio
dell'arcipelago delle Isole Egadi per un periodo di due mesi;
Esaminata la nota della Soprintendenza per i beni culturali e
ambientali di Trapani prot. n. 10806 del 2 dicembre 2003, con la
quale detto ufficio avanza richiesta di un nuovo decreto di
immodificabilita' temporanea ai sensi dell'art. 5 della legge
regionale n. 15/1991 sull'arcipelago delle Isole Egadi facendo
seguito a quanto concordato nell'ultima seduta dell'osservatorio
regionale del paesaggio del 28 novembre 2003 circa la necessita' di
potere esaminare con la dovuta attenzione gli elaborati del P.T.P. in
oggetto, nonche' le richieste del comune di Favignana, onde evitare
una difficile gestione della tutela del paesaggio nelle more
dell'approvazione del piano;
Considerato che nella citata nota della Soprintendenza BB.CC.AA. di
Trapani n. 10806 del 2 dicembre 2003 ci si richiama alle
perimetrazioni territoriali gia' oggetto delle misure cautelari di
cui al D.D. n. 7512 del 25 settembre 2003;
Considerato che secondo quanto espresso nel D.D. n. 7512 del
25 settembre 2003 il territorio oggetto della misura cautelare e'
l'intero arcipelago delle Isole Egadi, che ricade nel territorio
comunale di Favignana, e risulta costituito dalle Isole di Favignana,
Levanzo, Marettimo e dagli scogli di Formica e Maraone ad esclusione
dei centri abitati e dell'area cimiteriale esistente ed in
ampliamento di Favignana come dalle planimetrie A sub. 1 e 2, B,
C, D, E, F, G, H, I ed L allegate al presente decreto
di cui formano parte integrante e sostanziale e secondo le seguenti
perimetrazioni:
Isola di Favignana.
E' vincolata tutta l'isola ad esclusione dell'area urbana compresa
entro il seguente perimetro:
partendo dal mare si prosegue per la via G.B. Perasso, si
percorre la via Liberta', via Dante, via Simone Corleo, via Francesco
Crispi, via Manzoni (area all'interno del foglio di mappa catastale
n. 29, all. n. 4 di Favignana).
Si prosegue per la via Matteotti, la via Fardella, via Vittorio
Alfieri, via Lungomare Duilio, si segue il profilo della particella
50 che rimane inclusa per intero nel vincolo fino ad intersecare la
particella 686 e da qui, perpendicolarmente fino al mare (area
all'interno del foglio di mappa catastale n. 28, all. n. 3 di
Favignana).
Resta, altresi', esclusa l'area cimiteriale esistente ed in
ampliamento cosi' come descritta nelle planimetrie A sub. 1 e 2.
Isola di Marettimo.
E' vincolata tutta l'isola ad esclusione dell'area urbana compresa
entro il seguente perimetro interamente ricadente nel foglio di mappa
catastale n. 5:
partendo dal mare si prosegue lungo il confine delle particelle 5
e 6 che rimangono incluse interamente nel vincolo, si prosegue lungo
il tracciato del vecchio torrente Purteddu, si segue la via
Chiesella e un tratto della via Gaetano Maiorana, si prosegue per la
via Salvatore Noto fino ad intersecare la via Calvario, che si
percorre fino ad arrivare al mare (all. n. 3 di Marettimo).
Isola di Levanzo.
E' vincolata tutta l'isola ad esclusione dell'area urbana compresa
entro il seguente perimetro ed interamente ricadente all'interno del
foglio di mappa n. 17:
partendo dal mare si sale per il vicolo adiacente la particella
142, si prosegue per un breve tratto per la via Dogana, si gira per
via Capo Grosso fino ad intersecare la trazzera che delimita la
particella 95 che si percorre per intero, si sale per via Chiesa
lungo i confini delle particelle 93, 92, 91 e la particella 55 per la
parte prospiciente la via Chiesa, continuando per la stessa strada
fino alla particella 228, si segue il confine delle particelle 58,
88, 90 fino ad intersecare la via Scaletta che si attraversa. Il
limite prosegue lungo il confine della particella 182, lungo la via
Calvario, risale per il confine della particella 182 (lato est),
prosegue lungo i confini delle particelle 69, 68, 67, 175, 176, 119 e
da qui fino al mare (all. n. 3 di Levanzo);
Considerato che il territorio delle Egadi formato da Favignana,
Levanzo, Marettimo, Formica, Maraone e dai diversi isolotti
affioranti posto all'estremo lembo occidentale del territorio
siciliano fa parte assieme alla costa della Sicilia occidentale, di
un sistema complesso che costituisce un'unita' di paesaggio di
eccezionale valore culturale ed ambientale ed e' proprio per la sua
complessita' e per l'eterogeneita' delle valenze che lo compongono
che puo' essere definito un autentico monumento;
Considerato che la varieta' dei tratti di costa, in alcune parti
alte e a strapiombo sul mare, in altri punti basse e frastagliate con
cale, insenature e grotte, la varia morfologia del territorio, le
caratteristiche geologiche e naturali, le emergenze architettoniche
ed archeologiche, concorrono a farne un bene eccezionale;
Considerato che l'arcipelago, pur costituendo un'unita' geografica
e culturale, presenta in ciascuna delle sue isole tali valori e che
ogni isola rappresenta a sua volta, un'unita' naturale e culturale a
se stante;
Considerato che l'isola di Favignana con una superficie di circa 19
kmq e' la piu' estesa delle isole Egadi e anche la piu' popolata, la
piu' intensamente antropizzata e la piu' importante dal punto di
vista economico ed amministrativo.
L'isola, la mitica Aegusa, legata alla leggenda omerica come Isola
delle Capre, viene descritta nel nono libro dell'Odissea. Qui sbarca
Ulisse prima di intraprendere la spedizione contro il ciclope
Polifemo. Viene ricordata soprattutto dagli storici classici per la
battaglia che si svolse nelle sue acque il 10 marzo del 241 a.C. tra
la flotta cartaginese comandata da Annone e quella romana guidata dal
console C. Lutazio Catulo. L'attivita' prevalente dell'isola e'
sempre stata la pesca del tonno, a partire dal periodo arabo come
confermano le concessioni di formare tonnara in epoca medioevale.
Essa risulta di grande pregio, oltre che paesaggistico, anche
geomorfologico, naturalistico, architettonico ed archeologico:
dal punto di vista geomorfologico si puo' distinguere una zona
occidentale caratterizzata da una morfologia piu' o meno accidentata
con versanti piuttosto acclivi, in corrispondenza del rilievo
calcareo del Monte S. Caterina, passante ad una morfologia piu' dolce
con l'approssimarsi alle linee di costa.
La piana orientale, su cui si situa anche l'abitato di Favignana,
e' costituita da calcarenite. Tale roccia per le sue peculiari
caratteristiche tecniche e' stata oggetto di estrazione con tipi di
coltivazione diversificata. Si riscontrano, infatti, zone di cave in
cui e' stato utilizzato il metodo a fossa ed altri in cui e' stato
utilizzato il metodo in galleria.
Per quanto concerne la linea di costa questa si presenta piuttosto
frastagliata con anse piu' o meno incise a seconda dell'intensita'
dell'azione marina. Quest'ultima ha provocato degli ingrottamenti e
dei crolli particolarmente localizzati lungo la cala che dall'isola
di Previto arriva a Punta Longa, a Cala Canalello, nonche' da punta
Marsala fino a Punta S. Nicola. Sono individuabili, altresi', cavita'
piu' o meno vaste ed irregolari dislocate a quote diverse;
dal punto di vista paesaggistico caratteristica e' la costa
orientale che ci appare in tutta la sua spettacolarita' e unicita'
traforata dal lavoro dei cavatori di tufo, uno scenario suggestivo e
singolare, un susseguirsi di cave, grotte, sprofondamenti che si
affacciano sul mare.
Anche nell'entroterra numerose sono le voragini geometrizzate, cave
di tufo abbandonate, che risultano delle vere e proprie sculture a
scala territoriale.
Tutta Favignana si rapporta al massiccio centrale della Montagna
che assume valore simbolico e percettivo costituendo un preciso punto
di riferimento visibile dal mare e da qualsiasi parte dell'isola. Da
essa e' possibile godere scorci di eccezionale interesse panoramico
della costa della Sicilia occidentale: Monte Cofano, la falce di
Trapani, la laguna dello Stagnone, Capo Lilibeo ecc.
Caratterizza il paesaggio rurale, della zona pianeggiante
dell'isola, la fitta ragnatela di muretti a secco a protezione delle
coltivazioni, che determinano uno schema geometrico tipico di questo
paesaggio rurale. Figurativamente Favignana, per la sua
conformazione, puo' essere rappresentata come una grande farfalla;
dal punto di vista vegetazionale e naturalistico la pianura del
Bosco suddivisa dal reticolo dei muretti e dalla viabilita', si
presenta come una vasta area completamente coltivata a seminativo e a
vigneto. Una fascia di scogliera, con le caratteristiche piante
alofile, circonda tutta la pianura e separa nettamente le aree
coltivate dal vicino mare.
L'uniformita' del paesaggio della montagna e' a tratti interrotto
da popolamenti arbustivi che costituiscono frammenti residuali della
vegetazione originaria. Laddove questi arbusteti si distribuiscono
discontinuamente, il paesaggio della steppa lascia spazio alla gariga
mediterranea. Nell'isola non mancano espressioni di vegetazioni
naturali di rilevanza biogeografica quali: brassica macrocarpa,
crocus longiflorus, euphorbia papillaris, elatine macropoda, iberis
semperflorens, limonium aegusae, matthiola incana, etc.
Le cave piu' antiche, localizzate nella piana, sono state
trasformate dal lavoro dei contadini con pazienti opere di bonifica,
in pregiate aree agricole (orti, frutteti, vigneti) al riparo dai
venti.
Le colture agricole si intrecciano con quelle estrattive, lasciando
incolte soltanto quelle aree rese sterili dalla pietra affiorante;
dal punto di vista urbanistico e architettonico Favignana e'
caratterizzata da un singolare impianto urbano determinato dalle
edificazioni ai margini delle cave di tufo che delimitano spazi e
verde interni al servizio delle abitazioni, spazi di grande pregio
estetico e naturalistico.
Pertanto, il progressivo accostamento di casa a casa senza un
preciso disegno urbanistico, conferisce una particolare connotazione
al sito, che acquista grande pregio paesistico per i suoi rimandi
semantici.
La peculiarita' architettonica dell'isola ha un notevole valore
storico-socio-culturale; infatti il modus aedificandi sembra
risentire di un certo influsso arabo per la semplicita' dei giochi
volumetrici e l'essenzialita' formale ed e' costituito da case
prevalentemente a due elevazioni con scale esterne e cortili interni,
prive di qualsiasi ornamento superfluo e tipiche di un'architettura
spontanea la cui soluzione tipologica e' dettata dalla funzionalita'.
L'uso dei materiali locali ha fortemente caratterizzato nel colore
e nella struttura l'architettura di questi luoghi, che si armonizza
con 1'ambiente circostante.
Diversi sono i manufatti architettonici sparsi nell'isola che
testimoniano la presenza in questi luoghi delle diverse popolazioni.
Torri arabe, fortezze normanne, strutture del XV sec., nonche'
stabilimenti per la trasformazione del tonno (tonnara florio) veri e
propri monumenti di archeologica industriale testimonianza di un
processo evolutivo legato alla principale attivita' produttiva nella
storia di Favignana e dell'intero arcipelago;
dal punto di vista archeologico la maggiore concentrazione di
testimonianze si trova sul massiccio montuoso di Montagna Grossa in
cui vi sono ben ventidue grotte di interesse preistorico. Si tratta
di una grande necropoli con tombe a forno scavate nella roccia, di
cui molte riutilizzate in epoca romana. Ad epoca successiva, tra la
fine dell'VIII sec. a.C. e l'inizio del VII sec. a.C. e' assegnabile
l'insediamento di Cala San Nicola che testimonia la presenza in
contrada Bosco di genti semitiche, Fenici prima e Punici poi.
Di straordinario interesse dal punto di vista epigrafico e' la
Grotta del Pozzo perche' contiene dieci iscrizioni di notevole
interesse.
La grotta ritenuta tomba punica a camera, ma anche luogo di culto,
reca inoltre raffigurazioni frecciformi e di pesci, che ne attestano
la frequentazione in epoca cristiana.
In contrada Badia si trovano i resti di un ninfeo o di un piccolo
impianto termale di eta' romana e a questa stessa fase e' da
attribuire l'impianto per la lavorazione del pesce rinvenuto a Punta
San Nicola.
Considerato che l'isola di Marettimo, estesa per 12 kmq, e' il vero
gioiello dell'arcipelago ed e' la piu' interessante dal punto di
vista naturalistico; e' la piu' montuosa, aspra, scoscesa e selvaggia
di tutte le isole. E 'una montagna alta e alpestre, non forma alcun
seno accessibile, la parte che guarda a ponente e' quasi
inaccessibile, quella di levante e' poco meno inclinata;
dal punto di vista geomorfologico l'isola estesa per kmq 12, si
presenta come un unico imponente rilievo calcareo costituito da una
dorsale che raggiunge il suo culmine nei suoi mt 686 di Pizzo
Falcone.
I versanti settentrionali ed occidentali sono invece caratterizzati
dalle scoscese rocce dolomitiche con alte guglie, e ripidissime
falesie;
dal punto di vista paesaggistico, di intatta bellezza sono le
coste di Marettimo frastagliate da cale e insenature che
difficilmente raggiungibili via terra si sono preservate da
trasformazioni ed interventi. Di particolare suggestione sono le
numerose e notevoli grotte che si aprono in tutti i versanti, tra le
quali famose sono quelle denominate Del Tuono, Del Presepe, Del
Cammello.
L'isola offre, singolari quadri naturali e la possibilita' di
godere panorami di incomparabile bellezza;
dal punto di vista vegetazionale e naturalistico l'isola conta
numerosi tipi di flora alcuni dei quali endemici ed in particolare le
rupi sono da considerarsi un eccezionale luogo botanico dal punto
di vista scientifico, cosi' come documentato da due grandi studiosi
dell'Ottocento, Gussone e Lo Jacono, con le loro ricchezze di specie,
alcune delle quali non si ritrovano in Sicilia, ma sono presenti nel
litorale centro-meridionale della penisola, quali la Daphine
Aleifalia e l'Eradium Marettimum.
Il paesaggio vegetazionale predominante e' quello della macchia
mediterranea a rosmarino, erica, lentisco e cistu.
Nelle espressioni di macchia forestale piu' esuberanti si trovano
leccio e dafne. In alcune zone sono stati effettuati interventi di
rimboschimento con conifere ed acacee.
La flora assume caratteri di unicita' sulle pareti verticali dove
hanno trovato rifugio alcune espressive associazioni vegetali uniche
nel loro genere, con endimismi antichissimi, che documentano il
prolungato isolamento dalla terra madre. Gli unici spazi che la
natura accidentata dell'isola ha concesso all'agricoltura si trovano
subito sopra l'abitato e comunque non risultano coltivati;
dal punto di vista architettonico l'abitato di Marettimo conserva
le caratteristiche del tipico insediamento marinaro con piccole case
con tetto piano a terrazzo, quasi prive di sporgenza sui fronti ed un
semplice sistema viario che degrada dalle pendici della collina verso
il mare.
La tipologia costruttiva mostra delle caratteristiche unitarie, sia
formali che funzionali, che contribuiscono profondamente alla
creazione del peculiare paesaggio dell'arcipelago.
L'abitato si sviluppa in un'insenatura naturale e le singole
residenze si adagiano alla morfologia del luogo, integrandosi
profondamente all'ambiente.
Sull'estremo lembo nord-occidentale dell'isola troviamo i ruderi di
un edificio di probabile origine araba e il castello di Punta Troia
costruito nel XVII secolo dagli spagnoli, sul luogo dove in epoche
precedenti saraceni e normanni avevano edificato torri di
avvistamento;
dal punto di vista archeologico l'isola che e' menzionata dalle
fonti classiche come hieronesos e cioe' isola sacra ed e'
ricordata come punto di approdo e rifugio della flotta cartaginese
prima e dopo la battaglia delle Egadi, conserva nella contrada Le
Case un tratto di muro megalitico di epoca preromana.
Vi sono inoltre i resti di una costruzione romana in opus
caementicium in posizione dominante, forse i resti di un posto di
avvistamento. Nei pressi sorgono i resti di una chiesetta basiliana
dell'XI-XII sec. d.C.
I rinvenimenti sottomarini sono frequentissimi nelle acque di
Marettimo; per lo piu' consistono in ceppi d'ancora oltre che in
anfore di eta' ellenistica, punica e romana;
Considerato che l'Isola di Levanzo l'antica Phorbantia separata da
Favignana da un breve tratto di mare, estesa 5 kmq, e' la piu'
piccola delle Egadi, e' interamente montuosa e buona parte delle sue
coste e' strapiombante e inaccessibile.
La sua importanza e' data soprattutto dalle sue valenze
naturalistiche;
dal punto di vista geomorfologico quest'isola si differenzia per
ampi caratteri sia da Marettimo che da Favignana.
La modesta estensione, la particolare giacitura degli strati e le
modifiche indotte dalla tettonica costituiscono delle particolarita'
non riscontrabili nel resto dell'arcipelago. Sull'isola si distingue
principalmente il rilievo di Pizzo del Monaco di quota 278 s.l.m. di
forma allungata in direzione NO-SE con pareti acclivi che nelle zone
pedemontane vengono spesso addolcite da una coltre detritica. Tale
complesso comincia a degradare verso il mare con forme piuttosto
aspre a Punta dei sorci, a Punta Genovese e a Punta Pesce; in
particolare nel tratto compreso tra Punta Genovese e Punta Pesce si
osservano alcuni gradini morfologici anche molto estesi.
Il resto dell'isola e' costituito da un esteso altopiano interrotto
localmente da rilievi di forma arrotondata (Pizzo Corvo e C/da
Torre).
In alcune zone si osservano delle coperture di materiale detritico,
rielaborato dall'azione marina ed in parte cementato, che colma
preesistenti depressioni creando cosi' delle sottili e poche estese
linee di spiaggia.
La linea di costa e' molto varia e tormentata: si distinguono,
infatti, pareti molto alte e ripide nel tratto compreso tra Cala
Calcarea e Punta Genovese, pareti meno acclivi tra Punta Genovese,
Punta Pesce, mentre da quest'ultima punta fino Punto Altarello si
individuano cale di forma squadrata.
Peculiarita' di un certo rilievo sono da evidenziare nel versante
meridionale di Punta del Monaco in corrispondenza di Punta Pesce in
cui si sono riscontrati dei crolli sparsi che conferiscono un
particolare aspetto morfologico alla zona;
dal punto di vista paesaggistico la sua bellezza sta soprattutto
nell'integrazione e nel contrasto tra le acque limpidissime e la
montagna dove una vegetazione naturale a gariga, con grandi agavi e
zone di rimboschimento rappresentato da Pinus, Eucaliptus ed acacia
determinano un paesaggio vegetale quanto vario ed espressivo di una
situazione seminaturale in cui gli elementi dell'attivita' antropica
si fondano con le potenzialita' naturali.
Di particolare valore paesaggistico e' inoltre il faraglione a non
piu' di 50 mt. Dalla riva che ospita ormai stabilmente una colonia di
gabbiani, e le numerose cale quali Cala Minnola, Cala Fredda e Cala
Dogana etc.;
dal punto di vista vegetazionale e naturalistico, l'isola ad
esclusione della pianura di contrada Il Fosso si presenta
principalmente ricoperta da fitta coltre di macchia mediterranea, di
natura spontanea integrata da piante alofile da scogliera e da
tipiche piante rupestri, in cui spiccano le palme nane, l'euforbia
papillaris, diverse varieta' di agave, etc.
In questi ambiti sono oggi quasi del tutto assenti i fenomeni di
antropizzazione, per cui sono ancora salvi i caratteri di accentuata
naturalita'.
Sull'altopiano detto la Fossa si concentravano nel passato le
poche aree coltivate, la cui coltura predominante era costituita
dalla vite.
Tali terreni, nel tempo sono stati abbandonati, e usati per il
pascolo e l'incolto, cio' ha favorito la ricostruzione di aspetti di
vegetazione naturale e la comparsa di numerose aree con vegetazione
ruderale;
dal punto di vista architettonico il piccolo nucleo abitativo si
sviluppa nella parte meridionale dell'isola e si affaccia sulla
splendida Cala Dogana, su un ripido versante tra la timpa ed il mare
ed e' sormontato da un costone roccioso. Ha il tipico aspetto di
villaggio marinaro.
La natura del luogo ha dato la forma urbana all'insediamento che
(privo di piazza) si arrampica per scale e piccole strade sulla
collina. Mentre le abitazioni si affacciano sulla stretta spiaggia
sottostante.
Elemento di spicco per la sua stessa posizione e dimensione e'
Villa Ada o Villa Burgarella con il giardino circostante
articolato in terrazzamenti e muretti a secco che rimarcano le curve
di livello del terreno, mentre la rimanente area e' di particolare
valore estetico, scientifico, botanico e geomorfologico in quanto
costituita da un ambiente roccioso e da una macchia arbustiva e da
gariga tipiche del paesaggio mediterraneo.
Altre emergenze architettoniche di rilievo sono la Torre saracena
sopra Cala Minnola e le case Florio in contrada Le Case;
dal punto di vista archeologico importanti sono le tracce
lasciate dall'uomo sin dal paleolitico superiore.
Nella grotta di Cala Genovese (o del Genovese) si trova uno dei
piu' straordinari complessi figurativi di arte rupestre preistorica.
Le raffigurazioni si distinguono in due cicli artistici differenti
per tecnica ed eta'.
Il ciclo piu' recente e' costituito da pitture in colore nero ad
eccezione di una in ocra rossa, riproducenti circa un centinaio di
figure antropomorfe, zoomorfe e simboliche: per i confronti con
l'arte franco-cantabrica vengono datate ad epoca neo-eneolitica.
Il secondo ciclo, piu' antico perche' riferibile al paleolitico
superiore (10.000 anni a.C.), e' costituito da raffigurazioni incise
riproducenti 29 animali e 3 figure umane. Lo stile di queste
incisioni e' naturalistico, le figure degli animali, visti di
profilo, consistono in bovidi, cervidi ed equidi; tra questi ultimi
compare anche l'equus hydruntinus, oggi estinto.
Le altre grotte per i ricchi depositi antropozoici, testimoniano
una eccezionale richezza di industrie litiche del paleolitico
superiore. Le successive fasi, fenicio-punica ed ellenistica, sono
riscontrabili in diverse parti dell'isola per la presenza in
superficie di frammenti ceramici.
Al periodo romano e' attribuibile infine, oltre a varie
testimonianze di mosaici, tesoretti, monetali, ecc. un
importantissimo impianto scoperto a Cala Minnola destinato alla
produzione del garum;
Considerato che Maraone e Formica poste fra Levanzo e la costa
trapanese possono considerarsi piu' scogli che isole.
Maraone, infatti, e' un grosso scoglio lungo 600 m piatto e
deserto.
Formica e' un isolotto largo 680 m ed e' caratterizzato soprattutto
dai fabbricati della vecchia tonnara, non piu' in funzione.
Notevole e' il loro valore dal punto di vista naturalistico.
L'arcipelago delle Egadi, riveste, inoltre notevole importanza
sotto il profilo faunistico, infatti la conformazione stessa del
suolo, uniforme per la predominanza della roccia affiorante, ma
tuttavia differenziata nella struttura, da' luogo ad ambienti
particolarmente adatti ad un popolamento faunistico diversificato.
Qui nidificano la hieraetus fasciatus (aquila del bonelli), la
hydrobates pelagicusz (uccello delle tempeste), il larus cachinnans
(gabbiano reale), la puffinus puffinus (berta minore), sylvia undata
(magnanina), etc.
Inoltre le alte scogliere costituiscono l'approdo naturale
dell'avifauna in migrazione ed il luogo di nidificazione ideale di
alcune specie di uccelli marini;
Considerato che con D.P.R.S. n. 2667 del 10 agosto 1991, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della regione Siciliana n. 53 del
16 novembre 1991, l'intero arcipelago delle Egadi e' stato
interamente sottoposto a vincolo paesaggistico, ai sensi e per gli
effetti della legge n. 1497/1939;
Ritenuto che nelle more degli accertamenti, verifiche e adempimenti
di cui al citato D.A. n. 5820 dell'8 maggio 2002, necessari per la
rivisitazione del piano territoriale paesistico delle isole Egadi,
occorre, cosi' come richiesto dalla Soprintendenza beni culturali ed
ambientali di Trapani, porre rimedio al grave rischio di interventi
indiscriminati, idonei ad alterare i connotati salienti
dell'arcipelago delle Egadi, che va salvaguardato, inibendo eventuali
attivita' che possano modificare l'aspetto dei luoghi di singolare
pubblico interesse paesaggistico, mediante la dichiarazione di
immodificabilita' temporanea, in applicazione dell'art. 5 della legge
regionale n. 15/1991;
Considerato che l'apposizione di un termine finale al provvedimento
di vincolo come sopra descritto e' imposto, ferma restando la
condizione risolutiva dell'approvazione del piano territoriale
paesistico dell'area suddetta, dal disposto dell'art. 2 della legge
19 novembre 1968, n. 1187, e dell'art. 1 della legge regionale
5 novembre 1973, n. 38, applicabili analogicamente nel caso di
specie;
Ritenuto che alla dichiarazione di immodificabilita' temporanea
interessante il territorio suddetto, debba far seguito l'emanazione
di una adeguata e definitiva disciplina di uso del territorio da
dettarsi ai sensi dell'art. 149 del testo unico n. 490/1999 e
dell'art. 1-bis della legge n. 431/1985, mediante la redazione di un
piano territoriale paesistico e comunque non oltre il termine di mesi
sei dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta
Ufficiale della regione Siciliana;

Decreta:
Art. 1.
Al fine di garantire le migliori condizioni di tutela, ai sensi e
per gli effetti dell'art. 5 della legge regionale 30 aprile 1991, n.
15, fino all'approvazione del piano territoriale paesistico e
comunque non oltre il termine di mesi 6 dalla data di pubblicazione
del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della regione
Siciliana, e' vietata ogni modificazione dell'assetto del territorio
dell'arcipelago delle Isole Egadi - ricadente nel territorio comunale
di Favignana costituito dalle isole di Favignana, Levanzo e Marettimo
e dagli scogli di Formica e Maraone ad esclusione dei centri abitati
e dell'area cimiteriale esistente ed in ampliamento di Favignana,
cosi' come descritto e delimitato in premessa e nelle planimetrie A
sub. 1 e 2, B, C, D, E, F, G, H, I, ed L allegate
al presente decreto di cui formano parte integrante e sostanziale -
nonche' qualsiasi opera edilizia, con esclusione degli interventi di
manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico, di
restauro conservativo e delle opere pubbliche e interventi di
pubblico interesse approvati in linea tecnica, anche ai sensi
dell'art. 151 del testo unico n. 490/1999, alla data di entrata in
vigore del presente decreto.


Art. 2.
Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
regione Siciliana, unitamente alle planimetrie di cui sopra e' cenno
ai sensi degli articoli 142, comma 1 del testo unico n. 490/1999 e 12
del regio decreto n. 1357/1940.
Una copia della Gazzetta Ufficiale della regione Siciliana
contenente il presente decreto, sara' trasmessa entro il termine di
mesi uno dalla sua pubblicazione, per il tramite della competente
Soprintendenza, al comune di Favignana, perche' venga affissa per tre
mesi naturali e consecutivi all'albo pretorio del comune stesso.
Altra copia della Gazzetta, assieme alle planimetrie della zona
vincolata, sara' contemporaneamente depositata presso gli uffici del
comune di Favignana, ove gli interessati potranno prenderne visione.
La Soprintendenza competente comunichera' a questo Dipartimento la
data dell'effettiva affissione del numero della Gazzetta sopra citata
all'albo del comune di Favignana.



Art. 3.
Avverso il presente decreto e' ammesso ricorso giurisdizionale
innanzi al T.A.R. entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione
del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della regione
Siciliana, nonche' ricorso straordinario al presidente della regione
entro centoventi giorni dalla data di pubblicazione del presente
decreto nella Gazzetta Ufficiale della regione Siciliana.

Palermo, 23 gennaio 2004

Il dirigente del servizio: Favara

http://www.gazzettaufficiale.it/


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