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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Senato della Repubblica - XIV Legislatura n 1531. Disegno di legge diniziativa dei senatori Giovannelli, Turci, Acciarini, Forcieri, Gasbarri, Iovene, Montino e Rotondo
2002-06-24

Modifiche al decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, per la tutela dei beni demaniali, culturali, storici e paesaggistici



Onorevoli Senatori. Nel corso dellesame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, emerso con chiarezza che troppo vaste e del tutto indeterminate sono quantit, qualit e natura dei diritti e dei beni immobili che possono essere trasferiti alla Societ Patrimonio dello Stato S.p.a., istituita dallo stesso decreto.
Il dibattito parlamentare, attraverso gli interventi di esponenti dellopposizione e anche della maggioranza, ha messo in luce questo problema, richiedendo in varie forme (emendamenti non approvati ma anche ordini del giorno accolti dal Governo) di sancire con nettezza linalienabilit di certe categorie di beni. Sono state altres richieste procedure di coinvolgimento delle amministrazioni preposte alla tutela dei beni culturali e ambientali.
Tali preoccupazioni hanno trovato una eco autorevolissima nelle espressioni del Presidente della Repubblica.
Inoltre emerso in particolare nella discussione al Senato che linclusione, tra i beni suscettibili di conferimento nel capitale della Patrimonio dello Stato S.p.a., dei beni immobili facenti parte del demanio dello Stato, potrebbe produrre ipso facto una modifica della natura giuridica di questi ultimi; o, per lo meno, una confusione su di essa, oscurando la importante distinzione tra demanio e patrimonio e colpendo la sostanza del fondamentale articolo 822 del codice civile, e la natura di res communis omnium di beni come il lido del mare e le spiagge, i laghi e i fiumi indicati dal primo comma del predetto articolo (cosiddetto demanio necessario dello Stato), la cui indisponibilit parte della libert di tutti.
Si rende necessario, pertanto, tradurre in norma quanto gi recepito negli ordini del giorno accolti dal Governo. Ma ci non basta. Occorre anche sancire la certezza dellinalienabilit dei beni facenti parte del demanio dello Stato di cui al citato articolo 822 del codice civile.
Inoltre per non produrre confusioni sulla loro natura e definizione giuridica bene escludere i beni di cui al primo comma dellarticolo 822 dal possibile conferimento nel capitale della Patrimonio S.p.a. Un bene la cui propriet sia riconducibile al patrimonio di una societ commerciale non pu essere definito con sicurezza un bene demaniale appartenente alla collettivit, anzi, non peregrina la tesi che il trasferimento alla societ produca il passaggio dei beni al patrimonio disponibile.
Non si tratta solo di certezza e chiarezza del diritto. Occorre anche ribadire e non mettere in alcun modo in dubbio la natura di res communis omnium di certi beni, in primo luogo delle spiagge italiane, rispetto alle quali una gestione poco rigorosa del regime di concessione ha aperto spazi alla pressione di ristretti interessi speculativi.
invece evidente che la natura rigorosamente e necessariamente demaniale, vale a dire di res communis omnium, delle spiagge libert e ricchezza diretta di tutti i cittadini che ne possono usufruire accedendovi liberamente.
Ci rappresenta altres un volano di iniziativa economica e imprenditoriale non ristretta ai concessionari e aspiranti proprietari, ma di interi settori economici e territoriali, vitali, cresciuti proprio sul presupposto della natura demaniale e del diritto di uso generale delle spiagge indicati nellarticolo 822.
Queste sono le ragioni per cui si presenta il disegno di legge.


DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.
1. Allarticolo 7 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 10, il quarto e il quinto periodo sono sostituiti dai seguenti: Sono comunque esclusi dal trasferimento alla Patrimonio dello Stato S.p.a. il lido del mare, la spiaggia, le rade, i porti, i fiumi, i torrenti e i laghi. Sono comunque inalienabili i beni riconosciuti come monumenti nazionali, i beni di interesse archeologico, gli edifici destinati ad uso amministrativo dello Stato, fino a quando ne sussista luso, i beni di cui allarticolo 2 della legge 1 giugno 1939, n. 1089, cos come recepito nel Titolo I del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, nonch ogni altro bene, riconosciuto con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali, che documenti o testimoni lidentit e la storia delle istituzioni pubbliche, collettive, ecclesiastiche. Il trasferimento di beni di valore artistico, storico e paesaggistico, cos come definiti e individuati ai sensi del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 490 del 1999, effettuato dintesa con il Ministero per i beni e le attivit culturali, che dovr preventivamente approvare lelenco dei beni trasferibili, nonch i criteri di valorizzazione con cui questi possono essere gestiti e leventuale cambio di destinazione duso. Qualora i beni trasferiti rientrino nellambito di aree naturali protette, ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni, o allinterno di aree di particolare pregio naturalistico, individuate ai sensi della normativa comunitaria, per il loro trasferimento nonch per la definizione dei criteri di valorizzazione occorre lassenso del Ministro dellambiente e della tutela del territorio. Prima del definitivo trasferimento dei beni alla Patrimonio dello Stato S.p.a. lelenco di questi dove essere approvato dalla Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che deve essere altres interpellata relativamente agli elenchi dei beni su cui si intenda procedere allalienazione, anche attraverso eventuale applicazione delle procedure di sdemanializzazione. Il trasferimento non modifica il regime giuridico, previsto dagli articoli 823 e 829, primo comma, del codice civile, dei beni demaniali trasferiti, in ordine ai quali la Patrimonio dello Stato S.p.a. pu effettuare unicamente operazioni di valorizzazione e gestione;
b) al comma 11, sono premesse le seguenti parole: Fatta eccezione per i diritti sui beni demaniali,;
c) al comma 12, dopo le parole: I beni della Patrimonio dello Stato S.p.a. sono inserite le seguenti: , con eccezione dei beni demaniali,.



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