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VII Commissione Senato - Resoconto della seduta del 24 marzo 2004 (Attuazione dell'articolo 117 della Costituzione in materia di beni culturali e paesaggistici)
2004-03-24

SEDE REFERENTE

Mercoled 24 marzo 2004. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Intervengono i sottosegretari di Stato per i beni e le attivit culturali Nicola Bono e per l'istruzione, l'universit e la ricerca Stefano Caldoro.

La seduta comincia alle 14.05.

Attuazione dell'articolo 117 della Costituzione in materia di beni culturali e paesaggistici.
C. 4263 Chiaromonte.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 16 marzo 2004.

Il sottosegretario Nicola BONO, dopo aver dichiarato di condividere le considerazioni espresse dal relatore nella precedente seduta, sottolinea che il provvedimento intenderebbe, secondo quanto affermato nella relazione illustrativa, porsi nel solco delle tendenze impresse all'organizzazione della pubblica amministrazione dai Governi di centro-sinistra, e che ci si aspetterebbe, dunque, un intervento ispirato ai principi di razionalizzazione, semplificazione, accorpamento introdotti dalle cosiddette leggi Bassanini, ed in primis dalla legge 15 marzo 1997, n. 59, che hanno avviato ed orientato la riforma della pubblica amministrazione. Ritiene che ci si trovi, invece, davanti a un testo che, lungi dal produrre effetti semplificativi del preesistente ordinamento in materia di beni culturali e paesaggistici, non solo si aggiunge al testo unico di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, ma prevede l'emanazione di regolamenti e decreti per la disciplina di settori di particolare rilievo, nonch per la individuazione e istituzione di uffici del Ministero.
Ritiene inoltre come non sembri costituire elemento di chiarezza la scelta di accorpare in un unico testo disposizioni di carattere sostanziale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e disposizioni di carattere organizzativo e procedurale, che modificano ed integrano l'attuale struttura del Ministero, e sottolinea che il quadro legislativo profondamente mutato rispetto al momento della proposta di legge in esame, a seguito della recente emanazione, da un lato, del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) che, secondo una scelta strategica del tutto opposta all'iniziativa in esame ma, paradossalmente, pi di essa in sintonia con i principi riformatori contenuti nelle normative Bassanini, accorpa, riordina e semplifica l'intero corpus delle norme in materia di beni culturali e di paesaggio, dall'altro, il decreto legislativo 24 gennaio 2004, n. 3 che riorganizza il Ministero secondo una struttura dipartimentale.
In secondo luogo, evidenzia che il provvedimento si propone di adeguare la vigente legislazione in materia di beni culturali alla riforma del titolo V della Costituzione, procedendo ad una redistribuzione delle funzioni e dei compiti amministrativi in materia tra Stato e regioni che, stando al contenuto della relazione, pare voler privilegiare il criterio della sussidiariet, ai sensi dell'articolo 118, primo comma, della Costituzione, senza curarsi di temperarlo attraverso il richiamo ai principi di pari dignit, differenziazione e adeguatezza e ignorando sia il criterio dell'unitariet di esercizio - previsto dallo stessa disposizione costituzionale e valorizzato, invece, dal Codice, che richiede l'esercizio accentrato delle funzioni laddove si imponga l'esigenza di garantirne l'omogeneit sull'intero territorio nazionale, secondo i principi stabiliti dalla legge n. 131 del 2003 - sia il disposto dell'articolo 118, terzo comma, della Costituzione stessa, secondo cui occorrerebbe disciplinare l'intervento delle regioni nell'esercizio delle funzioni afferenti alla tutela mediante la previsione di forma di intesa e di coordinamento.
Ritiene peraltro che le singole disposizioni in materia non appaiano coerenti. Infatti, da un lato, si stabilisce il principio di concorrenza dello Stato e degli enti territoriali nello svolgimento delle funzioni di tutela e valorizzazione, nell'ambito delle proprie competenze (articolo 5), si fissano le assai ridotte funzioni riservate allo Stato in materia di tutela (articolo 6), e si rimettono la decisione su ci che di competenza regionale alla programmazione triennale in sede di Conferenza nazionale per il patrimonio culturale (articoli 8 e 9) e ad accordi di cooperazione relativi alla realizzazione di specifici progetti; dall'altro, l'articolo 12 affida a un decreto del Ministro il compito di stabilire modalit e tempi del trasferimento alle regioni delle funzioni e dei compiti amministrativi di valorizzazione nonch le funzioni di tutela eventualmente delegate dallo Stato alle regioni. Sembrerebbe trattarsi di un secondo e diverso modo di allocazione di funzioni, che si aggiunge a quello definito in sede di programmazione e che ripropone lo strumento della delega, da ritenersi superato proprio per effetto della riforma del titolo V della Costituzione, che parla di conferimento.
Perplessit, infine, manifesta in relazione alle definizioni di cui all'articolo 3, per le quali la manutenzione e il recupero di beni culturali - che il Testo unico riassume nell'unitario concetto di restauro inteso come tipico intervento di tutela - vengono ricondotti nell'ambito della nozione di valorizzazione.
In base a tali considerazioni, nel rimettersi comunque alle valutazioni della Commissione, anche in ordine all'opportunit di intervenire nuovamente in una materia recentemente sottoposta a una complessiva revisione organica, esprime peraltro l'orientamento contrario del Governo sul provvedimento in esame.

Franca CHIAROMONTE (DS-U), in relazione alle considerazioni svolte dal relatore e dal rappresentante del Governo, rileva che i princpi fondamentali su cui si basa la proposta di legge in titolo, di cui prima firmataria, sono quelli previsti dall'articolo 117 della Costituzione in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, nonch la sussidiariet, principio cardine del riformato titolo V della Costituzione.
Osserva al riguardo che il provvedimento in esame intende prefigurare e suggerire una strada alternativa rispetto a quella percorsa con il Codice dei beni culturali e del paesaggio, recentemente emanato, al fine di attuare in modo organico ed efficace le prescrizioni costituzionali in materia. Considerato, infatti, che il codice e, in genere, la politica governativa in materia di beni culturali si rivelano, a suo giudizio, inadeguati ad attuare in modo proficuo il dettato costituzionale, la proposta di legge in oggetto intende adeguarsi in modo pieno e congruo a tali prescrizioni e, pi in particolare, intende definire in modo organico e dettagliato alcuni aspetti particolarmente delicati, quale quelli attinenti alla alienabilit dei beni culturali, alla reintroduzione della natura costitutiva del concetto di interesse culturale, nonch all'autonomia dei tecnici operanti nel settore. Fondamentale , a suo giudizio, anche la previsione di una adeguata concertazione tra le diverse articolazioni territoriali in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, con conseguente riconoscimento dell'importanza e della pregnanza del ruolo di ogni realt coinvolta. Precisa che comunque compito dello Stato garantire la definizione degli standard attinenti alla valorizzazione del patrimonio culturale nazionale cui devono adeguarsi i vari enti locali.
Osserva pertanto che la proposta di legge in esame ha a suo avviso il merito di dare adeguato spazio a una dettagliata e organica disciplina delle politiche pubbliche in materia di tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale italiano, lamentando invece la mancanza assoluta di una adeguata analisi dei suddetti profili nel codice recentemente emanato.
Espresso apprezzamento sul fatto che il Governo intenda comunque rimettersi alle valutazioni della Commissione in ordine all'opportunit di proseguire nell'esame del suddetto provvedimento, sottolinea la necessit di tenere aperti il dialogo e il confronto politico in una materia cos delicata e rilevante, come quella sui beni paesaggistici e culturali, anche al fine di verificare l'attuazione delle prescrizioni previste nel codice.
Sottolinea peraltro come la suddetta materia susciti particolare interesse ed attenzione nell'opinione pubblica, nonch nelle forze politiche di opposizione, come confermato dalla presentazione di molteplici proposte di legge afferenti la tematica in oggetto, e ritiene quindi opportuno procedere allo svolgimento di audizioni informali, al fine di acquisire opportuni elementi di approfondimento e proseguire il confronto politico in materia.

Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI (FI), relatore, concorda con il percorso indicato dal deputato Chiaromonte.

Ferdinando ADORNATO, presidente, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.






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