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Commissione VII Camera- resoconto della seduta del 25 marzo 2004 (ripartizione fondi per enti, associazioni, fondazioni)
2004-03-25

Gioved 25 marzo 2004. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO.

La seduta comincia alle 12.45.

Schema di decreto concernente ripartizione dei contributi del Ministero per i beni e le attivit culturali a enti e organismi vari per l'anno 2004.
Atto n. 349.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI (FI), relatore, ricorda preliminarmente che l'articolo 32, commi 2 e 3, della legge finanziaria per il 2002, nel dettare disposizioni volte al contenimento e alla razionalizzazione dei contributi dello Stato in favore di enti e organismi vari, ha individuato in apposita tabella gli enti e organismi destinatari degli interventi, disponendo che i relativi importi siano iscritti in una specifica unit previsionale di base dello stato di previsione di ciascun Ministero. Il riparto di tali somme complessive, determinate, anno per anno, dalla legge finanziaria, effettuato con decreto del Ministro competente, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari. Contestualmente, come si ricorder, le somme risultanti in base alla legislazione vigente sono state ridotte del 10,43 per cento.
Per quanto riguarda peraltro il settore in oggetto, va peraltro ricordato che l'articolo 14 della legge 8 novembre 2002, n. 264, ha in parte compensato tale riduzione, aumentando di 2,378 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2003 e 2004, i contributi del Ministero per i beni e le attivit culturali agli enti e gli altri organismi. Nell'ambito di tale somma, un importo pari a 1,378 milioni per ciascun anno sono stati riservati alle istituzioni culturali di cui alla legge n. 534 del 1996, che, come noto, ha tra l'altro previsto che il finanziamento ordinario degli istituti che presentino determinati requisiti, avvenga tramite l'inserimento in una tabella di validit triennale, sottoposta al parere delle competenti commissioni parlamentari.
Passando all'illustrazione dello schema in esame, sottolinea che esso provvede alla ripartizione distinta delle somme stanziate dall'ultima legge finanziaria e di quelle previste dalla citata legge n. 264 del 2002.
Quanto alle somme derivanti direttamente dalla finanziaria, pari 33,248 milioni di euro, sottolinea che si registra un incremento di 912 mila euro, pari al 2,82 per cento, rispetto al 2003. Tale aumento percentuale - applicato uniformemente a tutte le voci del riparto - rappresenta, a suo avviso, un chiaro segnale della speciale attenzione del Governo verso gli enti e organismi operanti nel settore culturale.
Quanto alle risorse stanziate dalla legge n. 264 del 2002, ripartite dall'articolo 2 dello schema in esame, evidenzia in primo luogo che la somma di 1.378.175 euro assegnata, conformante alle previsioni della legge, alle istituzioni culturali inserite nella tabella triennale prevista dalla medesima legge, ed approvata con il decreto ministeriale 18 agosto 2003. Anche in questo caso, come d'altronde avvenuto anche nel 2003, le somme sono ripartite tra i soggetti interessati proporzionalmente al contributo assegnato. Il restante milione di euro assegnato a vari enti e associazioni, tra cui 11 istituti non ammessi alla tabella triennale.
A quest'ultimo proposito, segnala in particolare con soddisfazione che l'assegnazione di contributi a tali istituti, tra cui l'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, d seguito a quanto richiesto dalla Commissione in sede di esame dello schema della tabella triennale. Esprime soddisfazione, altres, per il sostanziale accoglimento anche delle osservazioni formulate dalla Commissione nel parere espresso sullo schema di riparto annuale per il 2003, quando era stato richiesto, in particolare, di avere maggiori indicazioni sulla effettiva destinazione finale delle somme iscritte alla voce contributi ad enti, istituti, fondazioni ed altri organismi e che fossero chiarite le modalit per la ripartizione degli stanziamenti disposti dalla legge n. 264 del 2002: in relazione al primo punto, infatti disponibile il decreto ministeriale con cui sono state effettivamente ripartite le risorse nel 2003, mentre per quanto riguarda il secondo aspetto, lo schema in esame provvede direttamente, come si detto, alla ripartizione delle somme della legge n. 264.
Segnala infine la necessit di correggere un errore materiale nel testo dell'articolo 2, nella parte in cui - richiamando l'incremento del 2,82% dello stanziamento a favore degli istituti culturali inseriti nella tabella triennale - fa riferimento, invece che all'articolo 1 dello schema in esame, ad un distinto decreto interministeriale.

Carlo CARLI (DS-U), pur riconoscendo l'importanza dell'aumento dei finanziamenti diretti agli organismi culturali rispetto al 2003, sottolinea che tale incremento, pari - come evidenziato dal relatore - al 2,82 per cento, non pu certo essere considerato sufficiente a compensare la ben pi significativa decurtazione degli stanziamenti operata negli anni precedenti.
Osserva poi che i contributi sono concessi con cadenza trimestrale. Al proposito, ritiene che sarebbe preferibile prevedere che l'erogazione dei contributi avvenga in un'unica soluzione: in tal modo, gli enti ed organismi interessati sarebbero messi in condizione di realizzare pi compiutamente i propri progetti. Propone quindi di sollecitare il Governo ad intervenire in tal senso. Esprime inoltre l'auspicio che i residui passivi del Ministero per i beni e le attivit culturali, accumulati negli anni precedenti e, come tali, non spesi, siano in parte destinati agli istituti operanti nel panorama culturale italiano. Per quel che concerne il merito del provvedimento, dopo aver espresso piena soddisfazione per l'ammissione ai contributi dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, chiede chiarimenti riguardo all'effettiva destinazione, nel dettaglio, delle risorse accomunate nella voce contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi per l'anno in corso.

Fabio GARAGNANI (FI) manifesta perplessit in ordine ai criteri adottati per l'individuazione degli organismi beneficiari dei finanziamenti in oggetto. In particolare, ritiene che le risorse siano erogate senza una compiuta verifica della congruit e della validit dei progetti culturali presentati dagli enti culturali, ma semplicemente riproponendo di anno in anno la medesima ripartizione percentuale tra quelli che hanno gi beneficiato dell'intervento dello Stato.
Segnala con preoccupazione che, a suo avviso, si assiste alla perpetuazione di una pratica consociativistica e clientelare nella ripartizione delle risorse pubbliche disponibili.
Dichiara di non condividere, in particolare, l'ammissione ai contributi in esame dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, atteso che, a suo giudizio, esso ha una connotazione puramente politica, nonch della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII, e in genere di tutti quegli enti che, pur essendo promotori di iniziative culturali non particolarmente degne di rilievo, risultano beneficiari dei finanziamenti, solo per il fatto di avere legami con determinati gruppi politici.
Conclusivamente, dopo aver ribadito l'opportunit di verificare la validit delle iniziative culturali da ammettere ai contributi, esprime l'auspicio che in futuro si eviti di erogare finanziamenti ai soliti enti e che si privilegino anche nuovi soggetti portatori di progetti culturali pregni di significato e rilievo.

Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI (FI), relatore, in relazione alle considerazioni del deputato Carli, riconosce che la generalizzata riduzione degli stanziamenti destinati a contributi per enti e organismi vari, effettuata all'inizio della legislatura con i richiamati interventi della legge finanziaria per il 2002, ha avuto indubbiamente un impatto negativo anche su importanti soggetti operanti nel settore delle attivit culturali. Sottolinea, peraltro, che tale intervento - dettato da ragioni di carattere generale che non possono certo essere discusse in questa sede - stato temperato da altri interventi di segno opposto che, a suo avviso, testimoniano della sensibilit del Governo per il mondo della cultura. Per quanto riguarda la richiesta di avere informazioni pi dettagliate in relazione ad alcune delle voci dello schema di decreto, ritiene che il rappresentante del Governo, nella prossima seduta, potr fornire i necessari chiarimenti.
Quanto alle considerazioni svolte dal deputato Garagnani, dichiara di condividere, in linea di principio, la contrariet ad una meccanica applicazione del criterio della spesa storica, e l'esigenza di valutare concretamente le iniziative culturali effettivamente meritevoli del sostegno pubblico. Peraltro, ritiene che - considerato che lo schema di decreto opera sulla base di precedenti interventi legislativi - difficilmente sarebbe possibile procedere ad una diversa ripartizione in questa sede.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.05.



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