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Proposta di legge: Disposizioni per lattuazione degli articoli 9,117 e 118 della Costituzione,in materia di beni culturali
2004-03-18

CAMERA DEI DEPUTATI
N.4830

PROPOSTA DI LEGGE
diniziativa del deputato TITTI DE SIMONE Disposizioni per lattuazione degli articoli 9,117 e 118 della Costituzione,in materia di beni culturali
Presentata il 18 marzo 2004

ONOREVOLI COLLEGHI !La presente proposta di legge nasce dallesigenza di riaffermare espressamente e con forza,allinterno dellordinamento della Repubblica italiana,la primariet del valore culturale, cos come garantito dallarticolo 9 della Costituzione,e la sua non subordinabilit ad altri valori,ivi compresi quelli economici,evidenziandone,al contrario,la capacit di influire sullordine economico e sociale ed impegnando lo Stato e gli enti territoriali ad operare affinch sia rimosso ogni ostacolo di ordine economico e sociale che limita di fatto il godimento pubblico del patrimonio storico ed artistico della nazione.Una esigenza sempre pi pressante alla luce di recenti provvedimenti normativi adottati dal Parlamento italiano,la cui ratio appare assolutamente di senso contrario,quali ad esempio il decreto-legge 15 aprile 2002,n.63,convertito,con modificazioni,dalla legge 15 giugno 2002,n.112,istitutivo della societ Patrimonio dello Stato spa, nonch alla luce delle assurde recenti proposte del Governo in materia di silenzio assenso per le dismissioni del patrimonio culturale.
In questo senso la presente proposta di legge volta ad affermare chiaramente la non riconducibilit a mero valore economico del patrimonio storico ed artistico della nazione in propriet pubblica con la espressa riaffermazione della sua inalienabilit .A tale scopo la presente proposta di legge volta a modificare le norme del codice civile e della legge n.281 del 1970, aventi ad oggetto il demanio dello Stato, delle regioni e degli enti locali nonch la legge n.112 del 2002 al fine di escludere che i beni del demanio storico ed artistico possano essere alienati e che la Patrimonio dello Stato spa possa disporre trasferimenti di patrimonio pubblico di interesse storico,artistico,archeologico,demo-etnoantropologico,archivistico,librario e paesaggistico.
Daltro canto,appare necessario per il legislatore intervenire in via ordinaria al fine di adeguare la legislazione in materia di tutela e di valorizzazione alla riforma del titolo V e della parte seconda della Costituzione disposta con legge costituzionale n.3 del 2001.
Larticolo 117 della Costituzione ha suddiviso infatti la competenza legislativa di Stato e regioni,in materia dei beni culturali,in due sub-materie tutela e valorizzazione appartenenti luna alla legislazione esclusiva dello Stato e laltra alla legislazione concorrente delle regioni.
Proprio alla luce del nuovo quadro costituzionale si rende quindi necessario definire precisamente,con legislazione ordinaria di attuazione,le nozioni di tutela e di valorizzazione ed il loro reciproco confine anche al fine di eliminare possibili rischi di conflitti di competenza tra Stato e regioni nellesercizio delle rispettive competenze legislative. Inoltre,appare doveroso che il legislatore,anche sulla scorta dei criteri posti dallarticolo 118 della Costituzione,intervenga per disporre una corretta allocazione delle funzioni amministrative di Stato,regioni ed enti locali nelle citate sub-materie.
Con riferimento allindividuazione del contenuto delle nozioni di cui agli articoli 117 e 118 della Costituzione si propone di ricondurre, per linscindibile nesso che lega le attivit dirette a riconoscere,conservare e proteggere i beni culturali con quelle volte ad assicurarne il godimento pubblico mediante lorganizzazione di risorse umane e materiali,le attivit di gestione del patrimonio culturale allambito della tutela .In questo senso opera la presente proposta di legge disponendo la modifica delle definizioni elaborate dalle lettere c) ed e) del comma 1 dellarticolo 148 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112, e labrogazione della lettera d) del medesimo comma 1. La situazione del patrimonio culturale italiano,il suo carattere diffuso sul territorio,la sua capacita di costituire un continuum territoriale unico,devono trovare evidentemente riscontro in una strategia di tutela e di valorizzazione che si fondi su efficaci forme di collaborazione tra i diversi livelli di governo,ciascuno per i propri ambiti,ma che non consenta,nel nome di un malinteso principio di sussidiariet ,la dissoluzione di una secolare e consolidata tradizione di tutela.
La presente proposta di legge,conseguentemente,intende riservare allo Stato, nel rispetto di quanto previsto dallarticolo 118 della Costituzione, tutte le funzioni amministrative connesse alla tutela del patrimonio storico e artistico della nazione,da esercitare attraverso il Ministero per i beni e le attivit culturali. Il Ministero che immaginiamo quindi un Ministero pesante .
Non intendiamo tuttavia in questa sede porre in essere una ulteriore formale operazione dingegneria istituzionale proponendo nuovi processi di riorganizzazione del Ministero o una ulteriore rimodulazione delle sue strutture di vertice; al contrario siamo convinti che ladeguatezza delle strutture del Ministero rispetto agli onerosi compiti che gli sono mantenuti e conservati in capo dalla presente proposta di legge possa essere garantita solo dal loro effettivo potenziamento attraverso una seria politica di assunzioni di personale tecnico,scientifico ed amministrativo. In questo quadro le regioni e gli enti locali potranno conservare un importante ruolo nella cura del proprio patrimonio culturale (musei,biblioteche,archivi,edifici storici,beni paesaggistici)e potranno contribuire,anche attraverso forme di coordinamento con lo Stato,ad una pi efficace tutela del patrimonio non di loro pertinenza. A tale proposito,la presente proposta di legge prevede che il Ministero per i beni e le attivit culturali,conformemente a quanto previsto dallarticolo 118, terzo comma, della Costituzione, possa promuovere forme di intesa e di coordinamento con le regioni e con gli enti locali nella materia della tutela dei beni culturali,ma solo allorch ci consenta,su specifici programmi e progetti,leffettivo miglioramento delle condizioni di godimento pubblico del patrimonio storico artistico della nazione.Lo strumento individuato dalla presente proposta di legge quello della costituzione di apposite istituzioni,ossia di organismi strumentali degli enti locali che siano dotati di autonomia scientifica e gestionale,cos come espressamente previsto dallarticolo 113bis del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali,di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000,n.267,per la gestione di servizi pubblici locali privi di rilevanza economica,enti cui il Ministero possa partecipare anche attraverso il conferimento in uso di beni culturali che ha in consegna.Conseguentemente la presente proposta di legge dispone labrogazione dellarticolo 150 del decreto legislativo n.112 del 1998 che consente al Ministero per i beni e le attivit culturali di definire,secondo il principio di sussidiariet ,il trasferimento della gestione dei musei statali alle regioni,alle province ed ai comuni e dellarticolo 10 del decreto legislativo n.368 del 1998 che consente al Ministero per i beni e le attivit culturali di costituire altri organismi quali fondazioni,associazioni e societ per la gestione dei beni culturali,nonch di dare in concessione a privati la complessiva gestione di servizi connessi con la fruizione del patrimonio storico ed artistico della nazione.
Infine,la presente proposta di legge dispone labrogazione dellarticolo 10 della legge n.137 del 2002 che attribuisce al Governo specifica delega per il riassetto e la codificazione in materia di beni culturali,mediante la codificazione delle disposizioni legislative in materia di beni culturali ed ambientali,con ci confermando lattuale contenuto del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali,di cui al decreto legislativo n.490 del 1999.

PROPOSTA DI LEGGE

ART.1.
(Principi generali)
1.La Repubblica,in attuazione dellarticolo 9 della Costituzione,riconosce la primariet del valore culturale,ne garantisce la non subordinabilit ad altri valori, ivi compresi quelli economici,ed opera affinch tale valore possa influire profondamente sullordine economico e sociale.
2.La Repubblica promuove lo sviluppo della conoscenza del patrimonio storico e artistico della nazione, rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e sociale che ne limitano di fatto il godimento pubblico.
3.Il patrimonio storico e artistico della nazione pu essere di propriet pubblica o di propriet privata.
4.I beni che compongono il patrimonio storico e artistico della nazione sono tutelati secondo le disposizioni del titolo I del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999,n.490,e successive modificazioni,in attuazione dellarticolo 9 della Costituzione.

ART.2.
(Definizioni)
1.In attuazione dellarticolo 117 della Costituzione,ai fini della presente legge e della legislazione statale e regionale di settore in materia di beni culturali,si intende per:
a)tutela:ogni attivit diretta a riconoscere,conservare e proteggere i beni culturali nonch ad assicurarne il pubblico godimento anche mediante lorganizzazione di risorse umane e materiali;
b)valorizzazione:ogni attivit che concorre a migliorare le condizioni di conoscenza e conservazione dei beni culturali e ad incrementarne il godimento pubblico.
2.Le definizioni di cui alle lettere c)ed e)del comma 1 dellarticolo 148 del decreto legislativo 31 marzo 1998,n.112, per la parte riguardante i beni culturali, sono sostituite dalle disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo.

ART.3.
(Inalienabilit del patrimonio storico e artistico)
1.Il patrimonio storico ed artistico della nazione di propriet pubblica inalienabile.
2.Allarticolo 823 del codice civile dopo il primo comma inserito il seguente: I beni di cui al primo comma di interesse storico,artistico,archeologico, demo-etnoantropologico,archivistico e librario sono inalienabili e non possono essere oggetto di diritti reali di godimento a favore di terzi .
3.Allarticolo 824 del codice civile aggiunto il seguente comma: I beni di cui al primo comma di interesse storico,artistico,archeologico, demo-etnoantropologico,archivistico e librario sono inalienabili e non possono essere oggetto di diritti reali di godimento a favore di terzi .
4.Allarticolo 11 della legge 16 maggio 1970,n.281,e successive modificazioni, dopo il primo comma inserito il seguente: I beni di cui al primo comma di interesse storico,artistico,archeologico, demo-etnoantropologico,archivistico e librario sono inalienabili e non possono essere oggetto di diritti reali di godimento a favore di terzi .

ART.4.
(Funzioni amministrative)
1.Lo Stato,le regioni e gli enti locali, in attuazione dellarticolo 118 della Costituzione,concorrono,ciascuno nel proprio ambito,alle attivit connesse alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico della nazione.
2.Sono riservate allo Stato,che le esercita attraverso il Ministero per i beni e le attivit culturali,le funzioni amministrative connesse alla tutela del patrimonio storico e artistico della nazione.
3.In attuazione dellarticolo 118,terzo comma,della Costituzione,il Ministero per i beni e le attivit culturali,ai fini del pi efficace esercizio delle funzioni amministrative di cui al comma 2 del presente articolo e del miglioramento delle condizioni di godimento pubblico del patrimonio storico e artistico della nazione, pu promuovere,su singoli programmi e progetti,forme di intesa con le regioni e con gli enti locali volte alla costituzione di istituzioni di cui alla lettera a) del comma 1 dellarticolo 113-bis del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali,di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267,e successive modificazioni.
4.Il Ministero per i beni e le attivit culturali pu partecipare al patrimonio delle istituzioni di cui al comma 3 attraverso il conferimento in uso di beni culturali che ha in consegna.

ART.5.
(Modificazioni e abrogazioni)
1.Al decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112,e successive modificazioni,sono apportate le seguenti modificazioni: a) la lettera d)del comma 1 dellarticolo 148 abrogata;
b) larticolo 150 abrogato.

2.Larticolo 10 del decreto legislativo 20 ottobre 1998,n.368,e successive modificazioni, abrogato.
3.Al comma 10 dellarticolo 7 del decreto-legge 15 aprile 2002,n.63,convertito,con modificazioni,dalla legge 15 giugno 2002,n.112,dopo il primo periodo inserito il seguente:Sono esclusi dai trasferimenti i beni di interesse storico, artistico,archeologico,demo etnoantropologico,archivistico e librario e quelli di interesse paesaggistico individuati dal testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali,di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.490,e successive modificazioni e le parole:Il trasferimento di beni di particolare valore artistico e storico effettuato di intesa con il Ministro per i beni e le attivit culturali sono soppresse.
4.Larticolo 10 della legge 6 luglio 2002,n.137,e successive modificazioni, abrogato.



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