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VII Commissione Camera- riunione del 4/5/2004 (Parere sul Regolamento del Ministero per i beni e le attività culturali)
2004-05-04

Schema di regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali.
Atto n. 364.
(Rilievi alla I Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Franca CHIAROMONTE (DS-U), intervenendo sull'ordine dei lavori, nel sottolineare l'importanza del provvedimento in titolo, chiede che, prima di esprimersi, la Commissione proceda allo svolgimento di alcune audizioni informali, che dovrebbero coinvolgere in primo luogo le rappresentanze sindacali del Ministero.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nel ricordare che la Commissione è chiamata ad esaminare il provvedimento ai soli fini della trasmissione di rilievi, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del regolamento, alla Commissione Affari costituzionali, competente in via primaria, ritiene che i tempi a disposizione non consentano di procedere, in questa sede, allo svolgimento di audizioni informali. Ricorda, al proposito, che si è convenuto di concludere l'esame del provvedimento, con la deliberazione dei rilievi da trasmettere alla I Commissione, entro la mattina di domani. Segnala comunque che le valutazioni di alcune organizzazioni sindacali sono state informalmente trasmesse alla Commissione, e potranno quindi essere opportunamente valutate ai fini delle deliberazioni da assumere.

Franca CHIAROMONTE (DS-U) prende atto delle considerazioni del presidente.

Domenicantonio SPINA DIANA (FI), relatore, osserva che lo schema di regolamento in esame è volto ad adeguare l'organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali alle disposizioni del decreto legislativo n. 3 del 2004, sostituendo il precedente regolamento n. 441 del 2000. Ricorda che il decreto legislativo n. 3 del 2004 ha soppresso l'assetto organizzativo precedente, basato sulla figura del Segretario Generale, e ha introdotto la struttura plurima dei dipartimenti, istituendo, peraltro, gli uffici dirigenziali generali territoriali, gerarchicamente sovraordinati alle soprintendenze di settore, allo scopo di ottimizzare il rapporto, sia tra le varie strutture, che con le istituzioni regionali.
Passa quindi ad illustrare il contenuto del provvedimento, che consta di 23 articoli, soffermandosi in primo luogo sull'articolo 1, che individua i quattro dipartimenti dei beni culturali e paesaggistici, dei beni archivistici e librari, della ricerca, innovazione e organizzazione e dello spettacolo e sport. Il medesimo articolo definisce, inoltre, le competenze di carattere generale dei capi dipartimento, consistenti principalmente nelle funzioni di controllo e coordinamento degli uffici di livello dirigenziale generale compresi nel dipartimento, nella cura dei rapporti internazionali e nella responsabilità di risultato degli obiettivi fissati dagli indirizzi del ministro. Precisa che l'individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale dei dipartimenti e delle direzioni generali è demandata a successivi decreti ministeriali.
L'articolo 2 reca la disciplina della Conferenza dei capi dei dipartimenti e dei dirigenti generali degli uffici centrali, avente le funzione di esaminare le questioni attinenti al coordinamento generale delle attività del Ministero e formula al ministro proposte sugli indirizzi e sulle direttive, mentre gli articoli successivi disciplinano le competenze dei singoli dipartimenti.
In particolare, il dipartimento per i beni culturali e paesaggistici cura la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, promuove l'arte contemporanea e la qualità urbanistica e architettonica. Si articola in quattro direzioni generali, competenti rispettivamente per i beni archeologici, per i beni architettonici e paesaggistici, per il patrimonio storico, artistico ed etno-antropologico, e per l'architettura e l'arte contemporanea, ed è inoltre presente a livello territoriale con uffici dirigenziali generali denominati direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici. Il Dipartimento per i beni archivistici e librari cura la tutela di tali beni e si articola in due direzioni generali, rispettivamente per gli archivi e per i beni librari e gli istituti culturali.
Il Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione promuove la ricerca e la diffusione del patrimonio culturale e definisce le risorse umane, finanziarie e strumentali. Si articola nelle due direzioni generali, quella per gli affari generali, il bilancio e le risorse e quella per l'innovazione tecnologica e la promozione.
Il Dipartimento per lo spettacolo e lo sport cura le attività teatrali, musicali, cinematografiche, circensi, di danza e di altri spettacoli, nonché le attività sportive e l'impiantistica sportiva e si articola nelle due direzioni generali di livello generali, rispettivamente per il cinema e per lo spettacolo dal vivo.
Sono poi specificamente indicati i compiti delle quattro Direzioni generali a livello centrale, mentre gli articoli 17 e 18 individuano gli organi consultivi centrali del Ministero, ossia il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici e i vari Comitati tecnico-scientifici.
Il capo III (articoli da 19 a 23) disciplina gli organi periferici del Ministero, ossia le direzioni regionali per i beni culturali e del paesaggio, le soprintendenze per i beni architettonici e per il paesaggio, le soprintendenze per il patrimonio storico, artistico ed etno-antropologico, le soprintendenze per i beni archeologici, le soprintendenze archivistiche, gli archivi e le biblioteche di Stato e i musei e gli altri istituti dotati di autonomia. Tali organi, ad eccezione delle direzioni regionali, sono uffici di livello dirigenziale non generale. L'organizzazione e le competenze dei medesimi saranno definite con decreti ministeriali e, per i soli musei e istituti dotati di autonomia, con regolamenti. L'articolo 21 istituisce e regolamenta poi i Comitati regionali di coordinamento, organi consultivi intersettoriali operanti in ciascuna direzione regionale.
L'articolo 23 modifica le dotazioni organiche dei dirigenti di prima e seconda fascia, nonché l'organico del personale non dirigenziale del Ministero, senza aumenti di spesa per il medesimo. Si dispone inoltre che, nella fase di prima applicazione e, comunque, non oltre i due anni dalla data di entrata in vigore del regolamento, il capo del dipartimento può essere titolare anche di uffici dirigenziali di livello generale compresi nel suo dipartimento, così come il direttore regionale può essere titolare di uffici dirigenziali di livello non generale compresi nella direzione generale. Il medesimo articolo reca infine le disposizioni finali e le necessarie abrogazioni.
Dopo aver ricordato che sul provvedimento in oggetto è stato acquisito in due riprese il parere del Consiglio di Stato, le cui osservazioni sono state per lo più recepite, evidenzia la necessità di apportare una serie di correzioni e miglioramenti al testo in esame, per la cui illustrazione rinvia alla proposta di rilievi da lui predisposta (vedi allegato 2).

Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani, 5 maggio 2004.

La seduta termina alle 13.25.



ALLEGATO 2

Schema di regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (atto n. 364).

PROPOSTA DI RILIEVI DEL RELATORE

La VII Commissione,
esaminato, ai fini della trasmissione di rilievi alla I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni), lo schema di regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali;
valutato favorevolmente, nel complesso, lo schema di regolamento in oggetto, che provvede ad adeguare l'organizzazione del Ministero alle nuove disposizioni dettate dal decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3;

DELIBERA DI TRASMETTERE I SEGUENTI RILIEVI
a) all'articolo 5, comma 3, lettera f), dovrebbe essere specificato che gli interventi conseguenti ad emergenze nazionali e internazionali facenti capo al Ministero per i beni e le attività culturali, coordinati dal Capo del Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione, sono svolti anche in collaborazione con il Dipartimento per la protezione civile, che a tal fine può avvalersi delle procedure di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni;
b) in considerazione della rilevante attività svolta dall'Ufficio studi del Ministero, costituito ai sensi dell'articolo 10, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, e previsto dall'articolo 1, comma 5, del vigente regolamento di organizzazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2000, n. 441, appare opportuno prevederne l'espressa menzione nell'ambito delle strutture del Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione, modificando a tal fine le norme di cui all'articolo 5, comma 4;
c) al medesimo articolo 5, dovrebbe essere aggiunto un ulteriore comma al fine di specificare che al Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione afferiscono anche gli istituti centrali che svolgono attività di alta formazione e ricerca nel settore del restauro e della catalogazione;
d) all'articolo 6, comma 4, relativo ai comitati operanti presso il Dipartimento per lo spettacolo e lo sport, sarebbe opportuno menzionare espressamente anche il Comitato consultivo permanente per il diritto di autore, di cui all'articolo 190 della legge 22 aprile 1941, n. 633;
e) all'articolo 9, comma 1, appare opportuno specificare che i dipinti murali e gli apparati decorativi sono compresi tra i beni rientranti nelle competenze della Direzione generale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico;
f) all'articolo 11, comma 2, lettera e), la parola: «catalogazione» dovrebbe essere sostituita dalla seguente: «censimento», che appare più corretta in relazione alle competenze spettanti alla Direzione generale per gli archivi;
g) al medesimo articolo 11, comma 2, appare opportuno includere, tra le competenze della Direzione generale per gli archivi, l'approvazione dei piani di conservazione e scarto degli archivi degli uffici dell'amministrazione statale e la concessione di contributi per interventi sugli archivi vigilati;
h) all'articolo 13, comma 1, dovrebbe essere precisato che rientra tra le competenze della Direzione generale per gli affari generali, il bilancio, le risorse umane e la formazione, lo svolgimento di compiti relativi all'attuazione delle direttive del Ministro e del Capo del Dipartimento in materia di politiche del personale, di contrattazione collettiva e di emanazione di indirizzi ai direttori regionali per l'applicazione dei contratti collettivi e la stipula di accordi decentrati;
i) all'articolo 18, comma 4, appare opportuno prevedere la possibile partecipazione, in casi particolari, dei direttori regionali per i beni culturali e paesaggistici alle riunioni dei Comitati tecnico-scientifici del Ministero;
l) nell'ambito delle disposizioni finali di cui all'articolo 23, appare opportuno prevedere che, con cadenza almeno biennale, si provveda alla verifica degli assetti organizzativi e della loro rispondenza alle esigenze operative del Ministero, con riferimento all'amministrazione centrale e periferica, al fine di accertarne la funzionalità ed efficienza ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera c), delle legge 23 agosto 1988, n. 400;
m) al medesimo articolo 23, al comma 13, appare opportuno verificare la necessità di ulteriori interventi abrogativi o integrativi della disciplina del regolamento di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro per i beni e le attività culturali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 luglio 2001, n. 307, anche al fine di assicurare il funzionamento dei due uffici dirigenziali generali istituiti presso il Gabinetto del Ministro dall'articolo 54, comma 1, del decreto legislativo n. 300 del 1999, come sostituito dall'articolo 1 del decreto legislativo n. 3 del 2004.



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