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VII Commissione Camera- riunione del 5/5/2004 (Parere sul Regolamento del Ministero per i beni e le attivit culturali)
2004-05-05

VII Commissione - Resoconto di mercoled 5 maggio 2004


DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO

Mercoled 5 maggio 2004. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO.

La seduta comincia alle 8.45.

Schema di regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attivit culturali.
Atto n. 364.
(Rilievi alla I Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 4 maggio 2004.

Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che nella seduta di ieri il relatore ha formulato una proposta di rilievi da trasmettere alla Commissione Affari costituzionali.

Andrea COLASIO (MARGH-U), pur constatando con soddisfazione che la proposta di rilievi formulata dal relatore recepisce buona parte delle osservazioni espresse dal Consiglio di Stato e dalle associazioni sindacali, ritiene necessario soffermarsi su alcuni aspetti dello schema di regolamento in esame, che, a suo parere, continuano a presentare profili di estrema criticit.
In particolare, stigmatizza la scelta, motivata da mere ragioni di carattere finanziario, di procedere ad una drastica riduzione del numero degli uffici di livello dirigenziale non generale. Ritiene inoltre difficilmente compatibili le ampie competenze della direzione generale per gli affari generali, il bilancio, le risorse umane e la formazione, e l'attribuzione a ciascun dipartimento della organizzazione e gestione delle rispettive risorse strumentali, finanziarie e umane, necessarie all'espletamento delle proprie funzioni.
Lamenta altres la mancata previsione, nello schema di regolamento in titolo, di appositi organismi concertativi o di luoghi istituzionali diretti a favorire il raccordo e il coordinamento tra l'azione dei diversi organi del Ministero e quella delle autorit regionali e locali, ritenendo non sufficientemente idonee al perseguimento di tali obiettivi le commissioni regionali per i beni e le attivit culturali, disciplinate dal decreto legislativo n. 112 del 1998.
Invita quindi la Commissione a un'attenta e ponderata riflessione sulle problematiche evidenziate.

Franca CHIAROMONTE (DS-U), concordando con le osservazioni del deputato Colasio, esprime apprezzamento in ordine al recepimento, nella proposta formulata dal relatore, dei rilievi espressi dal Consiglio di Stato e dalle organizzazioni sindacali. Esprime peraltro perplessit in ordine al fatto che il provvedimento in titolo sia esaminato dalla Commissione non in sede primaria, ma solo ai fini della trasmissione di rilievi alla Commissione Affari costituzionali.
Quanto al merito del provvedimento, ribadisce che il suo gruppo continua a condividere la scelta di riorganizzare la struttura complessiva del Ministero su base dipartimentale, che appare idonea a garantire maggiore funzionalit e un pi efficace coordinamento delle sue molteplici e peculiari competenze. Peraltro, segnala che la precedente organizzazione, incentrata sulla figura del Segretariato generale, rispondeva se non altro all'intento di assicurare un rafforzamento del ruolo del Ministero nell'ambito del complesso della pubblica amministrazione. Da questo punto di vista, esprime l'auspicio che la nuova organizzazione dipartimentale, pur condivisibile - lo ribadisce - in linea di principio, non comporti un ridimensionamento del peso specifico del Ministero nelle scelte collettive del Governo. Allo stesso tempo, evidenzia il rischio che l'ampia esternalizzazione di funzioni finora svolte dal Ministero - come nel caso del controverso riconoscimento di rilevanti e strategiche funzioni alla Arcus Spa - possa minare l'unitariet di azione in importanti ambiti di sua competenza.
Si associa altres alle considerazioni del deputato Colasio in ordine all'inadeguatezza di un intervento riformatore che, per rispettare vincoli finanziari esterni, viene realizzata mediante una drastica e preoccupante riduzione del numero dei dirigenti di secondo livello. Ritiene al proposito che nessuna incisiva ed efficace riforma possa essere realizzata a costo zero, e che l'attribuzione ai dirigenti di primo livello di compiti attualmente assegnati a quelli di secondo livello possa comportare una nuova burocratizzazione delle direzioni generali.
Segnala poi che si sta perdendo l'occasione di introdurre disposizioni relative alla definizione di standard formativi del personale operante nel settore dei beni culturali e, per altro verso, che occorrerebbe prevedere precisi obblighi di convocazione periodica degli organismi consultivi del Ministero, tra cui in primo luogo il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici.
Ritiene infine che vi siano evidenti incongruenze terminologiche e di sostanza tra alcune delle previsioni del regolamento in esame e quanto recentemente disposto con il Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004: in tal senso, richiama i casi della titolarit ad effettuare la dichiarazione di pubblico interesse, attribuita al soprintendente nel Codice e al direttore generale nel provvedimento in esame, e della diversa disciplina in materia di autonomia di musei ed istituti, in particolare in relazione alle modalit per la loro soppressione.
Conclusivamente, nel ribadire che l'assenza di adeguati finanziamenti impedisce l'efficacia della riforma, che richiede la promozione di adeguate politiche di assunzione di nuovo personale e di strategie formative per quello gi in carica, si riserva di esprimere l'orientamento del suo gruppo sulla proposta di rilievi del relatore anche in base all'eventuale accoglimento delle osservazioni formulate.

Ferdinando ADORNATO, presidente, intervenendo nel merito, invita il relatore a riflettere sull'opportunit di richiedere che gli istituti centrali operanti nel campo dell'alta formazione e della ricerca nei settori del restauro e della catalogazione afferiscano al Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione, come recita il rilievo di cui alla lettera c) della proposta di rilievi. Ricorda infatti che su tale questione ancora in corso un confronto di opinioni, in cui non forse opportuno che la Commissione si inserisca in questa fase.
Quanto al rilievo di cui alla lettera m) della proposta del relatore, sottolinea che appare necessario fare riferimento genericamente agli uffici dirigenziali generali istituiti presso il Gabinetto del Ministro, piuttosto che specificamente a due uffici.

Domenicantonio SPINA DIANA (FI), relatore, concorda con le considerazioni del presidente, sottolineando in particolare che gli istituti centrali di cui alla lettera c) sono numerosi e svolgono attivit diversificate, per cui potrebbe in effetti risultare opportuno ricondurli a strutture differenti del Ministero. Riformula pertanto la propria proposta di rilievi, sopprimendo la lettera c) e sostituendo, alla lettera m), le parole: dei due uffici con le seguenti: degli uffici.

Andrea COLASIO (MARGH-U) propone al relatore di introdurre nella propria proposta di rilievi la richiesta di prevedere espressamente, all'articolo 17, l'incompatibilit tra l'incarico di componente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici e quelli di direttore generale o di soprintendente.

Ferdinando ADORNATO, presidente, ritiene che tale precisazione sia sostanzialmente superflua, considerato che dal complesso delle disposizioni in esame appare evidente che i componenti del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici devono essere scelti tra esperti esterni al Ministero. Evidenzia in particolare che il comma 6 dell'articolo 17 prevede espressamente che i componenti del Consiglio non possono essere titolari di rapporti di collaborazione professionale con il Ministero.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) ritiene che i singoli rilievi contenuti nella proposta del relatore, pur di per s condivisibili, siano insufficienti rispetto alle effettive esigenze di modifica del testo. Annuncia pertanto che il suo gruppo non condivide il giudizio complessivamente favorevole sullo schema di provvedimento espresso nelle premesse della proposta di rilievi.
Dopo aver espresso perplessit, sul piano formale, in relazione all'assegnazione del provvedimento, in sede primaria, alla Commissione Affari costituzionali, sottolinea in primo luogo, nel merito, che la mancanza di qualsiasi incremento delle risorse finanziarie disponibili determiner a suo avviso l'inefficacia della riforma, l'arresto degli indispensabili interventi di incremento e riqualificazione del personale e, in ultima istanza, una grave riduzione del ruolo del Ministero per i beni e le attivit culturali.
Dopo aver richiamato i singoli aspetti di criticit gi evidenziati dal deputato Chiaromonte, sottolinea che la stessa struttura generale dell'intervento di riordino a suscitare dubbi e perplessit. Ritiene in particolare che una pluralit di fattori testimonino una inopportuna commistione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, la cui netta separazione costituisce un elemento imprescindibile per garantire l'efficienza e la funzionalit della pubblica amministrazione. In tal senso, segnala l'attribuzione al Ministro di forti e incisivi poteri di intervento diretto sugli organi consultivi e di controllo del Ministero, di cui dovrebbe invece essere garantita la pi ampia e completa autonomia.
Conclusivamente, chiede che si proceda alla votazione per parti separate sulla proposta del relatore, nel senso di porre in votazione prima il capoverso delle premesse in cui si esprime una valutazione complessivamente favorevole sullo schema di regolamento, su cui annuncia il voto contrario del suo gruppo, e poi la restante parte della proposta, comprensiva dei rilievi da trasmettere alla I Commissione, su cui il voto sar favorevole.

Ferdinando ADORNATO, presidente, lo consente.

La Commissione, con distinte votazioni, approva il secondo capoverso delle premesse e la restante parte della proposta di rilievi del relatore, come riformulata nel corso della seduta (vedi allegato 1).

La seduta termina alle 9.10.


ALLEGATO 1

Schema di regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attivit culturali (atto n. 364).


RILIEVI DELIBERATI DALLA COMMISSIONE
La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),
esaminato, ai fini della trasmissione di rilievi alla I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni), lo schema di regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attivit culturali;
valutato favorevolmente, nel complesso, lo schema di regolamento in oggetto, che provvede ad adeguare l'organizzazione del Ministero alle nuove disposizioni dettate dal decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3;


DELIBERA DI TRASMETTERE I SEGUENTI RILIEVI
a) all'articolo 5, comma 3, lettera f), dovrebbe essere specificato che gli interventi conseguenti ad emergenze nazionali e internazionali facenti capo al Ministero per i beni e le attivit culturali, coordinati dal Capo del Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione, sono svolti anche in collaborazione con il Dipartimento per la protezione civile, che a tal fine pu avvalersi delle procedure di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni;
b) in considerazione della rilevante attivit svolta dall'Ufficio studi del Ministero, costituito ai sensi dell'articolo 10, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, e previsto dall'articolo 1, comma 5, del vigente regolamento di organizzazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2000, n. 441, appare opportuno prevederne l'espressa menzione nell'ambito delle strutture del Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione, modificando a tal fine le norme di cui all'articolo 5, comma 4;
c) all'articolo 6, comma 4, relativo ai comitati operanti presso il Dipartimento per lo spettacolo e lo sport, sarebbe opportuno menzionare espressamente anche il Comitato consultivo permanente per il diritto di autore, di cui all'articolo 190 della legge 22 aprile 1941, n. 633;
d) all'articolo 9, comma 1, appare opportuno specificare che i dipinti murali e gli apparati decorativi sono compresi tra i beni rientranti nelle competenze della Direzione generale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico;
e) all'articolo 11, comma 2, lettera e), la parola: catalogazione dovrebbe essere sostituita dalla seguente: censimento, che appare pi corretta in relazione alle competenze spettanti alla Direzione generale per gli archivi;
f) al medesimo articolo 11, comma 2, appare opportuno includere, tra le competenze della Direzione generale per gli archivi, l'approvazione dei piani di conservazione e scarto degli archivi degli uffici dell'amministrazione statale e la concessione di contributi per interventi sugli archivi vigilati;
g) all'articolo 13, comma 1, dovrebbe essere precisato che rientra tra le competenze della Direzione generale per gli affari generali, il bilancio, le risorse umane e la formazione, lo svolgimento di compiti relativi all'attuazione delle direttive del Ministro e del Capo del Dipartimento in materia di politiche del personale, di contrattazione collettiva e di emanazione di indirizzi ai direttori regionali per l'applicazione dei contratti collettivi e la stipula di accordi decentrati;
h) all'articolo 18, comma 4, appare opportuno prevedere la possibile partecipazione, in casi particolari, dei direttori regionali per i beni culturali e paesaggistici alle riunioni dei Comitati tecnico-scientifici del Ministero;
i) nell'ambito delle disposizioni finali di cui all'articolo 23, appare opportuno prevedere che, con cadenza almeno biennale, si provveda alla verifica degli assetti organizzativi e della loro rispondenza alle esigenze operative del Ministero, con riferimento all'amministrazione centrale e periferica, al fine di accertarne la funzionalit ed efficienza ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera c), delle legge 23 agosto 1988, n. 400;
l) al medesimo articolo 23, al comma 13, appare opportuno verificare la necessit di ulteriori interventi abrogativi o integrativi della disciplina del regolamento di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro per i beni e le attivit culturali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 luglio 2001, n. 307, anche al fine di assicurare il funzionamento degli uffici dirigenziali generali istituiti presso il Gabinetto del Ministro dall'articolo 54, comma 1, del decreto legislativo n. 300 del 1999, come sostituito dall'articolo 1 del decreto legislativo n. 3 del 2004.



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