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VII Commissione Camera - Resoconto della seduta del 6 maggio 2004 (valorizzazione mura e interrogazione Colasio fortezza di Pistoia )
2004-05-06

VII Commissione - Resoconto di gioved 6 maggio 2004



UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Gioved 6 maggio 2004.

L'ufficio di presidenza si riunito dalle 9.40 alle 10.10.


INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Gioved 6 maggio 2004 - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attivit culturali Nicola Bono.

La seduta comincia alle 14.05.

Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicit delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.

5-03177 Colasio: Interventi per la valorizzazione della fortezza Santa Barbara di Pistoia.

Andrea COLASIO (MARGH-U) illustra l'interrogazione in titolo.

Il sottosegretario Nicola BONO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato).

Andrea COLASIO (MARGH-U), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo. Nell'esprimere apprezzamento per la recente attribuzione al Ministero per i beni e le attivit culturali della facolt di stipulare accordi tesi alla valorizzazione di beni del patrimonio culturale di propriet pubblica, auspica che, in occasione della definizione dell'accordo concernente il recupero della fortezza di Santa Barbara, il Ministero individui nel Comune di Pistoia l'interlocutore privilegiato per la definizione del percorso pi consono a valorizzare adeguatamente tale importante bene storico-artistico.

La seduta termina alle 14.10.


SEDE REFERENTE
Gioved 6 maggio 2004. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il Sottosegretario di Stato per i beni e le attivit culturali Nicola Bono.

La seduta comincia alle 14.10.

Tutela e valorizzazione delle mura poligonali di Alatri, Ferentino, Veroli, Atina, Arpino e Anagni.
C. 4534 Perlini e C. 4866 Perlini.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Gabriella CARLUCCI (FI), relatore, rileva preliminarmente che le proposte di legge in titolo sono finalizzate alla promozione della tutela e della valorizzazione delle mura di cinta poligonali di alcuni antichi insediamenti della provincia di Frosinone nel Lazio: Alatri, Ferentino, Veroli, Atina e Arpino, per quanto riguarda la proposta n. 4534, Anagni, per quanto riguarda la proposta di legge n. 4866.
Sottolinea che tali fortificazioni rappresentano un aspetto peculiare nella storia dell'architettura, che si sviluppa in maniera indipendente rispetto all'architettura templare e monumentale in genere. Esse, come emerge anche dalla relazione illustrativa, sono il segno tangibile del sovrapporsi dei vari gruppi etnici che hanno popolato queste zone e delle vicende politiche e belliche che li hanno coinvolti, dalle quali sono derivate forti esigenze di difesa e controllo del territorio. A differenza dei numerosi resti di cinte murarie conservati in tutto il mondo, in alcuni di questi comuni (Alatri e Ferentino) si assiste alla convivenza di strutture particolarmente antiche (la costruzione delle mura pu essere datata intorno al V secolo a.C.) con abitazioni di origine medievale e moderna. Le fortificazioni sono quindi oggi parte integrante della vita sociale dei comuni e ne coinvolgono le scelte urbanistiche, costituendo un sicuro e documentato fattore di attrazione turistica.
Passa quindi ad illustrare i contenuti delle due proposte di legge, evidenziando in primo luogo che esse hanno struttura sostanzialmente analoga. In particolare, nell'articolo 1 di ciascuna delle due proposte - che si differenziano, nel caso di specie, per il solo riferimento ai comuni interessati dall'intervento - vengono illustrate la finalit degli interventi proposti, volti, come si detto, alla promozione della tutela e della valorizzazione delle mura poligonali, parte integrante del patrimonio storico-archeologico della provincia di Frosinone. Nel caso delle disposizioni relative al comune di Anagni, di cui alla proposta n. 4866, gli interventi di tutela e valorizzazione sono estesi al suo complesso architettonico.
Con l'articolo 2 si prevede l'istituzione di un Comitato provinciale per la tutela e la valorizzazione delle mura poligonali, di cui fanno parte un rappresentante del Ministero per i beni e le attivit culturali, un rappresentante della regione Lazio, un rappresentante della provincia di Frosinone nonch un rappresentante per ciascuno dei comuni interessati. I compiti del Comitato consistono nell'individuazione delle fonti di finanziamento - pubbliche e private - dirette al restauro ed alla manutenzione delle mura poligonali e nella promozione della conoscenza e della valorizzazione delle mura, attraverso lo studio e la realizzazione di iniziative specifiche. Il Comitato dotato di autonomia gestionale e contabile.
L'articolo 3, infine, detta le disposizioni relative all'entrata in vigore della legge.
Ricorda infine che la regione Lazio, con legge regionale del 6 agosto 1999, n. 13, ha concesso un contributo per interventi di recupero e mantenimento delle mura di Viterbo e di Arpino, e che in tale occasione al comune di Arpino stato destinato 1 miliardo di lire (pari a 516.457 euro) per il triennio 1999-2001.
Sottolinea quindi che ritiene particolarmente importante il tipo di intervento proposto con i provvedimenti in oggetto, come segnalato dal fatto che ella stessa ha recentemente presentato una proposta di legge avente finalit analoghe, la n. 4959, attualmente in corso di assegnazione, che prevede interventi di valorizzazione delle cinte murarie medievali e postmedievali del nord barese. Tale intervento riguarda un'altra regione, la Puglia, che come il Lazio possiede numerose cinte murarie ricche di storia, il cui recupero si inserisce nel quadro della rivalutazione di alcuni centri storici, quali ad esempio Trani, Corato e Ruvo di Puglia, per la realizzazione di percorsi turistici alternativi in grado di contribuire ad uno sviluppo sostenibile del territorio. Tali comuni hanno infatti avviato politiche volte al ripopolamento dei centri storici attraverso una serie di restauri mirati e programmi di riqualificazione urbana. Gli interventi previsti consentiranno la creazione di veri e propri musei all'aperto con il conseguente recupero del sostrato artigianale e turistico necessario allo sviluppo economico delle aree interessate.
Peraltro, ritiene opportuno avviare una riflessione e un approfondimento in ordine all'effettiva necessit di realizzare gli interventi descritti intervenendo con legge dello Stato. Ricorda infatti che, se l'intervento con legge pu apparire giustificato dal fatto che i provvedimenti riguardano non solo la valorizzazione, ma anche la tutela dei beni interessati (che, come noto, rientra nella competenza esclusiva dello Stato), bisogna d'altra parte tenere conto che forme di tutela e valorizzazione possono essere disposte ricorrendo alle forme di cooperazione amministrativa tra Stato, regioni ed enti locali previste dalla legislazione vigente, quali, in particolare, i consorzi, le intese istituzionali e gli accordi di programma. Si tratta di strumenti cui si fatto ampio ricorso negli ultimi anni ai fini di una programmazione concordata degli interventi, i quali hanno ricevuto esplicita copertura costituzionale a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione.D'altronde, su tale questione intervenuto anche il nuovo Codice dei beni culturale e del paesaggio, entrato in vigore lo scorso 1o maggio, che, come noto, prevede all'articolo 5 forme di collaborazione tra le regioni e gli altri enti pubblici territoriali in materia di tutela del patrimonio culturale e, all'articolo 112, comma 5, la possibilit per lo Stato, le regioni e gli altri enti citati di stipulare accordi volti a coordinare, armonizzare e integrare le attivit di valorizzazione.
Per tali ragioni, fermi restando il particolare valore delle opere oggetto delle proposte di legge in titolo e, pertanto, la necessit di intervenire tempestivamente per la loro tutela, ritiene che occorra valutare la possibilit di perseguire gli obiettivi indicati ricorrendo ai vigenti strumenti amministrativi, soprattutto nel caso in cui il Governo manifesti la propria disponibilit ad attivarsi in tal senso.

Il sottosegretario Nicola BONO osserva preliminarmente che le mura poligonali oggetto delle iniziative legislative in titolo sono gi parte del patrimonio storico-artistico nazionale, per effetto di quanto disposto dagli articoli 53 e 54 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, entrato in vigore il 1o maggio 2004, in quanto costituiscono beni di interesse archeologico di propriet pubblica. Essi fanno quindi pienamente parte del demanio culturale e sono inalienabili.
Nel rilevare che le funzioni di tutela in materia di beni culturali sono, in via generale, di pertinenza istituzionale del Ministero per i beni e le attivit culturali, ai sensi dell'articolo 4 del predetto Codice dei beni culturali (che, in materia, ha dato attuazione ai princpi costituzionali di cui agli articoli 117, comma secondo, e 118, commi primo e terzo), sottolinea che, pertanto, ogni questione afferente alle indagini archeologiche e al restauro delle mura poligonali dei comuni in oggetto pu e deve essere utilmente affrontata nell'ambito della programmazione annuale degli interventi che il Ministero per i beni e le attivit culturali predispone per il settore archeologico.
Proposte di legge ad hoc che, come nel caso concreto, non individuino risorse economiche aggiuntive rispetto a quelle ordinariamente assegnate al Ministero per i beni e le attivit culturali, e che, per di pi, si pongono in contrasto con il Codice dei beni culturali e con la Costituzione, estendendo le competenze degli enti locali anche alla materia della tutela, non solo non aiutano, ma sono anche suscettibili di ingenerare pericolose confusioni in un settore molto delicato, e la cui nuova normazione entrata in vigore solo da pochi giorni.
Quanto alle finalit di valorizzazione, meritoriamente prese in considerazione dalle proposte di legge in questione, ricorda che, come noto, in base a quanto disposto dal Codice dei beni culturali, esse sono perseguibili dallo Stato e dagli enti locali anche congiuntamente tra loro sulla base di accordi e di intese che gi attualmente possono essere realizzate ai sensi degli articoli 112 e 115 del Codice, che a tale proposito individua appositi percorsi procedurali e ambiti di attivit. Pertanto anche sotto tale profilo la codificazione gi entrata in vigore sufficiente ad indurre le forme di sinergia e collaborazione ipotizzate nelle due proposte di legge.

Gabriella CARLUCCI (FI), relatore, alla luce delle considerazioni svolte dal rappresentante del Governo, che confermano i dubbi circa l'effettiva necessit di un intervento di carattere legislativo, esprime l'auspicio che il Governo si attivi concretamente per il perseguimento in via amministrativa degli importanti interventi previsti dalle proposte di legge in oggetto, riservandosi di formulare successivamente, anche alla luce delle valutazioni degli altri componenti della Commissione, le proprie proposte in ordine al seguito da dare alle proposte stesse.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.20.


ALLEGATO

Interrogazione n. 5-03177 Colasio: Interventi per la valorizzazione della fortezza Santa Barbara di Pistoia.


TESTO DELLA RISPOSTA
In riferimento al quesito posto dagli interroganti, si precisa che al momento, dagli atti ufficiali in possesso di questa Amministrazione, non risulta stipulato alcun accordo formale per la valorizzazione della Fortezza Santa Barbara di Pistoia.
Si comunica altres che esiste soltanto una bozza di convenzione, predisposta dall'Agenzia del demanio, che prevede il coinvolgimento del comune di Pistoia, della Provincia di Pistoia e della Soprintendenza competente per la valorizzazione della Fortezza e che, prima dell'entrata in vigore del Codice dei beni culturali e del paesaggio, si era in attesa di una articolata proposta operativa da parte delle due amministrazioni locali sopra citate.
A seguito dell'entrata in vigore del suddetto Codice, il 1o maggio 2004, la competenza formale alla stipula di accordi per la valorizzazione di beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica stata formalmente incardinata nel Ministero per i beni e le attivit culturali.
Infatti, il Ministero pu provvedere alla valorizzazione di detti beni nelle forme previste dall'articolo 115 del citato Codice.
Alla luce di quanto sopra esposto, si rende noto che questa Amministrazione provveder ad avviare i necessari contatti al fine di acquisire le formali disponibilit e le proposte progettuali di tutti gli enti interessati per poi procedere alla definizione dell'accordo di valorizzazione previsto ai sensi dell'articolo 112, con l'individuazione degli obiettivi, dei tempi e delle modalit di attuazione della valorizzazione.



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