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Parziale annullamento del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 settembre 2002, concernente Recepimento dell'accordo fra lo Stato, le regioni e le province autonome sui principi per l'armonizzazione, ..... del sistema turistico
2004-04-27
GU n. 122 del 26-5-2004

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 Aprile 2004



IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica,
pervenuto in data 12 febbraio 2003, con il quale l'A.N.G.T. -
Associazione nazionale guide turistiche, nella persona del legale
rappresentante, chiede che venga annullato il decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri in data 13 settembre 2002, di recepimento
dell'accordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome sui
principi per l'armonizzazione, la valorizzazione e lo sviluppo del
sistema turistico, nella parte relativa ai criteri per l'esercizio
della attivita' di guida turistica;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971,
n. 1199;
Vista la legge 21 luglio 2000, n. 205;
Visto il parere espresso dalla Sezione prima del Consiglio di Stato
nella adunanza del 3 dicembre 2003, n. 3165/2003, il cui testo si
allega al presente decreto e le cui considerazioni si intendono qui
integralmente riprodotte;
Considerato che il Consiglio di Stato, con il suddetto parere, ha
ritenuto che il ricorso straordinario debba essere accolto, con
annullamento in parte qua delle impugnate disposizioni del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 13 settembre 2002;
Sulla proposta del Ministro per gli affari regionali;
Decreta:
Nei sensi indicati nel parere del Consiglio di Stato, e' annullato
l'art. 1, n. 6, lettera g) e lettera n), dell'allegato al decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri in data 13 settembre 2002,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 225 del 25 settembre 2002.
Dato a Roma, addi' 27 aprile 2004

CIAMPI
La Loggia, Ministro per gli affari regionali
CONSIGLIO DI STATO

Adunanza della Sezione prima - 3 dicembre 2003
N. sezione 3165/2003

Oggetto: Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ricorso
straordinario al Capo dello Stato presentato dall'Associazione
nazionale guide turistiche, per l'annullamento in parte qua del
D.P.C.M in data 13 settembre 2002, recante Recepimento
dell'accordo tra Stato, regioni e le province autonome sui
principi per l'armonizzazione, la valorizzazione e lo sviluppo
del sistema turistico.

La sezione
Vista la relazione trasmessa con nota prot. n.
A.R./5337/83/1.5.2.4.9.4 in data 17 luglio 2003, con la quale la
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli affari
regionali - Ufficio I - Ufficio per gli affari generali, il
personale, la programmazione e il controllo, chiede il parere del
Consiglio di Stato in ordine al ricorso straordinario indicato in
oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore-estensore Consigliere Cesare
Lamberti;
Premesso quanto esposto nella relazione dell'Amministrazione
riferente e nel ricorso straordinario;
Con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 13
settembre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 settembre
2002, n. 225, sono stati approvati i principi per l'armonizzazione,
la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico, definiti
dall'accordo fra lo Stato e le regioni e province autonome, preso in
sede di conferenza Stato-regioni nella seduta del 14 febbraio 2002 ai
fini dell'adozione del provvedimento attuativo dell'art. 2, comma 4
della legge 29 marzo 2001, n. 135.
Secondo la ricorrente, l'Associazione nazionale guide turistiche,
l'art. 1, comma 2, del decreto e l'art. 1, n. 6, lettera g) ed n)
dell'accordo allegato, in particolare, rinviano alle normative
regionali di settore - e pertanto semplicemente e in bianco - la
definizione dei requisiti e delle modalita' di esercizio su tutto il
territorio nazionale delle professioni turistiche e la fissazione di
criteri uniformi per l'espletamento degli esami di abilitazione
all'esercizio delle professioni turistiche. Le disposizioni abdicano
in tale modo alla potesta' statale di fissazione degli indispensabili
principi fondamentali riaffermata dall'art. 2, comma 4, lettera g),
della legge n. 135/2002, che demanda al decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri di determinare i requisiti e le modalita' di
esercizio su tutto il territorio nazionale delle professioni
turistiche per le quali si ravvisa la necessita' di profili omogenei
ed uniformi.
Sempre ad avviso dell'associazione ricorrente, il decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, nell'applicare alla
professione di guida turistica il nuovo disposto dell'art. 117 della
Costituzione, avrebbe ritenuto assorbente il carattere turistico
rispetto al carattere professionale di tale attivita'. Sia pur nel
contesto del turismo quale oggetto della competenza regionale
esclusiva ai sensi dell'art. 117, comma 4, lo svolgimento delle
attivita' connesse non e', non e' invece, separabile da aspetti
professionali da sottoporre alla competenza concorrente dello Stato
ai sensi dell'art. 117, comma 3. Il permanere dell'intervento statale
e' vieppiu' giustificato dalla circostanza che non solo le
professioni, ma anche la tutela e la valorizzazione dei beni
culturali e ambientali appartengono al novero della legislazione
concorrente.
Cio' premesso, la ricorrente, l'Associazione nazionale guide
turistiche, ha addotto che l'impugnato decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 13 settembre 2002 concreterebbe la violazione
e/o falsa applicazione dell'art. 2, comma 4, lettera g), della legge
n. 135/2001, (legge di riforma della legislazione nazionale sul
turismo) in quanto l'attribuzione a fissare principi uniformi per la
disciplina della professione di guida turistica sarebbe stata
dismessa dallo Stato malgrado la delega attribuitagli nel predetto
articolo di legge. In luogo di stabilire requisiti e modalita' di
esercizio nel territorio nazionale delle professioni turistiche, il
suddetto decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ne avrebbe
in realta' demandato la definizione ad una successiva determinazione
da emanare unicamente a seguito di accordo tra fra lo Stato e le
regioni e province autonome.
L'associazione ricorrente ha depositato il proprio statuto ed ha
premesso all'esposizione dei motivi di ricorso un excursus sulla
professione di guida turistica: annoverata fra i mestieri girovaghi
dalla legge 23 dicembre 1988 (poi confluita nel testo unico 30 giugno
1889, n. 6144 e nel regolamento di pubblica sicurezza di cui al regio
decreto 8 novembre 1889, n. 6517) e' stata sempre caratterizzata
dalla garanzia per il turista alla corretta valorizzazione e
conoscenza del patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale
del Paese. Il ruolo della guida turistica e' stato riformato a
partire dal T.U.L.P.S. del 1926 (regio decreto 6 novembre 1926, n.
1848 e regio decreto 21 gennaio 1929, n. 62) che prevedeva
l'espletamento di un giudizio di idoneita' tecnica per l'ottenimento
della licenza allo svolgimento di attivita' di guida e degli altri
mestieri connessi al turismo.
L'assetto sopraddescritto e' rimasto invariato nella successiva
legislazione (articoli 123 e 125 T.U.L.P.S. 18 giugno 1931, n. 77;
articoli 234 e 241 regio decreto 6 maggio 1940, n. 635) ed e' rimasto
immutato salvo il trasferimento al sindaco del potere di rilasciare
le licenze attribuito dal decreto del Presidente della Repubblica n.
616/1977.
La legge quadro sul turismo 17 maggio 1983, n. 217, ha disciplinato
all'art. 11 l'attivita' di guida turistica delineandola: a) come
oggetto di vera e propria professione i cui esercenti sono iscritti
in albi o registri; b) come attivita' il cui servizio richiede il
passaggio di apposito esame di idoneita'; c) come attivita' in
stretta connessione al patrimonio, storico, artistico, culturale e
ambientale. I principi fondamentali di liberta' di stabilimento in
materia di professioni turistiche sono contenuti nelle direttive
75/368/CEE e 75/369/CEE, attuate con la legge n. 428/1990 e con il
decreto legislativo n. 391/1991. Detti principi sono stati precisati
nella sentenza della Corte di giustizia 26 febbraio 1991, n. 198/89.
Con decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 1995 e' stato
emanato un primo atto di indirizzo e coordinamento alle regioni circa
la possibilita' di accomandare i gruppi di turisti in visita ai musei
e monumenti (Min. interno, circolari 24 ottobre 1996, n.
559/C.19551-10900(27)20 - Gazzetta Ufficiale n. 286/1996). Entrata in
vigore la disciplina di cui alla legge 29 marzo 2001, n. 135 (riforma
della legislazione nazionale del turismo), l'art. 2, comma 4, lettera
g) ha delegato al Presidente del Consiglio dei Ministri di definire
con proprio decreto ai sensi dell'art. 44 del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112, i principi e gli obiettivi per la valorizzazione
e lo sviluppo del sistema turistico, i requisiti e le modalita' di
esercizio su tutto il territorio nazionale delle professioni
turistiche per le quali si ravvisa la necessita' di profili omogenei
ed uniformi.
La Presidenza del Consiglio ha richiamato l'istruttoria svolta e
gli avvisi espressi dal Ministero delle attivita' produttive nella
nota del 25 marzo 2003 e dalla Segreteria della Conferenza
Stato-regioni nella nota dell'8 maggio 2003. Ha poi osservato come
l'attivita' di guida turistica non puo' essere inserita tra le
professioni regolamentate ai sensi dell'art. 2229 cod. civ., che
disciplina le posizioni professionali c.d. protette: il decreto e'
quindi in linea con gli orientamenti della Autorita' garante della
concorrenza e del mercato e con la legislazione europea che hanno
ritenuto inopportuno adottare ulteriori regolamentazioni in materia
di professioni non regolamentate che avrebbero avuto la conseguenza
sostanziale di estendere l'area delle professioni c.d. protette.
La Presidenza del Consiglio ha, inoltre, osservato come l'attivita'
di guida turistica presenti caratteri di stabilita' consolidati e non
ha certamente carattere emergente ed e' gia' in atto disciplinata
anche da leggi regionali. In luogo di stabilire in nuova disciplina
generale delle professioni turistiche, il legislatore ha inteso
valorizzare il previo accordo delle regioni interessate nell'adottare
ulteriori requisiti e modalita' di esercizio.
Considerato:
1. Vengono all'esame della Sezione l'art. 1, comma 2 del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 settembre 2002, in
particolare, l'art. 1, n. 6, lettera g) e lettera n) dell'allegato al
predetto decreto nella parte in cui rinviano alle normative regionali
di settore la definizione dei requisiti e delle modalita' di
esercizio su tutto il territorio nazionale delle professioni
turistiche (art. 1, n. 6, lettera g) dell'allegato) e la definizione
di criteri uniformi per l'espletamento degli esami di abilitazione
all'esercizio delle professioni turistiche (l'art. 1, n. 6, lettera
n) dell'allegato).
Quale organismo maggiormente rappresentativo a livello nazionale
dei professionisti muniti di autorizzazione amministrativa allo
svolgimento dell'attivita' di guida turistica, l'Associazione
nazionale guide turistiche ha impugnato, per questa parte, il decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 settembre 2002
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 settembre 2002, n. 225)
di recepimento dell'accordo fra lo Stato, le regioni e le province
autonome sui principi per l'armonizzazione, la valorizzazione e lo
sviluppo del sistema turistico) con il presente ricorso straordinario
al Presidente della Repubblica.
1.1. L'associazione ricorrente ha sostenuto che la potesta'
attribuita alle regioni e alle province autonome di definire
concordemente i requisiti e le modalita' di esercizio su tutto i
territorio nazionale delle professioni turistiche e di definire i
criteri autonomi per l'espletamento degli esami di abilitazione
all'esercizio delle professioni turistiche costituisce abdicazione
dalla competenza propria dello Stato di determinare uniformemente per
tutto il territorio nazionale i principi propri della professione di
guida turistica.
La titolarita' di siffatto compito era stata conferita allo Stato
dall'art. 7, comma 5 della legge 20 marzo 2001, n. 135, di riforma
della legislazione nazionale sul turismo e allo Stato sarebbe rimasta
anche dopo la riforma del titolo quinto della Costituzione, stante la
collocazione della disciplina delle professioni fra le materie di
competenza concorrente di cui all'art. 117, comma 3 Cost. per le
quali lo Stato mantiene ancora la potesta' di determinare i principi
fondamentali.
Anche se il turismo e' stato collocato fra gli oggetti di
competenza esclusiva delle regioni di cui all'art. 117, comma 4
Cost., la collocazione delle professioni senza altra restrizione o
limite fra le materie di cui lo Stato mantiene la riserva a stabilire
i principi fondamentali, secondo l'art. 117, comma 3 Cost.,
giustifica la permanenza dell'intervento statale per quanto concerne
l'attivita' di guida turistica, dato il suo carattere di vera e
propria professione consolidatosi nel tempo.
2. La Sezione ritiene anzitutto che l'attivita' di guida turistica
non possa essere compresa dal novero delle professioni c.d.
regolamentate o protette ai sensi dell'art. 2229 cod. civ., cosi'
condividendo l'avviso della Presidenza del Consiglio.
Quella di guida turistica non e' infatti fra le attivita' per
l'esercizio delle quali e' necessaria l'iscrizione in appositi albi o
elenchi l'accertamento dei cui requisiti e' demandato, sotto la
vigilanza dello Stato, alle associazioni professionali titolari di
potesta' disciplinare e competenti a provvedere alla tenuta dei
relativi albi od elenchi, come previsto dall'art. 2229 cod. civ.
Lo stesso art. 7, comma 5 della legge 29 marzo 2001, n. 135,
qualifica la guida dei turisti fra i servizi che insieme
all'assistenza, all'accoglienza e all'accompagnamento compongono la
categoria generale delle professioni turistiche, intese come quelle
che organizzano e forniscono servizi di promozione dell'attivita'
turistica. La norma, pur qualificando la guida dei turisti fra le
attivita' connesse alle professioni turistiche, esclude, pero', che
le regioni possano autorizzarne l'esercizio.
Alle regioni e', infatti, attribuito dal successivo comma 6
dell'art. 7 della legge n. 135/2001, il potere di autorizzare
l'esercizio allo svolgimento delle attivita' tipiche delle
professioni turistiche con validita' sull'intero territorio nazionale
(in conformita' ai criteri stabiliti dal decreto sui principi e
obiettivi per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico),
ma con espressa eccezione per le guide turistiche.
2.1. L'esercizio dell'attivita' di guida turistica rimane pertanto
sottoposta dall'art. 123, regio decreto 18 giugno 1931, n. 773
(analogamente agli interpreti, i corrieri alle guide, e i portatori
alpini) alla licenza del Questore, la cui concessione e' subordinata
all'accertamento della capacita' tecnica del richiedente.
Tale accertamento e' di competenza delle regioni, secondo l'art. 11
della legge 17 maggio 1983, n. 217, che demanda loro di accertare i
requisiti per l'esercizio delle professioni di guida turistica e di
tutte le altre attivita' o professione attinente al turismo. E cio'
conformemente all'art. 7, lettera i), decreto del Presidente della
Repubblica 14 gennaio 1972, n. 6, che ha trasferito alle regioni a
statuto ordinario tutte le funzioni gia' esercitate dagli organi
centrali e periferici dello Stato in materia di guide, corrieri e
interpreti, ferme le attribuzioni degli organi statali relative alla
pubblica sicurezza di cui all'art. 5, decreto del Presidente della
Repubblica n. 6 del 1972.
2.2. Ai fini dell'inquadramento fra le libere professioni in senso
proprio, e' percio' irrilevante che l'art. 11 della legge n. 217 del
1983, nel definire l'attivita' guida turistica ne ponga in evidenza
il carattere professionale, sia in relazione ai modi del suo
esercizio, che in rapporto alle conoscenze che la regione e' tenuta
ad accertare.
In disparte l'osservazione che identica terminologia ed analogo
regime sono stabiliti dall'art. 11 della legge n. 217 del 1983 per le
altre attivita' inerenti al turismo e lo stesso uso del termine
professione sia stato fatto dalla legge n. 217 del 1983 anche per
queste altre attivita', nessuna delle disposizioni sopra riportate
subordina l'esercizio dell'attivita' di guida turistica al possesso
di requisiti uniformi e all'iscrizione in appositi albi o elenchi
comunque soggetti alla vigilanza dello Stato, come l'art. 2229 cod.
civ. richiede per le professioni regolamentate.
3. Non e' conclusivamente sostenibile che l'attivita' di guida
turistica possa essere definita professione ed inquadrata come tale
fra le materie di legislazione concorrente ai sensi dell'art. 117,
comma terzo Cost. (nel testo introdotto dall'art. 3, legge Cost. 18
ottobre 2001, n. 3), per le quali la determinazione dei principi
fondamentali e' riservata alla legislazione dello Stato, pur
spettando alle regioni la potesta' legislativa.
L'ambito individuabile delle professioni e' quello che si desume
dall'art. 33, comma quinto Cost., quando prevede un esame di Stato di
abilitazione all'esercizio della professione: la materia richiama il
valore legale dei titoli di studio e la disciplina dell'ordinamento
civile delle professioni.
3.1. Anche volendo dare il massimo dello spazio all'interpretazione
analogica, con particolare attenzione all'eventuale prevalenza della
componente intellettuale e a criteri che si rifacciano alla
tradizione storica della professione di guida turistica, non appare
alla Sezione superabile la circostanza che, perche' essa possa essere
esercitata, non richieda il possesso di un titolo di studio avente
valore legale uniforme per tutto il territorio nazionale ne'
l'iscrizione in appositi albi, cosi' come previsto dall'art. 2229 del
codice civile, come la maggior parte delle professioni intellettuali.
Non trova, pertanto, spazio alcuno che il decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri del 13 settembre 2002 demanderebbe la
definizione dei requisiti e delle modalita' di esercizio su tutto il
territorio nazionale delle professioni turistiche e la fissazione di
criteri uniformi per l'espletamento degli esami di abilitazione
all'esercizio delle professioni turistiche (art. 1, n. 6, lettere g)
e n) dell'allegato) alle normative regionali di settore senza
considerare la competenza concorrente dello Stato, riconosciuta
dall'art. 117, comma terzo Cost. in materia di professioni.
3.2. E, parimenti, non e' sostenibile che l'esercizio, in forma
concorrente della potesta' dello Stato in materia di professione di
guida turistica trovi sostegno nella valorizzazione dei beni
culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attivita'
culturali, anche oggetto del novellato art. 117, comma terzo Cost.
Distinguendo la tutela dei beni culturali, oggetto di attribuzione
esclusivamente statale nel primo elenco, dalla loro valorizzazione,
oggetto di competenza ripartita nel secondo elenco, il novellato art.
117, comma terzo Cost. ha inteso riferirsi a tutte le attivita'
idonee a promuoverne la diffusione e lo sviluppo, fra le quali non
puo' essere inclusa - ancora ritenendo applicabile e dilatando
oltremodo lo strumento analogico - quella delle professioni
turistiche espressamente limitate dalla legge alla promozione
dell'attivita' turistica ed all'assistenza, accompagnamento e guida
dei turisti.
4. Se pertanto l'impugnato decreto del Presidente del Consiglio del
Ministri ha correttamente ritenuto assorbente la connessione al
turismo rispetto al carattere professionale dell'attivita' di guida,
diversa soluzione si impone, pero' sotto altro profilo
dell'attuazione dell'art. 2, comma 4 della legge 29 marzo 2001, n.
135, nel quadro delle competenze regionali cosi' come riformulate
nell'art. 117 Cost. dopo la novella dell'art. 3 della legge Cost. 18
ottobre 2001, n. 3.
E' stato chiarito al proposito come limitare l'attivita' unificante
dello Stato alle sole materie attribuitegli in potesta' esclusiva o
alla determinazione di principi nelle materie di potesta' concorrente
comporterebbe svalutare oltre misura istanze unitarie che pure in
assetti costituzionali fortemente pervasi da pluralismo istituzionale
giustificano a determinate condizioni, una deroga alla normale
ripartizione delle competenze (Corte cost. 1 ottobre 2002, n. 303).
E' stata pertanto ravvisata la necessita' di utilizzare congegni
volti a rendere piu' flessibile un disegno che ... rischierebbe di
vanificare, per l'ampia articolazione delle competenze, istanze di
unificazione ... le quali sul piano dei principi giuridici trovano
sostegno nella proclamazione dell'unita' e dell'indivisibilita' della
Repubblica. Elemento di flessibilita' che la Corte costituzionale
ravvisa nell'art. 118, primo comma Cost. che si riferisce
esplicitamente alle funzioni amministrative ma introduce per queste
un meccanismo dinamico che finisce per rendere meno rigida la stessa
distribuzione delle competenze legislative. Dal congiunto disposto
degli articoli 117 e 118 Cost. la Corte desume il principio
dell'intesa conseguente alla peculiare funzione attribuita alla
sussidiarieta' che, nel mutare delle situazioni istituzionali di
titolarita' delle competenze, diviene fattore di flessibilita' di un
ordine di attribuzioni stabilite e predeterminate in vista del
soddisfacimento di esigenze unitarie.
4.1. Sotto questo specifico profilo, e' sicuramente ravvisabile
l'aporia denunciata dalla ricorrente, l'Associazione nazionale guide
turistiche, fra l'art. 2, comma 4, lettera g) della legge n. 135/2001
e l'art. 1, n. 6, lettere g) ed n) dell'allegato al decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 13 settembre 2002.
L'esigenza di unitarieta' che nell'art. 2 della legge n. 135/2001
veniva soddisfatta dall'intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, sentite le associazioni di categoria degli operatori
turistici e dei consumatori, viene totalmente obliterata nel decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 settembre 2002,
laddove - in entrambi i casi con valenza ultraregionale - rinvia alle
normative delle regioni e delle province autonome di definire i
requisiti e le modalita' di esercizio su tutto il territorio
nazionale delle professioni turistiche (art. 1, n. 6, lettera g)
dell'allegato) nonche' criteri uniformi per l'espletamento degli
esami di abilitazione all'esercizio delle professioni turistiche
(l'art. 1, n. 6, lettera n) dell'allegato).
La circostanza che l'operato delle regioni abbia valenza
sull'intero territorio nazionale quanto ai requisiti ed alle
modalita' di esercizio delle professioni turistiche e debba essere
ispirato ai criteri uniformi per tutte le regioni stesse quanto
all'espletamento degli esami di abilitazione all'esercizio di
siffatte professioni integra appieno la necessita' evidenziata dalla
Corte costituzionale nella citata sentenza 1 ottobre 2002, n.
303 ... di una disciplina che prefigura un iter in cui assumano il
dovuto risalto le attivita' concertative e di coordinamento
orizzontale, ovverosia le intese, che devono essere condotte in base
al principio di lealta.
4.2. Che i procedimenti previsti dalle lettere g) ed n) dell'art.
1, n. 6 dell'allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 13 settembre 2002 abbiano demandato la disciplina delle
attivita' ivi previste al solo intervento delle regioni e delle
province autonome, se pure astrattamente ossequioso della lettera
dell'art. 117, comma quarto Cost. non e' sicuramente conforme alla
sua applicazione, come necessitata dalle esigenze radicate dalla
Corte. Esigenze che trovano giustificazione nell'intesa di cui
all'art. 2, comma 4, lettera g) della legge n. 135/2001.
Intesa che, nonostante cristallizzata in una fonte anteriore nel
tempo e inferiore nel rango alla modifica costituzionale del titolo
quinto Cost., assume attualita' e vigore con la lettura ad opera
della Corte costituzionale dell'art. 117 Cost., nel cui comma quarto
va collocata la materia di cui trattasi in quanto inscindibilmente
connessa al turismo.
5. Sotto questo aspetto e nei limiti suindicati il ricorso e'
conclusivamente da accogliere, con annullamento in parte qua delle
impugnate disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 13 settembre 2002.

P. Q. M.
Esprime il parere che il ricorso venga accolto.
Per estratto dal verbale.

Il segretario dell'Adunanza
Piccini

Il presidente della sezione f.f.
Berlinguer

Gazzetta Ufficiale


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Comunicato di API-MIBACT sui Responsbili d'Area nelle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti, Paesaggio

11-07-2017
Rassegna Stampa di TERRITORIALMENTE sul patrimonio territoriale della Toscana

10-07-2017
Il tradimento della Regione Toscana nella politica sui fiumi

06-07-2017
Per aderire all'appello sul Parco delle Alpi Apuane

05-07-2017
Appello al Presidente Enrico Rossi per la nomina del Presidente Parco regionale delle Alpi Apuane

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