LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

VII Commissione Senato - seduta del 29 giugno 2004 (legge sulla qualità architettonica)
2004-06-29

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)

MARTEDÌ 29 GIUGNO 2004
308a Seduta

Presidenza del Presidente
ASCIUTTI


La seduta inizia alle ore 15,15.

...
IN SEDE REFERENTE

(1695) ACCIARINI ed altri. - Disposizioni per la promozione della cultura urbanistica e architettonica
(2867) Legge quadro sulla qualità architettonica
(Esame congiunto e rinvio)

Riferisce alla Commissione il presidente relatore ASCIUTTI (FI), il quale sottolinea che i provvedimenti in titolo riconoscono il valore culturale dell’architettura e intendono promuovere la produzione architettonica di qualità.
Egli ricorda indi che, sul finire della scorsa legislatura, la Commissione avviò l’esame di alcuni disegni di legge diretti a favorire la cultura architettonica, che tuttavia non si concluse per il parere contrario della Commissione bilancio sul provvedimento governativo (A.S. n. 4324), adottato come testo base, per ragioni connesse alla sua copertura finanziaria.
In questa legislatura, egli prosegue, il Governo ha riproposto la questione all'attenzione del Parlamento con il disegno di legge n. 2867, su cui ricorda che si è già espressa la Commissione parlamentare sulle questioni regionali lo scorso 27 aprile approvando un parere favorevole con osservazioni.
Il provvedimento intende anzitutto dare attuazione all’articolo 9 della Costituzione attraverso la promozione della tutela della qualità dell’ideazione e della realizzazione architettonica, alla quale è esplicitamente riconosciuta particolare rilevanza pubblica (articolo 1), attese le indiscutibili implicazioni sotto il profilo della salvaguardia del paesaggio e del miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini.
Trattandosi di una disciplina che coinvolge ambiti di competenza sia statale che regionale ai sensi del Titolo V della Costituzione, all’articolo 1, comma 2, si specifica che la legge detta i principi fondamentali, sulla base dei quali le regioni eserciteranno la loro potestà concorrente.
In proposito, egli sottolinea che la Commissione parlamentare per le questioni regionali ha, a suo avviso correttamente, ritenuto imprecisa e fonte di possibili questioni interpretative l'espressione secondo cui le regioni legifereranno sulla base dei principi “desumibili” dalla presente legge, atteso che i principi fondamentali sono invece espressamente contemplati nel testo.
All’articolo 2 viene definita la qualità architettonica, mentre all'articolo 3 sono elencati sinteticamente gli obiettivi che le pubbliche amministrazioni devono perseguire nell’ambito delle rispettive competenze, ai quali è dedicata un’ampia disciplina nella restante parte del provvedimento. Pur riconoscendo che si tratta evidentemente di una normativa di principio, il Presidente relatore giudicherebbe tuttavia preferibile adeguare la rubrica dell’articolo 3 all’effettivo contenuto dello stesso (sostituendo l'attuale "Principi fondamentali" con la seguente "Obiettivi").
Quanto poi all’obiettivo di incentivare la qualità del progetto e dell’opera architettonica, l’articolo 4 demanda ad apposito decreto del Ministero per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, l’istituzione di un fondo di 3,5 milioni di euro per l’espletamento dei concorsi di idee o di progettazione, nonché per l’attività di progettazione delle opere di rilevante interesse architettonico e che siano destinate ad attività culturali o ubicate in aree di interesse storico-artistico o paesaggistico-ambientale.
Potranno beneficiare di tale sostegno i soggetti, sia pubblici che privati, che ricorreranno al concorso di idee o di progettazione per la realizzazione di opere, senza esserne tenuti in base alla normativa vigente.
Al comma 3 si stabilisce che le modalità di utilizzo dei finanziamenti del fondo sono definite da un comitato paritetico individuato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, previa intesa con il Ministro delle infrastrutture e con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. In proposito, il Presidente relatore ritiene tuttavia opportuno che il provvedimento si faccia carico di definire taluni aspetti particolarmente delicati, come ad esempio il numero dei rappresentanti dei due dicasteri e della Conferenza unificata all’interno del comitato.
Attesa la specificità delle competenze, egli giudicherebbe altresì auspicabile che venisse riconosciuto un ruolo prioritario, e non meramente paritetico rispetto agli altri soggetti presenti nel comitato, ai Beni culturali.
Quanto poi all’ideazione e progettazione di opere architettoniche, l’articolo 5 stabilisce che i Ministeri per i beni e le attività culturali e per le infrastrutture sono tenuti a ricorrere al concorso di idee o di progettazione per le opere di rilevante interesse architettonico di propria competenza (comma 1). Analoghe procedure sembrerebbero previste al comma 3 per le opere di competenza di altre amministrazioni pubbliche, qualora queste ultime lo richiedano. In proposito egli giudica tuttavia incerta la formulazione del primo periodo del comma 3, la cui ratio è comunque desumibile dalla relazione illustrativa. Più in dettaglio, alla fine del primo periodo è pertanto, a suo avviso, necessario specificare che le opere alla cui ideazione e progettazione i Beni culturali e le Infrastrutture possono provvedere sono in questo caso quelle di competenza delle altre amministrazioni.
Quanto poi al comma 2, esso stabilisce che le altre amministrazioni pubbliche sono tenute a individuare le opere per le quali intendono ricorrere al concorso di idee e progettazione in sede di approvazione del programma triennale previsto dalla legge quadro in materia di lavori pubblici (n. 109 del 1994). Al riguardo, come è stato a suo avviso correttamente osservato nel citato parere della Commissione per le questioni regionali, atteso che il termine "amministrazioni pubbliche" ricomprende anche le regioni, l’imposizione di uno specifico obbligo rischia di prefigurare una violazione delle attribuzioni che il Titolo V riserva alle regioni. Giudica pertanto auspicabile specificare che tale individuazione di opere rappresenta al contempo un obbligo per le sole amministrazioni statali ed una facoltà per le regioni.
Entrando nel merito dell’articolo, egli afferma l'opportunità di verificare, anche attraverso l’ausilio del parere che la Commissione lavori pubblici vorrà eventualmente esprimere, se sia auspicabile o meno che l’attività di ideazione e progettazione di opere di rilevante interesse architettonico di competenza delle altre amministrazioni debba essere demandata indistintamente ai Beni culturali o alle Infrastrutture; o se non sia invece preferibile, al fine di assicurare la necessaria omogeneità, che tale attività sia attribuita al primo dicastero, che potrebbe avvalersi eventualmente delle indiscutibili competenze del secondo in taluni specifici ambiti.
Il concorso di competenze delle due amministrazioni, che rileva peraltro anche nel resto dell’articolato, merita più in generale - a suo giudizio - un adeguato approfondimento. In proposito ricorda che il Ministero per i beni culturali è il dicastero istituzionalmente deputato alla promozione della qualità dell’architettura, ai sensi dell’articolo 2, lettera d), del decreto legislativo n. 368 del 1998, mentre al Ministero per le infrastrutture spettano, ai sensi dell’articolo 41, comma 2, del decreto legislativo n. 300 del 1999, funzioni, fra l'altro, in materia di politiche urbane e dell'edilizia abitativa.
Soffermandosi indi sull’articolo 6, che disciplina le modalità con cui il Ministero per i beni culturali effettua la dichiarazione di importante valore artistico delle opere di architettura contemporanea, egli giudica opportuno uno specifico approfondimento sulla disposizione recata dal comma 3, la quale stabilisce che le modificazioni dell’opera dichiarata di importante valore artistico siano comunicate alle amministrazioni interessate affinchè verifichino se, nonostante le modificazioni progettate o realizzate, permanga il particolare valore artistico. In caso negativo, le modificazioni vengono comunque realizzate, con conseguente revoca della dichiarazione. In proposito, qualora tali interventi non fossero già stati ultimati, sarebbe senz'altro preferibile - prosegue il Presidente relatore - valutare con attenzione l’opportunità di consentire che essi siano portati a termine, atteso che ne conseguirebbe la perdita del particolare valore artistico del bene.
Da un punto di vista formale, egli suggerisce poi di adeguare la rubrica dell’articolo specificando che esso concerne la dichiarazione delle opere di particolare valore artistico; di modificare il comma 1 nel senso di sostituire il secondo riferimento al Ministero per i beni e le attività culturali, in quanto meramente ripetitivo, con l’espressione “il medesimo Ministero”; di sopprimere, al comma 2, le parole “ed è comunicata”, atteso che esse appaiono superflue.
Dopo aver dato conto dell’articolo 7, relativo a riconoscimenti di carattere non economico ad enti pubblici e soggetti privati, egli si sofferma sull'articolo 8 che estende l'ambito di applicazione della normativa in materia di contributi economici per le opere di architettura contemporanea già introdotta con l’articolo 43 del Testo unico di cui al decreto legislativo n. 490 del 1999. In sede emendativa - egli prosegue - occorrerà peraltro correggere il riferimento al superato Testo unico con quello al nuovo Codice dei beni culturali, recentemente approvato. Al riguardo egli rileva altresì che si pone un’esigenza di coordinamento con il comma 4 dell’articolo 37 del Codice, che rappresenta l'unica novità rispetto alla disciplina recata dall’articolo 43 del Testo unico, atteso che esso già stabilisce che il contributo in conto interessi può essere concesso anche per interventi conservativi su opere di architettura contemporanea su cui sia stato riconosciuto il particolare valore artistico.
Passando a considerare l’articolo 9, relativo alla pubblicità delle opere di architettura contemporanea alla quali è riconosciuto importante valore artistico, egli osserva che nel parere della Commissione per le questioni regionali si segnala l'opportunità di stabilire la facoltatività, e non l'obbligatorietà, della richiesta nei confronti delle regioni di istituire apposite strutture collegate al centro per le arti contemporanee.
Quanto alla promozione di iniziative di alta formazione e di insegnamenti scolastici volti alla conoscenza e alla diffusione della cultura architettonica ed urbanistica (articolo 10), per ragioni di coerenza, egli giudica opportuno che in fase emendativa si proceda ad adeguare la rubrica del medesimo articolo, atteso che essa opera un impreciso riferimento alla ricerca, affinché esso sia sostituito con quello più corretto all’insegnamento scolastico.
Relativamente ai compiti assegnati al Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee nei settori dell’architettura e dell’urbanistica, (articolo 11), egli sottolinea che si tratta di attività rilevanti, che dovranno essere svolte in collaborazione con le richiamate strutture regionali, con l’istituenda fondazione disciplinata all’articolo 13, nonché con gli istituti pubblici e privati operanti nel settore.
Egli dà altresì conto delle modalità di definizione e di aggiornamento del Piano per la qualità delle costruzioni pubbliche (articolo 12), redatto con cadenza biennale, con il quale vengono definite le linee di intervento per il conseguimento degli obiettivi stabiliti dalla legge in esame, nonché dei criteri di ripartizione annuale delle risorse destinate alla sua attuazione.
Un ruolo centrale per il perseguimento degli obiettivi recati dal provvedimento in esame è svolto - prosegue il Presidente relatore - dalla Fondazione per la qualità architettonica e dell’ambiente, che dovrà essere costituita congiuntamente dalle Infrastrutture, dai Beni culturali, dall’Istruzione e dalle regioni. Ad essa si prevede inoltre che possano partecipare anche altri soggetti pubblici e privati.
Nel rilevare che la disciplina di detta fondazione è interamente demandata alle norme statutarie, da adottarsi con decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con i Beni culturali e l’Istruzione, egli afferma che sarebbe preferibile che taluni aspetti più delicati (come ad esempio il numero dei rappresentanti di ciascun soggetto partecipante) fossero disciplinati direttamente dalla legge.
Con riferimento poi alla previsione secondo cui lo statuto è approvato con decreto del Ministro delle infrastrutture, ancorché con il concerto dei Beni culturali, egli osserva che in questo modo si ribalta il criterio stabilito altrove nel provvedimento (dove invece si rinvia ad apposite determinazioni del Ministro per i beni culturali, con il concerto delle Infrastrutture).
Giudica altresì non del tutto convincente la norma, recata al comma 5, che demanda ai soggetti privati l’individuazione delle risorse per l’istituzione e l’attività della Fondazione, tanto più che la presenza di soggetti privati è solo eventuale.
Egli dà indi conto dell’articolo 14, che introduce modifiche alla legge sul diritto d’autore (la n. 633 del 1941), allo scopo di assicurare un’effettiva tutela per i progettisti di opere di architettura, nonché dell’articolo 15, che modifica la legge n. 109 del 1994 al fine di tener conto delle finalità del disegno di legge in esame.
Quanto all’articolo 16, che fa salve le competenze delle province autonome di Trento e di Bolzano nel settore, così come definite dalle norme statutarie, segnala che sul punto la Commissione per le questioni regionali ritiene preferibile che tale disposizione sia estesa anche a tutte le regioni a statuto speciale.
Passando a considerare il disegno di legge n. 1695, d’iniziativa dei senatori Acciarini ed altri, il Presidente relatore osserva che esso riproduce i contenuti, in gran parte noti, del richiamato provvedimento d’iniziativa governativa (A.S. n. 4324), il cui esame era stato avviato nel corso della passata legislatura.
Il Presidente relatore sottolinea anzitutto che il provvedimento reca peraltro contenuti almeno in parte analoghi a quelli contemplati nel disegno di legge n. 2867, con particolare riferimento alla disciplina della promozione della qualità del progetto (articolo 2), ancorchè nel disegno di legge n. 1695 i finanziamenti siano limitati ai soggetti pubblici e non anche a quelli privati; alla disciplina dell’ideazione e della progettazione di opere architettoniche (articolo 3); alla previsione del riconoscimento per le opere di particolare qualità architettonica (articolo 4); alle modalità per la dichiarazione dell’importante carattere artistico delle opere dell’architettura contemporanea (articolo 5); ai contributi economici alle opere di architettura contemporanea (articolo 6); all’istituzione di un centro di documentazione per l’urbanistica e l’architettura (articolo 9), che è chiamato a svolgere i medesimi compiti del centro per la documentazione e valorizzazione delle arti contemporanee, contemplato all’articolo 11 del disegno di legge n. 2867; nonché alla promozione della formazione in campo urbanistico e architettonico (articolo 10).
La principale differenza tra le due iniziative legislative è a suo avviso rappresentata dalla maggior enfasi recata nell’A.S. n. 2867 agli aspetti urbanistici, che spiegano il rilevante coinvolgimento del Ministero delle infrastrutture il quale è spesso posto sullo stesso piano dei Beni culturali.
Propone conclusivamente di adottare quale testo base il disegno di legge n. 2867.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.



news

21-01-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 21 gennaio 2021

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

Archivio news