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VII Commissione Senato - seduta del 15 giugno 2004 (Interventi in materia di beni e attivit culturali e di sport)
2004-06-15

(2980) ASCIUTTI ed altri. - Interventi in materia di beni e attivit culturali e di sport
(Esame e rinvio)

Il presidente ASCIUTTI (FI) informa che la relatrice designata, senatrice Bianconi, impossibilitata a partecipare alla seduta odierna. Riassumendo pertanto egli stesso le funzioni di relatore, ricorda che il mese scorso il Senato fu chiamato ad approvare definitivamente il decreto-legge n. 72 (cosiddetto "decreto Urbani") in materia di pirateria informatica, cinema e beni ed attivit culturali, gi approvato dalla Camera dei deputati. Si trattava, rammenta, di un provvedimento che conteneva norme fra loro eterogenee, alcune delle quali senz'altro condivisibili ed urgenti, altre che avrebbero richiesto invece un maggiore approfondimento. In particolare, alcune modifiche introdotte dalla Camera dei deputati suscitarono un vivo malcontento, s da reclamare quanto meno qualche modifica. I tempi ristretti che questo ramo del Parlamento ebbe a disposizione per la conversione definitiva non consentirono tuttavia di apportare le correzioni che pure erano indispensabili, atteso che un eventuale ritorno dell'atto all'altro ramo del Parlamento sembr mettere a rischio la conversione stessa del decreto, che invece conteneva molte norme condivisibili.
Il Senato sollecit pertanto il Governo, con appositi atti di indirizzo, a promuovere le opportune modifiche, in tempi ravvicinatissimi.
Nel sottolineare come il presente disegno di legge si prefigga proprio l'obiettivo di onorare quegli impegni, ricorda indi che il primo nodo di rilievo rimasto irrisolto nel decreto Urbani riguardava la materia di protezione del diritto dautore. L'approvazione alla Camera di un emendamento probabilmente non sufficientemente meditato aveva infatti condotto alla sostituzione, allarticolo 171-ter della legge n. 633 del 1941, dellespressione a fini di lucro con l'altra per trarne profitto. I due termini, solo apparentemente simili, sono tuttavia - rimarca il Presidente relatore - giuridicamente assai diversi, s che emerso il fondato timore che con la nuova dizione le fattispecie penali previste dallarticolo 171-ter, comma 1 e comma 2, lettera a-bis, potessero essere ingiustamente applicate anche a condotte tenute per uso personale, contravvenendo con ci pienamente allo spirito della modifica parlamentare. Il presente disegno di legge, sottolinea, si propone pertanto di ripristinare loriginaria espressione a fini di lucro che sicuramente vale ad escludere la sanzionabilit penale di comportamenti tenuti per uso personale, perseguiti invece ai sensi delle disposizioni contenute dallarticolo 174-ter della legge n. 633 del 1941.
Il Presidente relatore ricorda poi che un altro impegno assunto in Senato in occasione della conversione definitiva del decreto-legge n. 72 riguardava la soppressione dei commi 1 (che reca l'obbligo immediato di corredare le immissioni nelle reti telematiche di opere dellingegno con un apposito avviso) e 8 (che riguarda invece il regime dei compensi dovuti per copia privata) dell'articolo 1. Il disegno di legge in titolo intende pertanto mantenere fede anche a questo impegno. In particolare, quanto alla soppressione del comma 1, si conviene che la notevole complessit tecnica della materia rende preferibile rinviare loperativit di tale obbligo ad un successivo provvedimento normativo da adottare, in tempi brevissimi, sulla base di una proposta elaborata a cura di apposita Commissione da istituirsi presso la Presidenza del Consiglio e composta da rappresentanti delle Amministrazioni interessate, nonch degli altri soggetti pubblici e privati coinvolti. Quanto alla soppressione del comma 8, si condivide l'esigenza di evitare il rischio di effetti pregiudizievoli sugli equilibri di mercato, anche alla luce del confronto e della necessaria competitivit con il mercato europeo e mondiale.
Il Presidente relatore rammenta altres che, nel corso dell'esame del decreto-legge n. 72, si era infine registrata l'inadeguatezza delle disposizioni contenute, sempre a seguito di emendamento approvato dalla Camera dei deputati, all'articolo 4, commi da 6-bis a 6-quater, in materia di ordinamento sportivo. In particolare, si era ritenuto indispensabile ribadire il ruolo di garante dellunicit dellordinamento nazionale attribuito al CONI dal decreto legislativo n. 242 del 1999 oltre che stabilire che il riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI lunico elemento certificatore delleffettiva attivit sportiva svolta dalle societ e dalle associazioni dilettantistiche, anche a fini fiscali. A fronte dell'impossibilit di apportare modifiche al testo del decreto-legge, anche in questo caso era stato presentato e accolto dal Governo apposito ordine del giorno. Il presente disegno di legge quindi volto ad onorare anche quell'impegno.
Secondo un modello sperimentato con successo negli anni passati, esso reca inoltre le autorizzazioni di spesa necessarie per rendere effettivamente spendibili le somme di competenza del Ministero per i beni e le attivit culturali accantonate nelle Tabelle A e B della legge finanziaria per il 2004. Al riguardo, il Presidente relatore ricorda che parte di tali somme sono state gi impegnate dal medesimo decreto Urbani. Il presente disegno di legge dispone pertanto l'autorizzazione di spesa delle somme residue.
Esso contiene infine, ai commi da 5 a 12 dell'articolo 2, disposizioni di carattere ordinamentale in materia di beni e attivit culturali e di sport.
Con il comma 5 si effettua il necessario coordinamento delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 368 del 1998 con quanto recato dal decreto legislativo n. 3 del 2004 in materia di attribuzione dell'autonomia scientifica, finanziaria ed organizzativa alle sovrintendenze, anche alla luce delle indicazioni in tal senso pervenute dal Comitato per la legislazione della Camera e dal Consiglio di Stato.
Con il comma 6 si prevede l'emanazione di decreti ministeriali di natura non regolamentare per la definizione dei criteri di erogazione dei contributi alle attivit musicali e di danza, in linea con quanto disposto dal decreto-legge n. 24 del 2003, convertito dalla legge n. 82.
Con il comma 7 si esclude la possibilit per il presidente delle regione Veneto e per il presidente della provincia di Venezia di delegare un proprio sostituto nell'ambito del consiglio di amministrazione della Fondazione La Biennale di Venezia, al fine di garantire la massima rappresentativit di tali organi.
Il comma 8 consente il finanziamento di programmazioni liriche anche da parte di enti aventi fini di lucro, superando cos il divieto ormai obsoleto contenuto nella legge n. 800 del 1967.
Il comma 9 consente l'aumento fino a 10 degli incarichi conferibili per il migliore funzionamento del Dipartimento dello spettacolo del Ministero, fermo restando evidentemente il budget complessivo.
Con il comma 11 si intendono snellire le procedure di approvazione degli interventi di conservazione del barocco della provincia di Lecce, fissando un termine per l'espressione del parere da parte della commissione regionale di cui all'articolo 154 del decreto legislativo n. 112.
Il comma 11 reca a sua volta un coordinamento indispensabile in materia di commissioni cinematografiche.
Il comma 12 chiarisce infine la natura non regolamentare dei decreti con i quali il Ministro individua i criteri per la ripartizione delle risorse non utilizzate dall'Istituto per il credito sportivo.
In considerazione dell'estrema urgenza del provvedimento, sia per quanto attiene agli aspetti di modifica del decreto Urbani sia per la parte in cui reca le autorizzazioni di spesa relative all'anno gi in corso, il Presidente relatore raccomanda conclusivamente un iter assai celere, chiedendo fin d'ora a tutti i Gruppi di esprimersi in ordine alla possibilit di richiedere alla Presidenza del Senato il suo trasferimento alla sede deliberante.

Il seguito dell'esame quindi rinviato.



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