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Legge 28 dicembre 2001, n.448 - Art. 33
2001-12-28
Gazzetta Ufficiale N. 25 del 30 Gennaio 2002

Ripubblicazione del testo della legge 28 dicembre 2001, n. 448, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002)", corredato delle relative note.

Art. 33.

(Servizi dei beni culturali)

1. Allarticolo 10, comma 1, del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, dopo la lettera b) aggiunta la seguente:
b-bis) dare in concessione a soggetti diversi da quelli statali la gestione di servizi finalizzati al miglioramento della fruizione pubblica e della valorizzazione del patrimonio artistico come definiti dallarticolo 152, comma 3, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, secondo modalit, criteri e garanzie definiti con regolamento emanato ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Il suddetto regolamento dovr stabilire, tra laltro: le procedure di affidamento dei servizi, che dovranno avvenire mediante licitazione privata, con i criteri concorrenti dellofferta economica pi vantaggiosa e della proposta di offerta di servizi qualitativamente pi favorevole dal punto di vista della crescita culturale degli utenti e della tutela e valorizzazione dei beni, e comunque nel rispetto della normativa nazionale ed europea; i rispettivi compiti dello Stato e dei concessionari riguardo alle questioni relative ai restauri e allordinaria manutenzione dei beni oggetto del servizio, ferma restando la riserva statale sulla tutela dei beni; i criteri, le regole e le garanzie per il reclutamento del personale, le professionalit necessarie rispetto ai diversi compiti, i livelli retributivi minimi per il personale, a prescindere dal contratto di impiego; i parametri di offerta al pubblico e di gestione dei siti culturali. Tali parametri dovranno attenersi ai principi stabiliti allarticolo 2, comma 1, dello Statuto dellInternational Council of Museums. Con lo stesso regolamento sono fissati i meccanismi per la determinazione della durata della concessione per un periodo non inferiore a cinque anni e del canone complessivo da corrispondere allo Stato per tutta la durata stabilita, da versare anticipatamente allatto della stipulazione della relativa convenzione nella misura di almeno il 50 per cento; la stessa convenzione deve prevedere che, allatto della cessazione per qualsiasi causa della concessione, i beni culturali conferiti in gestione dal Ministero ritornino nella disponibilit di questultimo. La presentazione, da parte dei soggetti concorrenti, di progetti di gestione e valorizzazione complessi e plurimi che includano accanto a beni e siti di maggiore rilevanza anche beni e siti cosiddetti minori collocati in centri urbani con popolazione pari o inferiore a 30.000 abitanti, verr considerata titolo di preferenza a condizione che sia sempre e comunque salvaguardata lautonomia scientifica e di immagine individuale propria del museo minore.

Art. 34.

(Personale a tempo determinato del Ministero per i beni e le attivit culturali)

1. Il Ministero per i beni e le attivit culturali autorizzato ad avvalersi, fino al 31 dicembre 2002, del personale gi assunto a tempo determinato ai sensi dellarticolo 8, comma 7, del decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, dellarticolo 22, comma 5, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e dellarticolo 1, comma 1, della legge 16 dicembre 1999, n. 494. Sono fatte salve le eventuali successive scadenze previste dai contratti in essere sulla base di specifiche disposizioni legislative.

Art. 35.

(Norme in materia di servizi pubblici locali)

1. Larticolo 113 del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sostituito dal seguente:
Art. 113. - (Gestione delle reti ed erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza industriale). 1. Le disposizioni del presente articolo si applicano ai servizi pubblici locali di rilevanza industriale. Restano ferme le disposizioni previste per i singoli settori e quelle nazionali di attuazione delle normative comunitarie.
2. Gli enti locali non possono cedere la propriet degli impianti, delle reti e delle altre dotazioni destinati allesercizio dei servizi pubblici di cui al comma 1, salvo quanto stabilito dal comma 13.
3. Le discipline di settore stabiliscono i casi nei quali lattivit di gestione delle reti e degli impianti destinati alla produzione dei servizi pubblici locali di cui al comma 1 pu essere separata da quella di erogazione degli stessi. , in ogni caso, garantito laccesso alle reti a tutti i soggetti legittimati allerogazione dei relativi servizi.
4. Qualora sia separata dallattivit di erogazione dei servizi, per la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali gli enti locali, anche in forma associata, si avvalgono:
a) di soggetti allo scopo costituiti, nella forma di societ di capitali con la partecipazione maggioritaria degli enti locali, anche associati, cui pu essere affidata direttamente tale attivit;
b) di imprese idonee, da individuare mediante procedure ad evidenza pubblica, ai sensi del comma 7.
5. Lerogazione del servizio, da svolgere in regime di concorrenza, avviene secondo le discipline di settore, con conferimento della titolarit del servizio a societ di capitali individuate attraverso lespletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica.
6. Non sono ammesse a partecipare alle gare di cui al comma 5 le societ che, in Italia o allestero, gestiscono a qualunque titolo servizi pubblici locali in virt di un affidamento diretto, di una procedura non ad evidenza pubblica, o a seguito dei relativi rinnovi; tale divieto si estende alle societ controllate o collegate, alle loro controllanti, nonch alle societ controllate o collegate con queste ultime. Sono parimenti esclusi i soggetti di cui al comma 4.
7. La gara di cui al comma 5 indetta nel rispetto degli standard qualitativi, quantitativi, ambientali, di equa distribuzione sul territorio e di sicurezza definiti dalla competente Autorit di settore o, in mancanza di essa, dagli enti locali. La gara aggiudicata sulla base del migliore livello di qualit e sicurezza e delle condizioni economiche e di prestazione del servizio, dei piani di investimento per lo sviluppo e il potenziamento delle reti e degli impianti, per il loro rinnovo e manutenzione, nonch dei contenuti di innovazione tecnologica e gestionale. Tali elementi fanno parte integrante del contratto di servizio.
8. Qualora sia economicamente pi vantaggioso, consentito laffidamento contestuale con gara di una pluralit di servizi pubblici locali diversi da quelli di trasporto collettivo. In questo caso, la durata dellaffidamento, unica per tutti i servizi, non pu essere superiore alla media calcolata sulla base della durata degli affidamenti indicata dalle discipline di settore.
9. Alla scadenza del periodo di affidamento, e in esito alla successiva gara di affidamento, le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali di propriet degli enti locali o delle societ di cui al comma 13 sono assegnati al nuovo gestore. Sono, inoltre, assegnati al nuovo gestore le reti o loro porzioni, gli impianti e le altre dotazioni realizzate, in attuazione dei piani di investimento di cui al comma 7, dal gestore uscente. A questultimo dovuto da parte del nuovo gestore un indennizzo pari al valore dei beni non ancora ammortizzati, il cui ammontare indicato nel bando di gara.
10. vietata ogni forma di differenziazione nel trattamento dei gestori di pubblico servizio in ordine al regime tributario, nonch alla concessione da chiunque dovuta di contribuzioni o agevolazioni per la gestione del servizio.
11. I rapporti degli enti locali con le societ di erogazione del servizio e con le societ di gestione delle reti e degli impianti sono regolati da contratti di servizio, allegati ai capitolati di gara, che dovranno prevedere i livelli dei servizi da garantire e adeguati strumenti di verifica del rispetto dei livelli previsti.
12. Lente locale pu cedere in tutto o in parte la propria partecipazione nelle societ erogatrici di servizi. Tale cessione non comporta effetti sulla durata delle concessioni e degli affidamenti in essere.
13. Gli enti locali, anche in forma associata, possono conferire la propriet delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali a societ di capitali di cui detengono la maggioranza, che incedibile. Tali societ pongono le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali a disposizione dei gestori incaricati della gestione del servizio o, ove prevista la gestione separata della rete, dei gestori di questultima, a fronte di un canone stabilito dalla competente Autorit di settore, ove prevista, o dagli enti locali. Alla societ suddetta gli enti locali possono anche assegnare, ai sensi della lettera a) del comma 4, la gestione delle reti, nonch il compito di espletare le gare di cui al comma 5.
14. Fermo restando quanto disposto dal comma 3, se le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali per la gestione dei servizi di cui al comma 1 sono di propriet di soggetti diversi dagli enti locali, questi possono essere autorizzati a gestire i servizi o loro segmenti, a condizione che siano rispettati gli standard di cui al comma 7 e siano praticate tariffe non superiori alla media regionale, salvo che le discipline di carattere settoriale o le relative Autorit dispongano diversamente. Tra le parti in ogni caso stipulato, ai sensi del comma 11, un contratto di servizio in cui sono definite, tra laltro, le misure di coordinamento con gli eventuali altri gestori.
15. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, se incompatibili con le attribuzioni previste dallo statuto e dalle relative norme di attuazione.

2. Nei casi in cui le disposizioni previste per i singoli settori non stabiliscono un congruo periodo di transizione, ai fini dellattuazione delle disposizioni previste dallarticolo 113 del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, il regolamento di cui al comma 16 del presente articolo indica i termini, comunque non inferiori a tre anni e non superiori a cinque anni, di scadenza o di anticipata cessazione della concessione rilasciata con procedure diverse dallevidenza pubblica. A valere da tale data si applica il divieto di cui al comma 6 del medesimo articolo 113 del citato testo unico, salvo nei casi in cui si tratti dellespletamento delle prime gare aventi per oggetto i servizi forniti dalle societ partecipanti alla gara stessa. Il regolamento definisce altres le condizioni per lammissione alle gare di imprese estere, o di imprese italiane che abbiano avuto allestero la gestione del servizio senza ricorrere a procedure di evidenza pubblica, a condizione che, nel primo caso, sia fatto salvo il principio di reciprocit e siano garantiti tempi certi per leffettiva apertura dei relativi mercati. A far data dal termine di cui al primo periodo, comunque vietato alle societ di capitali in cui la partecipazione pubblica superiore al 50 per cento, se ancora affidatarie dirette, di partecipare ad attivit imprenditoriali al di fuori del proprio territorio.

3. Il periodo transitorio di cui al comma 2 pu essere incrementato, alle condizioni sotto indicate, in misura non inferiore a:
a) un anno nel caso in cui, almeno dodici mesi prima dello scadere dei termini previsti dal regolamento di cui al comma 16 del presente articolo, si dia luogo, mediante una o pi fusioni, alla costituzione di una nuova societ capace di servire un bacino di utenza complessivamente non inferiore a due volte quello originariamente servito dalla societ maggiore;
b) due anni nel caso in cui, entro il termine di cui alla lettera a), unimpresa affidataria, anche a seguito di una o pi fusioni, si trovi ad operare in un ambito corrispondente almeno allintero territorio provinciale ovvero a quello ottimale, laddove previsto dalle norme vigenti;
c) un anno nel caso in cui, entro il termine di cui alla lettera a), la societ affidataria sia partecipata almeno per il 40 per cento da soggetti privati;
d) un ulteriore anno nel caso in cui, entro il termine di cui alla lettera a), la societ affidataria sia partecipata almeno per il 51 per cento dai privati.

4. Ove ricorra pi di una delle condizioni indicate al comma 3 i relativi termini possono essere posticipati, sommando le relative scadenze.

5. In alternativa a quanto previsto dal comma 5 dellarticolo 113 del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, i soggetti competenti, individuati dalle regioni ai sensi dellarticolo 9 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, possono affidare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il servizio idrico integrato a societ di capitali partecipate unicamente da enti locali che fanno parte dello stesso ambito territoriale ottimale, per un periodo non superiore a quello massimo determinato ai sensi delle disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo. Entro due anni da tale affidamento, anche se gi avvenuto alla data di entrata in vigore della presente legge, con le modalit di cui al presente comma, gli enti locali azionisti applicano le disposizioni di cui alla lettera c) del comma 3, mediante procedura ad evidenza pubblica, pena la perdita immediata dellaffidamento del servizio alla societ da essi partecipata.

6. Qualora le disposizioni dei singoli settori prevedano la gestione associata del servizio per ambiti territoriali di dimensione sovracomunale, il soggetto che gestisce il servizio stipula appositi contratti di servizio con i comuni di dimensione demografica inferiore a 5.000 abitanti, al fine di assicurare il rispetto di adeguati ed omogenei standard qualitativi di servizio, definiti dai contratti stessi. In caso di mancato rispetto di tali standard nel territorio dei comuni di cui al primo periodo, i soggetti competenti ad affidare la gestione del servizio nellambito sovracomunale provvedono alla revoca dellaffidamento in corso sullintero ambito.

7. Le imprese concessionarie cessanti nei termini stabiliti dal regolamento di cui al comma 16 del presente articolo reintegrano gli enti locali nel possesso delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni utilizzati per la gestione dei servizi. Ad esse dovuto dal gestore subentrante un indennizzo stabilito secondo le disposizioni del comma 9 dellarticolo 113 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, come sostituito dal comma 1 del presente articolo.

8. Gli enti locali, entro il 31 dicembre 2002, trasformano le aziende speciali e i consorzi di cui allarticolo 31, comma 8, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, che gestiscono i servizi di cui al comma 1 dellarticolo 113 del medesimo testo unico, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, in societ di capitali, ai sensi dellarticolo 115 del citato testo unico.

9. In attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 13 dellarticolo 113 del citato testo unico, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, gli enti locali che alla data di entrata in vigore della presente legge detengano la maggioranza del capitale sociale delle societ per la gestione di servizi pubblici locali, che siano proprietarie anche delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni per lesercizio di servizi pubblici locali, provvedono ad effettuare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, anche in deroga alle disposizioni delle discipline settoriali, lo scorporo delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni. Contestualmente la propriet delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali, oppure lintero ramo dazienda, conferita ad una societ avente le caratteristiche definite dal citato comma l3 dellarticolo 113 del medesimo testo unico.

10. La facolt di cui al comma 12 dellarticolo 113 del citato testo unico, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, riguarda esclusivamente le societ per la gestione dei servizi ed opera solo a partire dalla conclusione delle operazioni di separazione di cui al comma 9 del presente articolo.

11. In deroga alle disposizioni di cui al comma 2 dellarticolo 113 del citato testo unico, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, e di cui al comma 9 del presente articolo, nonch in alternativa a quanto stabilito dal comma 10, limitatamente al caso di societ per azioni quotate in borsa e di societ per azioni i cui enti locali soci abbiano gi deliberato al 1 gennaio 2002 di avviare il procedimento di quotazione in borsa, da concludere entro il 31 dicembre 2003, di cui, alla data di entrata in vigore della presente legge, gli enti locali detengano la maggioranza del capitale, consentita la piena applicazione delle disposizioni di cui al comma 12 dellarticolo 113 del citato testo unico. In tale caso, ai fini dellapplicazione del comma 9 dellarticolo 113 del citato testo unico, sulle reti, sugli impianti e sulle altre dotazioni patrimoniali attuali e future costituito, ai sensi dellarticolo 1021 del codice civile, un diritto di uso perpetuo ed inalienabile a favore degli enti locali. Resta fermo il diritto del proprietario, ove sia un soggetto diverso da quello cui attribuita la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali, alla percezione di un canone da parte di tale soggetto. Non si applicano le disposizioni degli articoli 1024 e seguenti del codice civile.

12. Al testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) allarticolo 31, comma 8, le parole da: aventi rilevanza economica fino a: nello statuto sono sostituite dalle seguenti: di cui allarticolo 113-bis;
b) allarticolo 42, comma 2, lettera e), le parole: assunzione diretta sono sostituite dalla seguente: organizzazione;
c) allarticolo 112, il comma 2 abrogato;
d) allarticolo 115:
1) al comma 1, le parole: costituite ai sensi dellarticolo 113, lettera c), sono soppresse e le parole: per azioni sono sostituite dalle seguenti: di capitali;
2) il comma 5 abrogato;
3) aggiunto, in fine, il seguente comma:
7-bis. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche alla trasformazione dei consorzi, intendendosi sostituita al consiglio comunale lassemblea consortile. In questo caso le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei componenti; gli enti locali che non intendono partecipare alla societ hanno diritto alla liquidazione sulla base del valore nominale iscritto a bilancio della relativa quota di capitale;
e) allarticolo 116, comma 1, dopo le parole: per lesercizio di servizi pubblici sono inserite le seguenti: di cui allarticolo 113-bis;
f) allarticolo 118:
1) al comma 1, le parole: societ per azioni, costituite ai sensi dellarticolo 113, lettera e), sono sostituite dalle seguenti: societ di capitali di cui al comma 13 dellarticolo 113;
2) il comma 3 abrogato;
g) allarticolo 123, il comma 3 abrogato.

13. Gli articoli da 265 a 267 del testo unico per la finanza locale, di cui al regio-decreto 14 settembre 1931, n. 1175, sono abrogati.

14. Nellesercizio delle loro funzioni, gli enti locali, anche in forma associata, individuano gli standard di qualit e determinano le modalit di vigilanza e controllo delle aziende esercenti i servizi pubblici, in un quadro di tutela prioritaria degli utenti e dei consumatori.

15. Dopo larticolo 113 del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, inserito il seguente:
Art. 113-bis. - (Gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale) 1. Ferme restando le disposizioni previste per i singoli settori, i servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale sono gestiti mediante affidamento diretto a:
a) istituzioni;
b) aziende speciali, anche consortili;
c) societ di capitali costituite o partecipate dagli enti locali, regolate dal codice civile.
2. consentita la gestione in economia quando, per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno procedere ad affidamento ai soggetti di cui al comma 1.
3. Gli enti locali possono procedere allaffidamento diretto dei servizi culturali e del tempo libero anche ad associazioni e fondazioni da loro costituite o partecipate.
4. Quando sussistano ragioni tecniche, economiche o di utilit sociale, i servizi di cui ai commi 1, 2 e 3 possono essere affidati a terzi, in base a procedure ad evidenza pubblica, secondo le modalit stabilite dalle normative di settore.
5. I rapporti tra gli enti locali ed i soggetti erogatori dei servizi di cui al presente articolo sono regolati da contratti di servizio.

16. Con regolamento da emanare ai sensi dellarticolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sentite le Autorit indipendenti di settore e la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il Governo adotta le disposizioni necessarie per lesecuzione e lattuazione del presente articolo, con lindividuazione dei servizi di cui allarticolo 113, comma 1, del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 36.

(Organici del personale)

1. In conseguenza delle attivit poste in essere ai sensi del presente capo, le pubbliche amministrazioni apportano, con le modalit previste dai rispettivi ordinamenti, le relative variazioni in diminuzione alle proprie dotazioni organiche. Ai fini dellindividuazione delle eccedenze di personale e delle conseguenti procedure di mobilit, si applicano le vigenti disposizioni, anche di natura contrattuale.



http://www.parlamento.it/leggi/01448l.htm


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