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DPR n.173 , Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attivita' culturali.
2004-06-08
GU n. 166 del 17/07/2004, Suppl. Ordinario n. 126

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 giugno 2004, n.173

Capo I
AMMINISTRAZIONE CENTRALE

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l'articolo 87 della Costituzione;
Visto l'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n.
400 e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279;
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303 e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, . 165 e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio;

Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nelle riunioni del 10 dicembre 2003 e del 3 febbraio 2004;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,adottata nella riunione del 13 febbraio 2004;

Udito il parere interlocutorio del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza dell'8 marzo 2004;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 5 aprile 2004;

Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 21 maggio 2004;
Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivita' culturali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il
Ministro per la funzione pubblica;
Emana il seguente regolamento:

Art. 1.
Dipartimenti e direzioni generali

1. Il Ministero per i beni e le attivita' culturali, di seguito denominato Ministero, si articola in dipartimenti ed essi, a loro
volta, in direzioni generali.

2. I dipartimenti del Ministero sono:
a) Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici;
b) Dipartimento per i beni archivistici e librari;
c) Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione;
d) Dipartimento per lo spettacolo e lo sport.

3. Il capo del Dipartimento svolge compiti di coordinamento, direzione e controllo degli uffici di livello dirigenziale generale compresi nel dipartimento, cura i rapporti internazionali ed assicura l'esercizio organico ed integrato delle funzioni del Ministero, ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.
4. Il capo del Dipartimento, nei settori di competenza, sulla base degli indirizzi del Ministro per i beni e le attivita' culturali, di
seguito denominato: Ministro, anche su proposta del direttore generale competente, esercita inoltre le funzioni di cui al Titolo II
della Parte seconda del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito
denominato: Codice, ed esercita i diritti dell'azionista, negli specifici settori di competenza, fermo restando quanto previsto
dall'articolo 5-bis del decreto-legge 23 aprile 1993, n. 118, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 1993, n. 202.

5. Per lo svolgimento di specifiche funzioni, il capo del Dipartimento puo' avvalersi di dirigenti incaricati ai sensi dell'articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3.

6. Il capo del Dipartimento e' responsabile, ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, dei risultati complessivamente raggiunti in attuazione degli indirizzi del Ministro.
7. Il Dipartimento costituisce centro di responsabilita' amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo
7 agosto 1997, n. 279.
8. I capi dei Dipartimenti di cui al comma 2, lettera a), b) e c), partecipano alle riunioni del Consiglio superiore per i beni
culturali e paesaggistici e dei Comitati tecnico-scientifici per le materie di propria competenza.
9. Con decreti ministeriali, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, si
provvede all'individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale dei Dipartimenti e delle Direzioni generali e dei relativi compiti.
10. I dirigenti preposti ai Dipartimenti e alle Direzioni generali provvedono alla organizzazione e gestione delle risorse umane e strumentali ad essi rispettivamente assegnate, fermo restando quanto previsto dagli articoli 13 e 20.

Art. 2.
Conferenza interdipartimentale e Comitati dipartimentali
1. Il Ministro convoca periodicamente in conferenza i capi dei Dipartimenti per l'esame delle questioni attinenti al coordinamento
generale dell'attivita' del Ministero e la formulazione al Ministro stesso di proposte per l'adozione di atti di indirizzo e di direttive
volti ad assicurare il raccordo operativo fra i Dipartimenti e lo svolgimento coordinato delle relative funzioni.

La Conferenza e' presieduta dal Ministro o da un suo delegato. Alla Conferenza possono
essere invitati a partecipare i dirigenti preposti agli uffici centrali di livello dirigenziale generale compresi nei Dipartimenti.

2. Le risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento della Conferenza sono assicurate dalla Direzione generale per gli
affari generali, il bilancio, le risorse umane e la formazione.

3. Il capo del Dipartimento ed i dirigenti preposti agli uffici di livello dirigenziale generale, anche periferici, compresi nel
Dipartimento si riuniscono ordinariamente in comitato, ai fini del necessario coordinamento dell'attivita' degli uffici e per la
formulazione al Ministro di proposte per l'emanazione di atti d'indirizzo e direttive.

Art. 3.
Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici
1. Il Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici cura la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e promuove la qualita' architettonica ed urbanistica e l'arte contemporanea.
2. Il Dipartimento si articola, a livello centrale, nei seguenti Uffici dirigenziali di livello generale:
a) Direzione generale per i beni archeologici;
b) Direzione generale per i beni architettonici e paesaggistici;
c) Direzione generale per il patrimonio storico, artistico ed
etnoantropologico;
d) Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanee.
3. Il Dipartimento si articola, a livello territoriale, negli uffici dirigenziali di livello generale di cui all'articolo 20.
4. Il Capo del Dipartimento, in particolare:
a) decide, per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi previsti agli articoli 16, 47, 69 e 128 del Codice;
b) propone al Ministro l'adozione di provvedimenti in materia di procedure e modalita' di catalogazione dei beni culturali e paesaggistici, ai sensi dell'articolo 17 del Codice;
c) coordina le iniziative in materia di sicurezza del patrimonio culturale;
d) esprime la volonta' dell'Amministrazione in sede di conferenza di servizi per interventi di carattere intersettoriale e di
dimensione sovraregionale;
e) esprime la volonta' dell'Amministrazione nei procedimenti di valutazione di impatto ambientale, acquisite le valutazioni delle
competenti direzioni generali;
f) propone al Ministro l'esercizio dei poteri sostitutivi per l'approvazione dei piani paesistici, ai sensi degli articoli 143 e
156 del Codice;
g) elabora, sulla base delle proposte dei direttori regionali e dei pareri espressi dai direttori generali, il programma annuale e
pluriennale degli interventi nei settori di competenza e lo trasmette al Capo del Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione.
5. Le funzioni di cui al comma 4, lettere d) ed e), possono essere delegate ai direttori generali competenti.
6. La funzione di cui al comma 4, lettera f), e' di norma delegata ai direttori regionali.

Art. 4.
Dipartimento per i beni archivistici e librari
1. Il Dipartimento per i beni archivistici e librari cura la tutela e la valorizzazione del patrimonio archivistico e librario.
2. Il Dipartimento si articola nei seguenti uffici dirigenziali di livello generale:
a) Direzione generale per gli archivi;
b) Direzione generale per i beni librari e gli istituti
culturali.

3. Il capo del Dipartimento, in particolare:
a) decide, per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi previsti agli articoli 16, 69 e 128 del Codice;
b) propone al Ministro l'adozione dei provvedimenti in materia di procedure e modalita' di catalogazione di beni archivistici e librari, ai sensi dell'articolo 17 del Codice;
c) coordina le iniziative in materia di sicurezza del patrimonio culturale;
d) elabora, sulla base delle proposte degli organi periferici e dei pareri espressi dai direttori generali, il programma annuale e
pluriennale degli interventi nei settori di competenza e lo trasmette al capo del Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione.

Art. 5.
Dipartimento per la ricerca l'innovazione e l'organizzazione
1. Il Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione promuove la ricerca finalizzata agli interventi di tutela dei beni
culturali, cura la diffusione della conoscenza del patrimonio culturale, definisce gli indirizzi in materia di gestione delle risorse finanziarie, umane e strumentali dell'amministrazione.
2. Il Dipartimento si articola nei seguenti uffici dirigenziali di livello generale:
a) Direzione generale per gli affari generali, il bilancio, le risorse umane e la formazione;
b) Direzione generale per l'innovazione tecnologica e la promozione.
3. Il capo del Dipartimento, in particolare:
a) cura l'istruttoria degli affari di competenza del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) sulla base
degli elementi predisposti dai dipartimenti per le materie di rispettiva competenza;
b) predispone le intese istituzionali di programma Stato-regioni e gli accordi di programma-quadro in materia di beni culturali, ai
sensi dell'articolo 112, comma 6, del Codice, sulla base degli elementi forniti dai dipartimenti per le materie di rispettiva
competenza;
c) vigila sull'efficienza ed il rendimento degli uffici del Ministero, anche attraverso un servizio ispettivo organizzato con apposito decreto ministeriale adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, e ne
riferisce periodicamente al Ministro;
d) provvede, per il tramite del Direttore generale per gli affari generali, il bilancio, le risorse umane e la formazione, anche su
proposta dei direttori regionali, all'allocazione delle risorse umane a livello interdipartimentale;
e) individua i criteri generali in materia di sicurezza del patrimonio culturale;
f) coordina le iniziative del Ministero in materia di patrimonio mondiale dell'UNESCO e di interventi conseguenti ad emergenze
nazionali ed internazionali, anche in collaborazione con il Dipartimento per la protezione civile, che a tal fine puo' avvalersi
delle procedure di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni;
g) propone al Ministro il programma annuale e pluriennale degli interventi nei settori di competenza del Ministero e dei relativi
piani spesa.
4. Al Dipartimento afferiscono l'Istituto centrale del restauro, l'Opificio delle pietre dure, l'Istituto centrale per la patologia
del libro e l'Istituto per il catalogo e la documentazione, quali istituti con funzioni di alta formazione e ricerca nel settore del
restauro e della catalogazione.
5. Presso il Dipartimento operano l'Ufficio studi, individuato ai sensi dell'articolo 1, comma 9, ed il Nucleo per la valutazione e la
verifica degli investimenti pubblici, di cui all'articolo 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144.

Art. 6.
Dipartimento per lo spettacolo e lo sport
1. Il Dipartimento per lo spettacolo e lo sport svolge funzioni e compiti in materia di attivita' teatrali, musicali, cinematografiche,
di danza, circensi, di altre espressioni della cultura e dell'arte aventi carattere di spettacolo, nonche' in materia di sport.
2. Il Dipartimento si articola nei seguenti uffici dirigenziali di livello generale:
a) Direzione generale per il cinema;
b) Direzione generale per lo spettacolo dal vivo e lo sport.
3. Il capo del Dipartimento, in particolare:
a) svolge i compiti in materia di proprieta' letteraria, dirito d'autore e vigilanza sulla Societa' italiana autori ed editori
(SIAE), ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303;
b) esercita la vigilanza sulla Fondazione La Biennale di Venezia, sentite le direzioni generali competenti per materia;
c) elabora, sulla base delle proposte formulate dai direttori generali, il programma annuale e pluriennale degli interventi nei
settori di competenza e lo trasmette al Capo del Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione.
4. Nulla e' innovato nella composizione e nelle competenze dell'Osservatorio dello spettacolo, del Comitato per i problemi dello spettacolo e del Comitato consultivo permanente per il diritto di autore, di cui all'articolo 190 della legge 22 aprile 1941, n. 633, che operano presso il Dipartimento e svolgono funzioni di organi consultivi centrali. Resta fermo quanto previsto all'articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 21 dicembre 1998, n. 492.

Art. 7.
Direzione generale per i beni archeologici
1. La Direzione generale per i beni archeologici svolge funzioni e compiti in materia di beni ed aree archeologici, anche subacquei, anche su delega del capo del Dipartimento.
2. Il Direttore generale, in particolare:
a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi annuali e pluriennali di intervento proposti dai direttori regionali;
b) dichiara, su proposta delle competenti soprintendenze di
settore, l'interesse culturale delle cose di proprieta' privata, ai sensi dell'articolo 13 del Codice;
c) verifica la sussistenza dell'interesse culturale nei beni appartenenti a soggetti pubblici e a persone giuridiche private senza
fine di lucro, ai sensi dell'articolo 12 del Codice;
d) detta, su proposta delle soprintendenze di settore,
prescrizioni di tutela indiretta, ai sensi dell'articolo 45 del Codice;
e) esprime la volonta' dell'Amministrazione in sede di conferenza di servizi per interventi di dimensione sovraregionale;
f) istruisce i provvedimenti di competenza del Ministero nei procedimenti di valutazione di impatto ambientale;
g) autorizza il prestito di beni archeologici per mostre od esposizioni sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi
dell'articolo 48, comma 1, del Codice;
h) delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono esposti i beni archeologici dei quali sia stata autorizzata la partecipazione a mostre ed esposizioni, sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del Codice;
i) affida in concessione a soggetti pubblici o privati l'esecuzione di ricerche archeologiche o di opere dirette al
ritrovamento di beni culturali, ai sensi dell'articolo 89 del Codice;
l) elabora, su proposta dei direttori regionali, i programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di
catalogazione e inventariazione dei beni archeologici;
m) dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di mostre o esposizioni di beni archeologici e di ogni altra iniziativa
a carattere culturale che abbia ad oggetto beni archeologici, ai sensi dell'articolo 48, comma 6,del Codice, ai fini dell'applicazione delle agevolazioni previste dalla normativa
fiscale;
n) esprime la volonta'dell'Amministrazione nell'ambito delle determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte mediante cessione di beni archeologici;
o) autorizza gli interventi di demolizione e rimozione definitiva da eseguirsi sui beni archeologici, ai sensi dell'articolo 21, comma
1, lettere a) e b), del Codice;
p) provvede al pagamento del premio di rinvenimento nei casi previsti dall'articolo 92 del Codice;
q) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice;
r) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di beni culturali a titolo di prelazione, di acquisto all'esportazione e
di espropriazione rispettivamente previste agli articoli 60, 70, 95, 96, 97 e 98 del Codice;
s) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa privata, ai sensi dell'articolo 21 del regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363;
t) adotta i provvedimenti di competenza dell'amministrazione centrale in materia di circolazione di cose e beni culturali in
ambito internazionale, tra i quali quelli di cui agli articoli 65, comma 2, lettera b), 68, comma 4, 71, comma 4, 76, comma 2, lettera
e) e 82, del Codice;
u) adotta, in via sostitutiva, la dichiarazione di notevole interesse pubblico relativamente ai beni paesaggistici, ai sensi
dell'articolo 141 del Codice.
3. Le funzioni di cui al comma 2, lettere b), c) e d) sono di norma delegate ai direttori regionali.
Art. 8.
Direzione generale per i beni architettonici e paesaggistici
1. La Direzione generale per i beni architettonici e paesaggistici
svolge funzioni e compiti in materia di beni architettonici e paesaggistici, anche su delega del capo del Dipartimento.
2. Il Direttore generale, in particolare:
a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi annuali e pluriennali di intervento proposti dai direttori regionali;
b) dichiara, su proposta delle competenti soprintendenze di
settore, l'interesse culturale delle cose di proprieta' privata, ai
sensi dell'articolo 13 del Codice;
c) verifica la sussistenza dell'interesse culturale nei beni
appartenenti a soggetti pubblici e a persone giuridiche private senza
fine di lucro, ai sensi dell'articolo 12 del Codice;
d) detta, su proposta delle soprintendenze di settore,
prescrizioni di tutela indiretta, ai sensi dell'articolo 45 del
Codice;
e) autorizza gli interventi di demolizione e rimozione definitiva
da eseguirsi su beni architettonici, ai sensi dell'articolo 21, comma
1, lettere a) e b), del Codice;
f) esprime la volonta' dell'Amministrazione in sede di conferenza
di servizi per interventi di dimensione sovraregionale;
g) istruisce i provvedimenti di competenza del Ministero nei
procedimenti di valutazione di impatto ambientale;
h) elabora, su proposta delle direzioni regionali, i programmi
concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di
catalogazione e inventariazione dei beni architettonici e
paesaggistici;
i) esprime la volonta' dell'Amministrazione nell'ambito delle
determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte
mediante cessione di beni architettonici;
l) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie sui beni
architettonici, previste dal Codice;
m) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di
beni culturali a titolo di prelazione e di espropriazione
rispettivamente previste agli articoli 60, 95, 96 e 98 del Codice;
n) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa
privata, ai sensi dell'articolo 21 del regio-decreto 30 gennaio 1913,
n. 363;
o) adotta, in via sostitutiva, la dichiarazione di notevole
interesse pubblico relativamente ai beni paesaggistici, ai sensi
dell'articolo 141 del Codice.
3. Le funzioni di cui al comma 2, lettere b), c) e d) sono di norma
delegate ai direttori regionali.

Art. 9.
Direzione generale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico
1. La Direzione generale per il patrimonio storico, artistico ed
etnoantropologico svolge funzioni e compiti in materia di beni
artistici, storici ed etnoantropologici, ivi compresi i dipinti
murali e gli apparati decorativi.
2. Il Direttore generale, in particolare:
a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi
annuali e pluriennali di intervento proposti dai direttori regionali;
b) dichiara, su proposta delle competenti soprintendenze di
settore, l'interesse culturale delle cose di proprieta' privata, ai
sensi dell'articolo 13 del Codice;
c) verifica la sussistenza dell'interesse culturale nei beni
appartenenti a soggetti pubblici e a persone giuridiche private senza
fine di lucro, ai sensi dell'articolo 12 del Codice;
d) autorizza gli interventi di demolizione e rimozione definitiva
da eseguirsi sui beni storici, artistici ed etnoantropologici, ai
sensi dell'articolo 21, comma 1, lettere a) e b), del Codice;
e) autorizza il prestito di beni storici, artistici ed
etnoantropologici per mostre od esposizioni sul territorio nazionale
o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 1, del Codice;
f) delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono
esposti i beni storici, artistici ed etnoantropologici dei quali sia
stata autorizzata la partecipazione a mostre ed esposizioni, sul
territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma
5, del Codice;
g) elabora, su proposta delle direzioni regionali, i programmi
concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di
catalogazione e inventariazione dei beni storici, artistici ed
etnoantropologici;
h) dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di
mostre o esposizioni di beni storici, artistici ed etnoantropologici
e di ogni altra iniziativa a carattere culturale avente ad oggetto i
beni medesimi, ai sensi dell'articolo 48, comma 6, del Codice, ai
fini dell'applicazione delle agevolazioni previste dalla normativa
fiscale;
i) esprime la volonta' dell'Amministrazione nell'ambito delle
determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte
mediante cessione di beni storici, artistici ed etnoantropologici;
l) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal
Codice;
m) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di
beni culturali a titolo di prelazione, di acquisto all'esportazione e
di espropriazione rispettivamente previste agli articoli 60, 70, 95 e
98 del Codice;
n) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa
privata, ai sensi dell'articolo 21 del regio-decreto 30 gennaio 1913,
n. 363;
o) adotta i provvedimenti di competenza dell'amministrazione
centrale in materia di circolazione di cose e beni culturali in
ambito internazionale, tra i quali quelli di cui agli articoli 65,
comma 2, lettera b), 68, comma 4, 71, comma 4, 76, comma 2, lettera
e) e 82, del Codice.
3. Le funzioni di cui al comma 2, lettere b) e c), sono di norma
delegate ai direttori regionali.

Art. 10.
Direzione generale per l'architettura
e l'arte contemporanee
1. La Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanee
svolge funzioni e compiti in materia di promozione della cultura
architettonica ed urbanistica e dell'arte contemporanea.
2. Il Direttore generale, in particolare:
a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi
annuali e pluriennali di intervento;
b) esprime la volonta' dell'Amministrazione nell'ambito delle
determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte
mediante cessione di beni artistici contemporanei;
c) promuove la qualita' del progetto e dell'opera architettonica
e urbanistica, anche mediante ideazione e, d'intesa con le
amministrazioni interessate, consulenza alla progettazione di opere
pubbliche di rilevante interesse architettonico, con particolare
riguardo alle opere destinate ad attivita' culturali, ovvero che
incidano in modo particolare sulla qualita' del contesto
storico-artistico e paesaggistico-ambientale;
d) dichiara l'importante carattere artistico delle opere di
architettura contemporanea, ai sensi dell'articolo 20 della legge 22
aprile 1941, n. 633;
e) ammette ai contributi economici le opere architettoniche
dichiarate di importante carattere artistico e gli interventi
riconosciuti di particolare qualita' architettonica o urbanistica, ai
sensi dell'articolo 37 del Codice;
f) promuove la formazione, in collaborazione con le universita',
le regioni e gli enti locali, in materia di conoscenza della cultura
e della qualita' architettonica e urbanistica;
g) promuove la conoscenza dell'arte contemporanea italiana
all'estero, fatte salve le competenze del Ministero degli affari
esteri e d'intesa con il medesimo;
h) diffonde la conoscenza dell'arte contemporanea e valorizza,
anche mediante concorsi, le opere di giovani artisti;
i) esercita la vigilanza sulla Fondazione La Triennale di Milano
e sull'Ente esposizione nazionale La Quadriennale d'arte di Roma.

Art. 11.
Direzione generale per gli archivi
1. La Direzione generale per gli archivi svolge funzioni e compiti
in materia di beni archivistici.
2. Il Direttore generale, in particolare:
a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi
annuali e pluriennali di intervento;
b) dichiara, su proposta delle competenti soprintendenze di
settore, l'interesse culturale delle cose di proprieta' privata, ai
sensi dell'articolo 13 del Codice;
c) verifica la sussistenza dell'interesse culturale nei beni
appartenenti a soggetti pubblici e a persone giuridiche private senza
fine di lucro, ai sensi dell'articolo 12 del Codice;
d) autorizza gli interventi previsti dall'articolo 21, comma 1,
del Codice da eseguirsi sui beni archivistici;
e) autorizza il prestito di beni archivistici per mostre od
esposizioni sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi
dell'articolo 48, comma 1, del Codice;
f) delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono
esposti i beni archivistici dei quali sia stata autorizzata la
partecipazione a mostre ed esposizioni, sul territorio nazionale o
all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del Codice;
g) elabora i programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative
scientifiche in tema di censimento e inventariazione dei beni
archivistici;
h) approva i piani di conservazione e scarto degli archivi degli
uffici dell'amministrazione statale;
i) concede contributi per interventi su archivi vigilati;
l) cura le intese con i competenti organi del Ministero
dell'interno per l'individuazione dei documenti di carattere
riservato presso gli archivi pubblici e privati e per la definizione
delle modalita' di consultazione dei medesimi;
m) dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di
mostre o esposizioni di beni archivistici e di ogni altra iniziativa
a carattere culturale avente ad oggetto i beni medesimi, ai sensi
dell'articolo 48, comma 6, del Codice ai fini dell'applicazione delle
agevolazioni previste dalla normativa fiscale;
n) esprime la volonta' dell'Amministrazione nell'ambito delle
determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte
mediante cessione di beni archivistici;
o) coordina l'attivita' delle scuole di archivistica istituite
presso gli archivi di Stato;
p) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal
Codice;
q) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di
beni archivistici a titolo di prelazione, di acquisto
all'esportazione e di espropriazione rispettivamente previste agli
articoli 60, 70, 95 e 98 del Codice;
r) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa
privata di beni archivistici, ai sensi dell'articolo 21 del regio
decreto 30 gennaio 1913, n. 363;
s) adotta i provvedimenti di competenza dell'amministrazione
centrale in materia di circolazione di beni archivistici in ambito
internazionale indicati all'articolo 7, comma 2, lettera t).
3. La funzione di cui al comma 2, lettera b), e' di norma delegata ai soprintendenti archivistici.

Art. 12.
Direzione generale per i beni librari e gli istituti culturali
1. La Direzione generale per i beni librari e gli istituti
culturali svolge funzioni e compiti in materia di biblioteche
pubbliche statali, di servizi bibliografici e bibliotecari nazionali,
di istituti culturali, di promozione del libro e della lettura.
2. Il Direttore generale, in particolare:
a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi
annuali e pluriennali di intervento;
b) autorizza, ai sensi dell'articolo 21 del Codice, gli
interventi da eseguirsi sui beni librari sottoposti a tutela statale;
c) autorizza il prestito di beni librari sottoposti a tutela
statale per mostre od esposizioni sul territorio nazionale o
all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 1, del Codice;
d) delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono
esposti i beni librari dei quali sia stata autorizzata la
partecipazione a mostre ed esposizioni, sul territorio nazionale o
all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del Codice;
e) elabora i programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative
scientifiche in tema di catalogazione e inventariazione dei beni
librari;
f) dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di
mostre o esposizioni di beni librari e di ogni altra iniziativa a
carattere culturale, ai sensi dell'articolo 48, comma 6, del Codice
ai fini dell'applicazione delle agevolazioni previste dalla normativa
fiscale;
g) esprime la volonta' dell'Amministrazione nell'ambito delle
determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte
mediante cessione di beni librari;
h) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal
Codice;
i) incentiva l'ideazione, la progettazione e la realizzazione di
programmi editoriali tematici, volti in particolare a valorizzare le
opere di saggistica, di narrativa e di poesia di autori
contemporanei, italiani e stranieri;
l) promuove, presso le scuole di ogni ordine e grado, la diffusione della letteratura e della saggistica attinenti alle
materie insegnate, attraverso programmi concordati con il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca;
m) incentiva, anche attraverso iniziative promozionali, la
diffusione del libro e la conoscenza delle biblioteche e dei relativi
servizi;
n) provvede allo svolgimento dell'attivita' istruttoria per la
concessione di contributi e alle conseguenti verifiche amministrative
e contabili, ispezioni e controlli sui soggetti beneficiari ai sensi della legge 17 ottobre 1996, n. 534;
o) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di beni librari a titolo di prelazione e di espropriazione
rispettivamente previste agli articoli 60, 95 e 98 del Codice;
p) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa privata di beni librari, ai sensi dell'articolo 21 del regio decreto
30 gennaio 1913, n. 363.

Art. 13.
Direzione generale per gli affari generali il bilancio,le risorse umane e la formazione
1. La Direzione generale per gli affari generali, il bilancio, le
risorse umane e la formazione cura i servizi generali
dell'amministrazione, svolge funzioni e compiti in materia di bilancio e programmazione ed e' competente in materia di stato giuridico ed economico del personale, di relazioni sindacali, di
concorsi, assunzioni e formazione del personale, ferme restando le
competenze di cui agli articoli 1, comma 10, e 20. La Direzione generale, inoltre, e' competente per l'attuazione delle direttive del
Ministro e del capo del Dipartimento in materia di politiche del personale e contrattazione collettiva e per l'emanazione di indirizzi ai direttori regionali ai fini dell'applicazione dei contratti
collettivi e per la stipula di accordi decentrati.

2. Il Direttore generale, in particolare:
a) effettua l'istruttoria in ordine al programma annuale e
pluriennale degli interventi nei settori di competenza del Ministero
e dei relativi piani di spesa, da sottoporre, per il tramite del capo del Dipartimento, all'approvazione del Ministro;
b) rileva il fabbisogno finanziario del Ministero avvalendosi dei
dati forniti dai dipartimenti, dalle direzioni generali e dalle
direzioni regionali; in attuazione delle direttive del Ministro e in
coordinamento con gli altri dipartimenti, cura la predisposizione
dello stato di previsione della spesa del Ministero, delle operazioni
di variazione e assestamento, la redazione delle proposte per la
legge finanziaria, l'attivita' di rendicontazione al Parlamento e
agli organi di controllo;
c) assicura il supporto per i programmi di ripartizione delle
risorse finanziarie rinvenienti da leggi e provvedimenti, in
relazione alle destinazioni per esse previste; predispone gli atti
connessi con l'assegnazione delle risorse finanziarie ai vari centri
di responsabilita' e ai centri di costo; coordina i programmi di
acquisizione delle risorse finanziarie nazionali, in relazione alle
diverse fonti di finanziamento;
d) analizza ed effettua il monitoraggio dei flussi finanziari;
svolge attivita' di assistenza tecnica sulle materie
giuridico-contabili di competenza dei diversi uffici centrali e
periferici; predispone le relazioni tecniche sui provvedimenti
normativi anche sulla base dei dati forniti dagli uffici competenti;
e) cura la formazione e l'aggiornamento professionale del
personale del Ministero.
Art. 14.
Direzione generale per l'innovazione tecnologica e la promozione
1. La Direzione generale per l'innovazione tecnologica e la
promozione elabora proposte per la definizione di una strategia
unitaria per la modernizzazione dell'amministrazione, anche
attraverso le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e
traduce in progetti coordinati e piani d'azione il conseguente
disegno strategico; provvede al monitoraggio e alla verifica
dell'attuazione dei progetti e dei piani; provvede ad incrementare la
qualita' dei servizi resi dall'amministrazione, ivi compresi quelli
forniti dagli uffici per le relazioni con il pubblico, sperimentando
l'uso di nuove tecnologie; cura la promozione dell'immagine dei beni
e delle attivita' culturali loro afferenti in ambito nazionale ed
internazionale.
2. Il Direttore generale, in particolare:
a) provvede al monitoraggio ed alla revisione della carta dei
servizi, ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 286;
b) dispone rilevazioni ed elaborazioni statistiche pertinenti
all'attivita' del Ministero, ai sensi dell'articolo 3 del decreto
legislativo 6 ottobre 1989, n. 322;
c) cura i sistemi informativi del Ministero, ai sensi del decreto
legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, e dell'articolo 4, comma 2, del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.

Art. 15.
Direzione generale per il cinema
1. La Direzione generale per il cinema svolge funzioni e compiti in
materia di attivita' cinematografiche.
2. Il Direttore generale, in particolare:
a) dispone interventi finanziari a sostegno delle attivita'
cinematografiche e promuove la cultura cinematografica;
b) svolge verifiche amministrative e contabili, ispezioni e
controlli sugli enti sottoposti a vigilanza e sui soggetti
beneficiari di contributi da parte del Ministero;
c) esercita la vigilanza sulla Fondazione Centro sperimentale di
cinematografia.
3. Il Direttore generale presiede le commissioni in materia di
attivita' cinematografiche previste dalla normativa di settore e
partecipa alle riunioni del Comitato per i problemi dello spettacolo
e della relativa Sezione competente.

Art. 16.
Direzione generale per lo spettacolo dal vivo e lo sport
1. La Direzione generale per lo spettacolo dal vivo e lo sport
svolge funzioni e compiti in materia di attivita' di spettacolo dal
vivo, con riferimento alla musica, alla danza, al teatro, ai circhi,
allo spettacolo viaggiante ed ai festival teatrali, nonche' in
materia di attivita' sportive agonistiche ed amatoriali e di
impiantistica sportiva.
2. Il Direttore generale, in particolare:
a) dispone interventi finanziari a sostegno delle attivita' dello
spettacolo;
b) svolge verifiche amministrative e contabili, ispezioni e
controlli sugli enti sottoposti a vigilanza e sui soggetti
beneficiari di contributi da parte del Ministero;
c) esercita la vigilanza sull'Ente teatrale italiano (ETI) e
sull'Istituto nazionale per il dramma antico (INDA);
d) propone, coordina ed attua le iniziative culturali in materia
di sport;
e) cura i rapporti con Enti ed istituzioni intergovernative che
hanno competenza in materia di sport, in particolare con l'Unione
Europea, il Consiglio d'Europa, l'UNESCO e la WADA (Agenzia mondiale
anti-doping);
f) cura i rapporti con gli organismi sportivi e con gli altri
soggetti operanti nel settore dello sport;
g) svolge funzioni e compiti in materia di prevenzione del doping
e della violenza nello sport per quanto di competenza del Ministero;
h) esercita la vigilanza sul Comitato olimpico nazionale italiano
(CONI) e sull'Istituto per il credito sportivo.
3. Il Direttore generale presiede le commissioni in materia di
attivita' musicali, di danza, teatro, circhi e spettacoli viaggianti
previste dalla normativa di settore e partecipa alle riunioni del
Comitato per i problemi dello spettacolo e delle relative Sezioni
competenti.

Capo II
ORGANI CONSULTIVI CENTRALI
Art. 17.
Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici
1. Il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici e'
organo consultivo a carattere tecnico-scientifico in materia di beni
culturali. Esso, in particolare, esprime pareri:
a) obbligatoriamente, sui programmi nazionali per i beni
culturali e paesaggistici e sui piani di spesa annuali e pluriennali;
b) su schemi di atti normativi e amministrativi generali;
c) su ogni questione tecnico-scientifica di carattere generale
concernente la materia dei beni culturali e paesaggistici;
d) sulle questioni demandate da leggi o regolamenti.
2. Il Consiglio superiore e' composto da:
a) i presidenti dei Comitati tecnico-scientifici;
b) otto eminenti personalita' del mondo della cultura nominate
dal Ministro, tre delle quali su designazione della Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281.
3. Il Ministro nomina il presidente del Consiglio superiore tra le
personalita' di cui al comma 2, lettera b). Il Consiglio superiore
elegge a maggioranza tra i propri componenti il vice presidente e
adotta un regolamento interno. Alle riunioni del Consiglio superiore
possono partecipare, senza diritto di voto, i vice presidenti dei
Comitati tecnico-scientifici.
4. Il Consiglio superiore e' integrato con tre rappresentanti del
personale del Ministero, eletti con le modalita' previste dal decreto
del Presidente della Repubblica 22 luglio 1977, n. 721, quando
esprime pareri sulle materie di cui al comma 1, lettera a).
5. Il Consiglio superiore ed il Comitato per i problemi dello
spettacolo si riuniscono in seduta congiunta, su convocazione del
Ministro, per l'esame di provvedimenti di particolare rilievo
attinenti le sfere di competenza dei due organi consultivi.
6. I componenti del Consiglio superiore restano in carica quattro
anni e possono essere confermati una sola volta. Essi non possono
esercitare le attivita' di impresa previste dall'articolo 2195 del
Codice civile quando esse attengono a materie di competenza del
Ministero, ne' essere amministratori o sindaci di societa' che
svolgono le medesime attivita'; non possono essere titolari di
rapporti di collaborazione professionale con il Ministero; non
possono essere presidenti o membri del Consiglio di amministrazione
di istituzioni o enti destinatari di contributi o altre forme di
finanziamento da parte del Ministero ne' assumere incarichi
professionali in progetti o iniziative il cui finanziamento, anche
parziale, e' soggetto a parere del Consiglio superiore.
7. Le risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento
del Consiglio superiore sono assicurate dalla Direzione generale per
gli affari generali, il bilancio, le risorse umane e la formazione.

Art. 18.
Comitati tecnico-scientifici
1. Sono organi consultivi del Ministero i seguenti Comitati
tecnico-scientifici:
a) Comitato tecnico-scientifico per i beni archeologici;
b) Comitato tecnico-scientifico per i beni architettonici e
paesaggistici;
c) Comitato tecnico-scientifico per il patrimonio storico,
artistico ed etnoantropologico;
d) Comitato tecnico-scientifico per gli archivi;
e) Comitato tecnico-scientifico per i beni librari e gli istituti
culturali;
f) Comitato tecnico-scientifico per l'architettura e l'arte
contemporanee.
2. I Comitati esprimono pareri:
a) obbligatoriamente, sui programmi nazionali per i beni
culturali e paesaggistici e sui piani di spesa annuali e pluriennali;
b) a richiesta del Ministro o dei capi dei dipartimenti, sugli
schemi di atti normativi e sugli schemi di atti amministrativi
generali;
c) a richiesta dei capi dei dipartimenti competenti,
sull'adozione di provvedimenti di tutela di particolare rilevanza,
nonche' sulle questioni afferenti metodologie e criteri di intervento
sui beni culturali;
d) obbligatoriamente, sui ricorsi amministrativi previsti dagli
articoli 16, 47, 69 e 128 del Codice;
e) sulle questioni ad essi demandate da leggi o regolamenti.
3. Ciascun Comitato e' composto:
a) da due rappresentanti eletti, al proprio interno, dal
personale tecnico-scientifico dell'amministrazione tra le
professionalita' attinenti alla sfera di competenza del singolo
Comitato;
b) da un esperto di chiara fama in materie attinenti alla sfera
di competenza del singolo Comitato, designato dal Ministro;
c) da due professori universitari di ruolo nei settori
disciplinari direttamente attinenti alla sfera di competenza del
singolo Comitato, designati dal Consiglio universitario nazionale.
4. Nel Comitato di cui al comma 1, lettera e), il Ministro
assicura, nell'ambito delle designazioni di cui al comma 3, lettera
b), la presenza di un esperto nelle politiche di gestione degli
istituti culturali. Alle riunioni dei Comitati possono partecipare,
senza diritto di voto, i capi dei dipartimenti, i direttori generali
competenti per materia ed i direttori regionali competenti per
territorio.
5. I Comitati eleggono a maggioranza tra i propri componenti il
presidente ed il vice presidente, assicurando che non siano
espressione della medesima categoria tra quelle indicate al comma 3.
Ai componenti dei Comitati si applica quanto previsto dall'articolo
17, comma 6.
6. I Comitati, o alcuni di essi, si riuniscono in seduta congiunta,
a richiesta del Ministro o dei capi dei dipartimenti, per l'esame di
questioni di carattere intersettoriale.
7. Le risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento
dei singoli Comitati sono assicurate dalle competenti direzioni
generali.

Capo III AMMINISTRAZIONE PERIFERICA
Art. 19.Organi periferici del Ministero
1. Sono organi periferici del Ministero:
a) le direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici;
b) le soprintendenze per i beni architettonici e per il
paesaggio;
c) le soprintendenze per il patrimonio storico, artistico ed
etnoantropologico;
d) le soprintendenze per i beni archeologici;
e) le soprintendenze archivistiche;
f) gli archivi di Stato;
g) le biblioteche statali;
h) i musei e gli altri istituti dotati di autonomia.
2. Gli organi indicati al comma 1, ad eccezione di quelli di cui
alla lettera a), sono uffici di livello dirigenziale non generale e,
con riferimento a quelli di cui alle lettere b), c) e d) del medesimo
comma, articolazioni degli uffici di cui alla lettera a) del comma 1,
puo' essere prevista l'attribuzione di piu' competenze tra quelle
indicate.
3. Con decreti ministeriali, adottati ai sensi dell'articolo 17,
comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, si
provvede all'individuazione ed alla organizzazione degli uffici di
cui al comma 1, lettere b), c), d), e), f) e g) e dei relativi
compiti. Con le stesse modalita' si provvede alla eventuale
soppressione degli uffici gia' istituiti, ai sensi dell'articolo 8
del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 e successive
modificazioni, con decreti ministeriali ai sensi dell'articolo 17,
comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, alla
data di entrata in vigore del presente regolamento.
4. Con regolamenti, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 1,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede all'individuazione ed
alla organizzazione degli uffici di cui al comma 1, lettera h),
attuando i principi e le modalita' indicate dall'articolo 8 del
decreto legislativo, sentito il comitato tecnico-scientifico
competente per settore, sulla base di criteri che tengono conto della
qualita' e quantita' dei beni tutelati e dei servizi svolti, della
rilevanza dei compiti e delle funzioni, con riferimento anche al
bacino di utenza ed all'ambito territoriale, nonche' dell'organico.

Art. 20.
Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici
1. Le direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici sono
articolazioni territoriali di livello dirigenziale generale del
Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici, ai sensi
dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 368 del 1998 e successive
modificazioni.
2. Le direzioni regionali curano i rapporti del Ministero con le
regioni, gli enti locali e le altre istituzioni presenti nella
regione medesima.
3. Ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo n.
368 del 1998 e successive modificazioni, il direttore regionale puo'
essere contemporaneamente titolare degli uffici di cui all'articolo
19, comma 1, lettera h).
4. Il direttore regionale, oltre a svolgere le funzioni delegate,
in particolare:
a) propone al capo del Dipartimento gli interventi da inserire
nei programmi annuali e pluriennali e nei relativi piani di spesa,
individuando le priorita' anche sulla base delle indicazioni delle
soprintendenze di settore e degli uffici di cui al comma 3 compresi
nella direzione regionale;
b) esprime il parere di competenza del Ministero in sede di
conferenza di servizi per gli interventi, in ambito regionale, che
riguardano le competenze di piu' soprintendenze di settore;
c) autorizza l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere
su beni culturali, con eccezione di quanto disposto dall'articolo 7,
comma 2, lettera o), dall'articolo 8, comma 2, lettera e) e
dall'articolo 9, comma 2, lettera d);
d) impone ai proprietari, possessori o detentori di beni
culturali gli interventi necessari per assicurarne la conservazione,
ovvero dispone, allo stesso fine, l'intervento diretto del Ministero,
ai sensi dell'articolo 32 del Codice;
e) dispone il concorso del Ministero nelle spese affrontate dai
privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali per
interventi di conservazione, nei casi previsti agli articoli 34 e 35
del Codice;
f) stipula accordi e convenzioni con i proprietari di beni
culturali, oggetto di interventi conservativi, alla cui spesa ha
contribuito il Ministero, al fine di stabilire le modalita' per
l'accesso ai beni medesimi da parte del pubblico, ai sensi
dell'articolo 38 del Codice;
g) dispone l'occupazione temporanea di immobili per l'esecuzione
di ricerche archeologiche o di opere dirette al ritrovamento di beni
culturali, ai sensi dell'articolo 88 del Codice;
h) concede l'uso dei beni culturali in consegna al Ministero, ai
sensi degli articoli 106 e 107 del Codice;
i) adotta i provvedimenti necessari per il pagamento od il
recupero di somme che e' tenuto, rispettivamente, a corrispondere o a
riscuotere in relazione all'esercizio delle funzioni e dei compiti
attribuiti;
l) esprime l'assenso del Ministero sulle proposte di acquisizione
in comodato di beni culturali di proprieta' privata, formulate dalle
soprintendenze di settore, e sulle richieste di deposito di beni
culturali di soggetti pubblici presso musei presenti nel territorio
regionale, sentito il parere dei predetti organi, ai sensi
dell'articolo 44, comma 1, del Codice;
m) autorizza le alienazioni, le permute, le costituzioni di
ipoteca e di pegno e ogni altro negozio giuridico che comporta il
trasferimento a titolo oneroso di beni culturali appartenenti a
soggetti pubblici, ai sensi degli articoli 55, 56 e 58 del Codice;
n) riceve dalle soprintendenze di settore le denunce di
trasferimento a titolo oneroso di beni culturali di proprieta'
privata, previste dall'articolo 59 del Codice, e conseguentemente
effettua la comunicazione alla regione e agli altri enti pubblici
territoriali nel cui ambito i beni si trovano, prescritta
dall'articolo 62, comma 1, del Codice;
o) propone al Direttore generale competente, sentite le
soprintendenze di settore, l'esercizio della prelazione da parte del
Ministero, ai sensi dell'articolo 60 del Codice, ovvero la rinuncia
ad essa e trasmette al Direttore generale medesimo le proposte di
prelazione da parte della regione o degli altri enti pubblici
territoriali, accompagnate dalle proprie valutazioni; su indicazione
del Direttore generale comunica all'ente che ha formulato la proposta
di prelazione la rinuncia dello Stato all'esercizio della medesima,
ai sensi dell'articolo 62, comma 3, del Codice;
p) propone ai Direttori generali competenti, su iniziativa delle
soprintendenze di settore, l'irrogazione delle sanzioni
ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice;
q) richiede alle commissioni provinciali, su iniziativa delle
soprintendenze di settore, l'adozione della proposta di dichiarazione
di interesse pubblico per i beni paesaggistici, ai sensi
dell'articolo 138 del Codice;
r) propone al Direttore generale competente l'adozione in via
sostitutiva della dichiarazione di interesse pubblico per i beni
paesaggistici;
s) predispone, d'intesa con le regioni, i programmi ed i piani
finalizzati all'attuazione degli interventi di riqualificazione,
recupero e valorizzazione delle aree sottoposte alle disposizioni di
tutela dei beni paesaggistici;
t) propone al direttore generale competente i programmi
concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di
catalogazione e inventariazione dei beni culturali, definiti in
concorso con le regioni ai sensi della normativa in materia; promuove
l'organizzazione di studi, ricerche ed iniziative culturali, anche in
collaborazione con le regioni, le universita' e le istituzioni
culturali e di ricerca; promuove, in collaborazione con le
universita', le regioni e gli enti locali, la formazione in materia
di tutela del paesaggio, della cultura e della qualita'
architettonica e urbanistica;
u) promuove, presso le scuole di ogni ordine e grado, la
diffusione della letteratura e della saggistica attinente alle
materie d'insegnamento, attraverso programmi concordati con il
Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca;
v) vigila sulla realizzazione delle opere d'arte negli edifici
pubblici ai sensi delle legge 29 luglio 1949, n. 717 e successive
modificazioni;
z) dispone, previa istruttoria delle soprintendenze di settore,
l'affidamento diretto o in concessione delle attivita' e dei servizi
pubblici di valorizzazione di beni culturali, ai sensi dell'articolo
115 del Codice;
aa) svolge le funzioni di stazione appaltante in relazione agli
interventi conservativi da effettuarsi con fondi dello Stato o
affidati in gestione allo Stato sui beni culturali presenti nel
territorio di competenza;
bb) organizza e gestisce le risorse strumentali degli uffici
dipendenti nell'ambito della regione, ferme restando le competenze di
cui agli articoli 1, comma 10, e 13.
cc) alloca le risorse umane degli uffici dipendenti, ferme
restando le competenze di cui agli articoli 1, comma 10, e 13;
dd) cura le relazioni sindacali e la contrattazione collettiva a
livello regionale, ferme restando le competenze di cui all'articolo
13.
5. Il direttore regionale delega, di norma, le funzioni di cui al
comma 4, lettere c), g) e h), ai titolari delle soprintendenze di
settore comprese nella direzione regionale.
6. Il direttore regionale, inoltre, puo' delegare ai titolari delle
soprintendenze di settore comprese nella direzione regionale una o
piu' delle altre funzioni di cui al comma 4.

Art. 21.Comitati regionali di coordinamento
1. Il Comitato regionale di coordinamento e' organo collegiale a
competenza intersettoriale.
2. Il Comitato esprime pareri:
a) obbligatoriamente, in merito alle proposte di dichiarazione di
interesse culturale o paesaggistico aventi ad oggetto beni od aree
suscettibili di tutela intersettoriale, nonche' in merito alle
proposte di prescrizioni di tutela indiretta;
b) a richiesta del direttore regionale, su ogni questione di
carattere generale concernente la materia dei beni culturali.
3. Il Comitato e' presieduto dal direttore regionale ed e' composto
dai soprintendenti di settore operanti in ambito regionale quando si
esprime sulle questioni di cui al comma 2, lettera a). Tale
composizione e' integrata con i responsabili di tutti gli uffici
periferici operanti in ambito regionale quando il Comitato si esprime
sulle questioni di cui al comma 2, lettera b).
4. Le risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento
dei Comitati sono assicurate dalle rispettive direzioni regionali,
senza oneri a carico del bilancio dello Stato.
Art. 22.
Comunicazioni dell'amministrazione

1. Gli atti e i documenti del Ministero sono inviati all'interno ed
all'esterno dell'amministrazione per posta elettronica, ordinaria o
certificata, ai sensi dell'articolo 14 del testo unico delle
disposizioni legislativee regolamentari in materia di documentazione
amministrativa, approvato con decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 2000, n. 445.

Art. 23. Disposizioni finali e abrogazioni

1. Dall'attuazione del presente regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
2. In relazione a quanto previsto dall'articolo 1 e dall'articolo 6, comma 5, del decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3, le dotazioni organiche del personale dirigenziale del Ministero sono rideterminate secondo l'allegata tabella A, che costituisce parte integrante del presente regolamento.
3. Le dotazioni organiche del personale non dirigenziale del Ministero sono rideterminate secondo l'allegata tabella B, che costituisce parte integrante del presente regolamento.
4. Le dotazioni organiche di cui alle tabelle allegate al presente regolamento possono essere modificate, ai sensi della normativa vigente, anche in relazione ai correlati sviluppi di natura
contrattuale.
5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottarsi di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro per i beni e le attivita' culturali, viene effettuata la ripartizione dei contingenti di personale, come sopra rimodulati, nelle strutture centrali e periferiche in cui si articola
l'Amministrazione stessa.
6. E' abrogato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 28 novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30
del 5 febbraio 2002, concernente la rimodulazione delle dotazioni organiche del personale appartenente alle aree funzionali ed alle posizioni economiche del Ministero per i beni e le attivita' culturali.
7. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento e' abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2000,
n. 441. Restano in vigore gli articoli da 12 a 29 e 33 del decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, per ciascuno
dei quali l'abrogazione decorre dalla data di entrata in vigore del regolamento di organizzazione di ciascuno degli istituti ivi
contemplati.
8. Dalla data di entrata in vigore dei regolamenti di cui all'articolo 19, comma 4, e' abrogato l'articolo 9 della legge
8 ottobre 1997, n. 352.
9. Ai sensi del decreto legislativo n. 368 del 1998 e successive modificazioni restano in vigore le norme relative all'Archivio
centrale dello Stato, quale ufficio dirigenziale di livello non generale.
10. Il sovrintendente dell'Archivio centrale dello Stato rappresenta il Ministero nella commissione consultiva per le
questioni inerenti alla riservatezza di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281.
11. Nella fase di prima applicazione e comunque per un periodo non superiore ad un anno dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento, il capo del dipartimento puo' ricoprire anche uffici dirigenziali di livello generale compresi nel dipartimento.
12. Nella fase di prima applicazione e comunque per un periodo non superiore a due anni dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento, il direttore regionale puo' essere titolare anche di uffici dirigenziali di livello non generale compresi nella direzione
regionale.
13. Con cadenza biennale si provvede alla verifica degli assetti organizzativi e della loro rispondenza alle esigenze operative del
Ministero, al fine di accertarne la funzionalita' ed efficienza, ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera c), della legge 23 agosto 1988, n. 400;
14. Al decreto del Presidente della Repubblica 6 luglio 2001, n. 307, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all'articolo 2:
1) al comma 5, lettera a), le parole: al Segretario generale sono sostituite dalle seguenti: ai capi dei Dipartimenti;
2) al comma 6, le parole: al Segretario generale sono sostituite dalle seguenti: ai capi dei Dipartimenti;
3) al comma 9 le parole: nell'ambito delle dotazioni organiche stabilite dal decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2000, n. 441 sono sostituite dalle eguenti: nell'ambito delle
relative dotazioni organiche.;
4) il comma 11 e' sostituito dal seguente: 11. Ai servizi di supporto a carattere generale necessari per l'attivita' degli Uffici di diretta collaborazione provvede il Dipartimento per la ricerca,
l'innovazione e l'organizzazione del Ministero, assegnando unita' di personale in numero non superiore al cinquanta per cento delle unita'
addette agli Uffici di diretta collaborazione di cui al comma 2. Il suddetto Dipartimento fornisce altresi' le risorse strumentali
necessarie al funzionamento degli Uffici di diretta collaborazione.;
b) all'articolo 3:
1) al comma 1, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: L'Ufficio di Gabinetto si articola in due uffici di livello dirigenziale generale cui sono preposti due dirigenti di prima fascia, entro i limiti della relativa dotazione organica, incaricati ai sensi dell'articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, con le funzioni di Vice capi di Gabinetto.;
2) al comma 2, le parole del Segretariato generale e il Segretariato generale sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: dei Dipartimenti e i Dipartimenti;
c) all'articolo 4, comma 1, le parole: del Segretariato generale e delle direzioni generali sono sostituite dalle seguenti: dei
Dipartimenti, delle direzioni generali e delle direzioni regionali;
d) all'articolo 7, il comma 2 e' sostituito dal seguente: 2. Le attivita' di controllo interno sono svolte da un collegio di tre
membri, nominati con decreto del Ministro, scelti tra esperti in materie di organizzazione amministrativa, tecniche di valutazione, analisi e controllo, particolarmente qualificati, anche estranei alla
pubblica amministrazione. Due dei componenti del collegio sono nominati, entro i limiti della dotazione organica dei dirigenti di
prima fascia, con incarico di funzione dirigenziale di livello generale conferito ai sensi dell'articolo 19, comma 10, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le funzioni di presidente del collegio sono assegnate, con decreto del Ministro, ad uno dei componenti.;
e) all'articolo 12, comma 1, le parole: delle dotazioni delle dotazioni
organiche stabilite dal decreto del Presidente della Repubblica
29 dicembre 2000, n. 441 sono sostituite dalle seguenti: delle
prescritte dotazioni organiche;
f) gli articoli 9, 10 e 11 sono abrogati.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.
Dato a Roma, addi' 10 giugno 2004

Gazzetta Ufficiale


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