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Commissione VII Camera - seduta del 31 luglio 2004 (Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2005-2008)
2004-07-31

Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2005-2008.
Doc. LVII, n. 4.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame.

Fabio GARAGNANI (FI), relatore, nell'illustrare i contenuti del Documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF) 2005-2008, si sofferma sui profili di interesse della Commissione, osservando che esso reca una serie di richiami specifici alle politiche nei settori dell'istruzione e della formazione, dell'universit e della ricerca, mentre fa riferimento in modo solo incidentale ad altri settori riconducibili alla sfera di competenze della Commissione.
Per quanto concerne i beni culturali, osserva che tra gli obiettivi prioritari delle politiche di sviluppo di cui al paragrafo III.1 viene ricordata la valorizzazione dell'ambiente, delle risorse artistiche, culturali e turistiche del Sud; inoltre, nell'ambito delle politiche per la competitivit del Mezzogiorno e delle aree sottoutilizzate del Centro Nord indicate dal paragrafo IV, si prevedono interventi per migliorare l'accessibilit del patrimonio culturale e paesistico.
Tra gli obiettivi prioritari dell'azione di governo, il Documento individua l'innalzamento del tasso di crescita reale e potenziale, finalizzato anche al perseguimento dei traguardi fissati dall'Unione europea a Lisbona in materia di occupazione, ricerca e competitivit.
Al riguardo ricorda che il Consiglio europeo di Lisbona del 23/24 marzo 2000, fissando obiettivo di far divenire l'Europa l'economia pi competitiva e dinamica a livello mondiale, ha rilevato l'urgente esigenza di sfruttare tempestivamente le opportunit offerte dalla nuova economia e in particolare da Internet.
L'accordo di Lisbona ha inoltre posto le basi fondamentali per il rilancio dei sistemi di istruzione e formazione indicando alcune priorit da raggiungere: attribuire una priorit all'apprendimento durante tutto l'arco della vita, in particolare per le fasce pi deboli; aumentare gli investimenti pro capite in risorse umane; elevare il livello di istruzione per tutti i giovani ed offrire un'ampia gamma di opportunit formative; definire nuove competenze di base; aumentare la mobilit, anche con l'uso di incentivi appropriati; migliorare l'occupabilit dei giovani, attraverso sistemi di alternanza diffusi, e degli adulti, con il sostegno alla formazione continua.
In particolare, il potenziamento della ricerca e dell'innovazione tecnologica considerato uno strumento indispensabile per favorire la politica di sviluppo del sistema produttivo, specialmente con riguardo agli interventi per il Mezzogiorno. In tale ambito, il Documento evidenzia la necessit di incrementare l'efficacia e l'efficienza degli strumenti di incentivazione, anche attraverso la costituzione di un apposito Fondo rotativo. In proposito, il paragrafo IV 2.4 prevede un aumento della selettivit degli incentivi in favore della ricerca e dell'innovazione attraverso l'introduzione di criteri di selezione che premino l'innovativit attesa dell'investimento.
Viene inoltre sottolineata l'esigenza, anche sulla base degli indirizzi della Commissione europea in tema di aiuti regionali, che gli investimenti privati si integrino con gli interventi per la ricerca, l'innovazione, la protezione dell'ambiente e la formazione.
Infine, il Documento include, tra le riforme economiche e sociali volte ad accrescere la competitivit del Paese, il completamento della riforma della ricerca scientifica.
Fa presente che, in attuazione della legge n. 137 del 2002, sono stati adottati alcuni decreti legislativi di riordino degli enti di ricerca, prevedendo tra l'altro l'accorpamento di varie strutture di ricerca. Tali mutamenti saranno operativi con l'adozione dei nuovi regolamenti organizzativi dei singoli enti di ricerca.
Nell'ambito delle riforme politiche e sociali di cui al paragrafo III 1, il Documento sottolinea la necessit di completare la riforma scolastica in via di attuazione, in coerenza con gli obiettivi fissati dalla citata dichiarazione di Lisbona. In proposito ricorda che la legge n. 53 del 2003 (c.d. Legge Moratti) ha dettato una disciplina generale in materia di istruzione, la cui attuazione rimessa a decreti legislativi da emanarsi entro il 17 aprile 2005; il provvedimento reca inoltre alcune disposizioni immediatamente applicative, concernenti l'iscrizione anticipata alla scuola dell'infanzia e alla scuola primaria e la valutazione dei titoli dei docenti scolastici. Le deleghe conferite al governo riguardano in particolare: la definizione del sistema educativo di istruzione e formazione articolato in due cicli; la valutazione del sistema educativo; la formazione iniziale dei docenti; l'alternanza scuola-lavoro. stato emanato il primo decreto legislativo attuativo (decreto legislativo n. 59 del 2004) che reca norme generali sulla scuola dell'infanzia e sul primo ciclo di istruzione, comprendente la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, mentre il secondo ciclo comprende il sistema dei licei e dell'istruzione e formazione professionale.
Fa inoltre presente che all'esame delle Commissioni parlamentari lo schema di decreto legislativo concernente l'istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema di istruzione e di formazione nonch il riordino dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione.
Segnala che, secondo quanto contenuto nella sintesi introduttiva al Documento, il settore della scuola non dovrebbe risentire delle politiche di riduzione della spesa previste dal governo.
Con riferimento a tale settore, il Documento, al paragrafo III.1, richiama la necessit di razionalizzare e rafforzare il sistema universitario con formule di finanziamento che tengano conto della valutazione dell'efficacia e dei risultati, anche al fine di accelerare la formazione del capitale umano.
In proposito, ricorda che all'esame della Commissione, unitamente a numerose proposte di legge di iniziativa parlamentare, un disegno di legge governativo recante delega per il riordino dello stato giuridico dei professori universitari, volto a modificare l'attuale stato giuridico attraverso un articolato sistema dispositivo che va dal reclutamento dei docenti alla struttura dei diritti e dei doveri fino alla tipologia dei rapporti di lavoro. Segnala che, nel corso dell'esame, stato approvato dalla Commissione un emendamento del Governo che tende a collegare l'attribuzione dei finanziamenti al sistema di valutazione secondo criteri di qualit, competenza e utilit sociale.
Ricorda inoltre che in corso di emanazione un decreto ministeriale di modifica del regolamento in materia di autonomia didattica degli atenei, di cui al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, sul quale la Commissione ha espresso parere favorevole il 16 giugno scorso. Tra le principali innovazioni riportate dallo schema di modifica, ritiene opportuno segnalare l'introduzione di un percorso di base comune per gli studenti del primo anno di ciascuna classe delle lauree e la possibilit di prevedere, nell'ambito della medesima classe di laurea, oltre ad un percorso metodologico, un percorso professionalizzante che assicuri allo studente padronanza di metodi e contenuti propri del mondo del lavoro.
Evidenzia, infine, anche alla luce del nuovo quadro normativo definito con la legge n. 112 del 2004, il richiamo del Documento allo sviluppo di settori innovativi quali la banda larga e il digitale terrestre.
Conclusivamente, condividendo le linee di politica economica del Governo per il prossimi anni, come delineate dal documento in esame, formula una proposta di parere favorevole

Ferdinando ADORNATO, presidente, avverte che il seguito dell'esame avr luogo al termine delle votazioni della seduta pomeridiana dell'Assemblea o in altra seduta, in relazione alle determinazioni della conferenza dei presidenti di Gruppo e della Presidenza della Camera circa l'organizzazione complessiva dei lavori sul DPEF.

La seduta, sospesa alle 13.55, ripresa alle 20.

Ferdinando ADORNATO, presidente, avverte che, come comunicato dal Presidente della Camera, l'esame del DPEF in Assemblea avr luogo nella mattina di marted 3 agosto 2004. La Commissione quindi chiamata a rendere il proprio parere alla Commissione bilancio in tempo utile per consentire ad essa la conclusione dell'esame entro il pomeriggio di luned 2 agosto.

Alba SASSO (DS-U) constata con preoccupazione che nel documento in esame i settori della scuola, dell'istruzione, della formazione e dell'universit sono raramente considerati.
Osserva in particolare che il termine scuola ricorre nel documento in sole due occasioni, sancendosi peraltro che non sar effettuato alcun taglio sui capitoli di spesa corrente relativi alla sicurezza, ai servizi sociali, alla scuola e alla sanit. Ritiene peraltro che questa non sia un'affermazione veritiera, in quanto, a suo giudizio, per correttezza, si sarebbe dovuto parlare di ulteriori tagli, atteso che per l'anno scolastico 2005-2006 gi previsto il taglio di altri 12.500 posti di organico.
Riguardo alle riforme economiche e sociali, nel fare riferimento all'avvio da parte del Governo di importanti riforme, quali quelle del mercato del lavoro e del diritto societario, si richiama altres, per quel che attiene ai profili di interesse della Commissione, la riforma della scuola. A quest'ultimo proposito, solleva perplessit in ordine alla dichiarata operativit della cosiddetta riforma Moratti, atteso che sussistono, a suo giudizio, evidenti problemi di copertura finanziaria, come testimoniato dal decreto sul primo ciclo che rinvia alle successive leggi finanziarie che rinvia ogni discorso di copertura finanziaria.
Rileva che dal documento in esame emerge la totale assenza di ogni riferimento agli 8 milioni di euro indicati nel piano finanziario approvato dal Consiglio dei Ministri del 12 settembre 2003. Ne consegue, a suo avviso, un'ulteriore conferma della politica governativa in materia scolastica, connotata da gravi risparmi e tagli finanziari, con conseguente smantellamento del sistema pubblico dell'istruzione.
Osserva che un'ulteriore testimonianza di tale discutibile politica adottata dal Governo il silenzio assoluto, nelle previsioni recate dal documento in esame, sull'universit, citata soltanto come oggetto di una futura riforma, nonch per il richiamo ad alcuni macro-dati dello sviluppo economico realizzato nel 2004. Segnala quindi il riferimento all'universit nella previsione concernente in generale i servizi pubblici (nei quali compresa l'istruzione), nei quali si indica per il 2004 una diminuzione del valore aggiunto dallo 0,6 allo 0,1 per cento, nonch un ulteriore calo dell'occupazione (-0,5 per cento).
Rileva inoltre che un timido accenno di riflessione sui temi della ricerca - a seguito probabilmente della mobilitazione delle parti sociali e a sollecitazioni della Confindustria - appare in qualche passaggio del documento, non sostanziato comunque da alcuna ipotesi quantitativa. Ricorda in particolare al proposito la previsione di un trattamento preferenziale nel calcolo dell'IRAP, nonch primi di fiscalit, a favore di quelle imprese pi attive sul fronte dell'innovazione tecnologica.
Nel ritenere che le linee strategiche prefigurate nel documento in esame si ispirino ad una politica tesa a destrutturate il sistema pubblico di istruzione e formazione e dequalificare l'universit e la ricerca scientifica nazionale, annuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole del relatore, presentando una proposta di parere alternativo a quello del relatore (vedi allegato 2).

Il sottosegretario Valentina APREA ribadisce che, come esplicitamente affermato nel documento, il settore dell'istruzione non sar interessato da tagli, ma vedr anzi un aumento degli investimenti.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Ferdinando ADORNATO, presidente, avverte che la votazione sulla proposta di parere alternativo presentata dal deputato Sasso preclusa dall'approvazione del parere favorevole del relatore.

La seduta termina alle 20.10.


PROPOSTA DI PARERE PRESENTATA DAL DEPUTATO SASSO
La VII Commissione,
esaminato il documento di programmazione economico finanziario per gli anni 2005-2008,
rilevato che il termine scuola ricorre nel documento in due sole occasioni:
a pagina 27 quando si afferma che gli interventi di riduzione permanente dal lato della spesa troveranno una base nella reiterazione di alcune misure introdotte con il decreto legge n. 168 del 2004, tra cui la razionalizzazione degli acquisti tramite la CONSIP e la trasformazione di sussidi a fondo perduto in sgravi fiscali ai nuovi investimenti o prestiti; in coerenza alla volont del Governo. Nessun taglio sar effettuato sui capitoli di spesa corrente relativi a sicurezza, servizi sociali, scuola e sanit. Particolare attenzione verr prestata al potere d'acquisto;
e a pagina 30, a proposito delle riforme economiche e sociali, dove si afferma che il Governo ha avviato un programma di riforme economiche e sociali, al fine di accrescere la competitivit del Paese ed in piena coerenza con gli obiettivi fissati dall'Unione europea a Lisbona. Alcune di queste riforme sono gi operative, come la riforma del mercato del lavoro, la riforma del diritto societario, la riforma della scuola;
considerato che la prima affermazione non risulta veritiera e comunque da verificare nella prossima legge finanziaria, in quanto si sarebbe dovuto, per essere corretti, almeno parlare di ulteriori tagli perch per l'anno scolastico 2005-2006 gi previsto il taglio di altri 12.500 posti di organico;
considerato che risulta incomprensibile affermare che la cosiddetta riforma Moratti sia gi operativa a fronte dell'emanazione di un decreto sul primo ciclo che rinvia alle successive leggi finanziarie ogni discorso di copertura finanziaria;
rilevato che quello che emerge limpidamente dal DPEF la totale assenza di ogni riferimento agli otto miliardi di euro indicati nel piano finanziario approvato da Consiglio dei Ministri del 12 settembre 2003;
rilevati i generici accenni ai problemi dell'universit e della ricerca;
valutato che il vero obiettivo appare sempre pi quello di colpire e destrutturare il sistema pubblico di istruzione e formazione e di dequalificare l'Universit e la Ricerca scientifica italiana,
esprime PARERE CONTRARIO



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