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Commissione VII Senato - seduta del 3 agosto 2004 (Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2005-2008)
2004-08-03

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7)

MARTED 3 AGOSTO 2004
322 Seduta

Presidenza del Presidente
ASCIUTTI

Interviene il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'universit e la ricerca Valentina Aprea.

La seduta inizia alle ore 11,15.

IN SEDE CONSULTIVA
Documento di programmazione economico- finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2005-2008 (Doc. LVII, n. 4)
(Parere alla 5 Commissione. Esame e sospensione)

Riferisce alla Commissione il presidente relatore ASCIUTTI (FI), il quale sottolinea anzitutto che il Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF) prefigura una manovra di 24 miliardi di euro che rappresenta - secondo il Governo - l'intervento necessario per ricondurre il rapporto tendenziale tra deficit e prodotto interno lordo (PIL), stimato al 4,4 per cento, al 2,7 per cento.
Anche quest'anno, rileva, la strategia di contenimento del disavanzo pubblico si basa sia su misure a carattere strutturale che su misure una tantum. Rispetto alla manovra per il 2004, che contemplava interventi a carattere permanente solo per un terzo dell'ammontare complessivo, tale proporzione aumenta peraltro ad oltre due terzi, fino alla completa sostituzione nel 2006.
Oltre al miglioramento dei conti pubblici, il Presidente sottolinea che il DPEF punta altres al rilancio della crescita, da perseguire anzitutto mediante un incremento degli investimenti materiali ed immateriali, in grado di assicurare un innalzamento della competitivit del Paese.
Con riferimento alle tematiche che investono pi direttamente le competenze della Commissione, egli accoglie con estremo favore la scelta di precisare sin d'ora che il risanamento dei conti pubblici non sar ottenuto mediante tagli in taluni settori strategici, tra cui quello della scuola.
Nel DPEF si stabilisce inoltre, a suo avviso correttamente, che le misure dirette al miglioramento della competitivit e allo sviluppo si baseranno anzitutto sul potenziamento delle infrastrutture, anche immateriali, con particolare riferimento agli investimenti in ricerca ed innovazione.
In tale prospettiva condivide l'obiettivo di attrarre gli investimenti privati nel settore della ricerca, da realizzare attraverso adeguati incentivi come quello prospettato di escludere dalla base imponibile dell'imposta regionale sulle attivit produttive (IRAP) le remunerazioni corrisposte dalle aziende al personale addetto alla ricerca. Tale intendimento tanto pi condivisibile, afferma il Presidente relatore, in quanto lo scarto in termini di spesa in ricerca e sviluppo rispetto al PIL fra Stati Uniti ed Europa riguarda proprio la minore propensione delle imprese private europee ad investire nel settore.
Al riguardo, egli esprime peraltro particolare soddisfazione ricordando analoga proposta da lui stesso avanzata in sede di manovra di bilancio che, pur avendo incontrato largo consenso in Assemblea, fu successivamente cassata per decisione del Governo.
Quanto poi all'ambito universitario, nel Documento si afferma l'importanza di promuovere sollecitamente un intervento legislativo al fine di accelerare la formazione del capitale umano, che non potr - a suo avviso - limitarsi alla riforma, quantunque opportuna, dello status giuridico dei docenti universitari, recentemente approvata in sede referente dalla Commissione cultura della Camera. Esso dovr infatti essere diretto ad un pi generale riordino complessivo del settore universitario e non potr peraltro prescindere dalle preziose indicazioni contenute nel documento conclusivo che la Commissione si accinge a votare all'esito della procedura di esame dell'affare assegnato in materia universitaria, di cui relatore il senatore Tessitore. del resto proprio lo stesso DPEF - egli prosegue - a prefigurare, in altri passaggi, l'opportunit di una riforma di ampio respiro, prospettando ad esempio l'adozione di formule innovative di finanziamento del sistema connesse agli esiti della valutazione dell'efficienza e dei risultati.
Pur giudicando senz'altro condivisibili gli obiettivi sul fronte dellistruzione, delluniversit e della ricerca, egli rileva poi che - a differenza degli scorsi anni - il Documento non definisce in maniera puntuale e dettagliata larticolazione degli interventi settoriali connessi alla manovra di finanza pubblica.
Analogamente, ritiene discutibile la scarsa attenzione al settore dei Beni culturali. Per rintracciare infatti dei riferimenti alla politica culturale, occorre rapportarsi al paragrafo IV.1.2 nel quale, fra gli obiettivi programmatici che il Governo intende perseguire per rafforzare lo sviluppo del Mezzogiorno, vi un accenno all'opportunit di migliorare i servizi collettivi di accessibilit al patrimonio culturale e paesistico.
Trattandosi invece di un settore strategico, come del resto lo stesso Esecutivo ha ribadito in pi occasioni, che stato peraltro gi significativamente penalizzato dalle misure di contenimento della spesa pubblica realizzate con il decreto-legge n. 168 del 2004, il Presidente relatore sollecita una specifica attenzione con la prossima manovra finanziaria.
In proposito desta a suo avviso perplessit il mancato inserimento di tale settore fra quelli esclusi dagli ulteriori tagli che saranno posti in essere nella legge finanziaria al fine di ridurre l'indebitamento della Pubblica amministrazione.
Pur riconoscendo che per una valutazione ponderata della manovra sar indispensabile attendere le scelte definitive che il Governo adotter con il prossimo disegno di legge finanziaria, in considerazione delle finalit complessive recate nel Documento, il Presidente relatore raccomanda conclusivamente l'espressione di un parere favorevole, nel quale si richiami tuttavia lesigenza di riconoscere, nella prossima manovra di bilancio, il ruolo strategico del settore dei Beni culturali nella crescita, anche economica, del Paese.

Si apre la discussione generale.

La senatrice SOLIANI (Mar-DL-U), dopo aver stigmatizzato le modalit con cui la maggioranza partecipa ai lavori della Commissione, sottolinea anzitutto che la tardiva presentazione del DPEF al Parlamento rappresenta una conferma delle difficolt politiche in cui versa il Governo.
Nel merito, ella osserva che l'entit consistente della manovra prefigurata dal Documento probabilmente conseguente alla maggiore consapevolezza in ordine al difficile quadro dei conti pubblici da parte del successore del ministro Tremonti e deplora che sia posta in essere senza una prospettiva certa per il futuro del Paese.
Oltre alle preoccupazioni delle organizzazioni economiche e sociali, nonch degli enti territoriali, ella d conto indi delle riserve che la Corte dei conti ha espresso sul DPEF, motivate fra l'altro dalla preoccupazione per il deterioramento strutturale della finanza pubblica, a lungo condotta sulla base di misure una tantum.
Con specifico riferimento alle competenze della Commissione, ella lamenta poi l'assenza di una strategia di fondo proprio sui temi a lungo evocati di sviluppo e innovazione che non possono - a suo avviso - essere conseguiti senza adeguati investimenti nel settore della conoscenza.
In attesa delle scelte che verranno effettivamente adottate in sede di legge finanziaria, dalle quali secondo la senatrice sar possibile verificare se l'Esecutivo intende effettivamente rinunciare ad ogni ambizione di governo nel settore, ella stigmatizza altres il richiamo alla riduzione delle imposte, che porter necessariamente ad un incremento del disavanzo e, di conseguenza, ad ulteriori tagli della spesa pubblica. In proposito ella sottolinea che soprattutto i minori stanziamenti a favore degli enti locali determinano conseguenze negative sull'erogazione di importanti servizi come quello dell'istruzione.
Stigmatizza poi la scarsa attenzione nei confronti del Mezzogiorno, come testimonia l'esiguit delle misure previste, fra le quali ricorda l'accessibilit del patrimonio culturale e paesistico.
Con riferimento al settore dell'istruzione, ella giudica negativamente la mancata previsione di un piano finanziario che consenta di completare l'attuazione della riforma scolastica, che nel DPEF oltretutto considerata gi operativa.
Anche l'universit e la ricerca sono oggetto di scarsa attenzione nel DPEF, come testimonia la circostanza che esso si limita a prevedere misure dirette ad escludere dalla base imponibile dell'IRAP le remunerazioni corrisposte al personale operante nella ricerca. Giudica altres negativamente che, oltre a sollecitare gli investimenti privati nella ricerca, il Documento non si faccia carico di assicurare al settore anche maggiori risorse pubbliche.
Le debolezze del DPEF sono poi confermate dalla circostanza che la stessa societ italiana a mostrare di avere un passo pi celere del Governo. Al riguardo, d conto di alcune recenti iniziative congiunte fra la Confindustria e la Conferenza dei rettori (CRUI) al fine di intensificare rapporti fra le imprese e le universit nel settore della ricerca e dell'innovazione.
Conclusivamente, ella esprime netta contrariet nei confronti dell'atto in titolo, sottolineando che esso smorza definitivamente le stesse velleit che il Governo, in altre occasioni, aveva fatte proprie con specifico riferimento all'opportunit di realizzare azioni strategiche per lo sviluppo e la crescita del Paese, in particolare nei settori dell'istruzione, dell'universit e della ricerca.

Il senatore VALDITARA (AN) premette anzitutto che nel DPEF tutti i settori sono trattati in modo scarno e ci spiega, a suo avviso, la scarsit dei riferimenti agli ambiti di competenza della Commissione.
Giudica inoltre positive talune affermazioni, come l'intenzione di non procedere a tagli nel settore della scuola, che rappresenta una scelta importante tanto pi in considerazione della difficile congiuntura.
Ritiene tuttavia indispensabile che i risparmi e i tagli che saranno realizzati in altri settori possano essere effettivamente investiti per lo sviluppo del Paese.
In attesa della revisione dei parametri di Maastricht, da molti auspicata e difesa solo dal Presidente uscente della Commissione europea, egli auspica poi che nella prossima manovra di bilancio non sia confermato il blocco dei concorsi e delle assunzioni nelle universit.
Con riferimento alla scuola, sollecita indi la pronta definizione del previsto piano di assunzioni quinquennale che, senza prevedere assunzioni "a pioggia", offra prospettive certe agli insegnanti precari, al fine di assicurare un corretto funzionamento delle istituzioni scolastiche.
Con riferimento alle affermazioni della senatrice Soliani, nega invece che nel DPEF sia dato per scontato il completamento della riforma scolastica, per la quale tuttavia egli sollecita adeguati finanziamenti.
Giudica poi positivamente il riferimento implicito alla riforma universitaria ed in particolare alla riforma dello stato giuridico dei docenti universitari. In proposito il senatore coglie inoltre l'occasione per esprimere le proprie perplessit sul testo da poco licenziato dalla Commissione cultura della Camera, stigmatizzando in particolare l'assenza di adeguati finanziamenti. In proposito, preannuncia l'opposizione di Alleanza nazionale nel caso in cui non vi sia un segnale importante in tal senso gi a partire dalla prossima legge finanziaria, nell'ambito di un piano definito di interventi. N giudica convincenti i meccanismi prefigurati della Camera, relativi al taglio delle supplenze e degli affidamenti, nonch all'obbligo per i docenti di tenere due insegnamenti per un totale di 120 ore.
Condivide altres il riferimento alla riforma del finanziamento per le universit, ricordando il proficuo dialogo che nei mesi scorsi Alleanza nazionale ha avviato con il Ministro, suggerendo che esso fosse collegato ad una drastica riduzione del numero dei corsi.
Ritiene inoltre importante prevedere che la revisione del sistema di finanziamento delle universit sia connessa al rafforzamento dell'autonomia e alla maggiore responsabilizzazione delle universit, ci che impone di subordinare gli stanziamenti ad un rigoroso sistema di valutazione.
A fronte di maggiori risorse pubbliche, egli rivendica maggiore libert nell'impiego del personale docente e non docente, come mostrano altre esperienze di altri Paesi che hanno promosso forme di contrattazione integrativa, al fine di premiare il merito.
Giudica indi necessario prevedere maggiori investimenti immateriali, soprattutto nel campo della ricerca in grado di assicurare l'effettiva crescita del Paese.
In attesa delle decisioni che saranno adottate in sede di legge finanziaria, ed esprimendo comunque compiacimento per gli sgravi dall'IRAP, egli ribadisce che il Gruppo di Alleanza Nazionale sollecita, come del resto gi avvenuto con l'esame delle ultime due leggi finanziarie, il Governo a tradurre gli intendimenti in impegni concreti. In particolare, ribadisce l'esigenza di assegnare maggiori risorse alle universit, riformare il sistema di valutazione degli atenei nonch garantire loro maggiore autonomia e responsabilit anche nella gestione del personale universitario.

Il senatore TESSITORE (DS-U) esprime anzitutto solidariet al Presidente per l'evidente disagio nella conduzione dei lavori della Commissione a causa delle ripetute assenze della maggioranza ed auspica che la Commissione non giudichi prioritaria la presenza alle sole votazioni rispetto al costruttivo momento del dibattito.
Passando al merito del Documento in esame, egli lo giudica essenzialmente descrittivo e non privo di forti elementi di preoccupazione. Ne deriva una valutazione ambigua che, al di l delle enunciazioni di principio, stenta a trovare i contenuti della manovra. In particolare, deplora il riferimento a provvedimenti che il Parlamento sta ancora discutendo.
Quanto al potenziamento della ricerca, ritiene inopportuna la priorit che sembrerebbe assicurata alla ricerca applicata. Al contrario, egli ritiene che essa debba essere valorizzata congiuntamente alla ricerca di base e al ruolo delle universit.
Nel condividere poi i richiami critici del Presidente relatore sull'unilateralit dei riferimenti al sistema universitario, che contraddicono la prospettiva di una riforma pi ampia, afferma che la centralit dell'universit a suo giudizio tale solo in un'ottica sistematica.
Condivide altres le osservazioni del senatore Valditara sulla improponibilit di ulteriori blocchi delle assunzioni e dei concorsi, oltre che dell'attribuzione di due corsi allo stesso docente. Ci soprattutto in considerazione dell'esigenza di mantenere differenziati i corsi rispetto ai titoli di studio conseguiti.
Altro motivo di insoddisfazione, prosegue il senatore Tessitore, poi costituito dalla scarsa attenzione dedicata nel Documento in esame al Mezzogiorno e alle sue condizioni di degrado economico, sociale e morale. Se da un lato opinione diffusa che, a causa della carenza di un'adeguata cultura della legalit, l'investimento nelle regioni meridionali pu finire per alimentare l'economia malavitosa, dall'altro occorre che il Parlamento se ne faccia carico nell'interesse del Mezzogiorno e del Paese tutto.
Occorre quindi investire con priorit proprio nei settori della scuola, dell'universit, della ricerca e dei beni culturali, onde consentire al Paese di riscattarsi dalle difficolt in cui versa attualmente. In tal senso, pur registrando con soddisfazione l'assenza di ulteriori tagli in detti settori, non pu non esprimere preoccupazione per la mancanza di investimenti.
Manifesta conclusivamente l'auspicio che il Presidente relatore voglia tenere conto delle osservazioni emerse nel dibattito, con particolare riferimento alle esigenze di sistematicit.

L'esame del Documento quindi sospeso.





PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA RELATIVO ALLA MANOVRA DI FINANZA PUBBLICA PER GLI ANNI 2005-2008 (DOC. LVII, N. 4).

"La Commissione, esaminato il documento in titolo,

premesso che esso reca le grandi linee della politica economica per gli anni 2005-2008, destinate a tradursi in termini normativi nella prossima legge finanziaria;

valutato positivamente che:
esso, nel prefigurare una rigorosa, quanto indispensabile, politica di correzione strutturale dei conti pubblici, si caratterizza per una netta prevalenza di misure a carattere strutturale, rispetto a misure una tantum,
il risanamento dei conti pubblici non sar ottenuto mediante tagli in taluni settori strategici, tra cui quello della scuola,
lEsecutivo intende affiancare al miglioramento dei conti pubblici una politica economica di sviluppo, basata principalmente sul potenziamento delle infrastrutture, anche immateriali, con particolare riferimento agli investimenti in ricerca ed innovazione,
in tale prospettiva si prefigurano misure dirette ad attrarre investimenti privati nel settore della ricerca, come ad esempio l'esclusione dalla base imponibile dell'Irap delle remunerazioni corrisposte al personale addetto alla ricerca,
fra le priorit di intervento menzionata lattuazione della legge di riforma del sistema scolastico,
con riferimento all'ambito universitario, si rileva l'importanza di promuovere quanto prima un intervento legislativo al fine di accelerare la formazione del capitale umano,
fra le linee che dovranno ispirare il riordino del sistema universitario si prospetta l'opportunit di adottare formule innovative di finanziamento del sistema connesse agli esiti della valutazione dell'efficienza e dei risultati;

considerato altres che, pur recando sul fronte dellistruzione, universit e ricerca obiettivi senz'altro condivisibili, il Documento - a differenza degli scorsi anni - non definisce in maniera puntuale e dettagliata larticolazione degli interventi settoriali connessi alla manovra di finanza pubblica, ci che suggerisce di attendere le scelte definitive che il Governo adotter con il prossimo disegno di legge finanziaria per una valutazione ponderata sulla manovra;

rilevando altres:
la scarsa attenzione ai Beni culturali, che rappresentano un settore strategico, gi peraltro significativamente penalizzato dalle misure di contenimento della spesa pubblica realizzate con il richiamato decreto-legge n. 168 del 2004,
il mancato inserimento di tale settore fra quelli esclusi dagli ulteriori tagli che saranno posti in essere nella prossima legge finanziaria al fine di ridurre l'indebitamento della Pubblica Amministrazione;

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni:

1. si sollecita lEsecutivo a riconoscere nella prossima manovra di bilancio il ruolo strategico del settore dei Beni culturali per la crescita, anche economica, del Paese, mediante lerogazione di adeguate risorse finanziarie;
2. si impegna il Governo ad assicurare che alla riconosciuta priorit strategica all'investimento in capitale umano ai fini del rilancio di competitivit del Paese corrisponda uneffettiva attribuzione di idonee risorse finanziarie;
3. si chiede che nel disegno di legge finanziaria per il 2005 non siano previsti ulteriori blocchi di assunzioni, con particolare riferimento all'universit e agli enti di ricerca".


PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA RELATIVO ALLA MANOVRA DI FINANZA PUBBLICA PER GLI ANNI 2005-2008 (DOC. LVII, N. 4).

"La Commissione, esaminato il documento in titolo,

premesso che esso reca le grandi linee della politica economica per gli anni 2005-2008, destinate a tradursi in termini normativi nella prossima legge finanziaria;

valutato positivamente che:
esso, nel prefigurare una rigorosa, quanto indispensabile, politica di correzione strutturale dei conti pubblici, si caratterizza per una netta prevalenza di misure a carattere strutturale, rispetto a misure una tantum,
il risanamento dei conti pubblici non sar ottenuto mediante tagli in taluni settori strategici, tra cui quello della scuola,
lEsecutivo intende affiancare al miglioramento dei conti pubblici una politica economica di sviluppo, basata principalmente sul potenziamento delle infrastrutture, anche immateriali, con particolare riferimento agli investimenti in ricerca ed innovazione,
in tale prospettiva si prefigurano misure dirette ad attrarre investimenti privati nel settore della ricerca, come ad esempio l'esclusione dalla base imponibile dell'Irap delle remunerazioni corrisposte al personale addetto alla ricerca,
fra le priorit di intervento menzionata lattuazione della legge di riforma del sistema scolastico,
con riferimento all'ambito universitario, si rileva l'importanza di promuovere quanto prima un intervento legislativo al fine di accelerare la formazione del capitale umano,
fra le linee che dovranno ispirare il riordino del sistema universitario si prospetta l'opportunit di adottare formule innovative di finanziamento del sistema connesse agli esiti della valutazione dell'efficienza e dei risultati;

considerato altres che, pur recando sul fronte dellistruzione, universit e ricerca obiettivi senz'altro condivisibili, il Documento - a differenza degli scorsi anni - non definisce in maniera puntuale e dettagliata larticolazione degli interventi settoriali connessi alla manovra di finanza pubblica, ci che suggerisce di attendere le scelte definitive che il Governo adotter con il prossimo disegno di legge finanziaria per una valutazione ponderata sulla manovra;

rilevando altres:
la scarsa attenzione ai Beni culturali, che rappresentano un settore strategico, gi peraltro significativamente penalizzato dalle misure di contenimento della spesa pubblica realizzate con il richiamato decreto-legge n. 168 del 2004,
il mancato inserimento di tale settore fra quelli esclusi dagli ulteriori tagli che saranno posti in essere nella prossima legge finanziaria al fine di ridurre l'indebitamento della Pubblica Amministrazione;

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni:

4. si sollecita lEsecutivo a riconoscere nella prossima manovra di bilancio il ruolo strategico del settore dei Beni culturali per la crescita, anche economica, del Paese, mediante lerogazione di adeguate risorse finanziarie;
5. si impegna il Governo ad assicurare che alla riconosciuta priorit strategica all'investimento in capitale umano ai fini del rilancio di competitivit del Paese corrisponda uneffettiva attribuzione di idonee risorse finanziarie;
6. si chiede che nel disegno di legge finanziaria per il 2005 non siano previsti ulteriori blocchi di assunzioni e concorsi, con particolare riferimento all'universit e agli enti di ricerca".


SCHEMA DI PARERE CONTRARIO SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA RELATIVO ALLA MANOVRA DI FINANZA PUBBLICA PER GLI ANNI 2005-2008 (DOC. LVII, N. 4) PRESENTANTO DAI SENATORI ACCIARINI ED ALTRI

"La Commissione,
esaminato il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2005-2008,
rilevato che il termine scuola ricorre nel Documento in due sole occasioni:
a pag. 27, quando si afferma che "Gli interventi di riduzione permanente dal lato della spesa troveranno una base nella reiterazione di alcune misure introdotte con il decreto-legge n. 168, tra cui la razionalizzazione degli acquisiti tramite la Consip e la trasformazione di sussidi a fondo perduto in sgravi fiscali ai nuovi investimenti o prestiti; in coerenza alla volont del Governo. Nessun taglio sar effettuato sui capitoli di spesa corrente relativi a sicurezza, servizi sociali, scuola e sanit.
Particolare attenzione verr prestata al potere d'acquisto."
e a pag. 30, quando a proposito delle riforme economiche e sociali si afferma che "Il Governo ha avviato un programma di riforme economiche e sociali, al fine di accrescere la competitivit del Paese ed in piena coerenza con gli obiettivi fissati dall'Unione europea a Lisbona. Alcune di queste riforme sono gi operative, come la riforma del mercato del lavoro, la riforma del diritto societario, la riforma della scuola.";
considerato che la prima affermazione non risulta veritiera e comunque da verificare nella prossima legge finanziaria in quanto si sarebbe dovuto, per essere corretti, almeno parlare di ulteriori tagli perch per l'anno scolastico 2005-2006 gia previsto il taglio di altri 12.500 posti di organico;
considerato che risulta incomprensibile affermare che la riforma Moratti sia gi operativa a fronte dell'emanazione di uno striminzito decreto sul primo ciclo che rinvia alle successive leggi finanziarie ogni discorso di copertura finanziaria;
rilevato che quello che emerge limpidamente dal Documento la totale assenza di ogni riferimento agli otto miliardi di euro indicati nel piano finanziario approvato dal Consiglio dei ministri del 12 settembre 2003;
rilevati i generici accenni ai problemi dell'universit e della ricerca;
valutato che il vero obiettivo appare sempre pi quello di colpire e destrutturare il sistema pubblico di istruzione e formazione e di dequalificare l'universit e la ricerca scientifica italiana;
registrato che il settore dei beni culturali oggetto di una scarsa attenzione e non viene esplicitamente escluso da ulteriori tagli;
esprime parere contrario al Documento di programmazione economico-finanziaria proposto per gli anni 2005-2008.



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