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VII Commissione Camera - seduta del 7 ottobre 2004 (legge finanziaria)
2004-10-07

SEDE CONSULTIVA

Gioved 7 ottobre 2004. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il viceministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca Guido Possa.

La seduta comincia alle 13.50.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria per il 2005).

C. 5310-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-2007.

C. 5311 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2005 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 7: Stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca per l'anno 2005.

Tabella n. 14: Stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali per l'anno 2005.
(Relazione alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che la Commissione chiamata ad esaminare, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, i disegni di legge finanziaria e di bilancio per il 2005.

L'esame si concluder con la trasmissione alla V Commissione bilancio di una relazione e con la nomina di un relatore (che potr partecipare alle sedute della V Commissione) per ciascuno degli stati di previsione di sua competenza e delle connesse parti del disegno di legge finanziaria.

In particolare, ricorda che la Commissione esaminer lo stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze (Tabella n. 2), limitatamente alle parti di competenza, del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca (Tabella n. 7) e del Ministero per i beni e le attivit culturali (Tabella n. 14).

La Commissione esaminer inoltre eventuali emendamenti ed ordini del giorno che rientrino nei suoi ambiti di competenza.

Per quanto riguarda gli emendamenti, la Commissione potr esaminare emendamenti riferiti alle parti di propria competenza di entrambi i disegni di legge.

In particolare, gli emendamenti al disegno di legge di bilancio che propongano variazioni compensative all'interno dei singoli stati di previsione di competenza della Commissione devono essere presentati presso la Commissione stessa, anche se - non essendo sempre possibile definire con esattezza le unit previsionali di base rientranti nella competenza di ciascuna Commissione - non appare possibile applicare rigidamente la previsione regolamentare ed quindi comunque da ritenere ammissibile la presentazione di tale categoria di emendamenti anche direttamente in Commissione bilancio.


Inoltre, fa presente che possono essere presentati e votati in Commissione anche emendamenti al disegno di legge di bilancio che propongano variazioni non compensative ovvero variazioni compensate non all'interno del medesimo stato di previsione.

Tali emendamenti possono peraltro essere presentati anche direttamente presso la Commissione bilancio.

Le medesime regole disciplinano anche l'esame degli emendamenti al disegno di legge finanziaria. Peraltro, anche in questo caso, in considerazione delle difficolt che deriverebbero da un'applicazione rigida di tale meccanismo, da ritenere comunque ammissibile la presentazione degli emendamenti all'articolato della finanziaria direttamente in Commissione bilancio.

Gli emendamenti approvati dalla Commissione saranno inseriti nelle relazioni trasmesse alla Commissione bilancio.

Quanto a quelli respinti, occorre distinguere tra gli emendamenti che propongono variazioni compensative all'interno dei singoli stati di previsione e gli altri emendamenti (non compensativi, compensativi tra diversi stati di previsione, riferiti all'articolato alla finanziaria).

I primi, infatti, possono essere direttamente ripresentati in Assemblea, mentre per i secondi, ai medesimi fini, necessaria la previa ripresentazione presso la Commissione bilancio.

Gli emendamenti presentati presso le Commissioni di settore sono naturalmente soggetti alle regole di ammissibilit proprie dell'esame dei documenti di bilancio, con riferimento ai limiti di contenuto proprio e di compensativit degli effetti finanziari.

Con riferimento al contenuto proprio del disegno di legge finanziaria non saranno ritenuti ammissibili gli emendamenti recanti:
deleghe legislative; disposizioni di carattere ordinamentale o organizzatorio prive di effetti finanziari o che non abbiano un rilevante contenuto di miglioramento dei saldi; aumenti di spesa o diminuzioni di entrata, anche se provvisti di idonea compensazione, che non siano finalizzati al sostegno dell'economia; norme onerose che abbiano carattere localistico o microsettoriale; norme onerose i cui effetti finanziari non decorrano dal 2005, primo anno considerato dalla manovra di finanza pubblica.

Con riferimento al vincolo di compensativit, saranno ammessi solo emendamenti compensativi, che cio garantiscano effetti finanziari equivalenti a quelli del testo che si intende modificare.

Peraltro, in questa sede, saranno considerati inammissibili solo gli emendamenti evidentemente privi di compensazione o con compensazioni manifestamente inidonee sul piano formale.


Pi in generale, sottolinea che (in considerazione della necessit di valutare l'ammissibilit degli emendamenti sulla base di criteri omogenei ed obiettivi) la valutazione di ammissibilit effettuata in questa sede si limiter ai profili generali, mentre la valutazione puntuale di ammissibilit sar compiuta nel corso dell'esame presso la Commissione bilancio. Sottolinea che, pertanto, il giudizio circa l'ammissibilit di un emendamento pronunciato nel corso dell'esame in sede consultiva non pregiudica in alcun modo la successiva valutazione di ammissibilit presso la Commissione bilancio.


Quanto agli ordini del giorno, ricorda che devono essere presentati presso le Commissioni di settore tutti gli ordini del giorno riferiti alle parti di rispettiva competenza del disegno di legge di bilancio e del disegno di legge finanziaria, mentre gli ordini del giorno concernenti l'indirizzo globale della politica economica generale devono invece essere presentati direttamente in Assemblea.

Gli ordini del giorno accolti dal Governo o approvati saranno allegati alle relazioni trasmesse alla Commissione bilancio; quelli respinti o non accolti potranno essere ripresentati in Assemblea.

Ricorda altres che non sono ammissibili gli ordini del giorno volti ad impegnare il Governo ad utilizzare accantonamenti dei Fondi speciali di parte corrente e di conto capitale per determinate finalit.

Da ultimo, per quanto attiene all'organizzazione dei lavori, avverte che la Conferenza dei Presidenti di gruppo ha stabilito che le Commissioni di settore debbano concludere il proprio esame dei documenti di bilancio entro luned 18 ottobre 2004, mentre il termine per la presentazione di proposte di relazione ed emendamenti stato fissato dall'Ufficio di presidenza della Commissione, integrato dai rappresentanti dei gruppi, alle ore 17 di mercoled 13 ottobre 2004.

Fabio GARAGNANI (FI), relatore, osserva che il disegno di legge finanziaria per il 2005 si inserisce in un contesto macroeconomico ancora difficile per l'economia nazionale ed europea, ma per il quale si prevedono importanti segnali di ripresa, con particolare riferimento ad una crescita reale del PIL prevista per il 2005 pari al 2,1 per cento (e, quindi, sensibilmente superiore all'1,2 per cento stimato per il 2004)

Per quanto concerne i saldi di finanza pubblica, la nota di aggiornamento ha confermato per il 2005 l'obiettivo di indebitamento netto al 2,7 per cento del PIL fissato dal Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF).
La stima del deficit per il 2004 - come confermato dalla Relazione previsionale e programmatica - dovrebbe risultare pari al 2,9 per cento del PIL.


Come gi evidenziato in sede di esame del DPEF, pertanto, gli interventi proposti con la manovra di bilancio in esame sono volti a riavviare un modello di sviluppo basato sui punti di forza dell'Italia, seguendo in particolare tre direttrici per la politica economica: una correzione strutturale dei conti, un rilancio della crescita ed una riduzione del debito sostenibile che accresca la credibilit politica finanziaria.

Il disegno di legge finanziaria per il 2005 - che si caratterizza per interventi rigorosi di finanza pubblica e al tempo stesso focalizzati sulle riforme strutturali e sugli investimenti in infrastrutture materiali ed immateriali - si articola in tre parti fondamentali e tra loro sinergiche: interventi per il risanamento strutturale della finanza pubblica, riforme per lo sviluppo e misure per la riduzione del debito.


Al riguardo, ritiene opportuno ricordare che allo studio del governo un provvedimento sulla competitivit che completer la manovra, che dovr contenere misure tese al miglioramento della qualit nei settori della scuola, dell'universit e della ricerca, considerati prioritari per la valorizzazione del capitale umano e il rilancio del paese.


Intanto, tiene a precisare che il provvedimento in esame non contiene, come gi segnalato in occasione della discussione del Documento di programmazione economica e finanziaria, tagli per il settore dell'istruzione.

Al contrario, tale comparto potr beneficiare di un finanziamento di 110 milioni di euro da destinare alla prosecuzione del piano programmatico di interventi finanziari previsto dall'articolo 1, comma 3, della legge n. 53 del 2003 (cosiddetta Riforma Moratti).

Ricorda inoltre che il provvedimento contiene un finanziamento di 10 milioni di euro per il miglioramento delle attrezzature didattiche delle istituzioni dell'alta formazione artistica e musicale.


Nel settore dell'istruzione, sono inoltre previste misure di contenimento della spesa scolastica (con riguardo al divieto di crescita dell'organico di diritto ed all'insegnamento della lingua straniera nella scuola primaria), il rifinanziamento dei contratti dei lavoratori socialmente utili impegnati presso gli istituti scolastici nonch la proroga delle agevolazioni per l'acquisto di un personal computer portatile da parte di docenti delle scuole e delle universit statali.


Ricorda che le disposizioni in materia di libri di testo sono state stralciate dal disegno di legge.

Quanto agli accantonamenti del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca riportati nelle Tabelle allegate al disegno di legge finanziaria, segnala in primo luogo che la tabella A prevede un accantonamento di 11,5 milioni di euro per ciascuna annualit del triennio 2005-2007, con finalizzazioni per le societ e associazioni sportive dilettantistiche e per l'istituzione del Museo della moda (provvedimento attualmente all'esame del Senato).


La tabella B prevede uno stanziamento di 2,5 milioni di euro per il solo 2005 finalizzato, secondo la relazione governativa al disegno di legge in esame, ad interventi per le universit di Messina, di Cassino e dell'universit Pontina (anche tale provvedimento attualmente all'esame del Senato).

La tabella C prevede uno stanziamento complessivo di 8.994,4 milioni di euro per ciascuna annualit del triennio 2005-2007, con un aumento di 147,5 milioni di euro rispetto al bilancio a legislazione vigente, di cui la maggior parte destinata al Fondo ordinario per l'universit.

Segnala quindi, con riferimento agli stanziamenti pi significativi, le variazioni previste dal disegno di legge in esame, in riferimento agli stanziamenti iscritti nello stato di previsione a legislazione vigente per il 2005.

In particolare, per la voce relativa allo sviluppo universitario, previsto uno stanziamento di 122.558 migliaia di euro, contro i 121.724 migliaia di euro previsti dalla legislazione vigente, con un incremento di 834.000 euro; la voce relativa alle universit non statali legalmente riconosciute passa da 124.149.000 a 124.423.000, con un incremento di 274.000 euro; quella per il diritto agli studi universitari, da 144.208.000 a 147.092.000, con un incremento di 2.884.000; il fondo ordinario universit, presenta un incremento di 130.900.000 euro, passando da 6.553.000.000 euro a 6.683.000.000, mentre il fondo per contributi a enti e organismi vari incrementato di 370.000 euro; sostanzialmente invariati rimangono gli stanziamenti a favore dell'ampliamento dell'offerta formativa (pari a 198.732.000 euro), mentre le risorse destinate al coordinamento, programmazione e valutazione della ricerca aumentano di 11.378.000 euro, passando da 1.641.222.000 a 1.652.600.000.
La tabella D reca stanziamenti, relativi al solo 2005, di 4,4 milioni di euro per il Fondo unico per l'edilizia universitaria, di 0,6 milioni di euro per il Programma nazionale di ricerca in Antartide e di 2 milioni di euro per il Fondo per gli investimenti della ricerca di base (FIRB).
La tabella F prevede, tra gli altri, alcuni stanziamenti relativi al Fondo agevolazioni per la ricerca, all'Istituto italiano di tecnologia, al Programma nazionale ricerca in Antartide, alla ricerca di base, nonch all'edilizia universitaria.


Non pi prevista in tabella F la voce relativa alla fornitura gratuita dei libri di testo (articolo 27 della legge n. 448 del 1998), per cessazione dell'onere; tale norma era stata da ultimo rifinanziata per 103,3 milioni di euro per gli esercizi 2002, 2003 e 2004 dalla tabella D della legge finanziaria per il 2002 (legge n. 448 del 2001).

Per quanto riguarda l'informazione e l'editoria, viene disposto il rifinanziamento delle norme della legge finanziaria 2004 relativa alla concessione di contributi per la diffusione di ricevitori per la televisione digitale terrestre e per l'accesso a larga banda ad Internet.
Con riferimento a tale settore, segnala inoltre che la Tabella C del Ministero dell'economia reca uno stanziamento pari a 480,1 milioni di euro, con un lieve incremento rispetto a quanto previsto negli anni precedenti.

Infine, per quanto riguarda il settore dei beni e delle attivit culturali il disegno di legge finanziaria prevede che i beni culturali immobili dello Stato che richiedono interventi di restauro possano essere dati in uso a soggetti privati i quali si impegnano a pagare un canone di concessione, fissato dalla soprintendenza competente, e a realizzare gli interventi di restauro e conservazione necessari. La norma nasce dalla considerazione che alcuni beni culturali si trovano nella improcrastinabile necessit di interventi di conservazione.
Tuttavia, la carenza delle risorse finanziarie disponibili a tal fine consente di attuare soltanto lavori di primo intervento per evitare la loro perdita totale. La disposizione permetter, quindi, di risparmiare prevedibili oneri futuri che si sarebbero resi necessari per la conservazione dei predetti beni.

In materia di vendita del demanio e patrimonio pubblico, ricorda, inoltre, che il provvedimento introduce, nell'articolo riguardante la vendita del demanio e del patrimonio dello Stato, una norma di salvaguardia per i beni culturali e del paesaggio attraverso un rinvio alle norme stabilite dal Codice dei beni culturali.
Segnala che il comma 4 dell'articolo 30, che autorizzava la spesa di 15 milioni di euro per la realizzazione della sede del Museo della Shoah di Ferrara, stato stralciato nella seduta del 6 ottobre 2004, con l'impegno a trasferire i relativi importi nei fondi speciali al fine di garantire la copertura della norma in altro provvedimento.

stato altres stralciato l'articolo 25, commi 2 e 3, che dettava disposizioni sul funzionamento della Societ per lo sviluppo dell'arte della cultura e dello spettacolo - ARCUS Spa.

Quanto agli accantonamenti del Ministero dei beni e delle attivit culturali riportati nelle Tabelle allegate al disegno di legge finanziaria, segnala in primo luogo che la tabella A prevede un accantonamento di 1,6 milioni di euro per il 2005, di 1,1 milioni di euro per il 2006 e 0,4 milioni di euro per il 2007, con finalizzazioni per la legge quadro sulla qualit architettonica, l'equiparazione ai cimiteri di guerra dei monumenti sacrari di Leonessa e Medea, l'istituzione del museo di storia contemporanea Giacomo Matteotti, interventi in materia di beni e attivit culturali e di sport.

Segnala, inoltre, che tra le finalizzazioni elencate dalla relazione governativa per gli accantonamenti di parte corrente di altri ministeri, sono inclusi interventi relativi alla tutela e valorizzazione delle citt italiane inserite nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO, disposizioni in materia di societ e associazioni sportive dilettantistiche e istituzione del Museo della moda e interventi in materia di beni e attivit culturali e di sport.
La tabella B prevede un accantonamento di 29,6 milioni di euro per il 2005; di 44,2 milioni di euro per il 2006 e 18,0 milioni di euro per il 2007.

Tra le finalizzazioni indicate nella relazione illustrativa del disegno di legge finanziaria sono inclusi la legge quadro sulla qualit architettonica, nonch interventi in materia di beni e attivit culturali e di sport.
La tabella C reca uno stanziamento complessivo di 538,8 milioni di euro per il triennio 2005-2007, con una riduzione di 7,4 milioni di euro rispetto al bilancio a legislazione vigente.

La tabella F prevede, tra l'altro, interventi a favore dell'editoria libraria di elevato valore culturale, interventi per la prosecuzione dei giochi olimpici invernali Torino 2006 nonch contributi a Cinecitt Holding e al Centro sperimentale di cinematografia.

Quanto al disegno di legge di bilancio per il 2005 a legislazione vigente, ricorda che il settore dell'informazione e dell'editoria trova ora collocazione nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, all'interno del centro di responsabilit tesoro, in due unit previsionali di base denominate Presidenza del Consiglio dei Ministri - Editoria.

Le due unit previsionali di base recano stanziamenti per 475,1 milioni di euro, di cui 444,5 milioni di euro di parte corrente, con una riduzione di 22,5 milioni di euro rispetto al disegno di legge di assestamento 2004 (e di 4,5 rispetto al bilancio), e 30,6 milioni di euro in conto capitale, con una riduzione di 2 milioni di euro rispetto al disegno di legge di assestamento 2004 e alla legge di bilancio.
Lo stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca per l'esercizio finanziario 2005 reca spese in conto competenza per 50.797,0 milioni di euro, di cui 47.628,1 (pari al 93,8 per cento) per la parte corrente e 3.168,9 (pari al 6,2 per cento) per la parte in conto capitale. L'incidenza percentuale sulle spese finali del bilancio dello Stato pari all'11,0 per cento.
Rispetto al bilancio assestato per il 2004, si registra una diminuzione di 602,5 milioni di euro (determinata da una riduzione di 808,3 per la parte corrente a fronte di un aumento di 205,8 milioni di euro per la parte in conto capitale).

In termini relativi la diminuzione del 1,2 per cento a fronte di un aumento del 2,4 per cento, registratasi nel disegno di legge di bilancio per il 2004.

Rispetto alla legge di bilancio 2004 si registra un aumento di 809,8 milioni di euro di cui 467,2 di parte corrente e 342,6 in conto capitale. Tale aumento (pari al 1,6 per cento) risulta di minore entit rispetto a quello registrato nel d.d.l. di bilancio dello scorso anno (4,2 per cento).


Sul totale di 50.797,0 milioni di euro delle spese in conto competenza, 49.833,7 milioni di euro sono considerate dall'amministrazione quote giuridicamente obbligatorie, per una percentuale corrispondente al 98,1 per cento (pari a quella del precedente disegno di legge di bilancio). In sostanza, si tratta di spese relative al personale nonch di spese la cui quantificazione riconducibile a disposizioni di legge.

Le autorizzazioni di cassa per il 2005 ammontano a 51.747,7 milioni di euro. Data una massa spendibile di 58.721,7 milioni di euro (7.924,7 di residui pi 50.797,0 di competenza), le autorizzazioni di cassa assicurano un coefficiente di realizzazione (rapporto tra autorizzazioni di cassa e massa spendibile) del 88,1 per cento. Tale rapporto misura la capacit di spesa che il Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca ritiene di poter raggiungere nel 2005.

Per quanto riguarda gli stanziamenti recati da altri ministeri, segnala che lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze reca uno stanziamento di 154,9 milioni di euro per le misure sul diritto allo studio ai sensi della legge n. 62 del 2000 sulla cosiddetta parit scolastica, nonch uno stanziamento di 25,8 milioni di euro per il Fondo integrativo speciale per la ricerca. Al proposito, ricorda che tale Fondo stato concepito, nel quadro del riordino del sistema nazionale della ricerca previsto dal decreto legislativo n. 204 del 1998, come strumento per finanziare, come risorsa aggiuntiva, specifici interventi di particolare rilevanza strategica a sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, indicati nel Programma, nazionale di ricerca (PNR).

Lo stato di previsione a legislazione vigente del Ministero per i beni e le attivit culturali per il 2005 reca spese complessive in conto competenza per 2.227,1 milioni di euro, di cui 1.540 (69,1 per cento) per spese correnti e 671,5 (30,1,1 per cento) per spese in conto capitale. L'incidenza percentuale sulle spese finali del bilancio dello Stato pari allo 0,5 per cento.
In termini assoluti, rispetto al disegno di legge di assestamento del bilancio per l'esercizio finanziario 2004 si registra una diminuzione di 30,5 milioni di euro, determinata da una riduzione di 31,3 milioni per la parte corrente, una sostanziale stabilit delle spese in conto capitale e da un aumento di 0,8 milioni per rimborso di passivit finanziarie. Rispetto al disegno di legge di assestamento si verifica quindi un una riduzione del 1,4 per cento; nel disegno di legge di bilancio per il 2004 era invece prevista un aumento pari all'1,5 per cento rispetto al disegno di legge di assestamento per il 2003.


Rispetto alla legge di bilancio 2004 si registra una aumento pari a 30,4 milioni di euro. L'aumento pari al 1,4 per cento; lo scorso anno si era invece verificata un aumento del 3,0 per cento.

Le quote definite giuridicamente obbligatorie assorbono il 95,4 per cento (2.125,3 milioni di euro) dello stanziamento totale, a fronte dell'85,4 per cento previsto nello stato di previsione per il 2004.

Le autorizzazioni di cassa per il 2005 ammontano a 2.561,0 milioni di euro; tali autorizzazioni coprono il 68,6 per cento della massa spendibile per l'esercizio 2005, costituita dalla somma dei residui presunti e delle previsioni di competenza per lo stesso esercizio (3.732,6 milioni di euro). Questo rapporto, denominato coefficiente di realizzazione, misura la capacit di spesa che il Ministero per i beni culturali e ambientali ritiene di poter raggiungere nel 2005.
Segnala, infine, che il disegno di legge di bilancio non tiene conto delle norme previste dagli articoli 2 e 3 del disegno di legge finanziaria, che hanno fissato un limite del 2 per cento all'incremento della spesa complessiva della pubblica amministrazione.

Secondo quanto emerge dal documento consegnato dal Ministro dell'economia e delle finanze alla Commissione Bilancio nella seduta di ieri, per le materie di competenza della Commissione si registra per il Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca una riduzione molto contenuta, pari a 15 milioni di euro, riferita alla categoria consumi intermedi; pi rilevante appare invece la riduzione degli stanziamenti per il Ministero dei beni e delle attivit culturali, pari a 27,14 milioni di euro, di cui 9,9 milioni per la Biblioteca europea di Milano, 1,6 milioni per investimenti fissi e 15,64 milioni per consumi intermedi. Tali modifiche saranno recepite nel bilancio con nota di variazione.

Si sofferma conclusivamente sul tema delle dotazioni organiche per la scuola, segnalando che l'articolo 22 della legge n. 448 del 2001 aveva previsto una riduzione del personale docente (rispetto alle 771.433 unit impiegate nell'anno scolastico 2001-2002) pari a 33.847 unit nel triennio di riferimento (8.936 unit per l'anno scolastico 2002-2003; 12.651 unit per il 2003-2004 e 12.260 unit per il 2004-2005). Tale obiettivo stato sostanzialmente conseguito per i primi 2 anni. Per l'anno scolastico 2004-2005, il previsto decreto ministeriale (non ancora trasmesso al Parlamento) prevede una riduzione di circa 5.300 posti; la riduzione delle restanti 7.000 unit si realizzer attraverso interventi di razionalizzazione delle risorse determinati, tra l'altro, dalla diminuzione fisiologica del numero degli alunni.
La nuova norma prevista dal disegno di legge finanziaria in esame pone fine a queste misure di riduzione, prevedendo il mantenimento dell'organico risultante alla fine del triennio.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.



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