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VII Commissione Senato - seduta del 5 ottobre 2004 (intesa con la CEI per tutela beni eccelsiatici)
2004-10-05

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7)

MARTED 5 OTTOBRE 2004
329 Seduta

Presidenza del Presidente
ASCIUTTI


Interviene il ministro per i beni e le attivit culturali Urbani.

La seduta inizia alle ore 15.

PROCEDURE INFORMATIVE
Comunicazioni del Ministro per i beni e le attivit culturali sullo schema di intesa con il Presidente della Conferenza episcopale italiana in ordine alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti e ad istituzioni ecclesiastiche


Il ministro URBANI osserva che lo schema di Intesa con la Conferenza episcopale italiana (CEI) presentato al Parlamento diretto a modificare la vigente Intesa del 1996, che aveva dato una prima attuazione alla legge n. 121 del 1985, di ratifica dell'Accordo sottoscritto il 18 febbraio 1984 di modificazione del Concordato lateranense del 1929. Quest'ultimo, all'articolo 12, consente infatti alla Santa Sede e alla Repubblica Italiana di intraprendere iniziative per armonizzare l'applicazione della legge italiana con le esigenze di carattere religioso.
Si tratta invero della terza Intesa con la CEI, atteso che, oltre a quella di portata generale del 1996, nel 2000 era stata sottoscritta quella relativa agli archivi e alle biblioteche appartenenti agli enti ecclesiastici.
Sottolinea poi che la revisione della precedente Intesa del 1996 si resa necessaria a conclusione di un primo periodo, che egli definisce di sperimentazione, soprattutto al fine di tener conto delle novit istituzionali nel frattempo intervenute. Fra queste, egli segnala in particolare la modifica del Titolo V della Costituzione, con riferimento alla ridefinizione della ripartizione di competenze fra Stato e regioni in materia di beni culturali, il nuovo Codice dei beni culturali, approvato con decreto legislativo n. 42 del 2004, nonch la recente riorganizzazione del Ministero, approvata con decreto legislativo n. 3 del 2004 .
Osserva altres che l'attuale formulazione dell'Intesa recepisce i rilievi critici che la Commissione governativa per l'attuazione delle disposizioni dell'Accordo del 1984 aveva formulato su una precedente stesura predisposta dall'Osservatorio paritetico centrale Italia-Santa Sede. In proposito ricorda che la Commissione, in data 29 luglio 2004, ha espresso parere convintamente favorevole sull'Intesa in esame.
Nel mettere a disposizione della Commissione una documentazione relativa alle specifiche novit rispetto alla precedente Intesa, il Ministro conclude rilevando che l'obiettivo quello di ridefinire, come detto alla luce delle pi recenti novit istituzionali, le competenze e le procedure che presiedono all'attivit di collaborazione fra le autorit religiose, da un lato, e il Ministero e le regioni, dall'altro.

Il PRESIDENTE dichiara indi aperto il dibattito.

Il senatore MONTICONE (Mar-DL-U) premette una valutazione positiva nei confronti dello schema di Intesa in esame, ritenendo in particolare condivisibile la scelta di tener conto delle principali novit intervenute dal 1996 sia in ambito ecclesiale che, soprattutto, politico ed istituzionale.
Giudica altres positivamente l'estrema sinteticit del documento, che - a suo avviso - favorisce lo stesso perseguimento degli obiettivi dell'Intesa.
Pone indi alcuni quesiti al Ministro, giudicando anzitutto opportuno un chiarimento in merito ai diversi compiti che la CEI e il Ministero sono chiamati a svolgere con riferimento all'inventariazione e alla catalogazione, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, di beni culturali mobili ed immobili di interesse religioso.
Pi in generale, con riguardo al tema dell'inventariazione, si interroga poi sul rapporto tra l'attivit di inventariazione nazionale e quella recata all'articolo 2, comma 3, dello schema in esame.
Il senatore si sofferma inoltre sulla procedura, recata all'articolo 2, comma 5, in materia di interventi di conservazione da effettuarsi negli edifici aperti al culto, con particolare riguardo alla previsione secondo cui qualora non sia possibile giungere ad un accordo a livello locale o regionale, il capo del dipartimento competente, d'intesa con il presidente della CEI, impartisce le direttive idonee ad individuare una soluzione adeguata. Al riguardo, onde evitare possibili contraddizioni con il nuovo Titolo V della Costituzione, di cui ricorda che l'Intesa intende nel complesso tener conto, sarebbe stato opportuno - a suo avviso - specificare il ruolo delle autorit locali nell'ambito di tale procedura.
Le medesime perplessit, egli prosegue, sono riferibili anche all'articolo 5, comma 3, concernente i progetti di adeguamento liturgico da realizzare negli edifici aperti al culto, nonch all'articolo 6, comma 2, con riguardo agli scavi e alle ricerche archeologiche da effettuarsi nei medesimi edifici, laddove si opera un esplicito rinvio alla richiamata procedura di cui all'articolo 2, comma 5.
Quanto all'articolo 7, recante disposizioni sull'Osservatorio centrale per i beni culturali di interesse religioso, ritiene che la previsione recata al comma 1, secondo cui esso "continua ad operare", non riconosca adeguatamente il valore istituzionale dell'attivit svolta dall'Osservatorio.
Esprime altres perplessit in merito al riferimento operato all'interno dell'Intesa alla figura del "vescovo diocesano", ricordando invece che in altre sedi si preferisce il ricorso, alternativo, ai termini "ordinario diocesano" ovvero "vescovo". E' infatti singolare l'espressione "vescovo diocesano", atteso che, per definizione, il vescovo in ogni caso un ordinario diocesano.
Quanto all'articolo 6, comma 6, secondo cui il Ministro si impegna a rendere omogenee le procedure di accesso alle agevolazioni fiscali previste dalla normativa in materia di erogazioni liberali destinate alla conservazione dei beni culturali d'interesse religioso, egli conclude affermando che avrebbe ritenuto senz'altro opportuna una specifica disposizione per il sostegno dei restauri e dell'attivit di ricerca archeologica riferita ai medesimi beni culturali.

Il PRESIDENTE, dopo aver ringraziato il Ministro per la disponibilit a riferire in Commissione sull'atto in titolo e per il proficuo contributo offerto, rinvia il seguito del dibattito ad altra seduta.



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