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VII Commissione Senato - seduta del 5 ottobre 2004 (legge sulla qualità architettonica)
2004-10-05

IN SEDE REFERENTE
(1695) ACCIARINI ed altri. - Disposizioni per la promozione della cultura urbanistica e architettonica
(2867) Legge quadro sulla qualità architettonica
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)


Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta del 15 luglio scorso.

Nel dibattito interviene la senatrice ACCIARINI (DS-U) la quale, richiamandosi anzitutto al disegno di legge n. 2867, d'iniziativa governativa, esprime la preoccupazione che il provvedimento non si inserisca in modo coerente con il disegno delineato dal nuovo Titolo V della Costituzione. In particolare, osserva che l'articolo 1, pur citando tale quadro di riferimento, dispone che la Repubblica promuove e tutela la qualità dell'ideazione e della realizzazione architettonica, operando così fin dall'inizio una sovrapposizione fra i termini di "promozione" e di "tutela" che la legge costituzionale n. 3 del 2001 ha invece opportunamente distinto. Maggiori specificazioni occorrono altresì con riferimento al comma 2 del medesimo articolo 1, in un'ottica di ricomposizione sistematica.
Quanto all'articolo 2, ella osserva che la definizione di qualità architettonica non dovrebbe spettare al legislatore, bensì ai tecnici. Meglio sarebbe allora richiamarsi alla definizione di "bene culturale", eventualmente in linea con quanto a suo tempo definito dalla commissione Franceschini nel 1966.
Passando all'articolo 3, ella rileva poi che l'elenco delle competenze attribuite allo Stato sembrano afferire più alla promozione che alla tutela, come del resto confermato dal tenore della lettera f). Si tratta peraltro, a suo giudizio, di confusione dovuta alla scarsa chiarezza da cui prende le mosse il provvedimento. Sollecita pertanto una maggiore sistematicità complessiva, onde evitare inserimenti ambigui nell'ambito del quadro costituzionale.
Il disegno di legge d'iniziativa governativa differisce poi sensibilmente dal disegno di legge n. 1695, d'iniziativa di senatori del Gruppo Democratici di Sinistra - l'Ulivo, nell'attribuzione delle competenze al Ministero. In particolare, il disegno di legge del Governo prevede un rilevante coinvolgimento del Ministero delle infrastrutture ed istituisce una Fondazione per la qualità architettonica e dell'ambiente costruito per il perseguimento degli obiettivi fissati. Vi è tuttavia il rischio, ella rileva, che da ciò derivi uno svuotamento del ruolo dei Beni culturali, cui invece dovrebbe competere in primo luogo la difesa della qualità architettonica.
Quanto al Piano per la qualità delle costruzioni pubbliche, previsto all'articolo 12 del disegno di legge governativo, ella ritiene che si tratti di meccanismo più formale e burocratico che sostanziale, inidoneo ad assicurare un'effettiva qualità.
Entrambi i disegni di legge disciplinano poi il riconoscimento di progetti ed opere di qualità architettonica o urbanistica. Tuttavia, l'articolo 7 del disegno di legge del Governo reca in merito una disciplina assai stringata, mentre il corrispondente articolo 4 del disegno di legge n. 1695 prevede una commissione composta da eminenti personalità della cultura o esperti ed individua più analiticamente i soggetti destinatari. Non solo, ma l'articolo 6 del disegno di legge n. 1695 prevede altresì contributi economici alle opere di architettura contemporanea, onde sottolineare l'esigenza che al riconoscimento faccia seguito anche un riscontro di carattere economico.
Significative differenze distinguono altresì i due disegni di legge con riferimento alla dichiarazione di particolare valore artistico delle opere di architettura contemporanea. Al riguardo, l'articolo 5 del disegno di legge n. 1695 chiarisce infatti che la dichiarazione deve essere notificata all'autore, proprietario, possessore o detentore dell'opera e trascritta nei registri immobiliari, pur senza costituire un vincolo. Più farraginosa è invece, a suo giudizio, la disciplina recata dal corrispondente articolo 6 del disegno di legge n. 2867.
Il disegno di legge dei Democratici di Sinistra - l'Ulivo prevede infine la destinazione di una quota non inferiore al 2 per cento della spesa totale per opere di costruzione o ristrutturazione di edifici pubblici all'inserimento di nuove opere d'arte, nonché detrazioni fiscali per la realizzazione di nuove opere d'arte inserite negli edifici di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazione integrale.
In conclusione, ella auspica un'attenta riflessione sulle finalità del provvedimento ed in particolare la soppressione dei riferimenti alle Infrastrutture laddove afferiscano ad aspetti di natura prettamente culturale.

Il senatore MONTICONE (Mar-DL-U) esprime preliminarmente apprezzamento per la relazione introduttiva del presidente Asciutti che ha opportunamente evidenziato le caratteristiche essenziali dei due provvedimenti, senza sottrarsi alla sottolineatura di qualche profilo critico. Personalmente, ritiene peraltro indispensabile una maggiore integrazione fra il disegno di legge del Governo e quello presentato dai Democratici di Sinistra - L'Ulivo. In particolare, osserva che il Ministero per i beni e le attività culturali dovrebbe rivestire il ruolo principale nell'attuazione della legge. Pur dovendo tener conto della funzionalità delle opere pubbliche, la valorizzazione della qualità architettonica dovrebbe infatti competere a detto Dicastero assai più che a quello delle infrastrutture, cui tutt'al più potrebbe essere attribuito un ruolo nella fase iniziale di progettazione delle opere.
Egli rileva inoltre un potenziale eccesso di burocratizzazione conseguente all'attribuzione di competenze al Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee di cui all'articolo 11 e alla Fondazione per la qualità architettonica e dell'ambiente costruito di cui all'articolo 13.
Quanto al Piano per la qualità delle costruzioni pubbliche di cui all'articolo 14, manifesta perplessità in ordine alla prevista cadenza biennale, oltre che all'indicazione annuale dei settori e progetti prioritari.
Dopo essersi associato all'obiettivo delineato dal disegno di legge n. 1695 di assegnare un riconoscimento anche economico alle opere di qualità, osserva poi che la promozione dell'alta formazione e della ricerca rientra prevalentemente nelle competenze del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sia pure evidentemente d'intesa in questo caso con i Beni culturali. Più discutibile è invece il coinvolgimento delle Infrastrutture, previsto all'articolo 10.
Nel ribadire quindi al Presidente relatore l'apprezzamento per l'ottimo lavoro di sintesi svolto conclude sollecitando nuovamente una maggiore integrazione fra le due proposte di legge in esame.

Nessun altro chiedendo di intervenire in discussione generale, il presidente relatore ASCIUTTI (FI) dichiara chiusa tale fase procedurale. Informa altresì che la replica del sottosegretario Bono - impossibilitato a partecipare alla seduta odierna per impegni istituzionali all'estero - è prevista per giovedì, alle ore 15.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.



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