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VII Commissione Senato - riunione del 5 ottobre 2004 (sistema museale della moda)
2004-10-05

(2735) Istituzione del Sistema museale della moda e del costume italiani e interventi per la formazione e la valorizzazione degli stilisti, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Garnero Santanch ed altri; Spini ed altri; Butti; Cosentino e Perrotta; Perrotta ed altri
(2812) Vittoria FRANCO ed altri. - Disposizioni per la trasformazione della Galleria del costume di Palazzo Pitti in Firenze in Museo della moda e del costume
- e petizione n. 723 ad essi attinente
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta del 28 giugno scorso.

Nel dibattito interviene la senatrice Vittoria FRANCO (DS-U), la quale stigmatizza anzitutto la scarsa attenzione della maggioranza ai temi in discussione.
Esprime poi apprezzamento per la relazione introduttiva del Presidente e per la scelta di consentire le audizioni. Da esse sono infatti emersi utili suggerimenti rispetto ad un testo oggetto di numerose critiche.
In primo luogo, stata lamentata l'eterogeneit dei contenuti del disegno di legge n. 2735, che associa istituzioni operanti in settori diversi, di natura pubblica e privata, e con tradizioni e valori assai diversi fra loro. In particolare, il disegno di legge n. 2735 non sembra idoneo a garantire la qualit del Sistema museale che intende istituire, peraltro con una significativa dispersione di risorse.
tuttavia da riconoscere, prosegue la senatrice, che l'esame del provvedimento in prima lettura presso la Camera dei deputati ha consentito di andare oltre il disegno di legge originariamente presentato, che prevedeva esclusivamente l'istituzione di un museo privato della moda con sede a Milano. Tale impostazione stata infatti opportunamente superata, in favore di quella, assai pi condivisibile, di un sistema "a rete".
Le modalit di costruzione del sistema destano tuttavia perplessit: non si rispettano infatti le vocazioni e le tradizioni dei musei e non si adottano criteri certi per la selezione delle strutture destinate a far parte della rete. Suscitano in particolare scalpore, sotto tale profilo, alcune esclusioni eccellenti cos come, dall'altro lato, forzature localistiche e campanilistiche.
Occorre dunque rimediare a tali incongruenze, individuando criteri pi rigorosi, eventualmente legati all'effettiva attivit delle strutture. Ad esempio, ella dissente dall'accesso in rete di una struttura, quale quella milanese, ancora da istituire, nonch dall'istituzione obbligatoria di un museo in ogni regione.
Con riferimento alla Galleria del costume di Firenze, ella rammenta poi l'iniziativa legislativa appositamente presentata dai senatori del Gruppo Democratici di Sinistra - L'Ulivo volta fra l'altro ad attribuire autonomia alla struttura, quale presupposto per la sua trasformazione in Fondazione.
Passando al tema delle risorse ella ne lamenta la scarsit, oltre che l'eccessiva concentrazione a beneficio di poche strutture. L'attribuzione di due terzi dello stanziamento complessivo al museo della moda di Milano rischia infatti di riportare l'intero provvedimento allo scopo del disegno di legge originario a suo tempo presentato presso la Camera dei deputati, vanificando lo sforzo da allora compiuto verso l'istituzione di un sistema "a rete".
In conclusione, sollecita un alleggerimento del testo con l'indicazione di criteri omogenei volti a valorizzare le punte di eccellenza e a razionalizzare le modalit di accesso alla rete, oltre che l'attribuzione di risorse aggiuntive per rendere efficace il sistema previsto.

Il senatore VALDITARA (AN) dichiara di condividere il linea di massima il disegno di legge n. 2735, volto a valorizzare un elemento di punta del made in Italy. Si tratta infatti, a suo giudizio, di un testo equilibrato che valorizza fra l'altro la ricerca nel settore tessile.
L'istituzione di un sistema museale "a rete" rappresenta del resto una soluzione moderna, che trae spunto anche da positive esperienze straniere. Il testo premia altres alcune citt simbolo della moda ed in tal senso giudica condivisibile l'articolo 1.
Si associa peraltro all'auspicio di non disperdere le risorse e sollecita una rapida conclusione dell'iter del provvedimento.

Il senatore FAVARO (FI) esprime condivisione per la relazione introduttiva del presidente Asciutti. Ritiene peraltro indispensabile una riflessione sull'impostazione complessiva del provvedimento che, a suo avviso, non finora riuscito a comporre le diverse esigenze in campo. Rispetto alla sede centrale, occorre del resto una razionalizzazione delle strutture sul territorio ed in tal senso il disegno di legge n. 2735 non sembra offrire una risposta idonea. N appare comprensibile perch alcune strutture siano chiamate ad entrare nella rete fin dalla sua costituzione, mentre altre potrebbero farlo solo successivamente. Al riguardo, sembrerebbe preferibile individuare fin da subito tutte le strutture chiamate a far parte della rete ovvero rinviarne l'individuazione ad una fase successiva, in corrispondenza ad un adeguato impegno economico da parte delle rispettive regioni.
Anche al fine di evitare la dispersione di denaro pubblico, sollecita conclusivamente un adeguato approfondimento.

Si associa il senatore BRIGNONE (LP), il quale manifesta perplessit sul provvedimento anche alla luce del processo di devoluzione in atto.
Pur condividendo l'obiettivo di valorizzare le espressioni artistiche e culturali, egli richiama infatti l'attenzione della Commissione sull'esigenza di non reprimere manifestazioni spontanee anche in altri ambiti territoriali, non necessariamente regionali. Il disegno di legge n. 2735 sembra invece volto pi a soffocare le istanze territoriali che a promuoverle.
Ritiene quindi indispensabili nuove audizioni, atteso che i contenuti del testo si sono nel tempo arricchiti e diversificati s da offuscarne le finalit effettive. I pregi e i difetti ne sono infatti noti, ma complessivamente esso non risulta, allo stato, maturo per l'approvazione definitiva.

Il seguito dell'esame congiunto quindi rinviato.



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