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VII Commissione Camera - seduta del 12 ottobre 2004 (legge finanziaria)
2004-10-12

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria per il 2005).
C. 5310-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-2007.
C. 5311 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2005 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 7: Stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca per l'anno 2005.

Tabella n. 14: Stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali per l'anno 2005.
(Relazione alla V Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 7 ottobre 2004.

Franca BIMBI (MARGH-U), dopo aver precisato che il suo intervento si incentrer sui settori dell'universit e della ricerca, esprime forti perplessit in ordine alle previsioni recate in proposito dai disegni di legge in titolo, ritenendo che la manovra non soddisfi le esigenze del paese in questi campi. In particolare, sottolinea che non viene data adeguata risposta all'aumento della domanda di istruzione, riguardante in special modo il sistema universitario, proveniente peraltro soprattutto da giovani appartenenti a famiglie con genitori sprovvisti di laurea, indice di una chiara aspirazione ad un miglioramento del proprio stato e a un rafforzamento dei processi di mobilit sociale. del tutto trascurata, inoltre, l'impellente necessit di potenziare gli strumenti di promozione dello sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica ai fini dell'allineamento del sistema economico italiano agli standard europei. Rileva che un efficace intervento per far fronte a tali esigenze richiederebbe investimenti di lungo termine, al fine di instaurare un trend virtuoso nello sviluppo della ricerca, come sottolineato in pi occasioni dalle organizzazioni sindacali e dai rappresentanti di Confindustria. Sarebbe altres opportuno, al fine del rilancio del settore della ricerca, prevedere adeguati incentivi di detassazione a favore delle imprese che collaborino con le universit. Occorre inoltre, a suo giudizio, acquisire una visione d'insieme del settore e promuovere un'adeguata programmazione degli interventi in materia, nella consapevolezza della stretta connessione che lega l'ambito della ricerca con il settore universitario. Uno sviluppo della ricerca eccessivamente settoriale e segmentato non appare infatti in grado di garantire la competitivit del paese.
Sottolinea con forza, pertanto, la necessit di investire nel settore dell'istruzione universitaria, considerato che l'innalzamento qualitativo delle istituzioni universitarie nazionali pregiudiziale all'arricchimento del bagaglio formativo degli studenti che potranno cos dedicarsi ad attivit di ricerca, garantendo lo sviluppo delle innovazioni tecnologiche, con conseguenti ricadute positive anche sulle condizioni di vita della popolazione. Si garantirebbe in tal modo, a suo giudizio, un reale sviluppo della competitivit e contestualmente si porrebbero in essere le condizioni atte ad incentivare il necessario approccio critico ai saperi.
Ribadendo i rilievi critici in ordine alla mancata debita attenzione, nei disegni di legge in esame, ai settori della ricerca e delle universit, stigmatizza in particolare il fatto che siano stati sostanzialmente disattesi i condivisibili obiettivi delineati in materia nel Documento di programmazione economico-finanziaria.
Lamenta il decremento delle spese previste per il sostegno dell'universit e della ricerca, nonch l'inadeguato incremento del fondo ordinario per le universit, che appare inadeguato a coprire i preannunciati aumenti stipendiali del settore universitario e a sovvenzionare la ricerca universitaria. Parimenti grave , a suo avviso, il mancato stanziamento di fondi a favore del settore dell'edilizia universitaria e di finanziamenti atti a garantire l'assunzione dei 4 mila giovani idonei interni alle universit senza presa di servizio e degli 800 idonei esterni.
Nel formulare inoltre l'auspicio che il Governo, tenendo fede ai preannunciati intenti di incentivare lo sviluppo del sistema universitario e della ricerca, provveda ad emanare tempestivamente provvedimenti tesi a garantire un piano programmatico quinquennale di investimenti, intende ribadire il suo giudizio fortemente critico nei confronti del disegno di legge, attualmente all'esame della Commissione, in materia di riordino dello stato giuridico dei professori universitari, alla luce peraltro della mancata copertura finanziaria del medesimo.
Stigmatizzata la linea politica adottata dal Governo in materia, nonostante i dichiarati intenti di investire negli importanti settori della ricerca e dell'universit, preannuncia infine l'intenzione del suo gruppo di presentare proposte emendative che, in adesione ad una logica di sostegno e incentivazione della competitivit nazionale e nel riconoscimento dell'importanza del diritto allo studio e della necessit del suo finanziamento, garantiscano adeguato sostegno a tali ambiti.

Andrea MARTELLA (DS-U) intende preliminarmente esprimere il suo giudizio di assoluta criticit in ordine al disegno di legge finanziaria, che si rivela inadeguato a risolvere i reali problemi che investono il Paese, non garantendo un rilancio del sistema produttivo ed economico nazionale.
Si assiste anzi, a suo giudizio, all'adozione di misure che aggravano la sperequazione nella distribuzione dei redditi, non sostengono adeguatamente il mondo del lavoro, ma piuttosto consolidano il controverso fenomeno della precarizzazione in esso presente e non supportano il welfare state.
Constata inoltre che, nonostante i dichiarati intenti del Governo di diminuire le tasse, invece prevista una pressione fiscale particolarmente elevata, con conseguenti ricadute negative sull'intera popolazione italiana.
Ritiene quindi che il disegno di legge finanziaria non offra prospettive al rilancio del sistema economico nazionale gravato da una pesante crisi, rilevandosi inadeguato ad affrontare e risolvere le complesse problematiche sottese all'attuale difficile congiuntura economico-sociale.
Intende altres sottolineare che il previsto tetto del 2 per cento alle spese aggrava ulteriormente la gi precaria situazione economica, con conseguenze negative sulla situazione patrimoniale degli enti locali che saranno costretti ad aumentare il carico fiscale a danno dei cittadini, per non decurtare e non privare loro dei servizi offerti dalla comunit locale.
Per quel che concerne i settori della ricerca e dell'universit, lamenta il mancato stanziamento di risorse atte a sostenerli adeguatamente, nonostante la loro preminente importanza per lo sviluppo del Paese e l'allineamento del medesimo al sistema europeo.
Constata quindi con rammarico l'estrema esiguit dello spazio riservato, nel disegno di legge finanziaria, alla formazione universitaria, con una restrizione delle risorse economiche destinate al settore, sia attraverso la generalizzazione del tetto del 2 per cento, che attraverso la drastica limitazione di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente e di ricercatori e di collaborazioni a tempo determinato, nell'ambito della ricerca e in quello della didattica.
Osserva che, malgrado il blocco delle assunzioni non sia esplicito come nelle precedenti leggi finanziarie, se si interpreta il riferimento disciplina ivi prevista contenuto nell'ultimo periodo dell'articolo 7, nel senso delle limitazioni all'incremento di fabbisogno finanziario (4 per cento per universit e 5 per cento per enti di ricerca), si cade in contraddizione con quanto stabilito all'articolo 2 del disegno di legge finanziaria per il 2005 che fissa al 2 per cento il tetto massimo di aumento.
Rileva che, qualora invece la normativa di settore fosse da intendere quella contenuta nell'articolo 3 della legge finanziaria per il 2004, si tratterebbe di limiti alle spese di personale e quindi, anche per il 2005, di blocco delle assunzioni a tempo indeterminato, che escluderebbe persino le deroghe approvate nella finanziaria 2004.
Constata poi che il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato, se unito all'attuale stato di agitazione del comparto dei ricercatori, i quali hanno stabilito che non svolgeranno attivit didattica ulteriore oltre a quella stabilita dal contratto, e alla previsione di sostanziale blocco del rinnovo dei contratti della docenza a tempo determinato, ma anche dei contratti di ricerca, se gravanti sul fondo ordinario del fondo di finanziamento dell'universit, comporter per il prossimo anno accademico enormi difficolt per le universit e, specialmente per i nuovi corsi di laurea, a sostenere l'offerta didattica.
Segnala inoltre che per il Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, malgrado il tetto di aumenti di spesa sia al 2 per cento, le previsioni di aumento del fabbisogno finanziario si limitano all'1,6 per cento. Osserva quindi che se l'aumento ammesso 999.744.000 euro, il disegno di legge finanziaria lo limita a 809.800.000 euro. Vi sono quindi, malgrado le esigenze di sviluppo del settore, circa 190 milioni di euro che non sono previsti nell'aumento del fabbisogno finanziario.
Ritenendo poi particolarmente grave la totale dimenticanza del settore della ricerca e dell'innovazione tecnologica, rileva che il Governo non risponde neanche alle sollecitazioni di Confindustria che lamenta l'inadeguata politica seguita dal medesimo in termini di sviluppo delle risorse umane e della ricerca.
Nel rimarcare i suoi rilievi critici in ordine alla discutibile linea politica adottata dal Governo in materia di formazione universitaria e ricerca, stigmatizza in particolare l'assenza di un reale disegno strategico atto a garantire l'innalzamento della qualit del sistema universitario, con conseguente scadimento e deterioramento del medesimo.
Ritiene infine opportuno ribadire la necessit di sottoporre al pi ampio approfondimento la tematica relativa alla formazione universitaria, suggerendo ancora una volta di bloccare l'iter del disegno di legge, all'attuale esame della Commissione, in materia di riordino dello stato giuridico dei docenti universitari, privo peraltro di copertura finanziaria.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.45.



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