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VII Commissione Camera - seduta del 14 ottobre 2004 (legge finanziaria)
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VII Commissione - Resoconto di gioved 14 ottobre 2004

SEDE CONSULTIVA

Gioved 14 ottobre 2004. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'universit e la ricerca Valentina Aprea.

La seduta comincia alle 14.30.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria per il 2005).
C. 5310-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-2007.
C. 5311 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2005 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 7: Stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca per l'anno 2005.

Tabella n. 14: Stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali per l'anno 2005.
(Relazione alla V Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, il 13 ottobre 2004.

Antonio RUSCONI (MARGH-U) esprime totale contrariet in ordine alla manovra finanziaria per il 2005, ritenendola inadeguata a dare concreta soluzione alle gravi problematiche che investono l'universo scolastico nazionale, stante l'estrema esiguit dei fondi ad esso destinati.
Rimarca invece la doverosit di finanziare il settore scolastico, al fine di migliorare la qualit dell'offerta formativa e contestualmente elevare lo sviluppo culturale del Paese e la sua competitivit a livello internazionale.
Sottolinea al riguardo l'importanza del consolidamento dell'alleanza tra le imprese e le istituzioni educative, nel rispetto della loro autonomia, ai fini di un rilancio effettivo del sistema economico del paese e stante la necessit di un'adeguata promozione della cultura e della ricerca. Solo in tal modo si pu garantire, a suo avviso, un innalzamento della qualit del sapere, considerata la necessit di soddisfare le esigenze e le priorit del mondo scolastico e assicurare un effettivo sviluppo delle sue potenzialit.
Constata purtroppo con rammarico che, come peraltro sottolineato anche dal vicepresidente della Confindustria e responsabile per il settore dell'education, Gianfelice Rocca, nonostante in Italia le scuole secondarie preparino giovani che si collocano sotto la media OCSE nei test internazionali di apprendimento, dalle universit esca una percentuale di laureati molto inferiore a quella degli altri Paesi sviluppati e inoltre si assista ad un notevole deficit nel settore della ricerca per un numero di brevetti, ricercatori, risorse investite, percentuale di lauree e dottorati in materie scientifiche, non previsto alcun serio investimento nel settore della scuola nelle previsioni recate dal disegno di legge finanziaria, ma piuttosto si assiste al consolidamento della discutibile politica di tagli a scapito del medesimo.
Intende altres sottolineare la gravit della situazione in atto nelle scuole italiane, nelle quali imperante il caos, causato anche dalle notevoli difficolt nell'avvio della riforma: ne sono esplicita testimonianza le trattative ferme in materia di definizione concreta della figura e delle funzioni del tutor, i molteplici ricorsi esperiti al fine di richiedere correzioni nella formazione delle graduatorie, l'esiguo numero degli insegnanti di sostegno, nonostante la presenza di numerosissimi bambini affetti da patologie necessitanti di adeguato aiuto, nonch, proprio a conferma della situazione di disagio e confusione oramai generalizzata, la proclamazione dello sciopero che avverr il 15 novembre.
Nel ricordare che il Governo aveva definito nel settembre dello scorso anno in 8 miliardi e 320 milioni di euro il piano finanziario quinquennale per sostenere l'attuazione della riforma, di cui 4 miliardi e 238 milioni accantonati nei precedenti esercizi e altri 4 miliardi e 87 milioni da stanziare nel quinquennio 2004-2008, osserva come nella finanziaria per il 2004 siano stati stanziati solo 90 milioni di euro, mentre in quella in esame non vi alcuna traccia delle promesse risorse. Ritiene quindi che sia assolutamente impossibile portare a compimento il preannunciato piano finanziario quinquennale diretta all'attuazione della riforma.
Grave poi, a suo giudizio, la riduzione dei trasferimenti destinati agli enti locali, posti cos in condizioni di notevole difficolt per l'attuazione della riforma scolastica, ai cui fini sarebbe necessaria l'individuazione di adeguate risorse per il funzionamento e i servizi di supporto delle nuove sezioni di scuola dell'infanzia, per l'attuazione dei moduli organizzativi nella scuola primaria e secondaria di primo grado, per l'edilizia scolastica, con particolare riferimento alla fornitura di nuove aule e la messa a norma degli edifici scolastici, nonch per il sostegno e l'assistenza agli alunni disabili e la prevenzione del disagio e dell'abbandono, per i libri di testo per gli alunni che si iscrivono anticipatamente alla scuola elementare e, infine, per l'educazione degli adulti.
Altro punto particolarmente problematico del disegno di legge finanziaria , a suo giudizio, la previsione recata dall'articolo 16, comma 3, che stabilisce che l'insegnamento della lingua straniera nella scuola primaria sia impartito dai medesimi docenti di classe in possesso dei requisiti richiesti ovvero previa specifica formazione, determinando di conseguenza un minore fabbisogno di docenti specialisti. Nel ritenere assolutamente discutibile che si debba obbligatoriamente sottoporre docenti, esperti in determinate discipline, ad apposita formazione per divenire insegnanti di lingua straniera, considera tale operazione particolarmente complessa e di difficile attuazione, sia per gli aspetti organizzativi della formazione, dei tempi e dei costi, sia per l'improbabile trasformazione di docenti generici e poco esperti in lingua inglese in insegnanti di lingua straniera.
Osserva poi che la riduzione dell'organico docente, prevista nel disegno di legge in titolo comporter il consolidamento della precarizzazione nell'universo scolastico, con conseguente disincentivo di giovani pi preparati ad intraprendere la carriera docente.
Nel ribadire la necessit di investire in modo serio ed adeguato nel settore scolastico, ai fini di un reale sviluppo del paese, intende infine rimarcare il suo pieno dissenso in ordine alle linee politiche del Governo in materia, improntate, a suo giudizio, ad un sostanziale disinteresse e ad una mancanza di volont di risolvere le gravi emergenze didattiche ed educative presenti in tale ambito.

Piera CAPITELLI (DS-U), intervenendo per alcune integrazioni al proprio intervento di ieri, esprime forti rilievi critici in ordine alle previsioni recate dal disegno di legge finanziaria in materia di scuola, stante l'assoluta esiguit dei fondi a questa destinati e la sua conseguente inadeguatezza a dare idonea soluzione alla situazione emergenziale in cui versano le istituzioni scolastiche italiane.
Nell'evidenziare la confusione presente nelle medesime a causa delle difficolt nell'attuazione della riforma scolastica recentemente entrata in vigore, constata come situazioni di disagio si registrino in numerosi contesti locali, a causa della mancata attuazione del tempo pieno e della difficolt, principalmente indotta dal ridotto numero dell'organico docente, di garantire la qualit e la continuit della didattica, a fronte di classi numerose, peraltro connotate dalla presenza di bambini stranieri, che invece richiederebbero maggiore attenzione didattica ed insegnamenti individualizzati.
Sottolinea inoltre la necessit di garantire adeguate forma di assistenza e di sostegno a quei bambini che, pur non essendo disabili e portatori di handicap, risultino comunque affetti da patologie mentali temporanee, che se non adeguatamente curate, potrebbero essere soggette a un grave processo di involuzione e aggravamento.
Nel constatare con rammarico come purtroppo tali problematiche non siano oggetto di adeguata attenzione da parte del Governo, le cui linee politiche appaiono, a suo giudizio, improntate ad un discutibile disinteresse in merito al settore scolastico, rileva poi l'estrema esiguit delle risorse destinate, nel disegno di legge finanziaria, al fondo per l'arricchimento dell'offerta formativa, peraltro discutibilmente volte all'attuazione della riforma scolastica, e quindi al perseguimento di finalit che esulano da quelle sue proprie.
Evidenziando infine le notevoli difficolt in cui versano gli enti locali, che, a causa della riduzione dei fondi ad essi destinati per l'attuazione della riforma, non saranno nelle condizioni di garantirne la realizzazione, stigmatizza ancora una volta il modus operandi del Governo che, nell'approntare tale riforma, lungi dal perseguire l'interesse della collettivit, ha posto in essere un'operazione puramente demagogica, priva di reali effetti positivi per il settore scolastico.

Ferdinando ADORNATO, presidente, segnala che il sottosegretario Aprea deve lasciare la seduta per motivi istituzionali, essendo chiamata a partecipare a una importante riunione della Conferenza Stato-Regioni.

Piera CAPITELLI (DS-U) esprime forte rammarico per l'impossibilit di completare il proprio intervento in presenza del competente rappresentante del Governo, riservandosi di sviluppare ulteriormente le proprie critiche alla manovra finanziaria in materia di istruzione nel corso dell'esame presso la Commissione bilancio.

Ferdinando ADORNATO, presidente, chiede se vi siano obiezioni a proseguire la seduta pur in assenza di un rappresentante del Governo.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), nell'esprimere sconcerto e rammarico per l'assenza dei rappresentanti del Governo, sottolineando come l'esame della manovra finanziaria dovrebbe costituire per tutti la pi rilevante priorit, chiede che il seguito dell'esame sia rinviato ad altra seduta.

Andrea COLASIO (MARGH-U) si associa alle considerazioni del deputato Grignaffini e chiede che sia debitamente sottolineata la gravit della situazione che si venuta a determinare.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nell'associarsi al rammarico espresso dai deputati Grignaffini e Colasio, assicura che segnaler al Governo l'esigenza di garantire la partecipazione di propri rappresentanti alle sedute della Commissione. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.15.



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