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VII Commissione Senato - seduta del 20 ottobre 2004 (ripartizione otto per mille)
2004-10-20

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª)

MERCOLEDÌ 20 OTTOBRE 2004
335ª Seduta

Presidenza del Presidente
ASCIUTTI

Intervengono i sottosegretari di Stato per i beni e le attività culturali Bono e per l'istruzione, l'università e la ricerca Maria Grazia Siliquini e Caldoro.

La seduta inizia alle ore 15,10.

IN SEDE CONSULTIVA
Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di ripartizione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF devoluta alla diretta gestione statale per l'anno 2004 (n. 412)
(Osservazioni alla 5a Commissione. Esame. Osservazioni favorevoli con rilievi)

Interviene preliminarmente il presidente ASCIUTTI, il quale richiama l'attenzione della Commissione sul fatto che il termine per l'espressione del parere sull'atto in titolo scade il 1° novembre prossimo. Poiché la prossima settimana la Commissione non sarà convocata atteso che, ricorda, una sua delegazione si recherà in Giappone nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla ricerca scientifica, osserva che qualora l'esame non si concludesse nella seduta odierna, la Commissione rischierebbe di non esprimersi affatto. La Commissione bilancio, cui compete l'esame di merito, sembra infatti orientata a concludere il proprio esame nel termine assegnato, senza richiedere la proroga ai sensi dell'articolo 139-bis, comma 2, del Regolamento.

Riferisce indi alla Commissione il senatore DELOGU (AN), il quale prende anzitutto atto che, mentre la quota dell'otto per mille dell'IRPEF devoluta allo Stato è cresciuta dal 2001 al 2003, passando da 61 milioni di euro a 101 milioni, per il 2004 essa è pari a circa 20 milioni di euro. Si tratta di una considerevole riduzione che, prosegue il relatore, è stata imposta dall'articolo 2, comma 69, della legge n. 350 del 2003 (legge finanziaria per il 2004) che ha disposto una riduzione della quota dell'otto per mille pari a 80 milioni di euro annui, a decorrere dal 2004.
Entrando poi nel merito del riparto, egli rileva che per gli interventi relativi alla conservazione dei beni culturali vengono ora destinati circa 14 milioni di euro, un ammontare pari a circa un quarto del finanziamento disposto per lo scorso anno.
Quanto alle modalità con cui il Governo ha proceduto al riparto, ricorda conclusivamente il criterio di equa ripartizione sul territorio nazionale, suddiviso per macro aree, nonché il rispetto delle priorità indicate dal Ministero per i beni e le attività culturali.

Si apre il dibattito.

Il senatore D'ANDREA (Mar-DL-U) lamenta anzitutto che la documentazione allegata allo schema di riparto risulta indadeguata, non consentendo di valutare le ragioni che hanno condotto alla selezione di determinati interventi, a danno di altri.
Risulta persino difficile verificare l'effettivo rapporto tra il numero delle domande presentate e quelle ammesse al finanziamento, anche all'interno dello stesso territorio di riferimento.
Egli stigmatizza poi che, nell'ambito della stessa macro area, vi sia spesso una eccessiva concentrazione di risorse assegnate a taluni comuni, senza un'adeguata distribuzione territoriale. Egli giudica, in particolare, singolare la scelta di ammettere al finanziamento una molteplicità di interventi a beneficio del medesimo comune, destinando al contempo ben poche risorse per altre realtà. In proposito cita l'esempio del comune di Matera, al quale viene assegnato un finanziamento estremamente esiguo (pari a circa 60.000 euro), che non tiene certamente conto neanche della realtà demografica, che richiederebbe maggiori stanziamenti.
Né dalla documentazione fornita è possibile risalire alle ragioni per le quali ad interventi complessivamente analoghi vengano assegnate risorse assai differenti.
Quanto poi al rispetto del criterio secondo cui si sarebbe dovuto dare priorità agli interventi già finanziati, al fine di assicurare il loro completamento, egli critica la circostanza che in molti casi esso non trova applicazione.
Per le considerazioni appena svolte, il senatore ritiene di non poter esprimere un parere favorevole sull'atto in titolo, sottolineando l'esigenza che si giunga quanto prima ad una revisione delle modalità con cui viene condotta la selezione degli interventi. Se del resto non è possibile inserire la ripartizione nell'ambito di una vera e propria filosofia progettuale, dovendo applicare il solo criterio di ripartizione territoriale, a suo avviso, tanto varrebbe procedere direttamente alla distribuzione delle risorse alle regioni.

Il senatore BRIGNONE (LP) ricorda anzitutto le richieste, sostenute nel corso della passata legislatura, di maggiore trasparenza nell'erogazione e nella distribuzione dei fondi, di assegnazioni non ripetibili nel tempo e di maggiore diffusione della conoscenza dello strumento finanziario, affinché non fossero solo gli esperti a trarne vantaggio.
Ricorda inoltre che il decreto del Presidente della Repubblica n. 76 del 1998, come modificato dall'ulteriore decreto n. 250 del 2002, ha previsto che la ripartizione delle risorse avvenisse sulla base delle macro aree, che tuttavia, egli prosegue, prescindendo da una effettiva distribuzione del patrimonio culturale, privilegia talune realtà territoriali, a danno di altre.
Egli ribadisce indi l'opportunità di riporre maggiore attenzione alla diffusione dello strumento ed in particolare delle modalità richieste per l'ottenimento del finanziamento, come conferma la circostanza che molte domande sono state escluse per il mancato rispetto di requisiti basilari.
In considerazione del cospicuo volume di domande, a fronte di risorse disponibili sempre più esigue, il senatore ritiene imprescindibile un effettivo ripensamento delle modalità con le quali si procede alla ripartizione dello stanziamento, atteso che altrimenti si rischia di ingenerare nelle stesse realtà locali eccessive speranze, che poi vengono disattese.
A tal fine, potrebbe peraltro essere presa in considerazione la stessa proposta di affidare direttamente alle regioni i finanziamenti dell'otto per mille.
Ferme restando le perplessità indicate, conclusivamente egli preannuncia comunque il voto favorevole sull'atto in titolo, sia per disciplina di maggioranza, sia perché non si può certo disconoscere che gli interventi individuati dallo schema di riparto siano meritevoli del sostegno finanziario.

La senatrice ACCIARINI (DS-U), dopo aver stigmatizzato la scarsa partecipazione del Governo ai lavori della Commissione, esprime - a nome del proprio Gruppo - forti perplessità sull'atto in titolo.
Stigmatizza in particolare la qualità della documentazione ministeriale allegata allo schema di riparto, rilevando l'assenza di un minimo di elaborazione che consenta di verificare l'applicazione dei criteri adottati.
La mancanza di una documentazione idonea risulta - a suo avviso - tanto più grave in considerazione della ristretta tempistica a disposizione della Commissione per la conclusione dell'esame dell'atto in titolo.
Senza entrare nel merito dei singoli interventi ammessi al finanziamento, ella sottolinea che le ridotte disponibilità rendono ancor più urgente procedere all'individuazione di criteri che consentano di selezionare le iniziative in modo oculato.
Conclude chiedendo che non si proceda alla conclusione dell'esame in titolo nell'odierna seduta, attesa l'opportunità di un ulteriore approfondimento.

Il senatore MONTICONE (Mar-DL-U) , nel convenire con l'opportunità di procedere ad una verifica radicale delle modalità con cui si procede all'assegnazione delle risorse, ritiene indispensabile che in sede finanziaria si proceda ad una revisione dell'articolo 2, comma 69, della legge n. 350 del 2003, con cui è stata ridotta di oltre 80 milioni di euro annui, a decorrere dal 2004, la quota dell'otto per mille.
Con riferimento alla ripartizione fra i diversi settori di intervento, egli auspica che si proceda ad una concentrazione delle risorse soprattutto con riferimento agli interventi per la conservazione dei beni culturali e alle iniziative per interventi umanitari. In proposito, nel rilevare che gli interventi relativi alle calamità naturali sono già oggetto di una legislazione specifica, richiama l'attenzione sull'opportunità di assicurare maggiori risorse al settore dei beni culturali, anche in considerazione dell'esigenza di sostenere la conservazione dell'ingente patrimonio posseduto dalla Chiesa cattolica e dagli altri culti.
Con riferimento poi agli interventi umanitari, egli stigmatizza che molte domande siano state respinte per ragioni meramente burocratiche, basate sul mancato rispetto dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 76 del 1998. Ritiene infatti singolare che vengano ammesse solo iniziative finalizzate al rifornimento alimentare, mentre non viene presa in considerazione l'importante attività dei centri nutrizionali, centrale nella lotta alla fame nel mondo.
Quanto alla ventilata ipotesi di demandare alle regioni la ripartizione della quota dell'otto per mille, egli ritiene che si tratti di una soluzione non condivisibile, atteso che essa finirebbe con l'aggravare gli squilibri territoriali a livello nazionale.
Avviandosi a concludere, egli richiama l'opportunità di una pianificazione degli interventi, da porre alla base della selezione degli interventi stessi, che sia strettamente connessa ai principi contenuti nel Codice dei beni culturali. In questo modo, egli avverte, sarebbe così possibile correlare gli interventi finanziati alla loro effettiva rilevanza sulla base di quanto disposto dal Codice.

Poiché nessun altro senatore chiede di intervenire nella discussione generale, il PRESIDENTE dichiara chiusa tale fase procedurale.

In sede di replica il relatore DELOGU (AN), dopo aver sottolineato l'oggettiva difficoltà di operare un'adeguata selezione delle sempre maggiori domande, a fronte di minori risorse, illustra uno schema di osservazioni favorevoli con rilievi (allegato al presente resoconto).

Per dichiarazione di voto di astensione, a nome del suo Gruppo, interviene la senatrice ACCIARINI(DS-U), la quale oltre a stigmatizzare la criticità della situazione, giudica insoddisfacente lo schema di parere formulato dal relatore che si limita ad auspicare maggiori risorse per il futuro, senza così prefigurare alcuna soluzione per il presente.

Dopo che il PRESIDENTE ha accertato la presenza del numero legale ai sensi dell'articolo 30, comma 2, del Regolamento, la Commissione approva lo schema di osservazioni favorevoli con rilievi del relatore.


SCHEMA DI OSSERVAZIONI PREDISPOSTO DAL RELATORE ED APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO N. 412

"La Commissione,

esaminato lo schema di decreto ministeriale in titolo,


preso atto della sensibilissima decurtazione apportata dalla legge n. 350 del 2003, all'articolo 2, comma 69, che ha disposto la riduzione di 80 milioni di euro a decorrere dall'anno 2004 della quota dell'otto per mille destinata allo Stato,


considerato che

in applicazione della legge su richiamata i fondi assegnati alla conservazione dei beni culturali sono passati dai 62 milioni di euro dello scorso anno ai 14 milioni di quest'anno,

conseguentemente la difficoltà di individuare con assoluta oggettività le domande meritevoli di accoglimento è cresciuta in quanto è diminuita la differenza tra le domande accolte e quelle respinte,


esprime osservazioni favorevoli con i seguenti rilievi:

1. si auspica che per il futuro le risorse complessivamente disponibili possano risultare di maggiore entità onde sia meno incisiva la riduzione determinata dalla legge n. 350 del 2003;
2. si auspica inoltre che per la selezione delle istanze da ammettere al contributo vengono individuati criteri improntati a maggiore oggettività, prevedendo anche un più incisivo coinvolgimento degli enti locali;
3. si segnala infine che ancora una volta molte delle istanze escluse dal contributo appaiono meritevoli di concreta valutazione e si auspica quindi che vengano individuate ulteriori fonti di finanziamento da destinare alla conservazione dei beni culturali."



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