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Delega al Governo per il riordino della legislazione in materia ambientale. C. 1798-D
2004-10-28

CAMERA DEI DEPUTATI - XIV LEGISLATURA
Resoconto della VIII Commissione permanente
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)


Governo, approvato dalla Camera, modificato dal Senato, nuovamente modificato dalla Camera e nuovamente modificato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 27 ottobre 2004.

Michele VIANELLO (DS-U) manifesta forti perplessit sul merito del provvedimento in esame, che giudica addirittura peggiorato ad un anno di distanza dal precedente esame da parte della Camera dei deputati. Ritiene infatti che la maggioranza insista pervicacemente nell'approvazione del provvedimento soprattutto al fine di approvare le disposizioni di diretta applicazione, contenute nella seconda parte del testo, che introducono, in realt, norme contrarie alle finalit di tutela dell'ambiente, oltre che permissive sul versante della prevenzione degli abusi e dei reati ambientali. In previsione di un confronto deciso, su tale punto di fondo, tra la maggioranza e l'opposizione, osserva che il provvedimento generer confusione e un indebolimento della legislazione attualmente in vigore. Ritiene, a tal proposito, emblematica la vicenda relativa alla definizione della nozione di rifiuto, che vede l'Italia in evidente controtendenza rispetto alle autorit comunitarie ed agli altri Paesi dell'Unione europea.
Ricorda quindi le recenti dichiarazioni, peraltro gi richiamate in interventi svolti in precedenti sedute, del Capo di gabinetto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, che si di recente espresso in favore di una logica definita prestazionale nella gestione del ciclo dei rifiuti, rispetto alla logica prescrittiva, contenuta nel cosiddetto decreto Ronchi. Senza indugiare sul fatto che tale posizione non sorprende affatto, essendo espressa da un soggetto che proviene da una nota societ privata attiva nel settore dei rifiuti, osserva, pi in generale, che il riordino della materia ambientale rappresenta




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la nuova frontiera di sviluppo per il Paese e non un fattore di freno o di intralcio. Le posizioni sinora sostenute dall'attuale Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio sul tema del Protocollo di Kyoto, in aperto contrasto con quelle dei ministri dell'ambiente degli altri Paesi dell'Unione europea, avevano per presupposto la mancata adesione della Russia al medesimo Protocollo. La recente ratifica da parte della Duma russa ha tuttavia modificato lo scenario e impone adesso un riflessione sul versante del mercato delle emissioni, considerato che, allo stato attuale, l'Italia, analogamente alla Russia, non nelle condizioni di figurare tra i venditori di quote di emissione. Tale situazione non pu, a suo avviso, meravigliare, se si considera il favore dei vertici dirigenziali dell'ENEL alla conversione delle centrali in impianti a carbone.
Per quanto riguarda inoltre la questione, spesso strumentalizzata, dell'energia nucleare, ribadisce che la Germania ha annunciato di volerne terminare la produzione entro il 2020 e che altri Paesi, tra cui la Francia e la Gran Bretagna, hanno stabilito analoghe priorit. Ritiene quindi che le polemiche su questo specifico tema siano in realt mirate a celare le scelte sbagliate di questi ultimi anni. Ricordando, tra i punti di criticit, il giudizio negativo da parte dell'Unione europea circa la previsione, contenuta nella cosiddetta legge obiettivo, della valutazione di impatto ambientale sul progetto non definitivo, sottolinea che il disegno di legge in esame dispone una delega legislativa contenente disposizioni anomale, come quella che riguarda la diffida da parte di un direttore generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio nei confronti di un comune, per la demolizione di un cosiddetto ecomostro.
Sottolinea infine che le norme introdotte dal Senato impongono, in questa fase, un esame volto ad aggiornare gli aspetti del provvedimento relativi alla copertura finanziaria, nonch ad attenuare i gravi principi che sono stati introdotti, in modo surrettizio, nell'ordinamento e che, di certo, si estenderanno ad un periodo ulteriore rispetto alla data prevista del 30 settembre 2004. Sottolineando l'ulteriore contrasto tra il disegno di legge in titolo e il contemporaneo esame da parte dell'Assemblea del nuovo articolo 9 della Costituzione, ritiene la situazione test descritta particolarmente grave, anche alla luce della presunta contrariet del Ministro Matteoli a provvedimenti di sanatoria edilizia.

Ermete REALACCI (MARGH-U), condividendo le osservazioni del deputato Vianello, ritiene opportuno aggiungere ulteriori considerazioni che potrebbero consentire di realizzare un risultato positivo, anche nella prospettiva della probabile questione di fiducia che il Governo sar costretto a porre sul testo in esame, per evitare problemi di coesione della propria maggioranza. A suo giudizio, infatti, la delega legislativa avrebbe dovuto essere pi limitata e fondata sulla distinzione tra parti della legislazione vigente da rivedere ex novo e parti da modificare solo parzialmente. Ritiene, inoltre, che la delega realizzi un vero esproprio delle funzioni del Parlamento su questioni molto delicate e di notevole impatto economico, come, ad esempio, la gestione del ciclo dei rifiuti che, a suo avviso, poteva essere adeguatamente disciplinata ricorrendo a interventi mirati, anche tramite appositi strumenti regolamentari. La delega legislativa, infatti, sortisce, tra i diversi effetti, anche quello di rendere meno trasparente il processo decisionale, con il conseguente rischio di ingresso in tale processo di interessi settoriali. Osserva che una possibile lettura del testo in esame da ricondurre alle norme di diretta applicazione, che dispongono una sanatoria edilizia per opere realizzate all'interno di aree protette. Si tratta di un intervento che svela la cultura dell'attuale Governo sui temi dell'ambiente e che contiene un messaggio di portata particolarmente grave. Facendo riferimento ad episodi e segnali di questi giorni, che alludono all'aggiramento delle norme, attualmente in vigore, di contrasto al fenomeno dell'abusivismo, rileva che, sulla base del clima di tolleranza che si




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orami consolidato, stato indebolito il principio di legalit, come dimostrato anche dalle recenti vicende della Regione Sicilia: il provvedimento in esame rappresenta pertanto la cifra del rapporto tra l'attuale Governo e le questioni ambientali.
Sottolinea quindi che il condono edilizio previsto dalla manovra finanziaria per il 2004 ha prodotto, secondo le dichiarazioni degli stessi rappresentanti dei Governo, introiti decisamente inferiori alle previsioni, con evidenti conseguenze sullo stato dei conti pubblici. Allo stesso tempo, le misure di sanatoria hanno incrementato in modo esponenziale la commissione di abusi, malgrado le dichiarazioni del Ministro dei beni e delle attivit culturali, che aveva espresso forte contrariet rispetto all'ulteriore provvedimento di sanatoria approvato dalla Camera e che, al termine dell'esame del Senato, ha visto, di fatto, disattese le proprie entusiastiche professioni di ottimismo. In relazione a tali gravi segnali, ritiene che l'esame presso la Commissione possa rappresentare l'occasione per introdurre una interpretazione restrittiva delle norme, test approvate dall'altro ramo del Parlamento, sciogliendo dubbi e affermazioni non veritiere rispetto agli effetti delle stesse. Potrebbe, a tale scopo, essere valutata l'approvazione di un ordine del giorno in Assemblea, volto ad orientare chiaramente l'interpretazione delle norme ed a vincolarne l'attuazione al rispetto di specifici criteri.
In conclusione, sottolinea come il Paese abbia bisogno di segnali di segno opposto rispetto a quelli finora lanciati dal Governo, rilevando la necessit di un impegno pi sollecito per la lotta agli abusi edilizi, che non si limiti a casi esponenziali, quale quello di Punta Perotti.

Fabrizio VIGNI (DS-U) ricorda che i gruppi di opposizione, fin dall'inizio dell'esame parlamentare del provvedimento in titolo, hanno denunciato la situazione di paralisi nella quale si sarebbe trovato il Parlamento a seguito della presentazione del disegno di legge in esame, unitamente all'incertezza che ne sarebbe derivata nella materia della legislazione ambientale. Ritiene infatti che la delega, ampia e generica, che il Parlamento conferir al Governo, avr come effetto non solo l'esautoramento dell'istituzione parlamentare, ma anche l'attribuzione al Governo di un potere discrezionale senza precedenti. Ricordando le dichiarazioni del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio in occasione di una precedente seduta sulla composizione della prevista commissione di ventiquattro esperti, ritiene inappropriato affidare a rappresentanti di categorie produttive ed a soggetti privati la redazione di testi legislativi, che rientrano a pieno titolo nelle competenze del Parlamento.
Osserva quindi che, a suo giudizio, la delega legislativa comporter un arretramento e non una semplificazione rispetto alla normativa vigente. In particolare, ritiene che tale arretramento si evidenzi in modo drammatico nelle disposizioni contenute ai commi 36 e 37 del disegno di legge, i quali configurano un vero e proprio condono edilizio in aree del Paese ad alto valore paesaggistico e di rilevo essenziale per l'identit dell'Italia. Ad aggravare gli effetti della sanatoria, si aggiunge la totale assenza di limitazioni volumetriche per le opere realizzate in assenza di concessione, cos come la mancata indicazione di misure di salvaguardia. Si dichiara, pertanto, fortemente preoccupato per il carattere discrezionale della valutazione di compatibilit paesaggistica delle opere realizzate senza autorizzazione, ricordando le obiezioni sollevate in passato dall'attuale Ministro dei beni e delle attivit culturali nei confronti di questo tipo di interventi.
Segnala inoltre la questione dell'eliminazione dal testo delle norme, condivise dai gruppi di maggioranza e di opposizione della Camera dei deputati, sulle garanzie di tutela della concorrenza negli appalti per la gestione dei servizi pubblici. Preannunziando pertanto la presentazione di proposte emendative volte a reintrodurre tali norme, ricorda che si tratta di disposizioni fortemente sostenute dal mondo imprenditoriale, che risolvono anche significative anomalie presenti in alcune




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realt territoriali. Ritiene infine poco corretto, dal punto di vista contabile, che il provvedimento contenga norme di copertura finanziaria a valere sull'anno finanziario 2003, sebbene la Camera possa approvare il provvedimento, al pi presto, alla fine dell'anno 2004, al termine della sessione di bilancio. Assicura dunque che i deputati del suo gruppo porranno con forza tale questione nelle sedi competenti e, in particolare, presso la V Commissione (Bilancio).

Francesco STRADELLA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare del disegno di legge in titolo.

Adriano PAROLI (FI), relatore, nel riservarsi di approfondire ulteriormente i contenuti specifici del provvedimento in occasione dell'esame degli emendamenti che saranno presentati, sottolinea come non si possa sostenere che il Governo non abbia rispettato le decisioni ed i tempi del lavoro parlamentare. Ritiene infatti di non poter condividere il giudizio dei deputati dei gruppi di opposizione, che si basa esclusivamente sulla considerazione che vi sarebbero Governi che possono legittimamente esercitare deleghe in materia ambientale e Governi che, al contrario, non avrebbero sufficiente cultura istituzionale per farlo. Pi che di giudizi, si tratta, a suo avviso, di posizioni di mero pregiudizio, che non intendono neanche dare la possibilit di verificare gli atti concreti o i risultati ottenuti.
Precisa, inoltre, che il confronto presso la Commissione potr essere corretto soltanto se sar chiarito l'equivoco, avvalorato dalle fuorvianti indicazioni sinora apparse sugli organi di informazione, circa la presunta equiparazione delle aree vincolate alle aree non edificabili. Sottolinea, infatti, che la finalit dei commi introdotti dal Senato quella di estinguere un reato penale in tutti quei casi in cui sia stata gi emanata la concessione amministrativa in sanatoria, facendo peraltro presente che tale atto amministrativo costituisce l'esito di un procedimento particolarmente complesso, nel quale sono coinvolte le Regioni e le Soprintendenze, e che riguarda i casi in cui le opere abusive sono state realizzate in zone vincolate, ma edificabili, ma senza che vi sia stata, tuttavia, una preventiva autorizzazione.
In conclusione, anche in considerazione del consenso all'approvazione del testo in esame gi manifestato da numerose amministrazioni locali, appartenenti all'intero arco delle forze politiche rappresentate in Parlamento, auspica che la questione possa essere affrontata dalla Commissione in modo pacato e, soprattutto, fondato sui contenuti.

Il sottosegretario Roberto TORTOLI, nel riservarsi di svolgere, anche nella successiva fase di esame degli emendamenti, ulteriori considerazioni sui principali elementi emersi, intende sottolineare la piena condivisione rispetto alle valutazioni formulate dal relatore. Inoltre, con riferimento ad alcune polemiche sollevate da parte di diversi deputati dei gruppi di opposizione, rileva che, mentre la prima parte del provvedimento, contenente le norme di delega legislativa, rappresenta il risultato di un'iniziativa fortemente voluta dal Governo, la seconda parte stata invece introdotta, in misura pressoch integrale, dal Parlamento, il quale ha sempre potuto contare sul rispetto e sulla disponibilit del Governo, sia in occasione dell'esame in Commissione, sia in quello presso l'Assemblea. Osserva infine come, anche in relazione alle disposizioni di delega, il Parlamento abbia avuto un ruolo determinante, tanto da vedere rafforzato il proprio ruolo consultivo nella fase di approvazione della delega.

Francesco STRADELLA, presidente, nel comunicare che la Conferenza dei presidenti di gruppo, nella riunione di ieri, ha stabilito di inserire il provvedimento in esame nel calendario dei lavori dell'Assemblea a partire da luned 22 novembre 2004, ricorda che il termine per la presentazione di emendamenti al disegno di legge n. 1798-D viene in scadenza alle ore 12 di domani.




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Avverte altres che, nell'eventualit della convocazione di una seduta della Commissione per la prossima settimana, si convenuto, anche a seguito di intese informali intercorse tra i gruppi, di svolgere nella predetta seduta la sola illustrazione del complesso degli emendamenti presentati, senza procedere alle relative votazioni, che avranno invece inizio a partire dalla settimana successiva.
Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 9.55.

Sito ufficiale della Camera


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