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II Commissione - Resoconto del 12 novembre 2004 (Delega al Governo per il riordino della legislazione in materia ambientale. C. 1798-D)
2004-11-12

II Commissione - Resoconto di venerd 12 novembre 2004

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Venerd 12 novembre 2004.


L'ufficio di presidenza si riunito dalle 14.10 alle 14.20.


SEDE CONSULTIVA

Venerd 12 novembre 2004. - Presidenza del vicepresidente Nino MORMINO.

La seduta comincia alle 14.20.


ITER: approvato dalla Camera, modificato dal Senato, nuovamente modificato dalla Camera e nuovamente modificato dal Senato.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Nino MORMINO, presidente, in sostituzione del relatore impossibilitato ad intervenire alla seduta odierna, rileva che il disegno di legge in oggetto torna in terza lettura alla Camera in seguito alle modifiche apportate durante l'esame al Senato.
Per quanto di interesse della Commissione Giustizia, evidenzia il comma 36, che reca modifiche al decreto legislativo n. 42 del 2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, nella parte riguardante la disciplina sanzionatoria per la violazione delle norme a tutela del paesaggio. In particolare, la novella riguarda gli articoli 167 e 181, riguardanti rispettivamente l'ordine di rimessione in pristino e le sanzioni penali.
All'articolo 167 vengono apportate due modifiche volte a rendere pi stringente la disciplina della demolizione e rimessione in pristino.
Si introduce infatti il potere sostitutivo del direttore regionale qualora l'autorit amministrativa preposta alla tutela del
paesaggio (la regione), che abbia rivolto al trasgressore l'ordine di rimessione in pristino, non provveda d'ufficio.
Si introduce una procedura nuova secondo cui, o su richiesta della stessa autorit amministrativa preposta alla tutela del paesaggio, ovvero d'ufficio - decorsi 180 giorni dall'accertamento dell'illecito e previa diffida alla suddetta autorit a provvedervi entro i successivi trenta giorni - il direttore regionale competente procede alla demolizione.

Viene poi modificato il comma 4 dell'articolo 167 introducendo una normativa pi dettagliata in merito alla utilizzazione delle somme riscosse in applicazione della disciplina sanzionatoria recata dallo stesso comma 1 dell'articolo 167.
Con la lettera c) del comma 36 vengono poi apportate modifiche all'articolo 181 del codice dei beni culturali.
L'articolo 181, composto da due commi, sanziona al primo comma le opere eseguite in assenza di autorizzazione paesaggistica o in difformit da essa, limitandosi ad effettuare un rinvio alle sanzioni penali con cui vengono puniti i cosiddetti abusi edilizi ai sensi dell'articolo 20 della legge 28 febbraio 1985, n. 47.
Il comma 2 mantiene in vigore la sanzione accessoria di condanna alla rimessione in pristino a spese del soggetto ritenuto colpevole.

La lettera c) del comma 36, introduce nell'articolo 181, dopo il primo, quattro nuovi commi rivedendo la disciplina delle sanzioni penali secondo tre principi: l'inasprimento della sanzione penale per alcune (nuove) fattispecie di violazioni pi gravi; la depenalizzazione di alcune fattispecie meno gravi previo accertamento di compatibilit paesaggistica; e l'estinzione del reato a seguito della rimessione in pristino.
In particolare con il comma 1-bis si crea una nuova fattispecie di violazioni pi gravi, per le quali si dispone la pena della reclusione da uno a quattro anni (in luogo dell'arresto fino a due anni che rappresenta, secondo la normativa vigente, la sanzione detentiva massima).

Si configura tale fattispecie di violazione paesaggistica grave nei casi in cui i lavori (eseguiti in assenza o di autorizzazione o in difformit da essa) siano eseguiti su immobili od aree di notevole interesse pubblico che, ai sensi dell'articolo 136, per le loro caratteristiche paesaggistiche siano stati dichiarati come tali con apposito provvedimento emanato in epoca antecedente alla realizzazione dei lavori ovvero siano eseguiti su immobili od aree tutelati ex lege ai sensi dell'articolo 142 e abbiano comportato un aumento dei manufatti superiore al trenta per cento della volumetria della costruzione originaria o, in alternativa, un ampliamento della medesima superiore a settecentocinquanta metri cubi, ovvero ancora abbiano comportato una nuova costruzione con una volumetria superiore ai mille metri cubi.


Con il comma 1-ter vengono previste alcune ipotesi di esclusione dall'applicazione delle sanzioni penali, ferme restando - comunque - le sanzioni amministrative (indennit pecuniaria o ordine di rimessione in pristino).
Queste esclusioni presuppongono comunque il previo accertamento di compatibilit paesaggistica (disciplinato dal successivo comma 1-quater) e riguardano i lavori, realizzati in assenza o difformit dall'autorizzazione paesaggistica, che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati; i lavori realizzati con l'impiego di materiali in difformit all'autorizzazione paesaggistica ed i lavori configurabili quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia.
Il comma 1-quinquies prevede che il reato di cui al comma 1 dell'articolo 181 sia estinto qualora intervenga la rimessione in pristino delle aree o degli immobili soggetti a vincoli paesaggistici, da parte del trasgressore, prima che venga disposta d'ufficio dall'autorit amministrativa, e comunque prima che intervenga la condanna.




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Pag. 11

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I commi 37-39 invece dispongono l'estinzione del reato di cui all'articolo 181 per i lavori compiuti su beni paesaggistici - senza autorizzazione o in difformit da essa - prima della data del 30 settembre 2004 (previo pagamento di una sanzione pecuniaria e accertamento di compatibilit paesaggistica) (comma 37); disciplinano l'utilizzo delle somme riscosse (comma 38); regolano la procedura per l'accertamento di compatibilit ambientale (comma 39).
Pi in particolare, il comma 37 prevede l'estinzione del reato di cui all'articolo 181 del decreto legislativo n. 42 del 2004 a due condizioni: la compatibilit dell'intervento con gli strumenti di pianificazione paesaggistica, sotto il profilo sia delle tipologie edilizie che dei materiali utilizzati; il pagamento di una doppia sanzione pecuniaria (risultante dalla somma della sanzione gi prevista dall'articolo 167, comma 1, del codice, maggiorata da un terzo alla met, e di una sanzione pecuniaria aggiuntiva).
Il comma 38 reca disposizioni in merito all'utilizzo delle somme riscosse per effetto del pagamento delle sanzioni pecuniarie introdotte dalla lettera b) del precedente comma 37.
Il comma 39 reca le norme di carattere procedurale relative all'accertamento di compatibilit paesaggistica. La norme prevede, inoltre, il parere obbligatorio della soprintendenza.
I commi 37-39 si mostrano di particolare interesse per la Commissione Giustizia anche in quanto disciplinano il condono paesaggistico, la cui domanda previsto possa essere presentata entro il 31 gennaio 2005.
In via preliminare bisogna sottolineare, anche in ordine al possibile intreccio con la disciplina del condono edilizio, che il condono edilizio prevede la condonabilit anche degli abusi edilizi compiuti su aree vincolate, ma sottopone tali effetti al sussistere di particolari condizioni.
Occorre considerare, in proposito, le esclusioni dal condono previste dalla lettera d) del comma 27 dell'articolo 32 del decreto legge n. 269 e dall'articolo 33 della legge n. 47 del 1985 (richiamato dallo stesso articolo 32). Si tratta sostanzialmente della non condonabilit delle opere edilizie realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici, nonch dei parchi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali qualora istituiti prima della esecuzione di dette opere, in assenza o in difformit del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici (cio non conformi alle norme e prescrizioni urbanistiche locali).
Il condono paesaggistico di cui ai commi 37-39 della delega in esame, prevede che il condono riguarda lavori di qualsiasi genere su beni paesaggistici (articolo 181 del codice dei beni culturali e ambientali), quindi anche lavori che non hanno modificato costruzioni esistenti o realizzato nuove costruzioni.
Il condono paesaggistico in commento pu poi riguardare anche opere eseguite fra il 31 marzo 2003 e il 30 settembre 2004; sana i soli profili aventi rilievo penale, lasciando impregiudicata l'applicazione delle sanzioni amministrative e sembra essere esteso all'intera categoria degli immobili e delle aree sottoposte a vincolo.
Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.


La seduta termina alle 14.25.



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