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VIII Commissione, resoconto del 16 novembre 2004 (Delega al Governo per il riordino della legislazione in materia ambientale. C. 1798-D)
2004-11-16

Resoconto della VIII Commissione permanente
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)


La Commissione prosegue l'esame, rinviato l'11 novembre 2004.

Pietro ARMANI, presidente, ricorda che la Commissione ha esaminato, da ultimo, l'emendamento Vendola 1.17.

La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Vianello 1.18 e Lion 1.19.

Fabrizio VIGNI (DS-U) illustra le finalit dell'emendamento Lion 1.20, di cui raccomanda l'approvazione, sottolineando come tale emendamento sia volto ad introdurre un esplicito riferimento all'ordinaria procedura di demolizione degli abusi, stabilita dal testo unico in materia edilizia.

Donato PIGLIONICA (DS-U), intervenendo per una precisazione, fa presente che la vicenda relativa alla demolizione dell'immobile di Punta Perotti ha avuto una definitiva evoluzione nel senso del pignoramento dell'opera e, quindi, di una sua indisponibilit rispetto ad iniziative di carattere legale volte a modificarne lo stato. Risultano, peraltro, in corso trattative tra la propriet di Punta Perotti e le autorit pubbliche competenti, che rendono particolarmente inadeguato un intervento di tipo legislativo come quello proposto dal provvedimento in esame.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Vigni 1.20, Realacci 1.21 e Pappaterra 1.22.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Vendola 1.23 e 1.24; si intende che vi abbia rinunciato.

Fabrizio VIGNI (DS-U) illustra i contenuti dell'emendamento Lion 1.25, di cui auspica l'approvazione, precisando che, rispetto a quanto osservato dal deputato Parolo in occasione della precedente seduta, la situazione delle disposizioni di sanatoria edilizia radicalmente mutata rispetto a quando la Commissione discusse il provvedimento nella precedente lettura della Camera dei deputati.

Antonio BARBIERI (FI), interrompendo il deputato Vigni, osserva che, rispetto alle finalit del disegno di legge, non appare corretto parlare di sanatoria in senso stretto, considerato che le singole disposizioni non precludono una revisione successiva del provvedimento di autorizzazione in sanatoria da parte delle autorit competenti, che comporti l'eventuale demolizione degli edificati.

Fabrizio VIGNI (DS-U) ribadisce le proprie considerazioni rispetto alle reali finalit ed ai concreti effetti del provvedimento in esame, ritenendo, peraltro, che tali considerazioni siano facilmente dimostrabili, anche sul piano documentale.

La Commissione respinge quindi l'emendamento Lion 1.25.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Vendola 1.26; si intende che vi abbia rinunciato.

La Commissione respinge quindi l'emendamento Lion 1.27.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Vendola 1.28, 1.29 e 1.30; si intende che vi abbia rinunciato.

La Commissione respinge l'emendamento Realacci 1.31.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Vendola 1.32; si intende che vi abbia rinunciato.




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La Commissione respinge l'emendamento Vigni 1.33.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Vendola 1.34; si intende che vi abbia rinunciato.

Fabrizio VIGNI (DS-U) dichiara di sottoscrivere gli emendamenti Vendola 1.35 e 1.36, di cui raccomanda l'approvazione. In particolare, segnala che l'emendamento Vendola 1.35 attiene alle modalit di utilizzo delle risorse finanziarie derivanti dall'applicazione delle norme in materia di sanatoria edilizia, mirando ad evitare che tali risorse siano destinate alla rimessione in pristino delle opere: tale obiettivo, infatti, dovrebbe essere posto a carico di chi ha realizzato i lavori abusivi senza autorizzazione.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Vendola 1.35 e 1.36, e gli emendamenti Lion 1.37 e 1.38.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Vendola 1.39, 1.40, 1.41 e 1.42; si intende che vi abbia rinunciato.

Donato PIGLIONICA (DS-U) osserva che le modifiche subite dal disegno di legge, in occasione delle diverse fasi di esame parlamentare, consentono di prendere atto di un progressivo allentamento delle misure di tutela del territorio e di lotta contro il fenomeno dell'abusivismo edilizio, favorito in modo esplicito da parte della maggioranza parlamentare.

La Commissione respinge l'emendamento Vigni 1.43.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Vendola 1.44 e 1.45; si intende che vi abbia rinunciato.

La Commissione respinge l'emendamento Lion 1.46.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Vendola 1.47 e 1.48; si intende che vi abbia rinunciato.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Vigni 1.49, Vianello 1.50 e Realacci 1.51.

Fabrizio VIGNI (DS-U) illustra le finalit del proprio emendamento 1.52, del quale raccomanda l'approvazione, sottolineando che tale proposta intende rafforzare il regime sanzionatorio, nei casi in cui le opere realizzate senza autorizzazione comportino rischi sul piano della idoneit statica degli edifici.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Vigni 1.52, Vianello 1.53 e Realacci 1.54.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Vendola 1.55; si intende che vi abbia rinunciato.

La Commissione respinge l'emendamento Vianello 1.56.

Fabrizio VIGNI (DS-U) illustra le finalit dell'emendamento Vianello 1.57, del quale raccomanda l'approvazione, ribadendo la necessit di non sottovalutare l'adozione di misure di garanzia contro gli interventi volti a modificare la destinazione d'uso delle opere.

La Commissione respinge l'emendamento Vianello 1.57.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Vendola 1.58; si intende che vi abbia rinunciato.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Lion 1.59 e Vigni 1.60.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti




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Vendola 1.61, 1.62 e 1.63; si intende che vi abbia rinunciato.

La Commissione respinge l'emendamento Vigni 1.64.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Vendola 1.65; si intende che vi abbia rinunciato.

La Commissione respinge l'emendamento Realacci 1.66.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Vendola 1.67 e 1.68; si intende che vi abbia rinunciato.

La Commissione respinge l'emendamento Vigni 1.69.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Vendola 1.70, 1.71, 1.72, 1.73, 1.74 e 1.75; si intende che vi abbia rinunciato.

Donato PIGLIONICA (DS-U), illustrando le finalit dell'emendamento Vigni 1.76, del quale auspica l'approvazione, osserva che esso intende correggere il testo del disegno di legge, al fine di bloccare un messaggio di carattere negativo lanciato al Paese, che rischia di abbassare il livello di rispetto della legalit.

La Commissione respinge l'emendamento Vigni 1.76.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Vendola 1.77; si intende che vi abbia rinunciato.

Michele VIANELLO (DS-U), illustrando le finalit dell'emendamento Lion 1.78, di cui raccomanda l'approvazione, sottolinea che il provvedimento in esame d luogo ad un vero e proprio condono edilizio. Poich il Paese attento al dibattito che si svolge in Parlamento su questo tema, ritiene che l'eventuale approvazione del disegno di legge rischi di creare i presupposti per la realizzazione di ulteriori atti di abusivismo edilizio.

Ermete REALACCI (MARGH-U) rileva che i contenuti del disegno di legge in esame sono gradualmente evoluti in senso peggiorativo nei diversi passaggi parlamentari, cos da comportare, anche a causa dell'ambiguit delle singole disposizioni, un ulteriore aggravamento del fenomeno dell'abusivismo edilizio. Di conseguenza, ritiene che sarebbe opportuno, anche da parte dei gruppi di maggioranza, valutare la predisposizione di un apposito ordine del giorno per l'esame in Assemblea, che faccia chiarezza sugli aspetti di concreta applicazione del provvedimento, quali, ad esempio, quelli connessi al divieto di sanatoria nei parchi nazionali e nelle aree protette.

Adriano PAROLI (FI), relatore, dichiara di non comprendere l'atteggiamento di alcuni deputati dei gruppi di opposizione, volto a ridurre a formule denigratorie le finalit del disegno di legge in esame; tale atteggiamento ancor meno accettabile in occasione dell'esame presso la Commissione di merito, salvo che non si voglia riconoscere una precisa intenzione di strumentalizzare il dibattito a fini propagandistici.
Per quanto concerne le norme introdotte dal Senato, osserva che esse riprendono quanto gi approvato dalla Camera dei deputati in occasione della terza lettura del provvedimento, introducendo, come unico fattore innovativo, un criterio di gradualit in ordine ai tempi ed ai criteri volumetrici. Ribadisce che, in nessun caso, risulterebbe possibile ottenere una autorizzazione in sanatoria quando le opere abusivamente realizzate nelle aree vincolate siano in contrasto con gli strumenti urbanistici: pertanto, considerata l'assoluta chiarezza del testo a tale proposito, l'eventuale predisposizione di un ordine del giorno di tipo interpretativo sarebbe da considerare superflua, tanto pi che le disposizioni in questione non sono certamente applicabili ai casi paventati




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dai gruppi di opposizione, che si riferiscono ad aree sottoposte a vincoli di inedificabilit assoluta. In ogni caso, i gruppi di maggioranza conservano intatta la propria disponibilit ad un confronto aperto, a condizione che esso sia scevro da intenti di natura strumentale.

Ugo PAROLO (LNFP) rileva che, come gi osservato in precedenti sedute, le norme del disegno di legge non produrranno effetti concreti, se non per le opere realizzate nell'intervallo di tempo compreso tra il 31 marzo 2004 e il 30 settembre 2004. Osserva altres che l'obiettivo di estinzione del reato penale, quando vi sia l'autorizzazione in sanatoria, correttamente perseguito dalla disposizione in esame per un arco temporale circoscritto: tale obiettivo non potrebbe, infatti, essere pienamente realizzato per i lavori effettuati dopo l'entrata in vigore della disciplina al Codice dei beni culturali e del paesaggio. Di conseguenza, il provvedimento in esame comporta di certo una interrelazione con il predetto Codice, ma non nel senso di introdurre un nuovo condono edilizio, bens nel senso di ripristinare la disciplina precedentemente in vigore.

Fabrizio VIGNI (DS-U), sottolineando l'importanza di un dialogo reale e qualificato in seno alla Commissione, respinge le critiche rivolte ai gruppi di opposizione, che non stanno assumendo alcun atteggiamento propagandistico; semmai, i gruppi di maggioranza dovrebbero preoccuparsi di recenti articoli, apparsi sulla stampa internazionale, che sembrano censurare in misura molto pi drastica il provvedimento in esame. Ritiene, altres, di non potere condividere l'interpretazione delle norme proposta dal deputato Parolo, precisando che le novit rispetto alla precedente fase di esame del disegno di legge da parte della Commissione consistono, da un lato, nell'avvenuta emanazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, ma, dall'altro, nell'adozione di provvedimenti di condono edilizio, approvati in occasione dell'ultima manovra finanziaria. Ribadisce, quindi, la concreta difficolt di interpretare il provvedimento nel modo indicato dai deputati dei gruppi di maggioranza, anche alla luce di univoci elementi che emergono dalla documentazione a disposizione della Commissione.

Adriano PAROLI (FI), relatore, intervenendo per una precisazione, ribadisce come, anche volendo accogliere i rilievi del deputato Vigni, risulti comunque impossibile, alla luce delle disposizioni in esame, che le autorit competenti adottino un provvedimento di autorizzazione in sanatoria per opere abusive realizzate in aree sottoposte a vincolo di inedificabilit assoluta.

Ermete REALACCI (MARGH-U), alla luce delle ulteriori precisazioni fornite dal relatore, osserva che il confronto, in corso presso la Commissione, riguarda un punto di fondo: la difforme interpretazione delle disposizioni del disegno di legge, infatti, rafforza la necessit di ricorrere, quanto meno, allo strumento dell'ordine del giorno in Assemblea, al fine di dissipare ogni dubbio sugli effetti che potranno prodursi in sede di applicazione del provvedimento.

Maurizio Enzo LUPI (FI), nel rilevare come non sia possibile, alla luce delle disposizioni in esame, prescindere dalla conformit agli strumenti urbanistici, considera tuttavia essenziale affrontare una fase di approfondimento istruttorio, per cogliere le reali implicazioni di carattere urbanistico del disegno di legge: riterrebbe, a tal fine, particolarmente utile acquisire, per la prossima seduta, ogni possibile dato documentale, che chiarisca definitivamente quale sia l'interpretazione da dare ai commi in questione.

Michele VIANELLO (DS-U), intervenendo a seguito delle dichiarazioni rese dal relatore, ritiene che, considerate le difformi interpretazioni fornite dai deputati intervenuti nel corso del dibattito, sia prevedibile che si pervenga, in caso di approvazione del provvedimento, ad un'intensa




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e faticosa attivit di contenzioso. Di conseguenza, anche a nome dei gruppi di opposizione, auspica che il rappresentante del Governo possa farsi carico di mettere a disposizione della Commissione gli opportuni elementi informativi, per una valutazione precisa ed univoca della reale portata del provvedimento.

Il sottosegretario Cosimo VENTUCCI, pur ribadendo la chiarezza delle disposizioni contenute nel provvedimento, esprime la piena disponibilit del Governo ad andare incontro alle esigenze di carattere informativo espresse dai membri della Commissione. Si riserva pertanto di fornire, in occasione della prossima seduta della Commissione, gli elementi integrativi richiesti in ordine alle questioni emerse nel corso del dibattito.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge quindi l'emendamento Lion 1.78.

Pietro ARMANI, presidente, essendo imminente la ripresa delle votazioni in Assemblea, rinvia il seguito dell'esame alla seduta gi fissata per domani, alle ore 14.15.

La seduta termina alle 15.30.


AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:


SEDE REFERENTE

Governo del territorio.
Testo unificato C. 153 Bossi, C. 442 Vigni, C. 677 Martinat, C. 1065 Pecoraro Scanio, C. 3627 Mantini, C. 3810 Sandri, C. 3860 Lupi, C. 4707 Vendola.



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